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Critiche

SAMUELE GAROFOLI, Dopo l'esperimento folk-jazz, Luglio 2011

PostDateIconGiovedì 15 Dicembre 2011 15:47 | PostAuthorIconScritto da Gastone Pietrucci | PDF | Stampa | E-mail
"Gastone, la tua mail mi fa un piacere immenso. 
Era da quando ti ho sentito cantare quel pomeriggio di 2 o 3 anni fa al ridotto delle Muse che ho pensato che sarebbe stato bellissimo confrontarmi con te e la tua musica.
Certo ce n'è voluto di tempo, e Carlo poi magicamente, senza sapere nulla di ciò, ha creato quell'occasione che mancava.
Anche a me è piaciuta molto l'esperienza, anzi moltissimo, e devo dire che lavorare jazzisticamente su quei pezzi, mi ha fatto scoprire bene la musica popolare e me ne sono letteralmente innamorato. Ho continuato a cantarmi le melodie per giorni!!! 
Tu sei un artista favoloso, altre a tutte le qualità che ormai sai bene che ti sono riconosciute, hai pure quella capacità di riuscire così, in un attimo a inserirti in un contesto molto differente dai soliti e addirittura lasciarti andare fino a improvvisare. Non è affatto cosa comune, credimi.
Sono daccordissimo nel continuare l'esperimento, ci speravo proprio, e l'evoluzione passa certamente attraverso un concerto vero e prove per realizzare il progetto [...]. 
Lasciamo passare l'estate e poi ci mettiamo a lavorare [...]
Non vedo l'ora di cominciare!!
Ci sentiamo presto e grazie infinite per le tue parole e per la tua musica.
ciao
Samuele"
Samuele GAROFOLI, Luglio 2011
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GIAMPIERO DI BENEDETTO, San Giuliano Milanese, Dicembre 2011

PostDateIconGiovedì 15 Dicembre 2011 15:22 | PostAuthorIconScritto da Gastone Pietrucci | PDF | Stampa | E-mail

"[...*  spesso la tua voce, attraverso l'ascolto dei CD, ci tiene compagnia. E' la voce più vera e più profonda delle Marche, sempre pronta a colmare la nostalgia che nasce dai chilometri che ci separano [...]".

Giampiero DI BENEDETTO, San Giuliano Milanese, Dicembre 2011

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GIOVANNI FALSETTI SU L'OPERA DISCOGRAFICA DE LA MACINA SU FRANCO SCATAGLINI

