--

Manifesto ufficiale
Monsano Folk Festival 2026
(Foto: Emanuela
Sforza, 2002- Progetto grafico: Arch. Stefano Santini)
“Fare un Festival, di questi tempi, ha un valore anche politico.
Perché è un modo di combattere, non solo la crisi, ma anche il silenzio”.
Amedeo Fago *
* Direttore
del Laura Film Festival 2011
“Il nostro governo ama le piazze piene pert
una sera, le notti bianche,
i concerti dei cantanti che costano tanto e
non costruiscono niente, se non consenso”
Roberto De Simone
Il Festival, voluto dal Comune di Monsano (An), con il
patrocinio e la copartecipazione del Consiglio
Regionale delle Marche, il patrocinio, della Fondazione Pergolesi-Spontini, curato dal Centro Tradizioni Popolari, per la direzione artistica di Gastone Pietrucci, si aprirà (sabato
1 Agosto) e si chiuderà sabato 22 Agosto a Monsano.
Gastone Pietrucci
Caricatura-collage
di Corrado Olmi, 2008
*
C’eravamo prima che
arrivaste
ci saremo quando
sarete andati via
James Reston
*

Monsano
(An) - Visione di Monsano vista dall’alto
* * *
Come arrivare a Monsano
In auto: Autostrada
A14 Bologna-Bari, uscita Ancona Nord poiSuperstrda SS76 Ancona-Jesi-Roma
Uscita: MONSANO
In treno: Linea Roma-Falconara-Ancona, stazione di Jesi (MONSANO a 6.5 Km)
In aereo: Aeroporto “Raffaello Sanzio” di Falconara M.-Ancona (MONSANO a 15 km)
In nave: Porto di Ancona (MONSANO
a 27 Km)
* * *
CONFERENZA STAMPA
MARTEDÌ 28 LUGLIO 2026
ore 10,30
presso le Sale
Pergolesiane del Teatro Pergolesi di Jesi
presentazione del cartellone
41° MONSANO FOLK
FESTIVAL
Rassegna internazionale
ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival
Torna il Monsano Folk Festival, Rassegna internazionale ed
itinerante di Musica Popolare originale e di revival, curato dal Centro
Tradizioni Popolari con l’ideazione e la direzione artistica di Gastone
Pietrucci. Il Festival, voluto dal Comune di Monsano (An), con il patrocinio il
patrocinio della Regione Marche, della Fondazione Pergolesi-Spontini, curato
dal Centro Tradizioni Popolari, per la direzione artistica di Gastone
Pietrucci, si aprirà (sabato 1° agosto) e si chiuderà sabato 22 agosto a
Monsano.
ufficio stampa:
FONDAZIONE PERGOLESI SPONTINI
Simona Marini tel. 0731 202944 | cell. 393 9570691 | ufficiostampa@fpsjesi.com

Sala
Pergolesiana della Fondazione Pergolesi-Spontini- Jesi
* * *


PROGRAMMA SINTETICO
(a seguire Programma analitico)
MONSANO (AN) – SABATO
1 AGOSTO - Ore 21,30
Piazza dei Caduti – Serata Inaugurale
RADIO
NOЀ *
IL RITORNO DEI RADIO NOЀ
con l’amichevole
partecipazione straordinaria di
Gastone Pietrucci

* In
esclusiva per il Monsano Folk Festival
*
MASSA FERMANA (FM) – DOMENICA 2 AGOSTO - Ore 21,30
Piazza Garibaldi – Concerto Incontro della Sera
MACINA
TRIO
L’AMORE, IL DIAVOLO E
L’ACQUASANTA
Liricità,
licenziosità, religiosità nella cultura orale matchigiana

Marco
Gigli-Gastone Pietrucci-Roberto Picchio
*
POGGIO SAN MARCELLO -MERCOLEDÌ 5 AGOSTO - Ore 21,30
Piazza Italia – Concerto-Grande della Sera
LA MACINA
NEL CANTO, LA MEMORIA
Viaggio nelle radici
della cultura orale marchigianai

*
MONSANO (AN) – SABATO 8 AGOSTO - Ore 21,30
Piazza dei Cadutii – Concerto
Incontro della Sera l
LA MACINA E MASSIMO RAFFAELI
L’UMILE ITALIA *
La Macina e i poeti


* In
esclusiva per il Monsano Folk Festival
*
MONSANO (AN) – DOMENICA 9 - Ore 19,00
Piazzetta Matteotti – Concerto Incontro del Tramonto
FILIPPO PAOLASINI
IL VIAGGIO DI KENITCH *
N disco scritto, cantato,
suonato e prodotto da Filippo Paolasini
con l’amichevole
partecipazione straordinaria di
Gastone Pietrucci e
Andrea Vincenzetti


* In
esclusiva per il Monsano Folk Festival
*
MARINA DI MONTEMARCIANO - MARTEDÌ 11
AGOSTO - Ore 21,30
Piazza Michelengelo– Concerto Grande
della Sera
LA MACINA & ELISA RIDOLFI
COME LUCE A NOTTE
Omaggio al Poeta Francesco Scarabicchi
e ai cantautori
Modugno, Ciampi, Tenco e De Andrè

*
PIEVETORINA (MC) - GIOVEDÌ 13 AGOSTO - Ore 21,30
Piscina
Benessere Comunale di Pievetorina (Viale G. Marconi, 11)- Concerto Grande della Sera
ENSEMBLE INTERCULTURALE TERZAVIA
con l’amichevole
partecipazione straordinaria di
Gastone Pietrucci e
Marco Gigli

*
JESI (AN)- DOMENICA 17 AGOSTO
- Ore 19,00
Chiesa di San Bernardo (Via Valle, 3) - Concerto del Ricordo e della Memoria
GASTONE PIETRUCCI, LAMACINA
E NADIA PIRANI ORAZI
IL CANZONIERE DELLA PIRANA *
Presentazione del
fascicolo n. 15 della Collana Foglie d’Album dedicato a
ELVIRA CORSETTI
PIRANI
A cura di Gastone
Pietrucci

* In
esclusiva per il Monsano Folk Festival
*
POLVERIGI (An) - MARTEDÌ 18 AGOSTO - Ore 21,30
Chiostro di Villa “Nappi”
– Concerto-Incontro della Sera
GASTONE PIETRUCCI E MARCO POETA
ALCHIMIA
Dodicicordeperunavoce
scuraetorturata

*
MONSANO (AN) – VENERDÌ 21 AGOSTO - Ore 19,00
Piazzetta
Matteotti – Concert Incontroo del
Tramonto
DARIO ASPESANI
PECORE CAPRONI ED ALTRE FIGURE ISTITUZIONALI
Undici brani tra ironia e
osservazione sociale
con Carlo CELSI, violino

*
MONSANO ((AN) – SABATO 22AGOSTO - Ore 21,30
Piazza dei Cadutii – Grande
Concerto di Chiusura Festival
MACINA-GANG
2000-2026 VENTISEI ANNI D’AMICIZIA E DI BUONA MUSICA *
dei due grppi “storici “ del folk e del rock
italiani

Macina-Gang
* In
esclusiva per il Monsano Folk Festival
***

Walter Piacesi, “Il passero
solitario” (incisione/particolare)
dalla cartella di acqueforti “Le Marche/spiagge/campagne/paesi”
Logo del Monsano Folk Festival e del Gruppo “La Macina”
(per gentile concessine dell’autore Walter Piacesi
e dell’Editore Raffaele
Bandini)
***
Tecnico Audio Luci:
Eliseo Mozzicafreddo con Elena “Belen”

Tecnico “ausiliare”
Marco Tarantelli
MAR…
re


Monsano, Piazza dei Caduti
Veduta diurna e notturna del luogo dei Concerti del Monsano
Folk Festival
*
CON GRANDE PIACERE,
COMUNICHIAMO A TUTTI GLI INTERESSATI,
CHE E' IN VIA DI REALIZZAZIONE
LA MAGLIETTA CON IL LOGO DE LA MACINA
CHE GIA' POTRANNO TROVARE NELLE GIONATE DEL
41° MONSANO FOLK FESTIVAL (1-22 AGOSTO 2026)!!!.
Nel 2008, Corrado Olmi, mi regalò una
simpatica caricatura-collage
(diventata il simbolo de La Macina) che oggi,
finalmente riproponiamo sulle magliette,
per tutti coloro che avranno il piacere
di possedere un simile indumento.
Gastone Pietrucci, Jesi 7 Luglio 2026

1) Maglietta con il logo de La Macina
*

Monsano (An) –Jesi (AN)- -
Massa Fermana (Fe)-Montemarciano (An)-
Pievetorina (Mc)- Poggio San marcello
(An) - Polverigi (An)
e con
contributo e il patrocinio
Comune di Monsano - Fondazione
Pergolesi Spontini
a cura de
Centro Tradizioni Popolari
Ideazione e Direzione artistica:
Gastone Pietrucci
1 -22 - AGOSTO 2026
Gemellato dal 2012 con Folk Festival Suoni sul Lago (AQ)
dal 2022 con il World Land Festival della Musica e della Cultura dal Mondo
dal 2023 con Vita Vita Rassegna internazionale di di Arte Vivente di Civitanova Marche
e dal 206 con UH. Insieme d’arte per dieci giorni di
Poggio San marcello (An)




PROGRAMMA
ANALITICO
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
MONSANO
(AN) - SABATO 1 AGOSTO – ORE 21,30
UN
GRANDE RITORNO MUSICALE
___________________________________________________________________________________________
Piazza dei Caduti - Serata Inaugurale
In collaborazione con il
Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano
RADIO NOЀ *
IL RITORNO DEI RADIO NOЀ
con l’amichevole partecipazione straordinaria di
GASTONE PIETRUCCI
Marco Gigli-Mauro
Gozzi-Giuliano Pietroni - Logo dei Radio Noè
Il primo nucleo dei Radio Noè’ nasce nel 1997 come
evoluzione naturale di esperienze musicali e personali diverse.
Il
risultato è l’incontro, nella forma canzone non ortodossa, di una
tradizione autoriale e poetica che si sposa con il folk rock, il blues,
le sonorità mediterranee.
Il gruppo poi si allarga fino ai sette
musicisti con cui vengono realizzati due CD , TraSudando nel 2001 e Cantina Cantarini nel 2005
I DUE CD DI
RADIO NOЀ

CD, Radio
Noè, trasudando, rn 2001 - CD, Radio Noè, Cantina Cantarini, rn 2005
Dalla
presentazione a TraSudando, primo lavoro discografico dei Radio Noè:
“TraSudando
è attraversare il sud.
“Andar” in
spagnolo è camminare, avendo oò tempo di osservare, di capire.
Un elogio
alla lentezza di cui sono maestri i popoli che vicolo al sole.
Trasudare è
anche lasciare che tutto esca, filtrato dal tempo: umori, sentimenti, emozioni.
Portare
all’estermo, verso chi ascolta.
Nei Sud
possibili della mente, viaggaire in malinconica leggerezza con mariachis
messicani,
posteggiatori
napoletani, saltimabvanchi girovaghi, cani andalusi…
TraSudando è anche per loro.
Radio Noè
Marco Gigli voce, chitarra
Mauro Gozzi voce, chitarra
Claudio
Bevilacqua
chitarra elettrica
Giuliano
Pietroni mandolino
Roberto
Picchio fisarmonica
Riccardo
Andrenacci
batteria
Paolo Capecci batteria
Marco
Tarantelli, contrabbasso
e con l’amichevole
partecipazione straordinaria di
Gastone
Pietrucci, voce
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
In caso di maltempo nell’Officina della Cultura “Torquato
Cesaroni”(Via Rastelli)
I_____________*____________
____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
MASSA
FERMANA (FM) – DOMENICA 2 AGOSTO – ORE 21,30
TRIO MACINA AL WORLD LAND FESTIVAL
__________________________________________________________________________________________________________...................................................................................-------------------
In collaborazione con il
Comune, l’Assessorato alla Cultura di Massa Fermana
e con la tredicesima
edizione del WORLD LAND FESTIVAL

MACINA
TRIO
L’AMORE,
IL DIAVOLO E L’ACQUASANTA
Liricità, licenziosità,
religiosità nella cultura orale matchigiana


Macina
Trio - Gastone
Pietrucci, L’amore, il diavolo e
l’acquasanta, collage, 1996



Gastone
Pietrucci – Marco Gigli – Roberto Picchio
Mentre vivi, bevi.
Omar Khayan
Una
ripresa di un vecchio lavoro de La Macina del 1996, rimontato ed aggiornato per
questa serata di Massa Fermana, che ha riscosso sempre un notevole successo di
critica e di pubblico. Il concerto verte su tre temi fondamentali della cultura
orale marchigiana (presenti del resto in ogni tradizione, in ogni altra cultura
popolare): la liricità, la licenziosità e la religiosità. Quindi l’amore in
tutte le su sfaccettature, della gioia, del dolore, dell’innamoramento,
dell’abbandono, del pianto e del riso: il diavolo, ossia la satira, lo
sberleffo, la metafora licenziosa, la gioia prettamente terrena, sfrenata e
sanguigna del vivere e del godere; e infine l’acqua santa, ossia il bisogno
universale dell’uomo di spritualità e di profonda religiosità.

Macina Trio
Gastone
Pietrucci,
voce
Marco Gigli voce, chitarra
Roberto
Picchio fisarmonica
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
*_
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
POGGIO
SAN MARCELLO (AN) – MERCOLEDÌ
5 AGOSTO – ORE 21,30
LA MACINA AL FESTIVAL UH INSIEME D’ARTE PER DIECI GIORNI
________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
In collaborazione con il
Comune, l’Assessorato alla Cultura di Poggio San Marcello
e con UH. Insieme d’arte per dieci giorni di Poggio
San Marcello (An)

LA MACINA
NEL CANTO,
LA MEMORIA
Viaggio nelle radici della cultura orale marchigianai

La
Macina -
Quasi sessant’anni di
attività e non sentirli se non come sprone per mettersi ancora alla prova e per
ripercorrere con questo concerto, i contesti e gli incontri che hanno
alimentato un appassionante percorso di ricerca e animazione, continuando a
chiamare a raccolta le espressioni culturali più significative della propria
terra, Le Marche, accomunate dall’amore per il popolare assunto come specchio
nel quale riflettere istanze e problemi del nostro presente.
Un concerto che esalta la bellezza e densità della
proposta artistica de La Macina e
del suo ‘aedo malinconico e ardente’,
Gastone Pietrucci, capace di
restituirci, con fedeltà filologica e pronuncia contemporanea, le gemme di una
plurisecolare tradizione di canto che così si rinnova, negando decadenza e
anacronismi, per ribadire la volontà
‘ostinata e contraria’ a durare nel tempo
“[…] la grana
della voce di selce e di ombroso elluto di Gastone Pietrucci, albero di canto del suo territorio con
La Macina […]”
Guido
Festinese, il Manifesto, Alias, 13 Aprile 2024
La Macina
Gastone
Pietrucci,
voce
Adriano
Taborro, chitarra, mandolino
Marco Gigli voce, chitarra
Roberto
Picchio fisarmonica
Riccardo
Andrenacci, batteria, percussioni
Marco
Tarantelli, contrabbasso
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
*
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
MONSANO
(AN) – SABATO 8 AGOSTO – ORE 21,30
LECTIO MAGISTRALIS DI MASSIMO RAFFAELI SU TRE GRANDI POETI
MARCHIGIANI
FRANCESCO SCARABICCHI, ALLÌ CARACCIOLO E FRANCO SCATAGLINI
___________________________________________________________________________________________________________________________________________
Piazza
dei Caduti– Concerto Incontro della Seral
In collaborazione con il
Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano
LA MACINA E MASSIMO RAFFAELI
L’UMILE ITALIA
*
La Macina e i poeti

La Macina-Marco Tarantelli - Massimo Rraffaeli
Lectio magistralis di Massimo Raffaeli
su tre grandi poeti marchigiani: Francesco
Scarabicchi, Allì Caracciolo e Franco Scataglini, impreziosita dal canto de La
Macina, che interpreterà alcune liriche dei tre poeti musicati dal Gruppo.
Da Mi gela gli ochhi l’aria e Nave
che porti al niente (F. Scarabicchi, M. Gigli, La Macina), a L’Ulisse che non torna (A.Caracciolo,A.Taborro,
La Macina) e L’anima canta stanca (A.
Caracciolo, M. Gigli, La Macina) e a Nomi fuligginose e Lauda anconitana (F.
Scataglini, M. Gigli, La Macina) e Tuto è corpo d’amore (F.Scataglini,
A.Taborro, La Macina).

