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Da “Tuto è corpo d’amore” a “El vive d’omo” Gastone Pietrucci
Da “Tuto è corpo d’amore” a “El vive d’omo” Gastone Pietrucci
Da “TUTO E' CORPO D'AMORE" A "EL VIVE D'OMO " - GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA, 2009
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Brano da ascoltare:
CD I, n. 1 "Tuto è corpo d'amore" (Scataglini-Taborro-Pietrucci)
Ventiquattro liriche dal canzoniere poetico di
Franco Scataglini musicate ed interpretate
da La Macina.
Con la partecipazione straordinaria di
Marino Severini (Gang) e Fabio Verdini.
Bootleg Live (solamente dimostrativo ad uso esclusivamente privato)
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CD I
CD II
"La mancata pubblicazione del Cd Macina/Scataglini è un
delitto, per te, per Scataglini e soprattutto per chi ama la
poesia".
Alessio LEGA*, da una lettera scritta a Gastone Pietrucci,
Milano, 14 Maggio 2010.
* cantautore e vincitore della Targa "Tenco Opera Prima", 2004
* * *
""Gent.mo Gastone Pietrucci / La Macina
[...] ho trascorso la fine del vecchio anno in compagnia del doppio CD con le 24 liriche di Franco Scataglini. E nei giorni a seguire sono spesso ritornato all'ascolto di questa poesia della poesia che ha dato nuova misura e nuova forza a versi che non hanno mai terminato di gridare il loro pathos inconcluso. La musica riesce più direttamente a comunicare il complesso modo scatagliniano in quanto, senza prevaricarne l'intima naturalità linguistica, ne sottolinea con forza l'elementarietà (apparente) e l'esemplarità. Grande lavoro di tessitura melodica e di cadenza ritmica che implica una sicura capacità di lettura testuale ed intepretativa. E poi il suo straordinario timbro vocale che precisa le sospensioni sciolte della metrica di settenari e senari fabulatori, con una inquietante immediatezza: è una cadenza e uno strumento aggiunto alle cadenze e agli strumenti. Starei per dire: un canto altro da quello del pentagramma.
Non posso che complimentarmi per questa operazione di alta cultura e di alto sapere con La Macina al completo, alla quale sin da ora offro ogni mia totale collaborazione, se mai ne avesse bisogno.
Comprendo a pieno la sua amarezza per gli insensati divieti opposti dalla famiglia alla diffusione di questo decennale impegno, augurando un cosciente ravvedimento in favore dell'Arte.
Con ogni cordialità".
Giarmando DIMARTI,* da una lettera scritta a Gastone Pietrucci e a La Macina, Macerata, 25 Gennaio 2011.
* uno dei più significativi ed importanti poeti marchigiani
* * *
"[...] ho finalmente avuto il tempo di ascoltare il doppio cd che mi hai mandato [...] I dischi che mi hai regalato hanno riattizzato in me l'amore che ho sempre avuto per La Macina. Ti confesso che per me che sono 'esule' in Umbria, la musica della Macina è qualcosa che mi ravviva il senso delle radici, anche se soltanto nella nostalgia e nella malinconia. Una cosa mi è risultata chiara, fin dal primo ascolto del disco 'scataglianiano': i tuoi pezzi sono, nella loro bellezza peculiare e inconfondibile, una cosa nuova, diversa, rispetto alle poesie di Scataglini. Non inferiori o superiori, ma una cosa diversa, nuova. Questo, io credo è inevitabile, perché un conto è leggere un testo poetico aspettando che siano la propria immaginazione e voce interiore a dare volto e voce alla parola poetica che risuona dentro di noi e un conto è che la tua voce e la tua musica, Gastone, dotino di un senso, inevitabilmente altro , le stesse parole. Avviene la stessa cosa quando qualcuno che non siamo noi recita una poesia che conosciamo bene e ci pare che essa, per effetto della diversità della voce recitante, acquisti luce e significato nuovi: tanto più con la musica, che è un mezzo espressivo diverso dalla parola e che è carico di un suo fortissimo senso peculiare.
Cosa sono diventate allora, le liriche di Scataglini dentro la musica e il canto de la Macina? Sono diventate quella particolarissima forma d'arte che viene genericamente classificata come 'canzone d'autore'. In questo senso il fatto che accanto ai titoli delle liriche scatagliniane compaiano tra parentisi anche il tuo nome e quello degli altri che hanno contribuito a creare quest' opera collettiva è la conferma di ciò che ti scrivo.
