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Monsano – Agugliano- Ancona-Camerata Picena - Isola del Piano (P-U) - Jesi –Marotta- Morro d’Alba – Pieve Torina (MC) - Polverigi –Serra de’ Conti- Staffolo-Trecastelli-Staffolo

e con il patrocinio

Comune di Monsano - Provincia di Ancona- Regione Marche- Fondazione Pergolesi Spontini

 a cura de

La Macina - Centro Tradizioni Popolari

 

31°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

gemellato dal 2012 con  Civitella Alfedena Folk Festival (AQ)

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

Ideazione e Direzione artistica: Gastone Pietrucci

 

6 - 28 AGOSTO 2016

 

 

 

 Fare un Festival, di questi tempi, ha un valore anche politico.

Perché è un modo di combattere, non solo la crisi, ma anche il silenzio”.

Amedeo Fago * 

 

* Direttore del Laura Film Festival 2011

da l’Espresso, n. 29, anno LVII, 21 Luglio 2011

 

 

A cura de La Macina e del Centro Tradizioni Popolari,  il Comune di Monsano,  con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ancona, e la Fondazione Pergolesi- Spontini, organizza, nell’agosto 2016 la trentunesima edizione del Monsano Folk Festival.  

Ideazione e direzione artistica: Gastone Pietrucci. 

 

Il Monsano Folk Festival , questa Rassegna internazionale di Musica Popolare originale e di revival, nel corso degli anni,  si è trasformato in un Festival itinerante, svolgendosi non solo nella sua sede originale,  Monsano, ma da diversi anni, anche in altri comuni dell’anconetano, del pesarese e del maceratese. 

Il Monsano Folk Festival è un appuntamento  ed un riferimento fissi e scientificamente qualificati e prestigiosi, nel fornire, anno dopo anno, un quadro sempre più aggiornato, valido e stimolante della musica popolare, delle sue tradizioni e soprattutto delle sue ancora ignote potenzialità. Infatti siamo più che convinti, che nonostante l’isolamento culturale, le ingiustificate, ottuse, “disattenzioni”, la secolare “latitanza” dei  media, sia finalmente arrivata l’ora di far ascoltare e soprattutto diffondere “anche” quest’ “altra” musica, specialmente alle nuove generazioni, decisamente più fragili, sprovvedute e psicologicamente soggette come sono, al feroce condizionamento ed allo squallido fenomeno di ghettizzazione e di omologazione di pasoliniana memoria.

          

           Con il Monsano Folk Festival  si è scelta e privilegiata una particolare formula di rapporto, di scambio, di confronto-“scontro”, tra la musica popolare originale degli autentici portatori della tradizione e quella dei vari gruppi ed interpreti di  folk revival, in un accostamento di pari dignità, di notevole interesse e di grande valore scientifico.

 

Un Festival, che per la “libertà”, inventiva, passione e spontaneità con cui viene organizzato e vissuto, si distingue nettamente dall’attuale sconfortante panorama di falsificazione e di massificazione operate sulla cultura tradizionale e sulla civiltà popolare, e che alla forza della tradizione lega esperienze innovative: un Festival per tutti si, ma anche per spettatori anomali, curiosi, “vivi”, cacciatori di sorprese.

 

          Quest’anno l’ edizione del Festival , sarà principalmente incentrato sul tour promozionale de La Macina e sul lancio del suo primo disco live: La Macina. Nel vivo di una lunga storia, edito da squi[libri]..

 Un Festival che, in tempo di crisi come quelli che stiamo vivendo, difende con tenacia la sua esitenza e la sua identità, quindi un Festival “resistente” ma ancora una volta limitato e condizionato dal momento economico decisamente non favorevole, nel quale si dibatte l’Italia, ma soprattutto tutto ciò che significa cultura in questo nostro Bel Paese !

         “La cultura, per definizione, non vale niente se non per i suoi frutti umani e sociali. Un paese che se ne dimentica è un paese che non crede più in se stesso”, ha scritto lucidamente ed amaramente Michele Serra (la Repubblica , Anno 35-Numero 128, martedì 1 giugno 2010).

 

        Quindi,  nonostante il “feroce”, “selvaggio” dimezzamento del già esiguo ed imbarazzante budget, abbiamo cercato anche quest’anno di presentare un Cartellone più che dignitoso, ringraziando ancora tutti gli artisti-amici, al loro mettersi in gioco e soprattutto al loro entusiasmo, alla loro voglia di “aiutare” e di “arricchire” ulteriormente un Festival, (unico nel suo genere) un “piccolo-grandeFestival, che ha basato da sempre la sua identità e la sua autorevolezza, nella sua “testa”, nel suo “cervello”, nelle sue “idee”, nel suo continuamente inventarsi e reinventarsi, piuttosto che nell’adagiarsi, nel “portafoglio”, nei “soldi”, nei grandi contributi pubblici e privati, che a dire il vero in tutti questi anni, hanno sempre latitato alla grande!