Francesco
SCARABICCHI
(Ancona 1951-2021)
Ha esordito nel 1982 con La
porta murata (Ancona, Residenza, 1982). Tra i suoi libri successivi: Il viale d’inverno (Brescia, L’Obliquo,
1989), Il prato bianco (2017, Torino,
Einaudi, [Brescia, L’Obliquo, 1987], Il
cancello 19801999 (Ancona, Pequod, 2001), (L’esperienza della
neve (Roma, Donzelli, 2003), L’attimoterrestre. Cronache d’arte 1974-2006
(Ancona, Affinità elettive, 2006), La
ferita della luce (Milano, Quaderni di Orfeo, 2007), con Massimo Raffaeli, Dovuto a La Macina (Jesi, Centro
Tradizioni Popolari, 2008), L’ora felice
(Roma, Donzelli,2010), con ogni mio saper
e diligentia. Stanze per Lorenzo
Lotto (Macerata, Liberilibri, 2013), Non
domandarmi nulla (traduzioni da Garcia Lorca e Antonio Machado, 2025). Esce
postumo il libro La figlia che non piange
(Torino, Einaudi 2021) “[…] uno dei suoi libri, senz’altro il più
commovente […] Il lirismo sommesso ed essenziale tipico del poeta marchigiano è
qui al servizio di un libro testamentario in cui il poeta fa pacamente i conti
con la fine della vita, avvertita ormai come imminente. Senza mai indulgere al
pathos, attenendosi a quella sobrietà linguistica, a quel «monachesimo
lessicale», come scrisse Enrico Testa, che chi ha letto Il prato bianco e gli altri suoi non numerosi libri ha imparato a
interpretare come indicazione etica non meno che come scelta stilistica”.
(Massimo Raffaeli)
-

Allì
CARACCIOLO (S.T.A)
Poeta e regista,
è docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università di Macerata.
Ha fondato e dirige il Teatro di Ricerca Sperimentale Teatro A.
Specifica attenzione per la cultura della
Controriforma, con scritti riguardanti demonologia, area galileiana e lincea,
società e cultura fiorentina tardo-rinascimentale. Nell’ambito della ricerca
teatrale, indaga precipuamente, sul piano teorico e operativo, sia i linguaggi
teatrali del Novecento, sia la virtualità drammatica di testi non drammaturgici
(come la letteratura giuridica, demonologica e documenti processuali del
Cinque-Seicento, cultura popolare di tradizione orale, etc.), con particolare
riguardo al testo filosofico, studiandone criteri e modalità di
ritestualizzazione scenica, per un ‘teatro della filosofia’.
In campo artistico, ha pubblicato opere di poesia e
di drammaturgia. Finaliste ai più importanti Premi di Poesia le sue opere.
Tra i
riconoscimenti più recenti: Marchigiano dell’anno (2000) in Campidoglio,
per il teatro e la poesia; Serata d’onore per la poesia presso l’Accademia
d’Ungheria in Roma; Targa d’argento della città di Macerata, Provincia e
Regione Marche per l’attività teatrale e poetica; Personaggio dell’anno
per la città di Macerata (2003). Premio Mugellini 2023 per laricerca nelle
Arti.
Alcune pubblicazioni:
Corpo nemico. Gli organi sensori nella letteratura
demonologica dell’età della Controriforma, in particolare nella figura della possessione, Annali Università Macerata, XXIV (1991); Praticabilità
drammatica e drammaturgia del testo filosofico. Lo “Spaccio della bestia
trionfante” di Giordano Bruno, Annali Università Macerata, XXV-XXVI
(1992-93); Il fuoco e il vuoto, in Fuoco, Il lavoro editoriale,
Ancona 1999; I filosofi dispersi. Storia di Filippo Salviati galileista
negli anni della Controriforma, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici,
La Città del Sole, Napoli 2001; Dèmoni d’aria. L’aria tra immaginazione e
scienza nel Seicento, Il lavoro editoriale, Ancona 2001; «Sensate
esperienze» nella Commedia dell’Arte. La rivoluzione copernicana del teatro, Annali
Università Macerata, XXXV (2002); La tragedia
sospesa. Definizione della tragedia moderna nel teatro di Ugo Betti,
Ripostes, Salerno 2003; Il teatro il sogno. La luna capovolta: un
esperimento di messinscena (Sogni di Girolamo Cardano), in Sogno &
Racconto. Archetipi e funzioni, Le Monnier, Firenze 2003; Discorso intorno al Grammelot,
«Annali Università Macerata», XXXVII (2004); ed altre opere.
Per la Poesia:
Malincóre (una fonologia del vuoto), Amadeus, Cittadella 1996; English
Cemetery, Edizioni del Leone, Spinea Venezia 2001; La insomiglianza
(quattro poemetti), Ripostes, Salerno 2007; Santa Giovanna La Pazza
Edizione del Leone, Spinea Venezia 1998 (Teatro). Fonologia del vuoto (sottotitolo di Malincòre, Padova 1993), Marginalia,
Milano 2000 e Anacromia/Blood (Piccola
Biblioteca Anterem).

Franco
SCATAGLINI
(Ancona 1930- Numana 1994)
Una fra le voci più intense ed originali della
poesia contemporanea. Poeta di straordinaria raffinatezza, sui reperti e le
reliquie di un anconetano arcaico, ha costruito la proiezione autonoma della
sua lingua poetica. Ha pubblicato Echi (Ancona,
S.E.V.A, 1950), E per un frutto piace
tutto un orto (Ancona,
L'Astrogallo, 1973), So' rimaso la spina. (Ancona, L'Astrogallo, 1977), Carta
laniena. (Ancona, Residenza, 1982). Rimario agontano. (Milano,
Scheiwiller, 1987), La rosa. (Torino, Einaudi, 1992), El sol.
(Milano, Mondadori, 1995). Nel 2023 esce Franco Scataglini Tutte le
poesie a cura di Paolo Canettieri, (Macerata, Quodlibet)
LA MACINA
Gastone
Pietrucci,
voce
Adriano
Taborro, chitarra acustica, mandolino, violino, oud
Marco Gigli, chitarra, voce
Roberto
Picchio, fisarmonica
Riccardo
Andrenacci,
batteria e percussioni
Marco
Tarantelli,
contrabbasso
con
Massimo
Raffaeli, lectio magistralis
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
In caso di maltempo nell’Officina della Cultura “Torquato
Cesaroni”(Via Rastelli)
*
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MONSANO
(AN) – DOMENICA 9 AGOSTO – ORE 19,00
PRESENTAZIONE DEL PRIMO VINILE DI FILIPPO PAOLASINI
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In
collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Monsano
FILIPPO PAOLASINI
IL VIAGGIO DI KENITCH *
Un disco scritto, cantatato, suonato e prodotto da Filippo
Paolasini
con l’amichevole partecipazione straordinaria di
GASTONE PIETRUCCI e ANDREA VINCENZETTI

Filippo
Paolasini - Coperftima del vinile , Il viaggio di Kenitch
Il viaggio di Kenitch è un'esperienza in musica che nasce da 40 anni di
vita. Una storia che è partita in musica e morirà in musica. Nove brani che
raccolgono le memorie tra quelle che fanno parte del DNA, vera testimonianza
del tuo passato, e quelle che costruisci viaggiando, curiosando, attraversando
la vita degli altri. Il viaggio non è solo partire, a volte è immergersi dentro
la propria esistenza, dentro la propria vita e scoprire che la fiamma, ancora
accesa, non si spegne se sai rivolgerti al "bambino" che è in te!
Ecco che dall'ingenuità primordiale ci ritroviamo ai grandi sogni della vita da
adulto, tutto miscelato in chiave folk con la volontà di suonare
"addosso" alla gente, per trasmettere più un entusiasmo che una
maestria. Il viaggio di Kentich sia chiama così perché è il soprannome che
mi ha dato mia madre, a furia di storpiare la canzone Nietzsche che dice.
"Nic' co dic'?! Bo Nic Kentich Bo,Bo!?" e il resto è storia!
Tracklist:
1) Father Song (instrumental)
2) Quell'insostenibile leggerezza
dell'essere (ciao,miao,bau)
3) Suffering moon
4) bimba
5) binari
6) Opinioni di una Vegetariana
7) Cane. Sola come un...
8) Ciao Lou
9) Oh come triste il mar + La Canna
(tradizionale)

Filippo
Paolasini
il titolo del vinile
è Il viaggio di Kenitch
Un disco scritto,
cantato, suonato e prodotto da Filippo
Paolasini.
Per il compleanno dei 40 anni
ho deciso di farmi un regalo, stampare 300 dischi in vinile, la mia più grande
passione, e idealmente sperare che questa mia musica arrivi ad almeno 300
persone che mi hanno conosciuto e costruito parte della mia esistenza,
condizionandola, stravolgendola, migliorandola, amplificandola.
Dentro questo "viaggio" c'è la storia di un ragazzo diventato adulto
ma che ancora fa i conti con il bambino che è dentro di sé.
Filippo Paolasini, voce, chitarrae
con
e con
Gastone Pietrucci, voce
Andrea Vincenzetti, organetto
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
In caso di maltempo nell’Officina della Cultura “Torquato
Cesaroni”(Via Rastelli)
*
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MARINA DI
MONTEMARCIANO (AN) – MARTEDÌ 11 AGOSTO –
ORE 21,30
OMAGGIO ALLA POESIA DI
FRANCESCO SCARABICCHI E AI GRANDI CANTAUTORI
DPMENICO MODUGNO, PIERO CIAMPI, LUIGI TENCO, FABRIZIO DE ANDRЀ
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Piazza Michelangelo -- Concerto Grande
della Sera
In collaborazione con il
Comune, l’Assessorato alla Cultura di Montemarciano
LA MACINA
& ELISA RIDOLFI
COME LUCE
A NOTTE
Omaggio al poeta Francesco
Scarabicchi e ai cantautori Modugno, Ciampi, Tenco e De Andrè


La Macina
Elisaa Ridolfi Gastone
Pietrucci


Francecso Scarabicchi- Domenico Modugno-Piero
Ciampi-Luigi Tenco-Fabrizio De Andrè,
Con questo particolare
concerto, La Macina vuole omaggiare
il grande poeta marchigiano, Francesco
Scarabicchi, grande amico e collaboratore del Gruppo di Ricerca e Canto
Popolare Marchigiano. Inoltre nel programma, oltre al repertorio popolare
marchigiano de La Macina, sono
inseriti brani di Domenico Modugno,
Piero Ciampi, Luigi Tenco e Fabrizio De Andrè, quattro cantautori che hanno
fatto la storia della musica leggere italiana.
Ad arricchire ulteriormente il Concerto, è prevista
la partecipazione straordinaria di Elisa
Ridolfi (Premio Tenco Opera Prima 2024),
una delle voci marchigiane più interessanti del panorama musicale italiano
ed una delle poche voci femminili italiane a cimentarsi, con Marco Poeta e con
grande successo, con il fado
tradizionale portoghese.
E così la “voce scura e torturata” di Gastone Pietrucci, leader de La Macina incontrerà e si amalghera con l’intensa e
affascinante voce di Elisa Ridolfi
in un connubiio particolarmente interessante, soatenute entrambe, dai
formidabili muicisti dle Gruppo: Marco
Gigli, Roberto Picchio, Riccardo Andrenacci, Marco Tarantelli, diretti dal
polistrumentista Adriano Taborro.
Domenico Modugno (1928-1994)
“ … Diede vita ad una nuova moda musicale,
basata su testi intelligenti… e con mudiche quasi sempre ispirate al genere
folcloristico. Ma soprattutto, fu il primo cantautore italiano…” Alfonso
Maselli
Luigi Tenco
(1938-1967)
“… il suo mondo poetico e musicale lo si
definisce, se si comprende l’opera di abbassamento e riduzione all’interno della
quale ha agito, cancellando le coloriture strapasane e la piccola borghesia del
sentimentalismo e della sublimazione provinciale…” Francesco Scarabicchi
Piero Ciampi (1934-1980)
“… Piero Ciampi, il suo essere poeta orale,
un poeta da ascoltare, un poeta che fa musica persino quando la musica non c’è.
Uno dei massimi livelli a cui è ascesa in Italia la canzone d’autore…” Enrico
de Angelis
Fabrizio De André (1940-1999)
“… E certamente nessuno dei cantautori
italiani ha saputo cantare così civilmente l’odio per l’inciviltà dei
tempi…” Michele Serra
LA MACINA
Gastone
Pietrucci,
voce
Adriano
Taborro, chitarra acustica, mandolino, violino, oud
Marco Gigli, chitarra, voce
Roberto
Picchio, fisarmonica
Riccardo
Andrenacci,
batteria e percussioni
Marco Tarantelli, contrabbasso
con la partecipazione
straordinaria di
Elisa Ridolfi, voce
Per ulteriori
approfondimenti su
ELISA RIDOLFI
vedi
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
___________________________________________________________________________________________________________________________ :
In collaborazione con il Comune,
l’Assessorato alla Cultura di Pievetorina
ENSEMBLE
INTERCULTURALE TERZAVIA
con la partecipazione straordinaria di
GASTONE PIETRUCCI E MARCO GIGLI
Terzavia – Laurita Pergolesi. leader, fondatrice del Gruppo
L’Associazione Ensemble Interculturale Terzavia è
attiva nella città di Ancona da quasi venticinque anni, con fini di utilità
sociale, per promuovere le risorse umane ed ambientali del territorio e la loro corretta
fruizione, perché sia data a tutti la possibilità di accesso ai diritti
fondamentali e alla vita sociale e lavorativa. Con questa mission, nasce l'ensemble interculturale
di Terzavia per dare voce alle culture che la compongono e comunicare
attraverso il linguaggio artistico musicale. I repertori che vengono eseguiti
sono principalmente di promozione dei diritti umani, canti di migrazione, la
lotta alla violenza di genere e la Pace. I componenti di questo Gruppo
provengono dall’Argentina, Romania, Brasile, Iran e Italia.
TERZAVIA
Aurica Maria Podea, (Romania),
voce
Felicia Caraffa,
(Brasile), voce
Laurita Pergolesi, (Argentina) voce,
chitarra
Kamyar Taghaboni, (Iran) chitarra
elettrica, voce
Nicolas Gaite, (Argentina) sax,
voce
Roberta Mancini, (Italia), voce
Valentin Arieta, (Argentina) percussioni
con l’amichevole
partecipazione straordinaria di
Gastone Pietrucci, voce
Marco Gigli, chitarra, voce
Gastone Pietrucci -– Marco Gigli
.
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
*
___________________________________________________________________________________________________________________________________________
JESI (AN) – DOMENICA 16
AGOSTO – ORE 19,00
CONCERTO RICORDO PER “LA PIRANA”
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Chiesa di San
Bernardo (Via Valle, 3) - Concerto del Ricordo e della Memoria
Con il
sostegno del Comune e l’Assessorato alla Cultura di Jesi e JesiEstate
GASTONE
PIETRUCCI, LA MACINA E NADIA PIRANI ORAZIn
IL
CANZONIERE DELLA PIRANA
*
Presentazione del Fascicolo n. 15 della Collana Foglie d’Album dedicato a Elvira
Corsetti Pirani
(A cura di Gastone Pietrucci)