Le poesie di Scataglini rilette e interpretate (nel duplice senso, teatrale e letterario) dalla Macina, mi sono apparse come un bellissimo lavoro dialogico: da una parte stanni i testi di Scataglini, che per un momento hanno perso la loro autonomia significante; dall'altra la musica e la voce della Macina, che a sua volta ha ceduto al suo interlocutore poetico parte della propria autonomia musicale. Il risultato è un prodotto osmotico, per cui il testo di Scataglini, penetrato dal suono della vostra musica e dal timbro inconfondibile della tua voce, manifesta soprattutto certe armoniche della poesia del poeta di Ancona, quelle più legate all'humus dialettale e popolare; mentre la musica della Macina assorbe in parte le atmosfere popolari e in parte anche quelle medioevali, colte, arcaiche, attraverso l'uso di certi melismi arcaici e anche di strumenti come il violino. La musica della Macina riesce sempre esattamente a entrare in sintonia con lo spirito delle liriche di Scataglini, sia quando vuole essere elegiaca e contemplativa, come in Tuto è corpo d'amore, sia quando assume movenze ironiche come La via della Gabella, o ancora, quando assume i connotati della ballata tragica (Quindici Giugno, Carta Laniena), oppure si impregna di profonde atmosfere mediterranee arcaiche, che ricordano quelle di Creuza de ma, come Carcere demolito.
E' dunque un impasto originalissimo, che per un verso ci riporta alla sintassi comune della musica d'autore italiana (e francese): Ciampi, De André, Brassens. Per un altro verso però, questa musica suona nuovo perché inedite nel panorama della musica d'autore sono le parole di Scataglini e nuova suona la musica della Macina a contatto con questi testi. E qui si colloca il secondo lato del rapporto tra la vostra musica e i testi poetici: se è vero che la musica e la voce inevitabilmente connotano le parole scatagliniane è altrettanto vero che la forma poetica profonda che le strutture si comunica nella sua essenza intatta alla musica, obbligandola, in un certo senso, a esprimere la musicalità implicita che c'è in essa. Così, in questo rapporto triangolare tra testo poetico, musica, voce il tuo lavoro consegue l'originalità.
Per originalità io ho sempre inteso, bada bene, non il capriccio individualistico di chi scrive, dipinge, compone ecc., ma la capacità dell'artista di coincidere con lo Spirito storico collettivo. Nel caso della Macina, l'originalità consiste nel dare forma musicale appropriata al substrato folklorico peculiare delle nostre care Marche, in una forma che chiaramente non è più quella del popolo ma è spiritualizzata dal tuo lavoro interpretativo.
Un'altra perla da aggiungere alla corona! [...]".
Giovanni FALSETTI *, da una lettera scritta a Gastone Pietrucci, Perugia, 23 Giugno 2011.
* uno dei più importanti e significativi poeti e scrittori marchigiani.
* * *
"[...] E' inutile che ti dica che ho apprezzato il lavoro tuo e dei tuoi compagni de 'La Macina', sia per quanto avete fatto sul campo, sia per questa operazione su Scataglini [...] lavoro vitale, interessante e meritorio che allarga e sposta il modo di leggere e di godere di questo poeta. [...] prima di tutto ti sono grato per avermi fatto conoscere un poeta così straordinario e che non conoscevo. Alcune delle poesie che avete musicato, mi hanno folgorato per la loro bellezza, per questa lingua rinventata e concreta, di una forza oscrura e primigenia. "La madre che mi tolse" o il finale di "Su la rena" sono poesie da memorizzare e ricordare tra le grandi del nostro paese oggi.
Il problema che ti ponevo, nella mia lettera dimenticata, riguardava la vostra loro traduzione in un linguaggio musicale popolare. Ad essa va prima di tutti riconosciuta la dignità e la pensosità delle scelta che avete fatto di legare la tua voce di chansonnier colto a una musica che si radica nella tradizione folclorica locale a testi solo in apparenza dialettali, ma in relatà di raffinata fattura letteraria. Certo questo dialetto marchigiano, molto personalizzato, questa carnalità delle parole e questa sofisticata aura localistica spiega la vostra scelta [...]
Emilio JONA,* da una lettera scritta a Gastone Pietrucci, Torino 4 gennaio 2012.
* uno dei più importanti scrittori italiani. Studioso di canti popolari, poeta, romaziere, autore di saggi e libretti d'opera
* * *
Perché Scataglini
E' stato giustamente rilevato che l'opera in versi di Franco Scataglini, dalla prima raccolta E per un frutto piace tutto un orto ('73) al suo poema-culmine El sol ('95), si sviluppa secondo un ascendente verticale: dal patimento carnale, nelle forme più dure dell'esproprio e della penuria, alla nuda espressione di un valore per cui la vita coincide esattamente con il senso della poesia. Non perché la poesia sostituisca o surroghi la vita ma, al contrario, perché imponendosi con forza invasiva essa ne restituisce tutto lo spessore e il pulsare lancinante.
All'apice di un lungo viaggio dentro l'esistenza, le immagini terminali della Rosa e del Giardino sono, per Scataglini, come l'antipode e il riscatto di quelle che ne ferivano crudamente l'avvio, vale a dire il Carcere, il Mattatoio e il Labirinto in cui l'uomo si aggirava accecato, senza requie e destino, alla pari di un Minotauro.