 

 

Il Direttore Artistico

Gastone Pietrucci

Jesi, 22 Giugno, 2016

 

 

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Gastone Pietrucci

Caricatura-collage

di Corrado Olmi, 2008

 

 

 

 

 

*   *   *

 

Come arrivare a Monsano

 

In auto: Autostrada A14 Bologna-Bari, uscita Ancona Nord poiSuperstrda SS76 Ancona-Jesi-Roma

Uscita: MONSANO

In treno: Line a Roma-Falconara-Ancona, stazione di Jesi (MONSANO a 6.5 Km)

In aereo: Aeroporto “Raffaello Sanzio” di Falconara M.-Ancona (MONSANO a 15 km)

In nave: Porto di Ancona (MONSANO a 27 Km)

 

* *  * 

 

31°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

 

gemellato dal 2012 con Civitella Alfedena Folk Festival (AQ)

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

 

6-28 Agosto 2016

 

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Walter Piacesi, “Il passero solitario” (incisione/particolare)

dalla cartella di acqueforti “Le Marche/spiagge/campagne/paesi

 

Logo del Monsano Folk Festival  e del Gruppo “La Macina”

(per gentile concessine dell’autore Walter Piacesi e dell’Editore Raffaele Bandini)

 

 

 

 

1)   PROGRAMMA SINTETICO

 

 

(a seguire Programma analitico)

 

 

 

MONSANO-  SABATO  6 AGOSTO – Ore 22,00 – Piazza dei Caduti- Concerto Inaugurale

Due grandi amici per una grande Macina

L A   M A C I N A

introdotta da

MASSIMO RAFFAELI   FRANCESCO SCARABICCHI

in

LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

Presentazione del primo cd live de La Macina edito da squi[libri]

 

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La Macina Nel vivo di una lunga storia

Edito squi[libri] Crinali 2

con il contributo della

Regione Marche Assessorato alla Cultura

Copertina del cd, opera di Carlo Cecchi,

 La Macina live, 2014

 

                                                                                                                             

La Macina 

 

Gastone Pietrucci  voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli chitarra, voce, controcanti

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 

 

 

MONSANO – DOMENICA 7 AGOSTO  - Piazza dei Caduti – Ore 22,00- Concerto Grande della Sera

Il grande folk europeo

MATCHING TIES QUARTET

FOLK IRLANDESE, SCOZZESE E INGLESE

 

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Matching Ties Quartet

Peter Corbett (Irlanda) – violino, voce

Trevor Morriss (Inghilterra) - mandolino, bouzouki irlandese, chitarra, voce

Paul Stowe (USA) - chitarra, voce

Konrad Stock (Germania) Bodhrán (batteria), whistles (flauti), Great Scottish Highland pipes (corno a muso scozezze)

 

 

LUNEDI’ 8 AGOSTO  RIPOSO

 

 

MARTEDI’ 9 AGOSTO -  RIPOSO

  

 

JESI - MERCOLEDI’ 10 AGOSTO  Chiesa di San Bernardo - Ore 19,00 –Concerto Poetico-Musicale del Tramonto

I poeti amati e La Macina

ALLI’ CARACCIOLO-FRANCESCO SCARABICCHI-LA MACINA *

IL DONO CHE NON SI NEGA

Poesia di poeti amati

 

image082.jpg Scarabicchi Francesco 84 02 28 copia.jpg DSC_0632.jpg piccola.jpg

Allì Caracciolo-Francesco Scarabicchi-Gastone Pietrucci

 

con la partecipazione straordinaria di

 MARIA NOVELLA GOBBI-FILIPPO PAOLASINI-PAOLA RICCI

voci recitanti

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

 AGUGLIANO – GIOVEDI’ 11 AGOSTO - Piazza Baluffi – Ore 22,00 - Concerto della Memoria

Un grande “albero di canto”

Per la Serie Foglie d’Album n. 8

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OMAGGIO A NARDINO BELDOMENICO  *

 GRANDE “ALBERO DI CANTO”, GRANDE INFORMATORE E GRANDE AMICO DE LA MACINA

a cura di Gastone Pietrucci

 

con

 LA MACINA

 

e con la partecipazione straordinaria di suonatori e cantori popolari

SERGIO BADIALETTI, voce, cembalo-BERNARDINO NICUSANTI, organetto

GIOVANNI TARINI, voce, tamburo a frizione-ANDREA VINCENZETTI voce, timpani.organetto