Gastone
Pietrucci – Nadia Pirani Orazi
ANGELO CHE ME L’HAI FERIDO ‘L CORE…
Un tenero, tenace ricordo per Elvira, una delle informatrici
più importanti e significative della mia Raccolta e de La Macina
Raccontare è del resto un atto di giustizia:
l’unico modo per ridare ai morti un posto tra i vivi.
Walter Benjamin
Gastone
Pietrucci e La Macina, vogliono ricordare con tutto l’affetto della memoria una
grande, indimenticabile informatrice, Elvira
Corsetti Pirani, detta “La Pirana”.“
Ex contadina, nativa di Cupramontana (An) dove era nata
nel 1902. Da Cupramontana, sposandosi si è traferita nelle campagne di Jesi,
poi a Santa Maria Nuova (An), dove ha lavorato sempre la terra. Dal 1960 sino
alla morte, avvenuta nel 1983 ha abitato a Monsano (An). Era conosciuta come la Pirana.
Se Elvira ci ha lasciato questo suo grande patrimonio,
un grazie particolare va a sua nuora
Renata, che praticamente l’ha spinta e
convinta a farsi registrare. Io infatti, in quel periodo, stavo realizzando la
tesi di laurea, appunto sulla tradizione orale marchigiana e l’incontro con
Elvira (subito dopo Pietro Bolletta, il mio primo informatore) è stato importantissimo e fondamentale.
Gli inizi, per farla cantare, sono stati faticosi : si
vergognava, ma poi una volta rotto il ghiaccio, era lei la prima a cercarmi e a
propormi nuovi canti.
Abitava nel mio stesso pianerottolo di casa, e questa situazione
facilitava i nostri incontri. Arrivava, sempre vestita di nero, con i tre
nipotini che accudiva, praticamente sempre attaccati alla sua persona, ma con
un gran desiderio di ricantare quei canti, che erano stati il leitmotiv della sua esistenza giovanile,
del suo mondo faticoso e indimenticabile,
del duro lavoro dei campi.
Essendo analfabeta, si faceva scrivere i capoversi dei
canti dalla nuora Renata, per paura, una volta rimossi dalla memoria, di
scordarseli di nuovo.
Conosceva solo stornelli, che me li ha ricantati, nella
stessa maniera di quando lavorava nei campi. Tutti di un fiato, con una voce
acuta, tagliente, stridula, rispettando le pause tra una ripresa e l’altra
dello stornello; pausa che doveva servire a riprendere fiato e respirare.
Donna timida, si è sempre schernita, quasi
giutificandosi o vergognandosi, di saper cantare “soltanto così”: mentre i suoi canti a vocetta (come lei li chiamava)
sono fra i più belli e poetici di tutta la mia Raccolta, un vero e proprio
Canzoniere.
Ora, a ricordare e a cantare i canti de Il Canzoniere della Pirana, nella
suggestiva cornice della Chiesa di San Bernardo, sarà Gastone Pietrucci con il
nucleo “storico” de La Macina (Adriano Taborro, Marco Gigli e Roberto Picchio).
Tra l’altro, in questa occasione, verrà presentato il
n. 15 del Fascicolo della Collana Foglie
d’Album, dedicato proprio a lei, e
curato da Gastone Pietrucci.
Un doveroso ricordo e omaggio a questa grande donna,
anche se per un inspiegabile e persistente divieto del figlio, il Fascicolo non
si è potuto corredare e impreziosire con le foto della madre.
Pazienza, la forza della Pirana sta nei testi dei suoi canti e nel piacere di avermeli
regalati e la mia nel riproporli ulteriormente insieme a La Macina, tramandando
il ricordo per un dovere, che non dovremmo dimenticare mai: il dovere della
memoria.
Gastone Pietrucci,
Jesi,
20 Luglio 20

Portone ligneo cinquecentesco della Chiesa di San Bernardo uno
dei più bei gioielli drll’arte barocca presente a Jesi


Gastone
Pietrucci -Marco Gigli – Roberto Picchio-– Adriano Tabotrro
La Macina
Gastone
Pietrucci, voce
Adriano Taborro, chitarra, mandolino
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
Per ulteriori
approfondimenti sulla
CHIESA DI SAN BERNARDO
vedi
*
GASTONE PIETRUCCI E MARCO POETA
ALCHIMIA
Dodicicordeperunavocescuraetorturata
__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

Copertina CD -Gastone Pietrucci e Marco Poeta, Alchimia

Guido Festinese
Gastone
Pietrucci e Marco Poeta
Alchimia.
Dodici corde per una voce scura e torturata
MCM
Records2025
Passano gli anni, si srotolano uno dopo l’altro
i decenni, la voce di Gastone Pietrucci,
fiato delle Marche, ha trovato albergo nelle più diverse case della
musica: volando a distesa sulle volute orchestrali, trovando l’incastro
con il jazz, nato peraltro poco più d’un secolo fa anche sugli spunti offerti
dalle note dei popoli, scovando l’intesa con gli spigoli elettrici del rock,
con la parola fatta poesia e la poesia che diventa nota.
Ripercorrendo sempre e comunque con acribia e
voluttà le piste di quelle canzoni che hanno una sola vera dimora originaria:
il cuore delle musiche popolari di tradizione orale.
Stavano scomparendo, in un languore sfinito
dagli attacchi di una modernità meccanica incatenante che prometteva futuro ed
era invece consumo obbligatorio di oggetti e di tempo, Pietrucci le ha
recuperate e messe in salvo.
Mancava ancora qualcosa, c’era dunque ancora
una nicchia non avvistata, uno snodo non riconosciuto, una prospettiva
non messa a fuoco? Manca sempre qualcosa, nell’erranza delle vicende numinose
che riguardano le culture profonde, e in genere è qualcosa di speciale. Che ora
è qui.
Questo disco è in epitome il precipitato solido
e alchemico di una vita di meditazione e azione su cosa bisogna considerare
“tradizione”.
Cosa raccogliere da chi ci ha preceduto,
costruendo le condizioni materiali e spirituali perché altri lo
raccolgano, fino a quando ci saranno le forze. Pena lo smarrimento di porzioni
di sostanza della bellezza. Bellezza che ama nascondersi (anche) nella
semplicità, che, ci insegna Brecht, “è difficile da costruirsi”. Figurarsi da
raccogliere e tramandare.
Mancava un disco come questo, costruito su una
complementarietà che è fatta di due opposti secchi: e gli opposti si attraggono
con elusive ma efficaci strategie di intenti. E dunque: da un lato la voce
fatta di schegge petrose del cantore popolare delle Marche, che la pietra,
ingentilita dal diminutivo, se la porta anche nel cognome. Una voce nuda che
non teme di scendere nei dirupi e nelle forre, di abbarbicarsi a radici tenaci
e concrezioni maturate nei secoli. Dall’altra la chitarra a dodici corde
di Marco Poeta, altro segnale nel cognome, altro maestro
di eredità popolari, anche delle terre di Lusitania, ma a rovescio della
disseccata essenzialità di Petrucci: le corde che sprigionano ricami e trine,
che allestiscono interi campionari di fioriture melodiche quasi a dissimulare
la cruda nudità delle antiche canzoni popolari marchigiane.
Il risultato è quello del titolo: Alchimia. Troverete qui La “maledizione della madre” e
e “Faccede a’ la finestra Luciola”, “ Bella sei nada femmena” e la tormentata
“Cecilia”. Ad ogni brano popolare è associata un’introduzione tersa e sognante
dalle corde di Poeta, a volte un brano intero: dove è bello segnalare “Pensando
a John Renbourn e Bert Jansch”, un tributo a due maestosi signori del
folk che finora non c’era stato, e mancava.
Guido
FESTINESE, il Manifesto, Alias, Sabato 21
Marzo 2026

Salvatore Esposito
Gastone Pietrucci | Marco Poeta – Alchimia. Dodici cordeper
unavocescuraetorturata (MCM Records, 2025)
Ci sono
incontri che non obbediscono alle leggi ordinarie del tempo e dello spazio, ma
rispondono a un richiamo profondo, a un’urgenza espressiva che affonda le mani
direttamente nella nuda terra della tradizione orale. È in questo solco, vitale
e resistente, che prende forma "Alchimia. Dodici corde per una voce scura
e torturata", un’opera che fin dal titolo si dichiara come il precipitato
materico e spirituale di due vite votate alla ricerca appassionata delle nostre
radici. Da una parte c'è Gastone Pietrucci, custode della tradizione musicale
delle Marche e anima de La Macina, la cui voce ha attraversato nei decenni le
contaminazioni più audaci, scovando l'intesa con le volute orchestrali, il
rigore del jazz e le spigolosità del rock, per poi fare sempre ritorno alla sua
dimora d'elezione: il cuore antico dei canti popolari di tradizione orale. Dall'altra
parte dell'equazione troviamo Marco Poeta, indiscusso maestro d'eleganza
acustica e profondo conoscitore delle tradizioni d'impronta lusitana, capace di
trarre dalla sua chitarra a dodici corde un lirismo che allestisce veri e
propri campionari di fioriture melodiche. Il loro incontro, frutto di una
amicizia consolidata nel tempo, genera una dinamica formidabile: la vocalità
cruda, scura di Pietrucci, che non teme di abbarbicarsi alle concrezioni dei
secoli scendendo fino in fondo alle forre del dolore umano, viene costantemente
avvolta, dissimulata e contrappuntata dalle trine armoniche e tersissime degli
arrangiamenti curati dallo stesso Poeta. Abbandonata la rassicurante e ricca
veste strumentale del suo storico ensemble, Pietrucci si spoglia del superfluo
per abbracciare un suono scarno, essenziale e puramente acustico, dove la voce
e le corde ingaggiano una vera e propria lotta amorosa sul filo
dell'imprevedibilità. Le ispirazioni dell’album spaziano dal recupero del canto
tradizionale – qui trasmutato in oro sonoro attraverso arrangiamenti istintivi
e privi di schemi prestabiliti – fino ai raffinati echi strumentali del folk
britannico. Ascoltare questo disco significa abbandonarsi a un flusso
ininterrotto di emozioni, un viaggio intimo che recupera una purezza d'ascolto
densa e non mediata. Questo miracolo di equilibrio acustico, registrato in
presa diretta agli Studi Malleus di Recanati, si apre svelando subito questa
magnifica dialettica sonora con "Punta Paracia/'Stanotte mi sognai 'na bella
fata...", dove un'introduzione strumentale dal sapore quasi di fado
stemperato sfocia dolcemente nei frammenti di un'antica serenata marchigiana.
La tensione emotiva sale vertiginosamente affrontando i dirupi narrativi delle
ballate arcaiche, come l'imponente e drammatica "Maledizione della madre
(Nigra 23)", dove il canto nudo di Pietrucci restituisce tutto il peso
tragico di un racconto secolare. Il viaggio procede in modo organico e senza
strappi, lambendo la poesia rurale dell'ottava rima in "Fra giorno e nnotte
so' ventiquattr'ore..." e lasciando poi respiro allo strumentale
"Dandi", una composizione originale di Poeta che fa da preludio e
cesura all'incontro altissimo tra la poesia d'autore e il canto popolare. Si
giunge così a un dittico di rara suggestione: i versi di Francesco Scarabicchi
in "Mi gela gli occhi l'aria (Clausula)" sfumano, senza soluzione di
continuità e in una dimensione tersa e sognante, nell'inedito tradizionale
"Luna d'argento", suggellando un connubio perfetto tra parola colta e
melodia di strada. L'intesa tra la voce e le dodici corde si fa sempre più
serrata, confidenziale e materica, esplorando canti lirici monostrofici
d'ineffabile bellezza come in "Faccede a' la finestra Luciola..." e
accarezzando la grazia ruvida ed essenziale della serenata "Bella sei nada
femmena...". Subito dopo, il ritmo si anima e si fa circolare, ipnotico,
rievocando con vivida forza il lavoro femminile e la fatica delle filande
jesine nel canto "E io la vojo reggirà lla roda...", per poi
sprofondare nuovamente nella severità assoluta della ballata arcaica
"Cecilia (Nigra 3)", un dramma senza tempo in cui la chitarra di
Poeta riesce a tessere una luminosa rete di protezione attorno al dolore
cantato. In questa mappa di risonanze c'è spazio anche per le radici del folk
internazionale, quelle stesse radici acustiche che hanno nutrito generazioni di
esploratori del suono puro: "Pensando a John Rembourn e Bert Jansch"
è un tributo strumentale doveroso e magnifico, in cui Poeta omaggia due
maestosi signori del folk riempiendo un vuoto discografico con un tocco di
commossa ed elusiva gratitudine. A chiudere in modo circolare questo itinerario
è "Convegno notturno (Nigra 76)", un'altra inestimabile gemma dal
repertorio delle ballate antiche, che suggella un’opera concepita quasi come
una mistica stanza degli specchi, dove i due musicisti dialogano con i propri
demoni creativi e con le ombre luminose del passato. Alla fine dell'ascolto, ci
si rende conto che "Alchimia" non è una semplice raccolta di canti tradizionali
salvati dall'oblio, ma un gesto profondamente politico e poetico:
l'affermazione testarda di una bellezza che, come ci insegna Brecht, è
difficile da costruirsi e ancor di più da tramandare. Gastone Pietrucci e Marco
Poeta ci consegnano un capolavoro di scabra essenzialità, un disco fuori dal
tempo che invita all'ascolto lento e che rinnova il nostro incondizionato patto
d'amore per le musiche di radice.
Salvatore ESPOSITO, Bloogfolk, 9 giugno , 2026

Jonathan Giustini
Dalla
presentazione al Cd Alchimia
NELLA STANZA DEGLI SPECCHI, CON IL DEMONE
CHE LI ASCOLTA….
di Jonathan GIUSTINI
Gastone e Marco guardati in lontananza mi arrivano
bianchissimi, cerimoniosi, ma anche festosi, caciaroni, ridenti. Sembrano
felici, emozionati. Hanno attraversato quell’antica città bianca del Medio
Oriente, dovrebbero trovarsi nello Yemen ora, ma forse anche in Persia o magari
in Nepal. Avranno comunque già fatto una puntatina in Africa. Forse uno
spuntino. Non hanno lasciato detto molto alla loro partenza. Non ne hanno
parlato con nessuno. Hanno preparato una valigia leggera, con abiti impilati
alla rinfusa e sono partiti alla chetichella, da un giorno all’altro. Ho
provato a chiedere a Giorgio qualche altra indicazione, ma lui scuote la testa,
tiene il segreto evidentemente. Non capisco se esprime contrarietà o ironia,
forse la seconda piuttosto. Sotto i suoi folti baffoni non è semplice sempre capire.
Io ho trovato però una polla d’acqua magica, come uno strano modernissimo teleobiettivo, che mi consente di seguire in
modo sfocato il cammino; e da quel che posso capire in questo momento
provengono da un suk, lo stanno anzi anche attraversando. Sono in leggero
ritardo per le riprese. Riesco a sentire brandelli dei loro discorsi. Poi
ridono, si distraggono a guardare giovanetti e giovanette che gli corrono
dietro, tirano loro le lunghe vesti bianche nelle quali si sono avvolti come
per mascherarsi, ritrovarsi in abiti diversi dal solito ad un nuovo gioco
birichino, sfizioso, da sempre atteso. Sono asciutti e sudati nello stesso
momento. Paiono comunque felici, da quanto riesco ad intravedere attraverso lo
specchio d’acqua magica digitale.
Saranno già passati, mi domando, per Esfahan
o Murcheh in Iran? O si saranno fermati a Katmandu in Nepal?
Hanno appena registrato questo disco, Alchimia,
tutto in presa diretta. Un’onda uscita come nel dormiveglia. Eccitati come
ragazzini hanno deciso di trasportarlo in terre lontane, rapiti da
un’intuizione, che potrebbe apparire fuori tempo. E invece no. Piuttosto un
sogno, un desiderio recondito. Una compulsiva e stravagante bizzarria.
Sono in viaggio da qualche giorno, credo.
Penso. Potrebbero già essere arrivati.
Stanno inseguendo un’antica alchimia, un
rimosso tornato alla luce. Un antico desiderio. Portare la loro musica in terre
lontane. Ma non soltanto.
Cerco di seguirli come posso in questo
viaggio cosi repentino, inatteso, non comunicato, da folli, da temerari. Eppure
non sono più dei ragazzini. Ma che c’entra questo? Cosa vorrebbe dire? I
desideri non hanno età, non hanno confini.
Mi hanno appena mandato un messaggio ed una
foto che li ritrae sotto questi minareti della città dalle cento moschee. Dal
che deduco che potrebbero alfine trovarsi in Persia.
La loro è una divina Mimesis, così penso.
Dopo una vita passata a ricercare per le filande, a rimestare sotto le ampie
gonne delle filandare, poi nelle risaie, tra le mondine, su per certe montagne
e campagne marchigiane, tra le memorie all’acetilene di qualche informatore.
Una vita passata a macinare dentro un universo che tanto piaceva a Mario
Monicelli da averci ambientato alcuni dei suoi film più spettacolari, come Brancaleone
alle crociate e tutti i sequel che ne seguirono; un universo in fondo ben
delimitato, come rinserrato tra montagne, pur se infinito, come tutte le
tradizioni. Questa loro vita fatta di scavi, di passeggiate, di forsennate
corse in collina; ecco, dopo questa vita, hanno intravisto vagheggiare
ulteriore alternativa. Come per Pasolini, per un viaggio da Casarsa all’Africa
delle mille e una notte. Così, per loro, dalle Marche verso un altrove,
un’alchemica alternativa. Un andare oltre, incontro, al di là, verso una
geografia fatta ancora di ricerca di verità umane in via di estinzione.
Musicisti antropologi allora, ancora una volta, che dimostrano di conoscere più
gli arabi dei milanesi; golosi di isole dove sopravvive l’arcaico, per
contrastare l’omologazione di confini sempre più porosi. Barbari eleganti fatti
di vento che finiscono invece di distruggere “col distrarsi a guardare , e a
baciare, qualcuno che gli assomiglia prima di decidersi a tornarsene via”. Così
chiudeva proprio Pasolini difatti la Divina Mimesis. E questa immagine
si accampa a pennello ai due musicisti viaggianti.
Con Marco Poeta la loro valigia di canzoni nate in un consesso chiuso,
riparato dalle montagne. Come protetto. Un frammento di un canto di filanda
jesina, una vecchia ballata arcaica come Cecilia, lo spezzone di
un’antica serenata tratta da antichi canti di cultura orale marchigiana, appena
introdotta da Punta Paracia, fado stemperato. E poi ancora
un’altra ballata arcaica Maledizione della Madre, seguita da un canto in
ottava rima e certi tradizionali di informatrice, le tante incontrate lungo la
via. E ancora la serenata di Bella sei nada femmena e l’invocazione di
alcuni canti lirici monostrofici. Fino al Convegno notturno, ma spostato
verso John Rembourn, Bert Jansch, vere passioni di Marco.
Ora
penso però, al di là delle intenzioni culturali, che la verità unica e finale
di questo collage in musica, tanto amata, tanto preziosa, tanto sussurrata, è
che si sono ficcati in testa l’idea di partecipare come comparse, attori e
musici, a quel film leggendario che è stato Il fiore delle mille e una notte
di Pier Paolo Pasolini. Pur se effettivamente risultano in ritardo di oltre
cinquantanni dal tempo del suo farsi. Ma non importa il tempo. Perché la musica
che fanno non ha tempo, vale ogni condanna. Vale la fatica, il rischio del
volo. Musica che potrebbe entrare nel cinema.
Hanno difatti preparato una scaletta
succulenta, ci hanno lavorato molto e sperano che a Pasolini risulterà gradita
la loro apparizione. Se la ridono, se la raccontano ridendo come matti questa
storia; artefici di un’impresa senza costrutto. Vogliono suonargliela con il
demone che li ascolta, nella stanza degli specchi, la ragazza nuda sdraiata che
langue esausta dall’amore, in lontananza un sentiero di dromedari.
Loro sanno perfettamente che non lo
troveranno Pier Paolo ancora abbronzato, magrissimo, nervoso eppure sorridente,
arrampicato sopra un muro o ad inseguire correndo una ripresa ardita. Sanno che
non troveranno il suo profumo, la sua ombra, il suo sguardo acuminato che si fa
avvicinare con la dolcezza: loro, non lo troveranno, anche se lui ha sempre
aspettato o atteso tutti i veri sperimentatori della musica, i transfughi del
sogno e della parola. Loro con il loro intreccio di dialetti, con le loro
parlate marchigiane cosi saporite, cosi profonde. Sanno che non potranno
abbracciarlo e cantare e suonare per lui. Insieme a lui.
Ma non gli importa. L’alchimia sta anche in
questo: decidere di partire da Jesi, una bella mattina, per terre lontanissime,
sfidando il labirinto, i controlli e le normative. Partire per cercare
un’ombra, l’orma di un passo lontano, il figlio povero di un nipote di un
dignitario di corte, comparsa capitata per caso in quelle scene del film,
nemmeno consapevole che non si sarebbe mai rivisto; magari il residuo di un sublime
costume creato da Danilo Donati. Un viaggio che non ha senso, che non troverà
nessuno ad aspettarli, se non l’appagamento di un desiderio, la realizzazione
di un tenero collage dell’anima.
Il più fragile, il più indiscreto, il più
compulsivo. Da nascondere poi. Perché chi ci crederebbe, a chi raccontare
questa pazzia.
Ma importante è esserci andati veramente
cinquantanni dopo a Ta’izz, ad Aden, ad Al Mukalla, nell’Hadramaut, fino a
Shibam o MurchehKvort.
E quando torneranno nelle loro piccole
Marche, Gastone stenderà sulla lunga tavola di legno solido un foglio di carta
bianco, delicato come una duna; Marco lo assiste nell’impresa, sotto lo sguardo
sempre vigile di Giorgio e ci deporrà delicatamente sopra una vecchia foto di
Pasolini magari opera di Roberto Villa, il fotografo che lo seguì da esterno ai
tempi di quella lunga e sofferta produzione. Incollerà poi accanto l’ombra di
un minareto o due, qualche volto antico rapito tra la folla e nello spazio
bianco rimasto del foglio si genererà naturalmente come un piccolo proscenio,
il pavimento di una moschea. In quello spazio preciso del foglio e del collage
Gastone e Marco ora suonano per Pasolini la loro Alchimia. Cinquant’anni
dopo, piccoli come puntini di naso, colorati per emulsione di emozione.
Li vedo davanti a me, personaggi del loro
stesso collage. Opere della loro stessa opera. Angoli rotondi di un tappeto di
carta.
Il collage ora è finito, pronto per
adagiarsi ancora una volta dentro le pagine di un libro di preghiere o salmi
d’amore.
Io non oso toccarlo per paura di rovinarlo.
Lo tengo a debita distanza. Come una pernacchia. Uno starnuto sospeso. Una
marachella sublime.