PostDateIconMercoledì 29 Giugno 2011 15:17 | PostAuthorIconScritto da Gastone Pietrucci | PDF | Stampa | E-mail
GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA
Da "TUTO E' CORPO D'AMORE" a "EL VIVE D'OMO" I-II
Ventiquattro liriche dal canzoniere poetico di Franco Scataglini musicate ed interprretate da La Macina
Doppio Bootleg Live (CD M.C.M. Records 050Cd-W-1509)
"[...] ho finalmente avuto il tempo di ascoltare il doppio cd che mi hai mandato [...] I dischi che mi hai regalato hanno riattizzato in me l'amore che ho sempre avuto per La Macina. Ti confesso che per me che sono 'esule' in Umbria, la musica della Macina è qualcosa che mi ravviva il senso delle radici, anche se soltanto nella nostalgia e nella malinconia. Una cosa mi è risultata chiara, fin dal primo ascolto del disco 'scataglianiano': i tuoi pezzi sono, nella loro bellezza peculiare e inconfondibile, una cosa nuova, diversa, rispetto alle poesie di Scataglini. Non inferiori o superiori, ma una cosa diversa, nuova. Questo, io credo è inevitabile, perché un conto è leggere un testo poetico aspettando che siano la propria immaginazione e voce interiore a dare volto e voce alla parola poetica che risuona dentro di noi e un conto è che la tua voce e la tua musica, Gastone, dotino di un senso, inevitabilmente altro , le stesse parole. Avviene la stessa cosa quando qualcuno che non siamo noi recita una poesia che conosciamo bene e ci pare che essa, per effetto della diversità della voce recitante, acquisti luce e significato nuovi: tanto più con la musica, che è un mezzo espressivo diverso dalla parola e che è  carico di un suo fortissimo senso peculiare.
Cosa sono diventate allora, le liriche di Scataglini dentro la musica e il canto de la Macina? Sono diventate quella particolarissima forma d'arte che viene genericamente classificata come 'canzone d'autore'. In questo senso il fatto che accanto ai titoli delle liriche scatagliniane compaiano tra parentisi anche il tuo nome e quello degli altri che hanno contribuito a creare quest' opera collettiva è la conferma di ciò che ti scrivo.
Le poesie di Scataglini rilette e interpretate (nel duplice senso, teatrale e letterario) dalla Macina, mi sono apparse come un bellissimo lavoro dialogico: da una parte stanni i testi di Scataglini, che per un momento hanno perso la loro autonomia significante; dall'altra la musica e la voce della Macina, che a sua volta ha ceduto al suo interlocutore poetico parte della propria autonomia musicale. Il risultato è un prodotto osmotico, per cui il testo di Scataglini, penetrato dal suono della vostra musica e dal timbro inconfondibile della tua voce, manifesta soprattutto certe armoniche della poesia del poeta di Ancona, quelle più legate all'humus dialettale e popolare; mentre la musica della Macina assorbe in parte le atmosfere popolari e in parte anche quelle medioevali, colte, arcaiche, attraverso l'uso di certi melismi arcaici e anche di strumenti come il violino. La musica della Macina riesce sempre esattamente a entrare in sintonia con lo spirito delle liriche di Scataglini, sia quando vuole essere elegiaca e contemplativa, come in Tuto è corpo d'amore, sia quando assume movenze ironiche come La via della Gabella, o ancora, quando assume i connotati della ballata tragica (Quindici Giugno, Carta Laniena), oppure si impregna di profonde atmosfere mediterranee arcaiche, che ricordano quelle di Creuza de ma, come Carcere demolito.
E' dunque un impasto originalissimo, che per un verso ci riporta alla sintassi comune della musica d'autore italiana (e francese): Ciampi, De André, Brassens. Per un altro verso però, questa musica suona nuovo perché inedite nel panorama della musica d'autore sono le parole di Scataglini e nuova suona la musica della Macina a contatto con questi testi. E qui si colloca il secondo lato del rapporto tra la vostra musica e i testi poetici: se è vero che la musica e la voce inevitabilmente connotano le parole scatagliniane è altrettanto vero che la forma poetica profonda che le strutture si comunica nella sua essenza intatta alla musica, obbligandola, in un certo senso, a esprimere la musicalità implicita che c'è in essa. Così, in questo rapporto triangolare tra testo poetico, musica, voce il tuo lavoro consegue l'originalità.
Per originalità io ho sempre inteso, bada bene, non il capriccio individualistico di chi scrive, dipinge, compone ecc., ma la capacità dell'artista di coincidere con lo Spirito storico collettivo. Nel caso della Macina, l'originalità consiste nel dare forma musicale appropriata al substrato folklorico peculiare delle nostre care Marche, in una forma che chiaramente non è più quella del popolo ma è spiritualizzata dal tuo lavoro interpretativo.
Un'altra perla da aggiungere alla corona! [...]".
 
Giovanni FALSETTI *, da una lettera scritta a Gastone Pietrucci, Perugia, 23 Giugno 2011.
 
* uno dei più importanti e significativi poeti e scittori marchigiani.  
 