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

SERRA DE’ CONTI – VENERDI’  12 AGOSTO – Chiostro di San Francesco- Ore 22,00- Concerto-Incontro della Sera

Dal Brasile alle Marche

DUO FIORELLA DIPENTIMA-SAMUELE MARTINELLI *

DA GAROTA DE IPANEMA A BELLA SEI NADA FEMMENA

Viaggio musicale dalla tradizione del Brasile alle Marche

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Fiorella Dipentima e Samuele Martinelli

 

con la partecipazione straordinaria di

 GASTONE PIETRUCCI, voce

ANDREA MORANDI, batteria, percussioni,

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

CAMERATA PICENA  SABATO 13  AGOSTO - Corte del Castello del Cassero  Ore 22,00 -  Concerto-Incontro della Sera

Trent’anni dopo (1986-2016)

LA MACINA *

 Alla “radiosa presenza” di Gianfranco Costarelli

 

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C’ERA UNA VOLTA CATERINA NERINA BAFFINA DE’LA PIMPIRIMPINA… TRENT’ANNI DOPO

Riproposta dell’omonimo disco de La Macina pubblicato nel 1986,

tutto dedicato al mondo infantile marchigiano

 

 

con la partecipazione straordinaria del Piccolo Coro della

 SCUOLA DELL’INFANZIA “C.B.MARIOTTI” DI MONTEMARCIANO

Diretto dall’Insegnante Franca Medi Galassi

 

 

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

ISOLA DEL PIANO (P-U) - DOMENICA 14 AGOSTO – Piazza Umberto I- Ore 22,00  Concerto Grande della Sera

Il primo cd live de La Macina

LA MACINA

in

LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

Presentazione del primo cd live de La Macina

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La Macina

Ancona, Teatro Sperimentale, 2015

 

 

 

LUNEDI’ 15 AGOSTO -  RIPOSO

 

 

MARTEDI’ 16 AGOSTO -  RIPOSO

 

 

 

MAROTTA (P-U) – MERCOLEDI’ 17 AGOSTO – Piazza dell’Unificazione- Ore 22,00 -  Concerto Grande della Sera

Concerto antologico de la Macina

LA MACINA

in

LA MACINA LIVE E… DINTORNI

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La Macina

Corinaldo, Teatro “Goldoni” 2014

 

 

 

MONSANO – GIOVEDI’ 18  AGOSTO – Piazza Mazzini – Ore 18,00 - Concerto del Caffè

Country & bluegrass dall’altro mondo

THE CATFISHERS

BROKEN CHAINS 

 

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The Catfishers

David Battenti, contrabbasso
Leonardo Bolognini, armonica
Riccardo Bottegal, violino - Marco Gigli, voce, chitarra

 

 

 

TRECASTELLI-RIPE- VENERDI’ 19  AGOSTO Piazza Leopardi - Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

Un altro grande amico per La Macina

L A   M A C I N A

introdotta da

CARLO CECCHI

in

LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

Presentazione del primo cd live de La Macina

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La Macina

Corinaldo, Teatro “Goldoni” 2014

 

 

 

POLVERIGI – SABATO 20 AGOSTO - Chiostro di Villa “Nappi”-  Ore 22,00 - Concerto-Incontro della Sera

La ricerca e la riproposta

MARINO CAROTTI

GALANTOMO FU MIO PADRE!

Canti della cultura orale marchigiana

 

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Marino Carotti

 

 

con la partecipazione straordinaria di

GASTONE PIETRUCCI, voce 

GIAMPIERO BELARDINELLI, fisarmonica-

CORALE  “SANTA LUCIA” DI JESI diretta dal M. Mauro GUBBIOTTI

 

 

 ANCONA- DOMENICA 21 AGOSTO – Teatrino del Guasco del Museo del Giocattolo e del Bambino-Via Matas 21-Vicolo Bonarelli- Ore 19,00– Concerto  del Tramonto

GASTONE PIETRUCCI- LA MACINA

con la partecipazione straordinaria di

  PIERO CESANELLI 

in

CON LA MIA VOCE IN SPALLA… *

Autori per Gastone Pietrucci

Dedicato ad Alberto Cesa “compagno di lotta e incazzatura”

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Gastone Pietrucci – Piero Cesanelli

 

con

ADRIANO TABORRO, chitarra, mandolino, violino – MARCO GIGLI, chitarra, voce- ROBERTO PICCHIO, fisarmonica

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

  

 

LUNEDI’ 22 AGOSTO -  RIPOSO

 

 

MONSANO  MARTEDI’ 23 AGOSTO- Chiesa degli Aròli – Ore 19,00- Melologo-Concerto del Tramonto 

Grande prova d’Attore

MARIA NOVELLA GOBBI

in

SANTA GIOVANNA LA PAZZA

Melologo concerto per voce recitante e strumenti

di Allì Caracciolo

 