Gastone
Pietrucci, voce
Marco Poeta, chitarra
dodici corde
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
*
_________________
__________________________________________________________________________________________________________________________
In
collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Monsano
e con la dodicesima
edizione del WORLD LAND FESTIVAL

PECORE
CAPRONI ED ALTRE FIGURE ISTITUZIONALI
Undici
brani tra ironia e osservazione sociale
con
Carlo CELSI, violino

Dario
Aspesani – Copertina disco
Pecore caproni ed altre figure istituzionali, il nuovo album di Dario Aspesani, musicista e divulgatore
musicale attivo dal 1992. Il disco, interamente scritto e suonato dallo stesso
autore, propone un percorso in undici brani che osservano con sguardo ironico e
documentato gli spaccati della vita contemporanea, affrontando tematiche
politiche, storiche e sociali.
La produzione, a cura di “Suoni dal Mondo”, è stata registrata presso il
Worldland Studio. La scelta di un approccio completamente autoriale risponde
alla volontà di Aspesani di mantenere un controllo diretto su testi,
arrangiamenti e sound, coerente con un percorso artistico e didattico avviato
oltre trent’anni fa. Il risultato è un lavoro che privilegia la narrazione
musicale come strumento di riflessione, senza ricorrere a semplificazioni
retoriche.
Il tracklist alterna toni satirici
a momenti di memoria storica e analisi sociale. Auto Blu Blues e Lo stato
osservano con disincanto le dinamiche del potere politico e il funzionamento
delle istituzioni, mentre Ho visto uomini
e E tornarono senza soldi pongono al
centro le marginalità sociali e le traversate del Mediterraneo. Brani come Cadde giù di Lunedì e Un murator a la revolucion recuperano
vicende e figure storiche spesso dimenticate, dalla scomparsa di Giuseppe
Pinelli alla fine degli anni Sessanta all’esperienza di Gino Donè, ex
partigiano e unico rivoluzionario europeo ad affiancarsi ai Barbudos nella
spedizione dal Messico a Cuba. Il Tango
del carrello, Vento duro e Da carcerato a deputato utilizzano
l’ironia per interrogare rispettivamente il consumismo, il turbo-capitalismo e
i paradossi della rappresentanza politica. Il disco si chiude con A Sunnyside, dedicato alla storia dei
Delta Italians, e con La Regina,
un’analisi sarcastica sulla corona britannica del secolo scorso.
“Volevo
raccontare il presente senza forzature, usando l’ironia come strumento di
distanza e di ascolto più attento” dichiara Dario Aspesani. “Ogni brano nasce
da una ricerca, da un fatto di cronaca o da una memoria che merita di essere
riascoltata, anche attraverso il filtro della musica.”
TRACKLIST
·Auto Blu Blues
·Ho visto uomini
·Cadde giù di Lunedì
·Il tango del carrello
·Un murator a la revolucion
·E tornarono senza soldi
·Da carcerato a deputato
·Vento duro
·Lo stato
·A Sunnyside
·La Regina

Dario
Aspesani
Dario Aspesani è musicista, compositore e divulgatore musicale marchigiano. Attivo dal
1992, ha sviluppato una produzione incentrata sul rapporto tra musica, territorio
e società, affiancando all’attività discorsiva progetti didattici e di ricerca
sonora. “Suoni dal Mondo” è un’etichetta indipendente dedicata a produzioni che
esplorano le intersezioni tra linguaggi musicali contemporanei e narrazioni
sociali. Ha inciso oltre cinquanta album tra il 1997 e il 2026. Diretto due
docufilm sul Delta Blues con particolare riferimento al chitarrista Robert
Johnson, collabora con diverse testate giornalistiche e ha pubblicato diversi
libri e studi in ambito di Worldmusic ed Early Blues. E' ideatore e direttore
artistico del Festival Worldland – Suoni dal Mondo e curatore del Museo della
Musica Popolare dal Mondo e Sperimentale di Montegiorgio. .


Dario Aspesani, voce,chitarra
Carlo Celsi, violino
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
In caso di maltempo nell’Officina della Cultura “Torquato
Cesaroni”(Via Rastelli)
*
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MONSANO
(AN) – SABATO 22 AGOSTO – ORE 21,30
MACINA E GANG ANCORA INSIEME
___________________________________________________________________________________________________________________________________
Piazza
dei Caduti– Concerto di Chiusura Festival
In collaborazione con il
Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano
MACINA-GANG
2000-2026 VENTISEI ANNI
D’AMICIZIA E DI BUONA MUSICA *
dei due gruppi “storici” del folk e del rock italiano

Sandro e Marino Severini
Gastone Pietrucci
“I giganti del cuore e della musica dell’antica
terra della Marca”
Giovanni
Coccia, Roma,
9 Giugno 2023

Macina-Gang, Monsano Folk Festival 2022
(Foto:
Marco Pozzi)
Nel 2000, per la prima
volta fu presentato al Monsano Folk Festival, il primo progetto Macina-Gang, che nel 2004, scaturì
nell’ormai famoso lavoro discografico, il cd Nel tempo e oltre cantando.
Collaborazione tra i due “storici” gruppi marchigiani del folk di Gastone Pietrucci e del rock dei Fratelli Marino e Sandro Severini, che
riscosse una unanime grande successo di critica e di pubblico. Macina-Gang, tra l’altro fu segnalato e premiato al Premio Tenco 2004, come SuperGruppo
dell’Anno.
Così, ancora una volta, il Monsano Folk Festival,
ospiterà, questa straordinaria reunion che
farà rincontrare di nuovo, come per magia, due mondi sonori, così lontani e
nonostante tutto così vicini.
“[…] Due
esempi di fierezza messi insieme, una colla della memoria e due reagenti che
assieme sprigionano forza e tenerezza. Adesso il connubio Macina e Gang è realtà a tutti gli effetti […] Qui troverete un incendio
elettrico che comincia con un altro titolo profetico, Le radici e le ali, un incendio
che è la forza nuda e poetica di un possibile canzoniere popolare costruito con
le schegge della tradizione orale e gli spezzoni brucianti del combat rock
militante. Mordono le chitarre con guizzante, saggio vigore, morde la voce antica ed essenziale di Pietrucci a dominare un flusso di
idee, storie, percorsi individuali e collettivi lontani dall’oblio”.
(Guido FESTINESE, World MusicMagazine, n. 66, Maggio-Giugno 2004)


Due momenti significativi
“rubati” dall’obiettivo magico di Marco Pozzi
prima del concerto
Macina-Gang, Monsano Folk Festival 2022
e dopo il concerto
Macina-Gang, Monsano Folk festival 2023
“Al Festival di Mantova oggi sarà presentato Nel tempo ed oltre, cantando, splendida collaborazione discografica fra il gruppo folk marchigiano La
Macina ed il gruppo veterano in Italia del combat rock, i Gang dei Fratelli
Severini […] Da una parte la Macina, uno dei gruppi cardine del folk revival
italiano: che significa opera di tessitura, di memoria, di rapporti sul
territorio, produzioni discografiche incessanti nei decenni, sino a ricostruire
una mappa degli alberi di canto che abitavano nel cuore d’Italia […] Dall’altra
parte i Gang,[…] uno dei pochi gruppi rock che nella Penisola possano andare a
testa alta, combat rockc affilato come un rasoio e dolce come un racconto sul
punto di svanire: esattamente come i brani raccolti da Gastone Pietrucci[…] Nel
tempo ed oltre, cantando… un cd che, se
ci saranno orecchie attente, potrebbe bissare lo straordinario exploit del
fischio del vapore dell’accoppiata De Gregori-Marini, a restituire dignità ai
canzonieri lasciati all’oblio comodo ai potenti di turno[…] Vengono in mente i gruppi migliori del rock
indipendente dall’altra parte dell’Oceano, a cominciare dalla Willard Grant
Conspiracy. Ma qui è tutta roba nostra: di ieri, ed invece è oggi, di oggi,
costruito su una sequenza di ieri che il tempo e i contrabbandieri della storia
vorrebbero portarvi via.” (Guido FESTINESE, Guerriglieri folk-rock in
azione, il Manifesto, 4 Marzo 2004)
La Macina
Gastone
Pietrucci, voce
Adriano
Taborro, chitarra acustica, violino,
mandolino
Marco
Gigli, voce, chitarra
Roberto
Picchio, fisarmonica
Riccardo
Andrenacci, batteria, percussioni
Marco
Tarantelli, contrabbasso
Giorgio
Cellinese, coordinatore
Gang
Marino Severini - voce, chitarra 12 corde
Sandro Severini - chitarra elettrica

CD Macina-Gang, Nel
tempo ed oltre cantando, 2004
Gastone
Pietrucci – Marino Severini – Sandro Severini
Ingresso
libero sino ad esaurimento dei posti
In caso di maltempo nell’Officina della Cultura “Torquato
Cesaroni”(Via Rastelli)
***
***
Gli Artisti
Protagonisti del
Monsano Folk Festival 2026

Radio Noè
Marco Gigli voce,
chitarra
Mauro Gozzi voce,
chitarra
Claudio Bevilacqua chitarra
elettrica
Giuliano Pietroni mandolino
Roberto Picchio fisarmonica
Riccardo Andrenacci batteria
Paolo Capecci batteria

La Macina
Gastone Pietrucci, voce
Adriano Taborro, (direttore musicale)
chitarra, mandolino,
violino, voce
Marco Gigli, chitarra, voce
Roberto Picchio, fisarmonica, voce
Riccardo Andrenacci, batteria, percusioni
Marco Tarantelli, contrabbasso
Giorgio Cellinese, coordinatore

Gastone
Pietrucci

Adriano
Taborro, chitarra, mandolino, violino,
oud
Direttore
artistico de La Macina

Marco
Gigli, chitarra, voce

Roberto
Picchio, fisarmonica, organetto

Riccardo
Andrenacci, batteria, percussioni

Marco
Tarantelli, contrabbasso

Dario
Aspesani

Elisa Ridolfi

Laurita
Pergolesi (Argentina)

Ensemble
Interculturale Terzavia
Aurica
Maria Podea,
(Romania), voce
Felicia
Caraffa, (Brasile), voce
Laurita
Pergolesi, (Argentina) voce, chitarra
Kamyar
Taghaboni, (Iran) chitarra elettrica, voce
Nicolas
Gaite, (Argentina) sax, voce
Roberta
Mancini, (Italia), voce
Valentin
Arieta, (Argentina),. percussioni

Marco
Poeta

Massimo
Raffaeli

Filippo
Paolasini

Andrea
Vincenzetti

Nadia
Pirani Orazi

Carlo
Celsi

Gang
(Sandro e
Marino Severini)
Ricordati
Elvira Corsetti Pirani
(1902 -1983)

Francesco Scarabicchi
(1951-2021)

Franco
Scataglini
(1930- 1994)