Sono, queste, immagini della cultura classica (e Scataglini fu in effetti poeta di straordinaria raffinatezza) ma traslate in una lingua che si origina da dentro e dal basso. E' la lingua medesima dei provenzali e di Dante ma, nello stesso tempo, è il bacino in cui rampollano da sempre i dialetti, gli idiomi di un'atavica civiltà rurale e artigianale. Inimitabile è la pronuncia del poeta anconetano ma è lì che deduce la sua materia prima; ed è lì che La Macina lo incontra, nell'intersezione di carne esplosa e struggente spiritualità, nella speciale risonanza che fa della voce popolare un segno di aristocrazia.
Non si tratta, da parte della Macina, di un meccanico mettere in musica Scataglini, ovvero di illustrarlo (che sarebbe operazione prassitaria, persino temeraria); si tratta, semmai, di interpretarlo e, alla lettera, di tradurlo, come farebbe un pittore, uno scrittore o appunto un musicista che si ispirasse esplicitamente alla sua opera.
Infine è un modo per tornare a leggerlo, per accogliere il senso della sua perdurante eredità.
Massimo RAFFAELI - Francesco SCARABICCHI
dalla prefazione ai libretti di sala: "Tuto è corpo d'amore", (Il canzoniere di Franco Scataglini musicato ed interpretato da La Macina), 2005 e "El vive d'omo" (Dal canzoniere poetico di Franco Scataglini musicato ed interpreato da La Macina), 2007.
* * *
" [...] Per me e La Macina è motivo di particolarissimo orgoglio esserci accostati alla voce di uno fra i maggiori autori del Novecento. Ogni passo compiuto è stato nella dignità e nel riguardo di un'opera che impreziosisce il nostro repertorio e lega il senso popolare e aristocratico della poesia di Scataglini proprio là dove egli la indicava nel giusto verso e nel suo contrario (angelo e animale, pidocchio e dio) [...]".
Gastone PIETRUCCI-LA MACINA, La Macina e Franco Scataglini, dalla prefazione al libretto di sala: "Tuto è corpo d'amore (Il canzoniere di franco Scataglini musicato ed interpretato da La Macina), 2005.
"[...] E così ora, questo piccolo corpus di liriche di Franco Scataglini che La Macina ha musicato, oltre che leggere, si potrà anche cantare, acquistando con la musica, una nuova dimensione, un nuovo pathos, una nuova "vita", in un connubio inedito, "quasi" naturale.
Come scrive acutamente Massimo Raffaeli: "Gastone e La Macina si limitano appunto a porgere e trslare a cadenza testi che sarebbe per chiunque temerario voler 'interpretare'. Perciò si tartta di una loro specialissima offerta; anzi un omaggio di cuore" [...] E così parafrasando Franco, "all' imbrunire, quando si addormentano le immagini, e si destano i suoni", La Macina inizierà, con l'affetto della memoria, il suo speciale Concerto del Tramonto in un suo omaggio, ed in omaggio alla "sua" musica ed alla sua grande poesia. [...]".
Gastone PIETRUCCI, La Macina ancora su Franco Scataglini, dalla prefazione al libretto di sala: "El vive d'omo" (Dal canzoniere poetico di franco Scataglini musicato ed interpretato da La Macina), 2007.
* * *
" [...] Tuto è corpo d'amore, canzone fra l'altro bella e degna quella che ho sentito [...]"
Giovanna MARINI, Roma 29 gennaio 2011
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" [...] Tuto è corpo d'amore è molto bella e non si può capire il perché di una simile cosa [...]. Credo che il povero Franco Scataglini non potrebbe che essere strafelice di quello che hai fatto e nel "grande dubbio del nulla o del qualcosa" certamente la tua / vostra energia, che definerei carezzevole, si sommerà a quella di Franco Scataglini ed il lavoro sbocciato anche per questo non va assolutamente buttato [...]"
Massimo LIBERATORI, Spello 3 febbraio 2011
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"[...] Che incredibile storia quella di Scataglini! [...] Il pezzo,Tuto è corpo d'amore, è bellissimo [...]
Valter COLLE, Udine, 3 Febbraio 2011
* * *
" [...] ci hai solleticato e messo addosso impazienza per l'attesa dei risultati del nuovo lavoro nel quale ti butti come solo tu sai fare: anema e core. Ti ripeto, son sicuro che verrà qualcosa di veramente grande da questo incontro di due sensibilità poetiche e musicali di grande rilievo; unire alla poesia che è già musica il tuo modo di cantare, di sentire e di interpretare la tradizione popolare del canto, di dargli toni, livelli e valenze poetiche che forse neanche ai tempi del canto istintivo e non contaminato riusciva a toccare mi sembra una cosa che non può che generare il bello; e il bello fa bene, vivifica e lascia momenti e tracce indelebili nell'animo.
In questo senso mi è venuto alla mente il verso de La Fontaine ' si votre ramage se rapporte à votre plumage...' e l'ho piegata alla situazione per significare che ton ramage (= canto, modo di cantare) se rapporte (combacia perfettamente) à ce plumage (cioè alla materia, agli scritti dello Scataglini, che hanno una profonda bellezza e mi piacciono). [...]"
Antonio CIMA, Iragna (Ticino, Svizzera), 26 Gennaio 2007
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