Dedicato ad Alberto Pierucci

 

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Maria Novella Gobbi

 

 

con

Maria Novella Gobbi , Santa Giovanna la Pazza

Adriano Taborro, violino, mandolino, oud

Andrea Del Signore, chitarrec

 

 

 

 

MONSANO – MERCOLEDI’ 24 AGOSTO- Chiesa degli Aròli- Ore 19,00 – Concerto del Tramonto

La magia dei ricordo, della musica e dello strumento

MARCO POETA *

in

BINARIO 3

La scoperta della musica salentina con l’esperienza folgorante e straordinaria della chitarra a dodici corde

 

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Marco Poeta

 

con la partecipazione straordinaria di

ROBERTO CHIGA, percussioni.

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

PIEVE TORINA (MC) – GIOVEDI’  25 - Chiostro del Museo delle Tradizioni Popolari-- Ore 22,00- Concerto Grande della Sera

Un’altra grande amica de La Macina

L A   M A C I N A

introdotta da

ALLI’ CARACCIOLO

in

LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

Presentazione del primo cd live de La Macina

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La Macina

Corinaldo, Teatro “Goldoni” 2014

 

  

 

MORRO D’ALBA – VENERDI’ 26 AGOSTO  Auditorium Santa Teleucania - Ore 22,00 – Concerto della Memoria

La musica, grande passione di Severino

Per la Serie Foglie d’Album n. 9

 

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Severino Ronconi

 

OMAGGIO A SEVERINO RONCONI  *

“SONAVA TUTTO…ERA BRAVISSIMO… ERA INDISTRUTTIBILE…”

 

a cura di Gastone Pietrucci

 

con

LA MACINA

e con la partecipazione straordinaria dei portatori della tradizione

MARIO AMICI, voce, segone & STEFANO AMICI, cembalo, organetto

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

STAFFOLO - SABATO  27 AGOSTO- Villa Rosetti (Via Giovanni XXIII, 28)  – Ore 20,00-  Concerto in Famiglia 

La voce come strumento proprio della “sincerità” musicale

ROBERTO ZECHINI

in

SOLO CON CHITARRA VOLGARE

Concerto-presentazione del cd omonimo (RaRa Records, 2016)

 

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Special guest

GASTONE PIETRUCCI

 

 

Special gssssssssspec ial guestuestsspHitarMarco

 

MONSANO DOMENICA 28 AGOSTO - Cucina del Castello di Piazzetta Matteotti- Ore 22,00 e 24,00 – Concerti di Chiusura del Festival 

Incontro “esplosivo” ed incontenibile di due mondi musicali

MARCO POETA E GASTONE PIETRUCCI *

in

ANTICIPAZIONE DI UNA “FOLLIA”

Concerti  finali per voce “scura e torturata” e chitarra a dodici corde

 

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 Marco Poeta e Gastone Pietrucci

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*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto venticinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

 

 re         

*

 

Tutti i Concerti sono ad Ingresso Libero

 

 

L’ “occhio” e la memoria del Festival: Dr. Riccardo Carsetti

L’ “orecchio” del Festival: Rodolfo Curzi

Tecnico Audio Luci: Eliseo Mozzicafreddo 

 

*

 

 

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Monsano, Piazza dei Caduti

Luogo dei Concerti del Monsano Folk Festival

 

*

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31°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

gemellato dal 2012 con Civitella Alfedena Folk Festival (AQ) ***

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

6-28 Agosto 2016

 

 

            *** per conoscere il Programma di Civitella Alfedena Folk Festival 2016

            (in fondo al Programma del Monsano Folk Festival, dopo gli Apparati)

 

 

 

 

2)   PROGRAMMA ANALITICO

 

 

 

 

MONSANO – SABATO 6 AGOSTO

Piazza dei Caduti-  Ore 22,00 -  Concerto  Inaugurale

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano, Fondazione Pergolesi-Spontini

LA MACINA 

introdotta da

MASSIMO RAFFAELI E FRANCESCO SCARABICCHI

in

LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

Presentazione libro con il primo cd live de La Macina e dvd Gastone se canti te lega, editi da squi[libri]

con il contributo della Regione Marche Assessorato alla Cultura

 

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La Macina Nel vivo di una lunga storia

Edito squi[libri] Crinali 2

con il contributo della Regione Marche Assessorato alla Cultura

Copertina del cd, opera di Carlo Cecchi,

 La Macina live, 2014

 

 

Nella ricca discografia de La Macina,mancava la realizzazione del suo primo cd live.