Corrado Olmi
1926- 2020)
*
SPONSOR
DEL FESTIVAL

Vicolo
della Pace, 3 – JESI (An)
Tele.
+ 39 0731 56174
*
Foglie d’Album
Raccontare è del resto un atto di giustizia:
l’unico modo per ridare ai morti un posto tra i vivi.
Walter Benjamin
Sotto
questo nome, da quest’anno sono indicati dei nuovi lavori, montati
appositamente per l’edizione attuale del Monsano
Folk Festival e per le
edizioni future.
Prerogativa
originaria ed insostituibile del Monsano
Folk Festival, è stata sempre quella di essere oltre che un Festival internazionale ed
itinerante, soprattutto un Festival
di Musica popolare originale oltre
che di revival. Quindi caratterizzare il Festival oltre che con gruppi od artisti di folk-revival, anche e soprattutto con la presenza indispensabile degli
autentici portatori della tradizione e della loro musica cosiddetta“originale”.
Sino ad
ora, sono riuscito (come ricercatore e come direttore artistico) a far
partecipare sino alle ultime edizioni del Festival i cosiddettiinformatori, a farli conoscere personalmente al
grande pubblico con concerti e partecipazioni memorabili, indimenticabili ed aggiungerei
fondamentali.
Ora
purtroppo questo grande patrimonio umano, piano piano, va inesorabilmente e
fisiologicamente scomparendo. Quindi mi sono posto il problema (una volta privi
di questo incommensurabile serbatoio umano della memoria) come continuare la
linea principale dell’ “originalità” delFestival, senza
snaturarlo né andando fuori tema.
Gli
ultimi informatori (magistralmente definiti anche
alberi di canto) stanno scomparendo, la mia testimonianza diventa sempre più
inevitabile per tramandare la loro memoria. Allora ho deciso che sarò io, con Foglie d’Album (quando non avrò più a disposizione i
principali informatori) a
sostituirmi a loro, nel raccontare a mia volta, i miei fortunati incontri, le
mie registrazioni con loro, prestando la mia voce, i miei ricordi, per far
rivivere le loro storie, le loro vite, i loro canti e tutto il loro bagaglio di
umanità, di tenerezza, di “amore” che in questi più che quaranta anni di
ricerca sul campo, mi hanno donato.
Gastone
Pietrucci,
Jesi,
12 Giugno 2009
Foglie d’Album
Fascicoli pubblicati
(a cura
di Gastone Pietrucci)
Foglie d’Album 2009

n.
1 Aldo
GOBBI
La voce,
l’organetto e la memoria
per un
grande ricordo: Aldo Gobbi

n. 2 Italo
AGNETTI, “Totò”
“In
famija eravamo
in
ventisei persone…
Foglie
d’Album 2010

n. 3 Pietro BOLLETTA
Il primo
grande informatore
de La Macina

n. 4 Armanda ANIMOBONO
MANCINI
&
LE SORELLE
La voce della
filanda jesina
Foglie
d’Album 2011

n. 5 Giuseppe GASPARRINI
“Beppe
de Birtina”
cantastorie marchigiano
Quel
felice incontro ad Appignano nel 2001…
Foglie
d’Album 2011

n. 6 Laura PIETRUCCI
CALABRESI
& Maria
PIETRUCCI
Lallì
& Mariuccia. Le voci di casa
Foglie
d’Album 2012

n.
7 Cesira
ZENOBI GIGLI
Adelaide
TASSI PIETRUCCI
Foglie
d’Album 2013

Numero
straordinario
Manuela
BALDUCCI GIGLI
Grande
voce femminile de La Macina
Foglie
d’Album 2014

Numero
straordinario
Gianfranco
COSTARELLI
La
Radiosa presenza
Foglie
d’Album 2016

n.
8 Nardino
BELDOMENICO
Grande “albero
di canto”, grande
informatore
e grande amico de La Macina

n.
9 Severino RONCONI
“Sonava
tutto… era bravissimo…
era
indistruttibile…”
con il contributo della Famiglia
Ronconi
Foglie
d’Album 2017
Grande
voce della terra e dell’anima
con il contributo della Famiglia
Lattanzi

n.
11 Quartina LOMBARDI GIANSANTELLI,
Cesira SANTARELLI COLTORTI e Italia
SANTARELLI
Quel
miracolo all’Ospedale “Murri” di Jesi
1976
Genesi di una ricerca
Foglie
d’Album 2020

n.
12 Giovanni CAPOGROSSI-Gianfranco FILIPPONI-
NAZZRENO SALDARI
Le
storie-Lo scioglilingua-Il canto
con il contributo di Alfiero Capogrossi
e di Adriana, Federico e Marcello Filipponii
Foglie
d’Album 2021
7
n. 13 Anna Maria
Bramucci CARRARA
A,B,C, Musica, maestra! Grazie.
con il contributo del Comune e
dell’Assessorato alla Cultura diMorro d’Alba
Foglie
d’Album 2022

Numero straordinario
Simona
STRONATI
“rossoSIMONA”
con il contributo del Comune e
dell’Assessorato alla Cultura di Monsano
Foglie
d’Album 2023

n. 14 Telemaca
CAGNONI GORI- Augusta MARCELLI BRUSCHI
Rose
d’amor
In preparazione
Foglie
d’Album 2026
n. 15
GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA E
NADIA PIRANI ORAZI
Il
Canzoniere della Pirana
Dediocato a Elvira Corsetti
Pirani
* I fascicoli della Serie Foglie d’Album editi dal Centro
Tradizioni Popolari sono
progressivamente numerati,
in modo da poterli
raccoglierli ed alla fine della Collana sistemarli in un apposito raccoglitore.
Foglie
d’Album
by
Centro Tradizioni Popolari
Printed in Italy. All Rights Reserved
Ogni
riproduzione, o riproposta, anche parziale del materiale qui raccolto, deve
essere da noi autorizzata e comunque sempre citata.
APPROFONDIMENTI SU
I LUOGHI DEI CONCERTI
DEL MONSANO FOLK FESTIVAL 2026

Piazza dei Caduti, Monsano
La Piazza
dei Caduti di Monsano
ospiterà i seguenti concerti:
MONSANO – SABATO 1
AGOSTO -Piazza dei Caduti -Ore 21,30 - Serata Inaugurale
RADIO NOЀ
IL RITORNO DEI RADIO NOЀ *
MONSANO – SABATO 8
AGOSTO -Piazza dei Caduti -Ore 21,30 - Comcerto Incontro della Sera
LA MACINA E
MASSINO RAFFAELI
L’UMILE ITALIA *
La Macina e i poeti
MONSANO –SABATO 22
AGOSTO -Piazza dei Caduti-Ore 21,30- Concerto Chiusura Festival
IACINA-GANG
i
2000-2026 VENTISEI ANNI DI AMICIZIA E DI BUONA
MUSICA *
dei due gruppi storici del folk e del rock italiani
·
in esclusiva per il Monsano Folk Festival
*
La Piazzetta Matteotti di Monsano
ospiterà i seguente concerti

MONSANO – DO;ENICA 9
AGOSTO –Piazzetta Matteotti-Ore 19,00 – Concerto Incontro del Tramonto
FILIPPO
PAOLASINI *
IL VIAGGIO DI KENITCH
Un disco scritto, cantato, suonato e prodotto da Filippo
Paolasini
MONSANO – VENERDÌ 21
AGOSTO –Piazzetta Matteotti-Ore 19,00 – Concerto Incontro del Tramonto
DARIO
ASPESANI presenta il vinile
PECORE CAPRONI ED ALTRE FIGURE ISTITUZIONALI
Undici brani tra ironia e osservazione sociale
·
in esclusiva per il Monsano Folk Festival
*
La Piazza Garibaldi di Massa Fermana (FM)
ospiterà, per la prima volta il concerto

MASSA FERMANA (FM) –
DOMENICA 2 AGOSTO- ORE 21,30 -Concerto Grande della Sera
MACINA TRIO
L’AMORE, IL DIAVOLO E L’ACQUASANTA
Amore, licenziosità e religiositù nella cultura orale
marchigiana
*
La Piazza Italia di Poggio San Marcekki (An)
ospiterà, per la prima volta il concerto

POGGIO SAN MARCELLO
(AN) – MERCOLEDÌ 5 AGOSTO- ORE 21,30 -Concerto Grande della Sera
LA MACINA
NEL CANTO, LA MEMORIA
Viaggio nelle radici della cultura orale marchigiana
*

MARINA DI MONTEMARCIANO
(AN) - MARTEDÌ 11 AGOSTO- ORE 21,30 -Concerto Grande della Sera
Piazza Michelangelo
LA MACINA & ELISA RIDOLFI
COME LUCE A NOTTE
Omaggio al poeta Francesco Scarabicchi e ai cantautori
Modugno, Ciampi, Tenco e De Andrè
*
PIEVETORINA (MC)
Piscina Benessere Comunale di Pievetorina
(Viale Marconi 11) Ospiterà:

PIEVETORINA (MC) -
GIOVEDÌ 13 AGOSTO- Ore 21,30 – Concerto Grande della Sera
ENSEMBLE INTERCULTURALE
TERZAVIAn
*
JESI (AN)
CHIESA SAN BERNARDO (Via Valle 3)
ospiterà il seguente concerto:

JESI – DOMENICA 16
AGOSTO- Ore 19,00 – Concerto del Ricordo e della Memoria
GASTONE
PIETRUCCI, LA MACINA E NADIA PIRANI ORAZI
IL CANZONIERE DELLA PIRANA *
IPresentazione
del Fasxicolo n. 15 della Collana Foglie d’Album dedivato a Elvira Corsetti
Pirani
(A cura di
Gastone Pietrucci)
·
in esclusiva per il Monsano Folk Festival
*
Il Chiostro di Villa “Nappi”i
Ospiterà, il concerto:

POLVERIGI -
MARTEDÌ 18 AGOSTO - ORE 21,30- Concerto- Incontro della Sera
GASTONE PIETRUCCI
E MARCO POETA presentazione del Cd
ALCHIMIA
Dodicicordeperunavocescuraetorturata
*****
APPARATO N. 1
ELISA RIDOLFI

TARGA TENCO 2024
PER IL MIGLIOR ALBUM OPERA PRIMA
“CURAMI L’ANIMA”
Elisa
Ridolfi e docente al conservatorio statale G.Rossini di Pesaro.
Dopo il conseguimento del Diploma di Liceo
Classico, si trasferisce a Firenze per iscriversi
alla Facoltà di Psicologia. Durante la permanenza a Firenze intraprende lo
studio del canto classico presso l'Accademia San Felice.
Nel 2000 inizia
la collaborazione con il fadista Marco Poeta, uno dei pochi
italiani a suonare la chitarra
portoghese, Paolo Galassi, Michele Ascolese, in
precedenza chitarrista di Fabrizio
De André, Francesco
Di Giacomo, già cantante del Banco
del Mutuo Soccorso, ed Eugenio Finardi, con cui
produce il primo disco dal titolo O Fado (2001, Target
music/Edel), in cui Elisa Ridolfi canta molti dei brani di Amália
Rodrigues. Il disco fu registrato a Milano presso le
Officine Meccaniche di Mauro
Pagani.[3]. Il tour che seguì
toccò tutta l'Italia e parte dell'Europa,
compreso il Portogallo.
Al tour seguì un lungo viaggio in Portogallo, in cui
Ridolfi imparò la lingua e conobbe molti degli interpreti del fado sia storici che giovani, tenendo
così concerti nei luoghi storici di questo genere come il Casinò de Estoril e
dividendo il palco anche con Ana Sofia Varela. È di questi anni il
premio Quartas do Fado per la divulgazione del fado nel mondo.
2002-2008:
L'Accademia do Fado
Nel 2002 entra
a cantare nell'Accademia do Fado, nuovo progetto di Marco Poeta, che
vede il coinvolgimento di Paolo Galassi alla chitarra acustica e Matteo Moretti al basso acustico. Con questa
formazione esce il primo album dal titolo O nosso fado per la Target music dove
Elisa canta assieme ad Alice Fabretti e Valentino Mercorelli.
Nel 2005,
sempre per la Target music, esce l'album Il poeta e la chitarra, composto
per la maggior parte da brani inediti, eccezion fatta per la reinterpretazione
de La casa in via del campo già interpretata da Amália
Rodrigues (Vou dar de beber à dor), che viene tradotta
in italiano[4].
Tra le collaborazioni che hanno visto impegnata Elisa
Ridolfi e l'Accademia do Fado, vanno ricordate quella con Lucio Dalla (con cui
ha già fatto numerosi concerti andando anche a Lisbona), quella con Peppe Servillo degli Avion Travel e quella
con Enzo
Gragnaniello.
In tutto il periodo della collaborazione con Marco
Poeta, molti sono i tour a Lisbona,
dove Elisa Ridolfi ha l'opportunità di cantare in locali storici del fado come
la Pareirina d'alfama assieme a noti artisti del fado
come Argentina
Santos, Jorge
Fernando, Joao Braga, Joel Pina, António
Chainho.
Nel 2008 Elisa
Ridolfi, Matteo Moretti e Paolo Galassi lasciano l'Accademia do Fado
2009-in
poi: tra attività solista e la Compagnia di Musicultura[modifica | modifica wikitesto]
Con l'allontanarsi dall'Accademia do Fado, Elisa
Ridolfi che continua a collaborare con Matteo Moretti e Paolo Galassi, inizia
un nuovo percorso artistico, proponendo una rivisitazione del Fado tradizionale
portoghese contaminato da strumenti e atmosfere non consuete per il genere che
riprendono sonorità africane, sud-americane o del jazz contemporaneo[5]. Inizia la
collaborazione con Marco
Pacassoni (marimba e vibrafono), con Andrea
Costa (violino) e Gionata Costa (violoncello)
dei Quintorigo con i quali
realizza il suo primo album solista dal titolo Canta-me o Fado, che
vede come ospiti Peppe
Servillo, Luca Miti e Monica Demuru.
Tra il 2010 ed
il 2012 ha curato la direzione artistica di Amantica, festival
di musica folk dedicato
all'organetto che
si svolge a Recanati.
Verso la metà del decennio, Elisa Ridolfi viene
chiamata da Pietro Cesanelli a mettere la voce nello
spettacolo de La Compagnia di Musicultura dal
titolo Scalinatella, la canzone napoletana dalla villanella al rock
blues. Inizia così un lungo periodo di collaborazione con il gruppo di
Cesanelli che durerà per molti spettacoli successivi.
Nel 2021 Elisa Ridolfi annuncia l'uscita del nuovo
album intitolato Rec De Cor,
già pronto da più di un anno, ma non più uscito a causa della pandemia
di COVID-19
Discografia
Solista2009 - Canta-me o Fado
Accademia
do Fado
·
2001 - O Fado con Eugenio Finardi, Francesco
Di Giacomo e Marco Poeta
·
2003 - O nosso fado
·
2005 - Il Poeta e la chitarra
Nella Collana: Crinali,
inaugurata da La Macina, con il cd live,, La Macina Nel vivo di una lunga storia, Elisa Ridolfi, ha inciso il suo Curami l’anima.

Elisa
Ridolfi
Curami l'anima
![]()
Formato
14x14, pp. 28, con foto a colori e b/n e le opere in ceramica di Antonella
Sabatini
Dopo un’intensa stagione d’impegno nella
promozione del fado in Italia, Elisa Ridolfi è al suo esordio
come cantautrice con un carico di vita e poesia che si scioglie magnificamente in
una voce di grande fascino e personalità, giunta al culmine delle sue
potenzialità come timbrica, estensione e varietà di modulazioni.
Qualcosa di lieve e pesante allo stesso tempo,
etereo e terrestre si leva da questi brani, in un flusso di coscienza che
ininterrottamente muta tragitto per ritornare ogni volta su se stesso, senza
mai assumere le cadenze tristi di un ripiegamento: qualcosa che si definisce
soltanto nel linguaggio evocativo della musica ma che il duplice rimando a
Virginia Woolf (Q e Il tempo passa) può aiutare a
nominare. Curami l’anima, pertanto, non è un titolo a
caso né, tanto meno, a sproposito: c’è davvero qualcosa che risuona come
benefico, lenitivo di pene e tormenti, una sorta di unguento sonoro che la
protagonista deve aver sperimentato su di sé prima di farne dono agli altri,
provando sulla sua stessa pelle come la musica possa consolare l’animo degli
uomini disperdendo il brusìo delle loro vane parole.
Con scritti di Jorge Fernando, Domenico Ferraro
e Ezio Nannipieri, la direzione artistica di Tony Canto, un ensemble di grandi musicisti e la
partecipazione straordinaria di Eugenio Finardi e Jaques Morelenbaum,
un album di rilucente bellezza e di una rara forza espressiva.
*
APPARATO N. 2
CHIESA DI SAN BERNARDO
La Chiesa di San Bernardo costituisce uno dergli esempi più
interessanti di architettura tardobarocca jesina.
Portone ligneo cinquecentesco della Chiesa di San
Bernardo (Via Valle,3), uno dei più bei gioielli dell’arte barocca presenti a
Jesi. Il portone è uno dei pochissimi ancora in funzione dal cinquecento, di
considerevoli dimensioni tutto lavorato a bugne.
Il legno di costituzione non è facilmente riconoscibile
in quanto ricoperto da sporcizia, residui di vernice e materiale di erosione
prodotta dalla tarlatura, ma facilmente è un legno nobile a venatura compatta.
la sua vera natura verrà definita in maniera certa solo dopo la ripulitura. è
ricoperto da spaccature, fessurazioni, segni di impropri restauri e pezzi di
cornice applicati a caso ed ormai in distacco e non congruenti agli originali.


il legno di costituzione non è facilmente riconoscibile in quanto
ricoperto da sporcizia, residui di vernice e materiale di erosione prodotta
dalla tarlatura, ma facilmente è un legno nobile a venatura compatta. la sua
vera natura verrà definita in maniera certa solo dopo la ripulitura. è ricoperto
da spaccature, fessurazioni, segni di impropri restauri e pezzi di cornice
applicati a caso ed ormai in distacco e non congruenti agli originali.
*
APPARATO N. 3
GANG

