Nell’ambito della Mostra sull’emigrazione italiana “… Quando gli emigranti eravamo noi…”, sabato 30 Maggio, alle ore 18,00, nella Chiesa del SS. Sacramento (adiacente al Chiostro della Villa “Nappi”) di Polverigi (An).

RACCONTO-CONCERTO

“MA COME E’ GRANDE IL MARE, SE TI DIVIDE IL MARE…”        (De la Argentina en Italia con el afecto de la memoria.                  Dall’Argentina in Italia con l’affetto della memoria.)

con                                                                                         

GASTONE PIETRUCCI & LAURITA PERGOLESI                                                                 

e la partecipazione straordinaria di                                            Marco GIGLI                                

Laurita (trio)

Trio: Marco Gigli-Laurita Pergolesi e Gastone Pietrucci in concerto.

Ingresso Libero.

Guido FESTINESE ,Book Note, il Manifesto, Maggio 2009

Posted by gastone on Aprile 21st, 2008

BOOK  NOTE                                                                                 Il sonno della ragione.                                                               Tra riti, filastrocche                                                               e serenate contadine.  

“Straordinaria figura di operatore culturale, sempre (o quasi) “dietro le quinte“, a curare nel dettaglio regia, tempi e modi di spettacoli che scavano a fondo nelle “radici” , restituendo emozioni che davvero sembravano smarrite, Giorgio Cellinese è una figura ben nota nel mondo della musica popolare, e della ricerca etnografica ed etnomusicologica tutta. Dal 1977 Cellinese è il “quinto” della Macina, uno dei più straordinari e longevi ensemble della Penisola volto al recupero delle tradizioni popolari, “focus” speciale sulle Marche, senza dimenticare disgressioni sulle regioni di confine. Dodici anni è durato il lavoro di raccolta dei materiali sulle proprie radici abruzzesi e nello specifico di Atri, nel teramano. Riordinando e catalogando bobine e cassette raccolte tra il 1980 e il 1992, ecco il materiale da salvare, e da far conoscere, palpitanti schegge di sapere popolare raccolti in Jemece a ffà un sonnellino in fondo allo stagno, edito dal Centro Tradizioni Popolari. Lo stesso titolo ha avuto, a partire dal 2001, lo spettacolo incentrato su questa raccolta andato in scena al Festival di Monsano che proprio la Macina organizza. E’ un incrocio stretto, avvolgente di filastrocche, formule magiche, giochi, invocazioni, canti: come la superva versione abruzzese di Isce sole, che qualcuno rammenterà “detta” da Peppe Barra. Il cd accluso ne presenta buona scelta, con la partecipazione attiva (e commossa) dei fratelli Severini, ovvero i Gang, negli ultimi anni collaboratori abituali della Macina.

Se il testo di Cellinese è un affondo in una “microstoria” familiare che pure restituisce il respiro largo della comunità, imponente invece è il lavoro di sistemazione organica del materiale raccolto (negli anni Sessanta) racchiuso in L’Umbria cantata. Musica e rito in una cultura popolare […]

 

Guido FESTINESE, Book Note, il Manifesto, Maggio 2009

Albero del maggio (foto consuelo) (Foto: Consuelo Paris, 2009)

L’Albero del “Maggio” di Morro d’Alba,piantato” domenica 17 maggio e bruciato il piazza, domenica 31 maggio.

 

CHIUSURA DEL “CANTAMAGGIO” A MORRO D’ALBA       DOMENICA 31 MAGGIO CON IL TRADIZIONALE              ROGO IN PIAZZA DELL’ALBERO DEL “MAGGIO”

 

 

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Gastone Pietrucci con Marco Gigli (voce, chitarra), faranno la loro partecipazione straordinaria, martedì 2 Giugno,  alle ore 10,00, a Monsano, nella sala Consiliare, in occasione della Celebrazione della Festa del 2 Giugno.

L’intervento musicale del leader de La Macina, e di Marco Gigli consisterà nell’esecuzione di tre canti.

Il primo un canto di protesta dei coscritti napoleonici, contro la guerra (1799): “Coraggio amor mio…”.

Il secondo sarà un canto sull’emigrazione: “Argentina”

Ed il terzo un canto di lavoro e di protesta : “So’ stato a llavorà‘ a Montesicuro…”.

Tre canti che tratteggiano perfettamente le condizioni della civiltà di un popolo: la rinuncia  ed il rifiuto a qualsiasi guerra: l’emigrazione e il diritto al lavoro e non a morire sul lavoro.

caterina bueno1

Caterina BUENO a Morro d’Alba, nel 1989

 

VENTISETTESIMA EDIZIONE DEL “CANTAMAGGIO”DI MORRO D’ALBA. 15, 16, 17 E 31 MAGGIO 2009

Ritorna a Morro D’Alba, in una edizione dedicata al ricordo della grande folk singer toscana, Caterina Bueno, la Festa del “Cantamaggio”, questo antico canto rituale di questua, che da secoli celebra l’avvento della primavera, della nuova stagione agricola e che affonda le sue radici nei riti pagani di fertilità, di augurio e di benessere per la comunità ed i singoli.

Il “Cantamaggio” , organizzato e voluto fortemente dal Comune di Morro D’Alba, è curato del Centro Tradizioni Popolari e da La Macina, con il patrocinio della Provincia di Ancona, Cohabitat, della Regione Marche , la collaborazione della locale Pro-Loco,  dell’ Associazione L’Albero del Maggio,  del Circolo morrese, di Danzintondo, Circolo Acli si svilupperà, nelle tre giornate del 15, 16 e 17 maggio, per poi concludersi, nella notte del 31 maggio, con il rituale Rogo in piazza dell’Albero del “Maggio”.

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