Grazie ad una trionfale campagna di crowdfunding questo importante traguardo è stato raggiunto. Un ringraziamento particolare e sentito a tutti quelli che hanno contribuito a questo successo, diventando co-produttori, insieme a noi, di questo particolare ed inedito lavoro discografico.

Dopo la fortunata trilogia dell’Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto, in due serate memorabili, del 20 e 21 novembre 2014, alla presenza di un pubblico numeroso, festoso e decisamente partecipante, La Macina, nella splendida cornice del Teatro “Goldoni” di Corinaldo, ha registrato questo disco live con il meglio del suo sterminato repertorio e l’aggiunta di un inedito, una vera e propria chicca: E me ne vojo ji’ mare pe’ mmare.

Quanti hanno sostenuto la realizzazione del progetto non resteranno di certo delusi perché non si tratta solo di un CD ma di un’opera più ambiziosa che, articolandosi su diversi livelli, intende avviare una riflessione attorno ai molteplici significati che ha assunto una storia come la nostra, nei decenni che ne hanno cadenzato il cammino. In questa direzione si pongono le opere pittoriche di Carlo Cecchi, gli scritti di Francesco Scarabicchi, Massimo Raffaeli ed Allì Caracciolo -tra le espressioni più alte e significative della cultura marchigiana, oltre che, da sempre, grandi amici de La Macina- le illustrazioni di Simone Massi e il documentario Gastone se canti, te lega, realizzato da altri due più recenti acquisti alla causa comune, Filippo Paolasini e Paola Ricci, che hanno ripercorso, in trenta comuni marchigiani, il qusi cinquantennalee lavoro sul campo svolto dal nostro gruppo nel cuore della cultura popolare della nostra regione.

Questo lavoro è dedicato alla “radiosa presenza” di Gianfranco Costarelli, grande, grandissimo e straordinario amico personale e de La Macina che nel 2014, se ne è andato, lasciandoci ancora più soli. Lo ricorderemo sempre come una presenza assidua, discreta, serena, forte, attenta, profondamente appassionata ed indispensabile. Una compagnia costante, un sorriso, un affetto, una volontà di vivere e di operare ad ogni costo, nonostante tutto. Un esempio di carattere, di saggezza, di grande forza per tutti noi. Gianfranco che posso dirti altro? Sicuramente la nostra musica (che tu amavi tanto) ti e ci accompagnerà sempre, nel cuore e nell’anima. Mi piace chiudere questa dedica, riportando alcuni versi di  Allì Caracciolo che ha riscritto per te (da La distanza inLa Insomiglianza, Ripostes,2007, p.35).

 

Sempre mi torna in mente

la radiosa presenza. La qualità della luce

la qualità del ricordo si somigliano.

E ove la memoria crea

L’immagine di ciò che è stato

La luce ne sostanzia ciò che è

 

(Gastone Pietrucci, dalla Prefazione al libro-cd, La Macina Nel vivo di una lunga storia, squi[libri],CRINALI 2, 2016)

 

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Gastone con Gianfranco Costarelli

e la sua “radiosa presenza”

 

 

Ora con questo tour di concerti di presentazione, che inizierà, con l’anteprima nazionale, sabato 16 luglio2016 all’ Artistrada-Colmurano Buskers Festival e proseguirà, in Ancona alla Mole Vanvitelliana, mercoledì 27 luglio, nell’ambito della Rassegna Sensi d’Estate, La Macina farà conoscere ulteriormente, in diverse serate del 31° Monsano Folk Festival, questo suo ultimo, importante lavoro discografico, una vera e propria antologia musicale di questo “storico” gruppo marchigiano che è entrato a pieno titolo, nella storia del folk italiano.

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Massimo Raffaeli e Francesco Scarabicchi

 

La serata sarà introdotta da

 Massimo Raffaeli e Francesco Scarabicchi,

due tra le cinque prestigiose firme

(Allì Caracciolo-Carlo Cecchi-Simone Massi)

che hanno impreziosito ulteriormente

questo ultimo ed attesissimo lavoro de La Macina.

 

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La Macina in concerto

(Foto: Rolando Catalani, Teatro “Goldoni”, Corinaldo, 2014)

 

La Macina

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 

SERATA DI FESTA PER LA CONSEGNA DEI CD LIVE MACINA

AI GENEROSI SOSTENITORI DELLA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING

E COPRODUTTORI DE LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

 

 

Ingresso Libero

In caso di maltempo il concerto si terrà nel Teatro-Studio “Valeria Moriconi”  di Jesi (Piazza Duomo)

 

  PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SULL’EDITORE SQUI[LIBRI]

(Vedi  APPARATO N. 1 a  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

ELENCO DI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO ALLA CAMPAGNA DI

CROUDFUNDING PER LA REALIZZAZIONE DEL CD LIVE DE LA MACINA

(Vedi  APPARATO N. 1 b  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU MASSIMO RAFFAELI