Marino Severini - Sandro
Severini (Gang) – Marino Severin- Gastone
Pietrucci-Sandro Severini (Macina-Gang)
Gang, la rock band marchigiana nata e capitanata dai
fratelli Marino e Sandro Severini, sono da 30 anni i portabandiera più
coerenti e credibili di un rock sanguigno e soprattutto militante. Chitarre e
batteria al servizio di un messaggio politico-culturale da sempre ben chiaro e
definito che prendendo spunto dalle sonorità punk dei Clash di Joe
Strummer li ha resi testimoni e cantori di una realtà per molti versi
simile alla Londra cantata dal celebre gruppo punk-rock.
Ideali e capacità cantautorali che nel
filo conduttore di una decina di album sempre fedeli ad una linea di pensiero
solidale ed attenta agli oppressi ed alle ingiustizie sociali, rendono la band
di Filottrano un punto di riferimento più unico che raro nel panorama
musicale italiano.
Coscienza e memoria, radici ed ali, terra e
fuoco, lotta e speranza, ecco gli ingredienti che da sempre costituiscono la
ricetta dei Gang, che hanno dimostrato di poter passare con disinvoltura dal
linguaggio crudo e immediato del punk a quello più complesso e ricercato
della canzone d'autore, senza dimenticare l'immenso potenziale della tradizione
popolare più genuina. Un tesoro inestimabile, che si inserisce a pieno
titolo nei capisaldi musicali e culturali d'Italia.
Ha collaborato con lo “storico”
Gruppo folk marchigiano La Macina in un lavoro comunitario, confluito
nel disco, Macina-Gang, Nel tempo e oltre cantando, (Storie
di Note SDN033,
cd, 2004), premiato e segnalato come SuperGruppo
dell’anno al Premio Tenco 2004.
MACINA-GANG
Nel tempo ed oltre cantando

“ Accompagnati spesso – un particolare agli esordi – dalla
definizione di “Clash italiani”,
i Gang hanno abbracciato, nel corso di una avventura musicale lunga
ormai venticinque anni, un percorso personale e rigoroso, nel quale il rock si
è man mano mescolato a un appassionato recupero delle radici politiche,
culturali e musicali e che li ha portati ad essere non solo i capiscuola del
cosiddetto combat-folk ma uno dei gruppi più significativi in assoluto della
storia del rock italiano. Fin dall’inizio i Gang sono stati la creatura
di due fratelli, Marino e Sandro Severini […] Nel 1991
finalmente, dopo il periodo “inglese” i Gang si avviano sempre di più verso il recupero
delle tradizioni popolari. Il primo passo è ovviamente, il ritorno alla lingua
italiana e la pubblicazione de Le radici e le ali, disco tra i
più importanti degli anni ’90.[…] Se Le radici e le ali era stato
uno spartiacque nell’evoluzione musicale, il secondo cd in italiano, “Storie
d’Italia” del 1993 è il trionfo artistico dei Gang. Brani come Eurialo
e Niso, Kowalsky, Sesto San Giovanni sono una fotografia
dell’Italia di Tangentopoli e di nuovi conflitti sociali, visti però con uno
sguardo poetico e narrativamente maturo. […] Infine i Gang pubblicano
nel 2004 per Storie di Note, Nel tempo ed oltre cantando”,
album di chiara impostazione tradizionale in collaborazione con la storica
formazione folk
“Che cosa tiene insieme, anzi lega in una intramatura che
sembra naturale, un gruppo che interroga la matrice folclorica del proprio
esser-ci e un altro che contamina la vocazione rock (l’archetipo dei Clash
recepito nell’indigenza della Marca profonda) coi temi della passione politica
e di una sussultante protesta libertaria? In altri termini, perché ad un certo
punto di percorsi decisamente diametrali,
“Fratellanze[…] Di questo disco si parlava da un
sacco, addirittura anni […] Ma in casi come questi, si sa, il tempo ha
un’importanza relativa, specie se poi si rivela galantuomo e ripaga la lunga
attesa con risultati speciali E’ uno splendido incontro, Nel tempo ed oltre,
cantando… tra due band diverse per vicende musicali ma accomunate non solo
dalle origini marchigiane ma anche e soprattutto dalla capacità e dal desiderio
di percorrere –ciascuna alla sua maniera – le vie della tradizione: tradizioni
prettamente folcloriche per
“[…] Due esempi di fierezza messi insieme, una
colla della memoria e due reagenti che assieme sprigionano forza e tenerezza.
Adesso il connubio Macina e Gang è realtà a tutti gli effetti…
Qui troverete un incendio elettrico che comincia con un altro titolo profetico,
Le radici e le ali, un incendio che è la forza nuda e poetica di un
possibile canzoniere popolare costruito con le schegge della tradizione orale e
gli spezzoni brucianti del combat rock militante. Mordono le chitarre con
guizzante, saggio vigore, morde la voce
antica ed essenziale di Pietrucci a dominare un flusso di idee, storie,
percorsi individuali e collettivi lontani dall’oblio”.
(Guido FESTINESE, World
MusicMagazine, n. 66, Maggio-Giugno 2004)
“[…] Credo che il profondo legame
tra
(Francesco
SCARABICCHI, Il Messaggero, 1 Marzo 2004)
“… Oggi dedichiamo il nostro spazio ad un bellissimo album..
Fa un certo effetto i brani composti da
Severini e Bubola, interpretati da par suo da Gastone Pietrucci. Ed è
interessante come canzoni quali Eurialo e Niso… Kowalski o Sesto San Giovanni
abbiano in queste nuove versioni, un tocco di classicità, un arricchimento
emotivo. Se i Gang in questi anni abbiamo avuto
modo di conoscerli bene, il gruppo
“… Perché combat ?
Beh, sui Gang e
“Un emozionante viaggio musicale originato da un verso di
Alfonso Gatto e dalla passione per la musica e la tradizione popolare. Così è
nato Nel tempo ed oltre, cantando , il disco di Gang e
“ Marche, assieme Gang
e
“Al Festival di Mantova oggi sarà presentato Nel tempo ed oltre, cantando, splendida
collaborazione discografica fra il gruppo folk marchigiano
“… Gastone Pietrucci e Marino Severini sono le due voci
leader di questo riuscito sodalizio che si alternano con grande intensità in pezzi
già sentiti nel repertorio dei Gang e della Macina. Musicalmente ci ha
guadagnato l’intero repertorio…” (Roberto CASELLI, Jam, n.103, Aprile 2004)
“… Onore ai maestri…
I Gang, considerati inizialmente i Clash italiani, hanno poi intrapreso una carriera
maggiormente d’autore, un’evoluzione che trova le sue radici nell’ascolto di
uno storico gruppo popolare marchigiano:
“La testimonianza e la
memoria popolare nell’incontro musicale fra
radici culturali, quello dell’impegno civile e sociale…” (Felice LIPERI, la Repubblica, 29 Maggio 2004)
“Il canto di Gastone Pietrucci fuoriesce con un’intensità viva e screziata
di ricordi, nel fluire dei racconti raccolti dal vivo nella terra della Marca e
rielaborati nel testo e nella musica, o raccordati a universali fantastici che
interpretano i cicli ricorrenti della vita e della morte, del coraggio e della
sopraffazione, della fedeltà e dell’amore: la sua voce è una raucedine
dell’anima, che ti coglie nel profondo: Marino Severini è il folksinger
militante, limpido e struggente, di ballate politiche della storia recente, il
rapsodo di palpitante vitalità che attualizza e adatta i miti del passato.
Cantano bene insieme, l’uno con la sua Macina, l’altro con i suoi Gang. E
insieme alle Muse di Ancona… hanno presentato a un pubblico numeroso e
plaudente Nel tempo ed oltre, cantando, un suggestivo CD di dodici brani che
incrociano le rispettive esperienze in musica e che vedono i due interpolarsi a
vicenda nelle esecuzioni, l’uno sui pezzi dell’altro, per poi anche
all’occorrenza fondersi, con esiti espressivi straordinari…” (Fabio BRISIGHELLI, La Macina
e i Gang conquistano le Muse, Corriere
Adriatico, 1 Marzo 2004)
“… Nel tempo ed oltre cantando, è un’opera importante di riscoperta
di una tradizione contadina e popolare, ma soprattutto del valore di una
cultura orale qui trasportata in canzoni, che mirano ad una coralità di voci e
di strumenti… preziose testimonianze che vanno gustate e custodite gelosamente.” (Edoardo
FRASSETTO, RockeRilla, n. 284,
Aprile 2004)
“…Storia assai più antica in tutti i sensi quella del gruppo
di canto popolare… e uno dei grandi classici del folk tricolore –
“Due fra i gruppi più significativi dell’impegno sociale e
civile si mescolano e reinterpretano le tappe più significative della loro
storia in dodici brani che acquistano nuove suggestioni. L’album è un lungo
viaggio comunitario nella storia, nelle emozioni e nelle speranze dell’Italia
che resiste tra vittoria, drammi, felicità e sconfitte mescolando suoni della
tradizione e rock solido e potente” (Gianni
LUCINI, Liberazione,5 Marzo 2004)
“ Le radici hanno le ali…. Due gruppi marchigiani storici,
“L’anima rock dei Gang e quella folk della Macina
perfettamente fuse insieme, per un’altra serata memorabile al Teatro delle
Muse. E’ stato uno straordinario paghi uno e prendi due quello di sabato al
Massimo. Da una parte i Classh
marchigiani, la band dei fratelli Marino e Sandro Severini, dall’altra il
gruppo di Gastone Pietrucci, da trentacinque anni custode del patrimonio
musicale popolare marchigiano.. Insieme per un concerto-evento… Chi si
attendeva pochi centinaia di aficionados resta deluso. Le Muse traboccano di
pubblico come nelle occasioni migliori. Tanti giovani in platea, nelle
gallerie. E quando Pietrucci si presenta sul palco l’applauso che lo accoglie è
da rockstar… Marino e Gastone si alternano al microfono, gli altri ne seguono
gli slanci che è una meraviglia. Alla fine i bis, tra l’ovazione del pubblico”
(Raimondo MONTESI, Macina &
Gang, il folk-rock conquista le Muse, il Resto del Carlino, 1 Marzo 2004)
“Macina-Gang, Nel
tempo ed oltre, cantando… Ardito innesto di repertori tra l’agro-folk dei
Macina e il combat rock industriale dei Gang. E funziona pure…. ”(Stefania ULIVI, Sette, del Corriere della Sera, 1 Aprile 2004)
“ Io c’ero è il titolo della rubrica. E in questo caso ben si
potrebbe aggiungere e peccato per chi non c’era. Perché il concerto che Macina
e Gang hanno tenuto nella seconda giornata vercellese di Folkermesse è uno dei
migliori spettacoli degli ultimi tempi… Quasi due ore di musica, in un continuo
rimando tra rock e tradizione, in cui i due gruppi marchigiani hanno dimostrato
la possibilità di ottenere un efficace equilibrio tra stili diversi, in un
rispetto tra forme musicali che si concretizza nel vicendevole arrangiamento di
brani dei rispettivi repertori…Il risultato è uno spettacolo di grande
compattezza e energia, in cui i differenti stili dei due gruppi sfumano l’uno
nell’altro, creando una sintesi in cui si avverte, al di là delle differenti
esperienze artistiche e musicali, come sia analogo il sentire e vivere
l’impegno di dare voce alla cultura popolare…” (Marco G.
“… Entrambe marchigiane ed entrambe guidate da una
sensibilità politica che trasforma la musica in inni di resistenza civile, le
due band intitolano il cd con un verso di Alfonso Gatto. Dentro, da Le radici e
le ali dei fratelli Severini all’epica folk di Stavo ‘n bottega che llavoravo
de
“… Le radici più tradizionali della Macina e quelle più
progressive dei Gang non hanno creato alcun problema di integrazione, anzi i
suoni acustici e elettrici sembrano compenetrasi in modo decisamente armonico e
stimolante…” (Roberto CASELLI, Jam, n. 104, Maggio 2004)
“… i due gruppi traggono la linfa per questo album dai
rispettivi consolidati repertori, che si divertono/impegnano (chè questi due
verbi, per ambedue le formazioni, sono inscindibili, come una chiave di volta
per spiegare un’esistenza artistica intera) a rienterpretare filtrandoli
attraverso un mix delle rispettive sensibilità. L’impegno sociale e civile
traspare costantemente da ogni brandello di testo, così come la vicinanza della
musica popolare al rock primigenio vengono testimoniati da ogni nota di questo
lavoro…” (Renato TREVISANI, Musica rock
, 2004)
“Strumenti
acustici ed elettronici in una miscela indovinata, la dinamica è buona e
altrettanto estensione in frequenza. Le voci sono ben focalizzate e inserite
nel tessuto strumentale con un equilibrio raro, specie vista la tendenza
nostrana di porle in esagerato primo piano. Alcune caratteristiche variano un
poco da una traccia all’altra ma, in genere, si apprezza una notevole ricchezza
di armoniche e dettagli.” (SUONO, n. 367, Aprile 2004)
“Le due
band insieme in concerto al Museo della Resistenza- 25 Aprile con Gang/Macina-
Racconti popolari e musica per non dimenticare Resistenza e Liberazione… E bene hanno fatto a Faenza, dove domenica
presso Ca’ Malanca… al Museo della Resistenza, hanno invitato a suonare i Gang
con i Macina…” (Luigi
BERTACCINI, Corriere di Romagna, 24 Aprile 2004)
“Il combat rock dei Gang si sposa con la tradizione folk dei
“ Canti al di là del
tempo da Macina e Gang…Non è un disco nuovo dei Gang. Non è un disco de La
Macina. Non è neanche il prodotto di due fattori. Ma è un disco emozionante. Nel
tempo ed oltre, cantando di Macina-Gang è, oltre che un bellissimo titolo,
un grande progetto… Le voci di terra e di vento di Gastone Pietrucci e di
Marino Severini si intrecciano e si scambiano i ruoli mentre gli altri sette
musici tessono una trama senza smagliature … La voce di Gastone Pietrucci
spiana le curve e le asperità del percorso e aggiunge un carico di dolore e
verità con i graffi della sua voce vintage… Ma il meglio viene dal
repertorio popolare su cui gli innesti Gang fanno miracoli … E la parte più direttamente
popolare si chiude con Fra giorno e
nnotte so’ ventiquattr’ore densa, scura, annerita, quasi un blues
italico-marchigiano. Grande spessore… (Leon RAVASI, Accordo, 8
Marzo 2004)
“Emozioni in musica per Nel tempo ed oltre, cantando,
l’insolito e spettacolare debutto del supercombo Macina-Gang, ovvero il meglio
che la scena musicale marchigiana abbia offerto dagli anni ottanta ai giorni
nostri. Un lavoro senza età, ... nel
tempo ed oltre… come recita l’azzeccato titolo, caldo come il cuore,
tradizionale come il ricordo, vigoroso come il presente, pieno di vita come
vorremmo che fosse il futuro.” (Ivan MASCIOVECCHIO, Rock Shock, 4 marzo, 2004)
“… un evento musicale assai atteso… sul palco brucianti
versioni rock dei canti raccolti da
“… questo eccentrico
super gruppo restituisce a noi annoiati, ossigeno e la voglia di musica: mette
le ali alla memoria, radici a chi dai campi o in una periferia urbana, non ha
affatto intenzione di cedere, testimonia, loro sì, di una Marca chiaramente
solidale… Gang e Macina, miracolosa fusion tra rock e folk… Nell’attesa dell’uscita del loro
primo Cd, seguirli in questi concerti in cui loro si divertono da morire,
trascinandoci tutti in un divertimento in cui riprendiamo per un po’ a volare.”
(Francesca ALFONSI, TG3
Marche, 21 Maggio, 2001)
“… Gang e Macina…
una delle cose più toccanti e sincere che mai sia capitato di ascoltare…” (Franco
VASSIA, Melodys Land, n. 17,
Giugno, 2001)
“… un appuntamento che
ha richiamato un grandissimo numero di spettatori, in gran parte giovani,
giovanissimi… un coinvolgente spettacolo, sottolineato dalla vivace
partecipazione del pubblico…”
(Tiziana OPPIZZI-Claudio PICCOLI, Folk Bulletin, n. 9, Novembre, 2000)
“E’ una strana accoppiata quella formata da due gruppi come
Macina-Gang. La band dei mitici fratelli Marino e Sandro Severini da sempre
orientata al rock barricadero insieme sul palco con i
“Nell’attesa
dell’uscita del loro primo Cd, seguirli in questi concerti in cui loro si
divertono da morire, trascinandoci tutti in un divertimento in cui riprendiamo
per un po’ a volare.” (Francesca ALFONSI, TG3 Marche,
21 Maggio, 2001)
“ Grande evento oggi
al Teatro tenda di Tezze, con due gruppi storici…
“… un concerto
capace di raccogliere sotto il palco pubblici diversi e diverse generazioni. Un
miracolo che sa fare solo la musica vera”. (Giuseppe CAMILLETTI, TG3
Marche, 19 Maggio, 2001)
“The Gang nascono all’inizio degli anni Ottanta. Nonostante
la trasformazione continua, il nucleo centrale costituito dai fratelli Marino e
Sandro Severini rimane intatto… Ma è dal vivo che il gruppo si esprime con
maggiore efficacia… Li contraddistingue un sound compatto, ruvido, asciutto,
intenso, che spesso disdegna le mode del momento. Nel tempo ed oltre, cantando…
è il primo esperimento discografico dei gruppi
“Prendete i Clash italiani, metteteli insieme ad una delle
formazioni più attive nella ricerca e nella riproposizione della musica
popolare, fateli suonare per anni insieme e come prodotto avrete questo disco.
Un piacevole ibrido fatto di chitarre elettriche e di voci antiche, di passione
rock e di passione politica… Il risultato, un commovente manifesto per non
dimenticare e allo stesso tempo uno dei punti più alti della musica italiana
degli ultimi tempi”. (Ilario GALATI,
MusicOm, 8 Marzo 2004)
“… E ancora gli altrettanto poderosi indigeni rock di lotta
Gang, i quali mischiati armonicamente ed etnicamente ai musicisti dell’antica
Macina, hanno dato vita ad un set spettacoloso per politicità e tradizioni”. (Ernesto BASSIGNANO, Premio Recanti, Facciamo festa al folk ,
L’Unità, 3 Giugno, 2002)
“… nel nome della
memoria, delle radici e delle ali. Tre facce di un sodalizio musicale, quello
tra i Gang e
“… i miei complimenti!
Questo concerto è il risultato di un lavoro encomiabile. Due entità si sono
fuse insieme per dar vita a un momento ricco di vibranti emozioni… Ho seguito
con passione e interesse il prezioso itinerario di ricerca de
“Parlare della
serata del 12 agosto 2000 al Monsano Folk Festival è raccontare, a chi non
c’era, di una serata unica, speriamo (ma in realtà ne siamo certi) non irripetibile
nella storia dei Gang e de
“Nel tempo ed oltre,
cantando non riesco proprio a toglierlo dal lettore… Così rivisitate le più
belle canzoni dei Gang diventano dei gioielli senza tempo… D’altro canto i pezzi
popolari de
“… Ben vengano, su questo solco, dunque, lavori come Nel
tempo ed oltre, cantando, in cui i brani degli uni diventano quelli dell’altro,
dove la contaminazione non è nelle note bensì nei cuori, dove gli orfani dei
Clash sanno parlare la medesima lingua dei figli della terra marchigiana grazie
alle loro frequentazioni, dirette e non mediate, con la gente che racconta loro quelle
storie che, da sempre, giullari e cantastorie, cantano nelle piazze d’Italia e
del mondo. Quello reale e quello impalpabile dei sogni di ciascuno di noi.” (Rosario PANTALEO. L’isola che non C’era, n. 33, Luglio 2004)
“Le Muse sono ancora una volta il palcoscenico privilegiato
per un’anteprima di richiamo: i Macina-Gang presenteranno il loro primo cd…
frutto della collaborazione di questi due gruppi che affondano le loro radici
nelle tradizioni del nostro territorio. Nel tempo ed oltre, cantando, questo il
titolo del lavoro destinato a diventare un cult per i fruitori di musica
popolare colta… Le due storiche formazioni marchigiane… hanno intrapreso questo
itinerario da tempo, riscuotendo un grande successo in tutta Italia…” (Marina ROSCANI, Il 28 febbraio al Massimo anconetano grande anteprima del cd dei
Macina-Gang, Corriere Adriatico,
18 Febbraio 2004)
“… La realizzazione dell’album è stata un bel
viaggio artistico, ideologico, di vita e di poesia… Il risultato del mix fra
suoni acustici ed elettrici, che convivono felicemente, è molto interessante e
dal vivo funziona assai bene…” (Il
Messaggero, 21 Settembre 2004)
“Macina e Gang… Le due formazioni hanno stili diversi ma una
comune sensibilità per l’impegno civile…”
(la Repubblica, Bologna, 23
Settembre 2004)
“ I Gang fanno finalmente fatto ritorno a casa… sono tornati da dove erano
partiti, nella loro terra. Ad accoglierli a braccia aperte c’è stato colui che
lo stesso Marino Severini non ha esitato a definire il Woody Ghutrie italiano,
Gastone Pietrucci, fondatore e leader de
“…è naturale che dalla sinergia tra le due formazioni
scaturisca un album forte, capace anche di emozionare, quasi sempre di far
riflettere. E se all’inizio il sodalizio tra Macina e Gang giocava sul filo
delle interpretazioni dei reciproci repertori, il suono si è ora perfettamente
miscelato, arricchendo sia i brani tradizionali che quelli d’autore, in un
processo, realmente popolare, in cui la struttura musicale e canora dei brani
si rielabora e si attualizza senza perdere i riferimenti originari… Da ricordare poi Cecilia,
qui in una versione, a nostro parere, memorabile, tanto semplice nella sua
struttura di ballata elettricamente trasfigurata, quanto in grado di causare,
anche al centesimo ascolto, più di un brivido. Per questo ,nel classificare
questo album abbiamo rispolverato il termine di folk-rock, inteso nel senso
qualitativamente più alto del termine, quello che per molto tempo è stato
associato ai grandi gruppi del folk revival anglosassone... Eccellenti le prove
di tutti i componenti di questo supergruppo..." (Marco G.
“Gang-La Macina: nuovi
cantastorie e vecchi fuorilegge… Prestare all’altro le proprie canzoni, le proprie storie e farle comuni,
condividerle. Questa è la genesi dell’incontro tra i Gang e i
“Una statua scomposta
per scavare nel folk… Mette insieme il rock dei Gang e i suoni folk de
“Rivisitazioni folk,
esperimenti audaci in rock, veterani coraggiosi come Tesi, i Gang insieme ai
Macina… Ci passano tanti mondi sonori, dall’Ariston di Mantova…” (Silvia
BOSCHERO, l’Unità, 29 Febbraio 2004)
“… Si riprende con i Gang e
“… Ascoltiamoli per presentare dal vivo il loro primo cd
insieme: una sorta di ideale passaparola artistico, ideologico, di vita e di
poesia.” (Eventi,
“Eccoli, finalmente, i magnifici dieci musicisti di Macina-Gang che
trascinano le platee in set vorticosi di rock ballade. Canti popolari e di
lotta sullo sfondo di una struttura industriale mai vista. Gastone Pietrucci
graffia la notte in una fusion folk-rock struggente. Quando il canto è memoria,
sudore e sangue”. (Andreina DE TOMASI,
Concerto Macina-Gang alla Centrale Enel
del Furlo, 5 Giugno 2004)
“… Insomma la scommessa più difficile, e più bella:
“… I testi, versi
intrisi di coscienza civile, si snodano tra le storie strappate ad una
quotidianità urbana e offrono spunto alla musica popolare interpretata dal
cantastorie Gastone Pietrucci (leader dei
“Loro sono due fra le più note band marchigiane: i Gang e
“I locali della libreria Rinascita di Ascoli Piceno, continuano ad essere scenario di
appuntamenti importanti con personaggi che operano nella scena culturale
italiana… il gruppo musicale Macina-Gang, capitanato dai fratelli Marino e
Sandro Severini, tra i precursori del rock italiano… (Fi. Fe., Ecco i “Macina-Gang”, Corriere
Adriatico, 12 Novembre 2004)
“Mantova delle sorprese… La militanza artistico-politica
degli ottimi Gang in coppia con
“… Fino ad incontrare,
lungo la strada, anche
“E’ il nume tutelare
del folk marchigiano. Gastone Pietrucci, leader e fondatore del gruppo
“
“Canti di lotta, di lavoro,
immigrazione e vita. Il suono tradizionale dei
“Quando il miglior gruppo di combat rock italiano incontra il
miglio gruppo folk dell’anno, non può nascere che un felice connubio artistico…
Da tempo il Frassati non vedeva un palco così affollato, una macchina da musica
di così poderosa portata…”
(Live al Frassati 2005,
9^ Edizione, Rogoledo di Cosio,
Sondrio, 22 Gennaio 2005)
“…Nel tempo ed oltre,
cantando è un disco che, forte della collaborazione con la folk band
marchigiana
“… Nel 2004 il cantante rivelazione del rock italiano è un
signore dai capelli e la barba bianchi. Si chiama Gastone Pietrucci… con la sua
voce roca, calda e potente, è una vera e propria leggenda della musica
tradizionale italiana, ma il suo nome circola al di fuori del circuito degli
appassionati solo ora, dopo che
“Un evento che il Club Tenco ha voluto documentare è la
reunion di due gruppi storici della musica italiana, i Gang e
“… La prima serata, più
battagliera, ha fatto sfilare Caparezza, Alessio Lega, i Mariposa,
“… In cartellone ci sono anche il supergruppo che riunisce il
rock dei Gang e il Folk della Macina…” (Andrea
LAFFRANCHUI, Da domani a Sanremo il Premio della canzone d’autore, Corriere della Sera, 27 Ottobre 2004)
“… Il cast della serata inaugurale si completa con Alessio
Lega, premio per il miglior esordiente… e la reunion di due gruppi storici
della musica italiana, i Gang e
“… Poi il ritmo è salito, con le esibizioni di Caparezza, del
mito Peter Hammil…, Alessio Lega (Targa come miglior esordiente), Macina/Gang
(speciale reunion tra rock-combat e canto popolare)…” (Giulio GAVINO,
“… Davvero ricco il
parterre degli ospiti di questa edizione… Questa sera ci saranno… le due
storiche band italiane Macina e Gang, fuse insieme per l’occasione…” (Giorgio GIORDANO, Al via la
ventinovesima rassegna della canzone d’autore, L’Eco della Riviera, 28
Ottobre 2004)
“… Comincia questa sera
“ Da Troppi affari, Cavaliere (1954, la rifanno
gli Avion Travel) alla splendida E’ lunga la strada (Macina-Gang). Canzoni
lievi, ma a volte taglienti; cast delle grandi occasioni. Un disco imperdibile.”
( Dalla recensione al disco Seguendo
Virgilio:Roberto CASALINI, Io Donna. Supplemento
del Corriere della Sera, gennaio 2006).
* **
APPENDICE