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 29 Giugno 2011 15:27)

 

"CONCERTO STRAORDINARIO PER CASTELDELCI" DI GASTONE PIETRUCCI, LA "VOCE" DE LA MACINA

PostDateIconLunedì 27 Giugno 2011 16:36 | PostAuthorIconScritto da Gastone Pietrucci | PDF | Stampa | E-mail

 

Il “Concerto straordinario per Casteldelci” ha visto GASTONE PIETRUCCI, la “voce” de La Macina”,e Marco GIGLI alla chitarra impegnati nel bellissimo borgo di Casteldelci, punto d'incrocio fra Marche, Toscana ed Emilia-Romagna.
In un pomeriggio in cui il sole, dopo un preoccupante passaggio temporalesco, ha illuminato la suggestiva Piazza San Nicolò l’intenso momento musicale ha concluso un pomeriggio di arte e di musica iniziato con l'inaugurazione della Mostra di Arti visive "Sogni incrociati a Casteldelci” ospitata nella Casa Museo Sandro Colarieti e seguito dalla visita guidata all’esposizione.
Il concerto  minimale e rigorosamente in acustica dal titolo emblematico: "Nel canto la memoria..." ha coinvolto l’attento pubblico presente e ha riscosso un grande successo.
Un particolare  ringraziamento va a Gastone e a Marco per aver aderito all’invito degli organizzatori riportando in questi luoghi di antiche tradizioni canti e parole che hanno sicuramente risuonato in questa valle nei tempi passati.
 
 
Roberto Tilio
Curatore della mostra “Sogni incrociati”, 27 Giugno 2011

 

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LA BAND LONDINESE E IL FOLK DI PIETRUCCI. I MONDI MUSICALI FANNO IL PIENO IN CITTA'

PostDateIconMercoledì 22 Giugno 2011 21:28 | PostAuthorIconScritto da Gastone Pietrucci | PDF | Stampa | E-mail

UN SABATO SERA DA PIENONE IN PIAZZA DEL PAPA E AL LAZZRETTO

LA BAND LONDINESE IL IL FOLK DI PIETRUCCI
I MONDI MUSICALI FANNO IL PIENO IN CITTA'
 
di Andrea Maccarone
 
 
Il centro fa il pieno con Spilla e Amo la Mole. Circa 600 gli spettatori sabato sera in piazza del Papa alla data d'inizio del festival firmato Concerto con il live dei Mystery Jests. E contemporaneamente alla Corte della Mole Vanvitelliana La Macina trascina un migliaio di presenti. da una parte il rock indipendente degli inglesi nel salotto buono della città. Dall'altra la tradizione folk del gruppo di Gastone Pietrucci. E la città risponde con entusiasmo agli stimoli dell'estate appena cominciata. [...] Tanti ragazzi arrivati da tutta la provincia e da fuori regione per assistere all'unica data marchigiana dei Mystery Jets. Il gruppo ha messo in piedi uno spettacolo assolutamente godibile e costruito su una scaletta di brani presi un pò da tutto il loro repertorio. Ovviamente la fetta più ampia del live è stata occupata dai brani dell'ultimo disco dal titolo Serotonin. Poi un viaggio a ritroso per spulciare dagli altri tre dischi pubblicati dal gruppo. Sotto il palco lo zoccolo duro dei fans. Su tutta la scalinata, invece, il pubblico occasionale, passanti e curiosi, letteramente conquistati dal suono fresco e melodico di questa band che da circa sei anni non smette di entusiasmare. Mentre per La Macina il successo era quasi scontato. Una carriera lunga 40 anni. Ben 13 dischi e collaborazioni con alcuni tra i maggiori poeti e cantautori italiani. Così il gruppo di ricerca e tradizione del canto popolare marchigiano ha fatto centro con lo spettacolo dedicato ai 150 anni dell'Italia: "1861-2011. Un Paese mancato?". Brani estrapolati dall'ultimo lavoro dal titolo "Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto vol. III". Un viaggio attraverso i secoli. La capacità de La Macina è proprio quella di riuscire ad attingere dalle più profonde radici della nostra terra, facendo proprie le modalità e i riti della civiltà conradina che poi divulgano con esemplare rispetto e amore. Una volta tanto, grazie agli spettacoli, il centro città ha catturato l'attenzione del resto della riviera. Un buon punto di partenza su cui continuare a lavorare. [...]
 
Andrea Maccarone.
Il Messaggero, Anno 133, N° 165, Lunedì 20 Giugno 2011.
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