(Vedi  APPARATO N 1c  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU FRANCESCO SCARABICCHI

(Vedi  APPARATO N 1d  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

 PER LE PRESENTAZIONI AL CD LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA DI

LUCA CERISCIOLI, PRESIDENTE DELLA REGIONE MARCHE E DI

MORENO PIERONI ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA REGIONE MARCHE

(Vedi  APPARATO N 1e  allegate in fondo al Programma del Festival)

 

 

*

 

MONSANO- DOMENICA 7 AGOSTO

Piazza dei Caduti-  Ore 22,00 -  Concerto  Grande della Sera

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano, Fondazione Pergolesi-Spontini

 

MATCHING TIES QUARTET

FOLK IRLANDESE, SCOZZESE E INGLESE

Quattro musicisti ed un gruppo tra i massimi interpreti della musica folk

irlandese, scozzese, inglese della scena europea

 

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 Matching Ties-Quartet

 

Un altro “miracolo” di questo Monsano Folk Festival, la presenza di questo gruppo multinazionale, tra i massimi interpreti della musica folk della scena europea. Trevor Morriss (Inghilterra), Paul Stowe (USA), Peter Corbett(Irlanda) e Konrad Stock , suonano una bella selezione di folk irlandese, scozzese ed inglese. Musicisti eccezionali.grandi virtuosi nei loro diversi strumenti tradizionali, nonché bravi cantanti e piacevoli intrattenitori. Un concerto accattivante, inedito, originale, sicuramente di studio e di interesse, per gli innumerevoli gruppi italiani, “folgorati” da questa musica “straniera”, che potranno finalmente ascoltare dal vivo i loro modelli più o meno scopiazzati, più o meno imitati e più o meno riprodotti.  Indubbiamente un concerto da non perdere, per tutti gli amanti della musica popolare e soprattutto della buona musica.

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Matching Ties-Quartet

Peter Corbett (Irlanda) – violino, voce

Trevor Morriss (Inghilterra) - mandolino, bouzouki irlandese, chitarra, voce

Paul Stowe (USA) - chitarra, voce

Konrad Stock (Germania) Bodhrán (batteria), whistles (flauti), Great Scottish Highland pipes (corno a muso scozezze)

 

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Matching Ties is an Irish, English and Scottish folk group with members from the U.S.A., England, Ireland and Germany based in southeastern Germany. Their unique blend of traditional Irish/Celtic folk with a modern twist and a touch of American bluegrass and mountain music is their trademark. The core of the band is their duo, which expands to line-ups from permanent members in their trio and quartet to special guest musicians in their quintet. Among the best multi-instrumentalists in the European folk scene on stringed instruments, flutes, pipes and percussions, they are also excellent singers and seasoned entertainers. Since 1986 they have performed over 3000 times at every imaginable acoustic and folk music event and venue throughout Europe and in the U.S.A. In addition to their concerts they present Irish Folk Nights in which they accompany Irish dancers.

he Quartet with GUEST MUSICIANS

Various instrumentalists join Matching Ties on fiddle, tin and low whistles, flute or bodhrán to form a quintet depending on their availability on the given date. The quintet mainly comes into action at the Irish Folk Nights as an added soloist for the tune sets (dance melodies) to accompany dancers, but may also appear at regular concerts. Drawing from a large pool of the best Irish/Celtic folk musicians based in Germany, or from Ireland, each guest is an added highlight to their program. As members of the Matching Ties extended family all of the guest musicians have toured with the band, and are very familiar with its repertoire. More information about Matching Ties guest musicians upon request.

 

 

Ingresso libero 

In caso di maltempo il concerto si terrà nel Teatro-Studio “Valeria Moriconi” di Jesi (Piazza del Duomo)

 

    PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU MATCING TIES QUARTET IN INGLESE

(Vedi  APPARATO N 2  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

*

 

LUNEDÌ 8 AGOSTO -  RIPOSO

                                                                                                                                           

MARTEDÌ 9 AGOSTO -  RIPOSO

 

*

 

JESI – MERCOLEDÌ 10 AGOSTO

Chiesa di San Bernardo (Portavalle) -  Ore 19,00 - Concerto Poetico-Musicale del Tramonto

Con il sostegno del Comune e l’Assessorato alla Cultura di Jesi, e con la collaborazione della Fondazione Pergolesi-Spontini

 

ALLÌ CARACCIOLO-FRANCESCO SCARABICCHI

LA MACINA

in

IL DONO CHE NON SI NEGA*

Poesia di poeti amati

 

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Allì Caracciolo-Francesco Scarabicchi-Gastone Pietrucci

 

con la partecipazione straordinaria di

 MARIA NOVELLA GOBBI-FILIPPO PAOLASINI-PAOLA RICCI

voci recitanti

 

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Maria Novella Gobbi-Filippo Paolasini-Paola Ricci

 

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Adriano Taborro-Marco Gigli-Roberto Picchio

 

Il concerto-poetico-musicale: Il dono che non si nega nasce dalla vocazione profonda di chi si ostina a confermare la solidità della parola e la tremante libertà della musica nel cuore della vita di ognuno, e vuole rendere un doveroso omaggio a tre tra i più significativi poeti marchigiani contemporanei, Franco Scataglini, Allì Caracciolo e Francesco Scarabicchi.