Giarmando Antonio Di Marti
a Gastone Pietrucci
voce delle voci
dove nasce
lo sperdimento
a vocalità in proporzioni e numeri
la spirale che acquieta il sonoro e lo moltiplica
infinito con il rumore tacito degli attimi
sollecitando il profetico che in noi giace anonimo
con emozioni tenute ad asciugare al sole esiliato
ed una febbre che percuote senza risposta
dove tutto il confuso slarga territorio e incerto
e le corde vocali suonano malinconie con uomini e sogni
nelle tasche fradice e donnetormento amate da lontano
dove ogni cosa sopravvive di albe a festa vestite
mentre una campana sparge fiori rochi nel cuore
rrimediabilmente dolente
e d’improvviso ritmi ineguali e fogliame di parole
spiovono a ricucire il canto della storia
dove fu scienza di pianto e di fatica
amori abbandoni preghiera pietà i nomi non dati
la fluttuante festa ghirigora con suoni circoncisi
il gioco come abbecedario di giorni poveri
moti sottaciuti dei palpiti il compianto gualcito
le carole di gelsomini aperti sul candore
il rimestio di calendari senza giorni con l’impronta ancora
al muro
lì
nasce il denso rotolante della tua obliqua voce
a phoné occulta che delira e si fa corpo fuori
e quel colore fugace che trasalisce e trascolora come
il mattino
dentro la luce abbondante dell’aurora
chi ascolta
abita la misura della rugiada quando respira polline
e colore rincorrendo ogni crescita di vita terrestre
o di un ricordo appeso al cuore che interminabile affolla
e rinasce d’improvviso nel buco terribile della memoria
tutto si spoglia e si scalza
tutto diviene ordine seme disegno delle radici
quantità che sgrana identica il suo turgore vitale
tutto si sospende inabissando in un vuoto di attese
in un sentore di albeggio solitario spalancato su una diversa
geografia
voce colma di ogni sonoro
perché prendi per mano lo strumento stonato del mio intimo
e lo riaccordi di suono sicuro?
voce arca del riposo
come assommi il guazzabuglio carnivoro dei desideri
deponendoli inermi dentro al mio passo?
voce come galassia di confine
dove depositi la storia dei giorni senza rive
e li riconduci ad un nuovo retaggio?
ogni volta il mio cuore cresce una febbre d’incantamento
e di passione liturgica
e corre lontano l’incredulo che mi appartiene sciogliendo
i rumori
convulsi del giorno nel crepitio delle stelle dentro il
freddo lunare
quali calcoli muovi scienza nel tuo infinito affanno
e non traduci in segno l’irripetibile che abita
il suono vocale?
quale esilio di numeri confonde la tua logica
conseguenziale lasciando in affanno ipotesi e soluzioni?
quando vi giunsi la prima volta
con gli strumenti che giravano uniti
dove sono? mi chiesi perché vivo altrove?
non seppi rispondere
e mi trovai addosso la verità del mondo che si costruiva
in un tessuto di vocalità sostanziali
dal mio posto anonimo dentro il passo di giorni soli
inseguo peregrino il tuo gesto
sillabato
mentre ogni scansione ogni intonazione mi attraversa
come una veloce galleria e mi precipita dentro la sonora
trasparenza dell’aria che s’imbuca vorticando dal fondo
(Giarmando DI MARTI,
Il viatore,Andrea Livi Editore,Fermo
2025)
*
UNA PICCOLA, SIGNIFICATIVA GALLERIA
FOTOGRAFICA DE LA MACINA

Gastone Pietrucci ed Enzo Cucchi
in occasione dell’incontro preparatorio per il Concerto Inaugurale
del 30° Monsano
Folk Festival 2015
(Jesi, Terrazza di Casa
Pietrucci-Cellinese, Giugno 2015)

Gastone Pietrucci ed Enzo Cucchi
LA
CONVERSAZIONE
Concerto Inaugurale del 30° Monsano Folk Festival, Monsano,
Sabato 8 Agosto, 2015

Concerto del cinquantennale de La Macina
con la partecipazione straordinaria
di
Sandro Portelli, Sara Modigliani, Giovanna
Marini,
Rossana Casale, Lucilla Galeazzi
(Roma , Parco
della Music a, Sala Petrassi, 14 Settembre 2018)

Catalogo Mostra Antologica “I collages di
Gastone
Pietrucci” (a cura di Roberto Gigli, Jesi
2022)
e
Gastone Pietrucci, Cultura Popolare Marchigiana,
Quaderni del Consiglio Regionale delle
Marche,
Ancona, Anno XXIV, nn. 299-300, 2019

Giovanna Marini e Gastone Pietrucci
in occasione della
registrazione del primo volume della trilogia di
Gastone Pietrucci-La Macina, “Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque
di canto” Volume I
(Recanati, Studi Màlleus, 2002, fotografati da Emanuela
Sforza)

Concerto de La Macina dal balcone di casa Pietrucci
(Jesi, venerdì 13 Maggio 2022- ore
17,00-18,30)
GiraLa
Macina al Giro d’Italia

Manifesto-Locandina
Per l’evento speciale per i 40 anni de La
Macina
La
Macina. Un canto d’amore lungo 40 anni
con
LA MACINA
e la partecipazione straordinaria
di
MONI OVADIA - GIOVANNA MARINI – GANG –
ROSSANA CASALE-
FEDERICO MONDELCI- RICCARDO TESI- ALLI’
CARACCIOLO
ENZO
CUCCHI -MASSIMO RAFFAELI- FRANCESCO SCARABICCHI
Regia di ALLI’
CARACCIOLO
(Ancona, Teatro delle Muse, 10
Novembre 2008, Progetto grafico: Arch. Stefano Santini)

Moni Oovadia e Gastone Pietrucci
(Recanati, 31 Maggio 2024)