La Macina, dopo aver musicato alcune liriche più significative di Scataglini, Caracciolo, Scarabicchi, vuole anche omaggiare, a chiusura del concerto, Pier Paolo Pasolini,  perché come ha scritto Francesco Scarabicchi “ […] La Macina ha lavorato e lavora guardando a quella maestria (c’è una versione splendida della Supplica a mia madre, nel terzo volume dell’Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto, 2010) e al sentimento che accosta, tutti […]”.

Importante ed emozionante questo particolare Concerto, perché oltre La Macina, vedrà, nella piccola e suggestiva cornice della Chiesa di San Bernardo, la prestigiosa presenza di Allì Caracciolo e Francesco Scarabicchi, che leggeranno ed introdurranno le loro liriche musicate da La Macina e poi cantate da Gastone Pietrucci “l’aedo della Marca” e dalla sua “scheggiata voce di pietra e di vento”.

Infine le  tre voci recitanti dui Maria Novella Gobbi, Filppo Paolasini e Paola Ricci, presenteranno e leggeranno le poesie di Scataglini e di Pasolini.

Il Concerto si svolgerà nella suggestiva cornice della chiesa di San Bernardo, uno degli esempi più interessanti di architettura tardobarocca jesina.

 

 

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Francesco Scarabicchi-Allì Caracciolo-Gastone Pietrucci-La Macina-Maria Novella Gobbi

(Foto: Stefano Baioni, Tetaro “La Fortuna”, Monte Sanvito, 2014)

 

IL DONO CHE NON SI NEGA

 

Poesia è il dono silente. Che dà se stessa senza calcolo né mercimonio. Ѐ generosa nel darsi quanto severa nell’esigere fedeltà.

Poesia è sostanza del vivere appresa attraverso dolore e bellezza.

Poesia non è merce né proprietà privata: come dà di sé in dono, così vuole essere donata.

Poesia è esigente misura e una volta apparsa lungo la via non consente di retrocedere.

Poesia non si nega ma non vuole essere negata. Negarla è tradire il dono, è trasformare il divino dell’umano in mercato e miseria.

Poesia è presenza, per questo non va annientata con l’indifferenza.

Poesia è feroce, per questo non può tacere né essere imbavagliata.

Poesia non è vanteria, non è appannaggio: non ama essere esibita né venire serrata a chiave.

Poesia non ammette gelosia, perché non è di nessuno, nemmeno del Poeta.

Poesia ama gli uomini, dolentemente e con chiaro riso.

 

a Gastone da Allì Caracciolo

 

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Gastone Pietrucci

(fotografato da Giandonmenico Papa, Ancona,Piazza San Francesco alle scale, 21 luglio 2016)

 

Gastone Pietrucci e Francesco Scarabicchi

(fotografati da Giandonmenico Papa, Ancona, Mole Vanvitelliana, 3 luglio 2016)

 

 

ALCUNE POESIE DI FRANCESCO SCARABICCHI ED ALLI’ CARACCIOLO

GIA’ MUSICATE ED INTERPRETATE DA LA MACINA ED ALTRE IN VIA DI ELABORAZIONE
 IN PROGRAMMA

 

Francesco Scarabicchi

Nave che porti al niente

Strofe per La Macina

Ancona,2008

 

 

“Nave che porti al niente,

dov’è la mia gente?”

 

“L’ho persa che dormivo,

sognavo e non capivo

che il mondo è una galera

di vita prigioniera,

di vita che scompare

come l’onda del mare,

come la luce a notte,

come gli uccelli a frotte

dai rami dell’aprile,

vento sull’arenile.”

 

“Nave di tutte le ore,

dov’è il mio amore?”

 

“S’è spento a lume fioco,

piano come fa il fuoco,

andato via una sera

di luna forestiera,

smarrito per vie strette,

porte chiuse, scalette

dove scompare sempre

il bene che si sente

d’essere il più tradito,

pugnale e anello al dito.”

 

“Nave di scia infinita,

dov’è la mia vita?”