Manifesto-Locandina
Per il Convegno Nazionale per i 50 anni de La Macina
IL
POZZO DELLA MEMORIA
La ricerca sulla cultura popolare orale
marchigiana
e il contributo de La Macina alla sua
scoperta conservazione e diffusione
JESI-8 GIUGNO 2018- Ore 9,00-
Galleria
degli Stucchi-Pinacoteca di Palazzo Pianetti
con
LA MACINA
Relatori:
ALLI’ CARACCIOLO-PIERO G. ARCANGELI-ANTONIO
DE SIGNORIBUS
Comunicazioni di:
GASTONE PETRUCCI-GUIDO FESTINESE-STEFANO
CAMPOLUCCI-PAOLA RICCI
MASSIMO RAFFAELI-TIZIANA OPPIZZI &
CLAUDIO PICCOLI-SAMUELE GAROFOLI
MARINO SEVERINI-MARA NOVELLA GOBBI-LAURITA
PERGOLESI
FRANCESCO SCARABICCHI-CARLO CECCHI-GIONATA
GIUSTINI-STEFANO SANTINI
(con la
partecipaziome straordinaria di Filppo Paolasini-Progetto Grafico:Stefano
Santini, 2018)

La Macina interpreta un Planctus popolare di fronte alla pala
di Lorenzo Lotto, Deposizione nel sepolcro
Galleria degli
Stucchi-Pinacoteca di Palazzo Pianetti
Jesi Venerdì 8
Giugno 2018
Convegno Nazionale, Il Pozzo della memoria

La Macina e Valeria Moriconi in
Concerto
Grosso per Gianandrea
Omaggio ad Antonio Gianandrea nel centenario
della nascita
13° Monsano Folk Festival, Domenica
9 Agosto 1998, Concerto di Chiusura

Macina-Gang al Premio
Tenco 2004
come “Super-Gruppo
dell’anno”
(Sanremo, Teatro
Ariston, novembre 20014)

Moni Ovadia e Gastone Pietrucci
in occasione della registrazione
del secondo volume della trilogia di
Gastone Pietrucci-La Macina, “Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque
di canto” Volume II
(Recanati, Studi Màlleus, 2006, fotografati da Emanuela
Sforza)

Premio alla Carriera
Città di Loano per la Musica
Tradizionale a Gastone
Pietrucci ed alla “sua” Macina
con la seguente
motivazione:
“Ricerca e riproposta,
tradizione e creazione si frantumano e mescolano fino a diventare
indistinguibili
sotto la forza antica
della Macina. Gruppo di Ricerca e Canto Popolare Marchigiano fondato da
Gastone Pietrucci nel
1968, cinquant’anni fa esatti. Da allora, da quell’ “altro” sessantotto,
Gastone
e la sua Macina hanno
attraversato da protagonisti la musica italiana, proseguendo l’attività di
ricerca
sulla tradizione
popolare delle Marche e portandola sui palchi della canzone d’autore
(con gli album Aedo malinconico ed ardente…) del rock
(grazie alla collaborazione con i Gang) e perfino
della musica classica e
del jazz, sempre nel segno del confronto e dello scambio tra generazioni e
linguaggi diversi”.
(Loano,24 Luglio 2018)

Gastone Pietrucci in
concerto dopo l’assegnazione
del Premio alla Carriera Città di Loano 2018.

Gastone Pietrucci e
Samuele Garofoli Quartet
in Ramo de fiori. La Macina in jazz
(nella foto da sinistra)
Roberto Zechini, chitarra elettrica, Gabriele
Pesaresi, contrabbasso,
Gastone Pietrucci, voce, Massimo Manzi, batteria, Samuele Garofoli, tromba, flicorno
(Ancona, Adriatico Mediterraneo,
Arco di Traiano, 30 Agosto 2013)

La Macina e lo ‘Sperimentale Teatro A’ di Allì Caracciolo
in Piange piange Maria povera donna…
Gastone Pietrucci, Maria Novella Gobbi, Maurizio Agasucci,
in “Piange
piange Maria povera donna…”
(Macerata,Teatro “Lauro Rossi, 2006)

Gastone Pietrucci, mentre registra un cantore popolare
Polverigi, XII Rassegna della Passione 1985


Macina-Gang
Presentazione del cd “Nel tempo ed oltre cantando”
(Ancona, Teatro
delle Muse, Febbraio 2004)

Gastone Pietrucci con
l’Orchestra da Camera diretta dal Maestro
Stefano Campolucci
in occasione della presentazione del volume terzo della trilogia:
“Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto”
(Jesi, Teatro
“Pergolesi” 2010)

La Macina con Enrico de
Angelis in
Sono bello, bellissimo, il più bravo e non perdono.
La Macina per Piero
Ciampi
Regia e luci:
Allì Caracciolo
(Jesi,
Teatro-Studio “Valeria Moriconi” , 20 Agosto 2005, Concerto Grande della Sera,
20° Monsano Folk
Festival nel venticinquennale della morte
del grande poeta e
cantautore livornese Piero Ciampi)

Doppio cd antologico Opus minus. La Macina pietra su pietra,
presentato in concerto
al Teatro “Pergolesi” di Jesi, 20 Dicembre 2018

Conferimento della
Civica benemerenza del Comune di Jesi a
Gastone Pietrucci con la seguente motivazione:
«Protagonista di una lunga e intensa
attività di ricerca nell’ambito della
cultura orale popolare,
ha sottratto alla dispersione e sparizione un vastissimo
patrimonio di testi appresi e raccolti
direttamente dalla viva voce dei narranti, curandone
l’accurata catalogazione scientifica
e la promozione e diffusione tramite una costante attività
concertistica, discografica ed editoriale,
un appassionato lavoro sulla memoria che costituisce non solo
insegnamento sul piano della ricerca,
condotta con metodo scientifico, ma indicazione, soprattutto
per le giovani generazioni, di una necessità insottraibile:
la conoscenza delle proprie radici sulle quali si fonda la
propria identità».
(Il Sindaco di Jesi, Massimo Bacci conferisce la benemerenza a
Gastone Pietrucci
Jesi, Sala Consiliare, giovedì 7 novembre 2019)

La Macina-Sperimentale
Teatro A
in
Piange piange Maria pover donna..
Tradizione e religiosità nella cultura
oraleumbro marchigiana
(Jesi-Teatro-Studio
Valeria Moriconi, 27 Febbraio 2009)

Valeria Moriconi e La
Macina (Gastone Pietrucci-Marco Gigli)
Spettacolo per il
bicentenario del Teatro “Pergolesi”
(Jesi, Teatro
“Pergolesi”, gennaio 1999)

Macina-Gang a
Musicultura
(Recanati 2004)

La Macina “storica”
da sinistra: Piergiorgio Parasecoli, Claudio Ospici, Gastone Pietrucci.
Giuseppe Ospici
(Monsano, 1982,
presentazione del primo disco de La Macina, Vene il sabado e vene
il venere…,)
Premio
della Critica Discografica Italiana 1982

Gastone Pietrucci e
Laurita Pergolesi in concerto
A da
nasce un bel bambino…/Nacerà un nene lindo…
(Il canto del Natale tra i due Mondi)
(Teatro
Comunale 5 Gennaio 2013, Montecarotto,
Trentesima Rassegna Nazionale della “Pasquella”)

Francesco Scarabicchi e
Gastone Pietrucci
(Montemarciano,
Teatro “Alfieri”- 10 Aprile 2016, 17° Il “nostro” Sanremo )

Gastone Pietrucci con Allì
Caracciolo
(MonteSanvito-Teatro
“La Fortuna”- 2014)

Gastone Pietrucci, Cultura Popolare Marchigiana,
Canti e testi
tradizionali raccolti nella Vallesina, Jesi, 1985

Il pozzo della memoria (A cura di Gastone
Pietrucci, 2024)

Gastone Pietrucci con
Marco Poeta
(31° Monsano Folk
Festival, Monsano, , Cucina del Vecchio Castello di Piazzetta Matteotti, 28
Agosto 2016)

Gastone Pietrucci e
Marco Gigli
con il Piccolo Coro
Città di Corinaldo
Diretto dal M°
Alessandra Battestini in
PICCOLO CORO “CITTA’ DI CORINALDO”
CANTA LA MACINA CON LA
MACINA
Corinaldo ,Teatro
“Goldoni”, Maggio 2017

La Macina , Jesi Teatro
“Pergolesi”
Ripresa in streaning
per FOLKSTOCK,
“Il primo maggio della folk e world musica
italiana
(2 Maggio 2021)

Francesco Scarabicchi,
Gastone Pietrucci, Carlo Cecchi
(Monsano,
Piazza dei Caduti- Sabato 6 Agosto 2016- Concerto Inaugurale 31° Monsano Folk
Festival )

Intervista televisiva
di Giovanni Filosa a Gastone Pietrucci
(Trasmissione
Detto fra noi –TVRS- Recanati,
Monsano, Piazza dei Caduti- Sabato 6 Agosto 2016- 2017 )

Gastone Pietrucci con
l’Orchestra Roberto Chitarreto Zechini
“… è stato da subito un grande auspicio incontrarti e
conoscere
qualcosa che m’era sconosciuto. Roberto”
Fermo,
Teatro dell’Aquila, 2016

Gastone Pietrucci e
Corrado Olmi
(Jesi-Hotel
Federico II- Cena del Rotary - 2016)

Gastone Pietrucci,
splendidamente fotografato
da Gian Domenico Papa
(Ancona,
luglio 2016)

Giorgio Cellinese e
Gastone Pietrucci
(Jesi,
Biblioteca Comunale, Ottobre 2016)

Maria Novella Gobbi e
Gastone Pietrucci
in
Pianto e dolore della Madonna
lungo il tragitto della Via Crucis voluta da don Savino
32° Monsano Folk
Festival 2017-Sabato 26 Agosto

Gastone Pietrucci,
fotografato da Emanuela Sforza
(San
Marcello, Teatro “ Ferrari“, 2002)

Gastone Pietrucci con
la Banda Osiris
In occasione della
registrazione del brano,
Mariuccina a mme mme gela… inserito nel vol. III
dell’ Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque
di canto
(Milano,
2010)

Gastone Pietrucci, con
il Gruppo “Filandare” di Jesi
(Jesi,
Teatro “Pergolesi”, durante la registrazione del disco “Io vado allà filandra…”, Maggio 1990)

Cartolina ricordo de La
Macina, dalla Russia,
2007-2008

Francesco Scarabicchi,
Gastone Pietrucci, Piero Cesanelli
(Ancona,
Tetrino del Guasco-Museo del Giocattolo- Domenica 21 Agosto 2016-
Concerto
del Tramonto- Con la mia voce in spalla- 31°
Monsano Folk Festival)

L’abbraccio di
Francesco Scarabicchi e di Gastone Pietrucci
Due scatti “rubati” da
Gian Domenico Papa
Ancona,
Tetrino del Guasco-Museo del Giocattolo- Domenica 21 Agosto 2016-
Concerto
del Tramonto- Con la mia voce in spalla- 31°
Monsano Folk Festival)

Gastone Pietrucci (La
Macina) e Maria Novella Gobbi (Sperimentale Teatro A)
mel lavoro
comunitario sul “Maggio”, Chi è belli de forma de Magghio ritorna
(Prima nazionale, Morro
d’Alba, 33° Monsano Folk Festival, 2018)

Manifesto ufficiale del
Concerto-Spettacolo
NEL BLU, DIPINTO DI BLU…
A Domenico ‘Mimì’ Modugno nel 51°
anniversario di ‘Volare’
con
GASTONE PIETRUCCI e LA MACINA
(Corinaldo.
Tetaro “Goldoni”- venerdì 16 Gennaio 2009)

Gastone Pietrucci con
Mugia Bellagamba
(Jesi,
Hotel Federico II, 2012)

Gastone Pietrucci con i
bambini dello Scacciamarzo
(Monsano-XXV
Inconto Regionale dello Scacciamarzo,
2012)

Gastone Pietrucci con
lo scultore Nazareno Rocchetti
(Cingoli,
nel giardio “Sogni nel prato”, 2014)

Paola Ricci e Gastone
Pietrucci
(Morro
d’Alba, 34° Cantamaggio, 21 Maggio 2107)

Gastone Pietrucci al Premio Nazionale Città di Loano
per la musica tradizionale italiana
eccezionalmente
accompagnato da
Maurizio Geri (chitarra) e Riccardo Tesi (organetto) di Banditaliana
(Loano, Luglio 2011)

Consegna del “Premio Sciabica” 2016 a
Gastone Pietrucci
da parte del Sindaco di Senigallia
Mangialardi, con la seguente motivazione:
“Gastone
Pietrucci che fonda e dirige dal 1968 il Gruppo di Ricerca e Canto Popolare
Marchigiano “La Macina”,
che
grazie alle sue ricerche ed ai suoi studi, ha recuperato le autentiche
tradizioni della Cultura Contadina
Marchigiana
e inoltre averle portate a conoscenza oltre i confini delle Marche".
(Marzocca di Senigallia, Cemtro
Sociale Adriatico, Domenica 20 Novembre 2016)

Spettacolo-Concerto de La Macina, in
occasione
della celebrazione del 25 Aprile 2015
FINISCO
PERCHE’ NON HO PIU’ VOGLIA DI ALLUNGARE
(Jesi-Teatro-Studio Valeria Moriconi, 25 Aprile
2015)

Simone Massi e Gastone Pietrucci alla
Conferenza Stampa
di presentazione della seconda edizione di
Animavì (13-16 Luglio)
International film festival of poetic animation
Pergola, nel Giardino di Casa
Godio, sabato 17 Giugno 2017


Gastone Pietrucci fotografato da Simonetta
Venturi
Pergola, nel Giardino di Casa
Godio, Festival Animavì 14 Luglio 2107

Gastone Pietrucci e Lina Marinozzi Lattanzi
Jesi, Teatro “Pergolesi”, 5 maggio
1984

La Macina
Illustrazione di Simone Massi della copertina
del dvd
(tratta
dal libro La Macina Nel vivo di una lunga
storia)

Cd-book, La
Macina.Nel vivo di una lunga storia, Crinali 02, squi[libri] editore, 2016
“iL cd-book de La Macina è costoso (20€)
ma di
una bellezza insostenibile!”
Francesco Scarabicchi, 2016
*

La Macina con Paola Giorgi
(Sirolo, 23 Agosto 2024, Il dono che non si nega)

Programma di sala del Concerto de La Macina
per Walter Piacesi,
Recanati, Aula Magna del Civico Palazzo, con
dedica autografa dell’artista:
“Al
caro, bravo Gastone Pietrucci con viva riconoscenza.
Walter
Piacesi, Recanati 28 Aprile 1985”
*
La Macina
I “compagni di viaggio”. Una filosofia della
musica
Valorosi, compagni d’arte, di lavoro,
di avventura di Gastone Pietrucci

Roberto Picchio,
fisarmonicista de La Macina
Casale Monferrato, 28^ edizione di Folkermesse,
9 Luglio 2011
“Roberto Picchio, tasti di struggente melodia, dita di agili
sonorità,
armonia composita nella sua magica fisarmonica.
E delle sue composizioni troppo poco eseguite.”
Allì Caracciolo, 2016
Adriano Taborro, Direttore
musicale de La Macina
Teatro “Goldoni” di Corinaldo, durante l’incisione del cd La Macina live,
novembre 2014
“Adriano Taborro, violino, chitarre mandolino, la sua musica
è la sua anima, l’unica che possieda.
Ma moltiplicata in
mille. Una delle quali: le sue composizioni, gli arrangiamenti, le
armonizzazioni
e rielaborazioni. Un’altra la sua direzione musicale.”
Allì Caracciolo, 2016
à

Marco Gigli
“Marco Gigli, chitarra sulla quale compone musiche originali,
sulla quale ne esegue numerose altre attento e preciso.
La sua voce, altro strumento di risonanze chiare, lunari.”
Allì Caracciolo, 2016
Riccardo Andrenacci
“Riccardo Andrenacci, new entry (ma non tanto), paradigma di mirabili
matamorfosi dell’assordante
in fascinum irresistibile, ossessivo ritmo, paesaggi
musicali della leggerezza o di invasati universi: la sua batteria.
Insieme possono aprirti orizzonti illimitati, pacate distese di
deserti, oppure indiavolate ridde di ritmi
tra le quali a lampi si intravede lo scatenamento di Dioniso.
Insieme hanno il potere della magica, mirabile, evocazione.”
Allì Caracciolo, 2016



Giorgio Cellinese
“ Infine, last but not lest, Giorgio Cellinese, l’impareggiabile.
Silenzioso quanto basta,
severo all’eccesso, pacato-aggressivo. Mite e intollerante, paziente
e provvidente a ogni cosa.
Ricerca e canta, in proporzioni più ridotte, non meno
preziose. Il suo nome è Presenza”.
Allì Caracciolo, 2016

Marco Tarantelli
contrabbasso
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Per informazioni: LA MACINA
Via Pergolesi, 30
60035 Jesi (An)
Telef. e fax.:
0731-4263
e-mail:
lamacina@libero.it
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Programma della 40^
edizione del Monsano Folk Festival 2025
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