 

“L’ha presa a volte il tempo

con tutto il suo spavento,

per giorni, mesi, anni,

pene del cuore, affanni,

fino a quest’alba d’oro

dove un destino bianco

ti riconosce e al fianco

muto con te cammina,

fiore del canto e verso

dell’amorosa spina.”

 

“Nave che porti al niente,

dov’è la mia gente?”

 

 

“Nave di tutte le ore,

dov’è il mio amore?”

 

 

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Gastone Pietrucci,Francesco Scarabicchi, Marco Gigli,

durante l’esecuzione, in prima nazionale, della poesia

Clausola (Mi gela gli occhi l’aria),

Ancona, Mole Vanvitelliana, 3 Luglio 2016

 

 

 

Francesco Scarabicchi

 

 Clausola

 

Mi gela gli occhi l’aria

e lascia asciutti i vetri

da cui nessuno guarda

quanto s’è fatta muta

questa monotonia

che non ha nome

mentre torniamo insieme

da una lontana Ancona.

 

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Francesco Scarabicchi

Ancona, Piazza San Francesco alle scale, 21 Luglio 2016

 

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Gastone Pietrucci,

durante l’esecuzione, in prima nazionale, della poesia

Il nomr e l’anno di Francesco Scarabicchi

Ancona, Piazza San Francesco alle scale, 21 Luglio 2016

 

Francesco Scarabicchi

 

 Il nome e l’anno

 

“Voglio cantarti una canzone antica,

battere sui tre quarti il nome e l’anno,

 

dirti che t’amo più della mia vita

rammentare di te il dono e il danno,

 

stella che m’ardi il cielo della notte,

quanto di te ho parlato all’altra gente,

 

quante volte ho bussate alle tue porte,

quante strade ho percorso inutilmente.

 

Ora che sono qui dove mi vedi,

tu non scacciarmi come fossi niente,

 

baciami sulla bocca, se ci credi,

portami dove il male non si sente”.

 

 

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Allì Caracciolo

 Io sono l’Ulisse che non torna

 

Io sono l’Ulisse che non torna

che le tempeste invasero con l’onda

tutto coprendo

Sono il caduto nell’orrido del sogno

per la memoria della somiglianza

che tutto perde

Io sono colui che ascolta il canto

e gorgo a gorgo vi si inoltra

d’altro incurante

Sono colui che geme e che traversa

l’onda a parlare con i morti

e non li lascia

Io sono quegli che non è

che, senza nome, la vicissitudine

perde la storia

 

Se sono, sono l’uomo che non torna

perché nulla che ama si consola,

mentre si perde l’indistinta soglia,

la parabola stanca del ritorno

chiusa nella memoria.

 

 

Allì Caracciolo

 L’anima canta stanca

 

 

L’anima canta stanca

mentre tu taci ricordando il canto

 

e il ricordo è miseria nella pallida sera

ove talora s’accasciano uccelli a riposare

 

Se soltanto tornare

la tua voce potesse a le occasioni

le perdute ginestre

le feroci pulsioni, riconoscere in esse

la lenta melodia del sangue che in te scorre

 

anima mia, dir loro, anzi che questo sguardo

di mancate agnizioni

l’aggirarsi casuale dove il vuoto risuona

il tuo passo d’automa trasognato e disforme

 

il filo delle labbra una catena    che apri  chiudi  senza suono

 

Forse un segnale,

ripeti versi tra le foglie.

 

…………………………………………………………..

 

L’anima canta stanca

mentre tu taci ricordando il canto.

 

 

Allì Caracciolo

da Malincóre, 1996

 

 

Aspettavo presso te che tacessero gli ulivi

quel frusciare battuto di alberi sofferti

un posto senza vittorie – dove sedevamo –

portato a simbolo spesso di un’umiltà utile

 

non era il posto per noi

 

belli ed inutili come due dei

vinti dalla nube di mito

che ci rendeva assurdi ed irreali

 

così ti volgevi a me

ed avevi ancora un gesto

-non so se residuo di ciò che fosti

o un tentativo di esserlo ancora –

lontano gesto regale

di che vive dimensioni perfette

 

tacevano gli ulivi su di noi

finalmente placati

d’agitare la loro sofferenza

tu sorridevi immobile

inconsapevole della cornice errata

io mi piegavo a raccogliere qualcosa

per non farti vedere il mio volto sconfitto.

 

 

Allì Caracciolo

da Malincóre, 1996

 

 

Ho visto passare silenzi

ed avevano la tua forma

passavano silenzi

e le sere

si schiantavano dentro di me.

 

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Gastone Pietrucci

 

 

 

Allì Caracciolo, voce poetica

Francesco Scarabicchi, voce poetica

Gastone Pietrucci, voce

 

Marco Gigli, chitarra, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino

Roberto Picchio, fisarmonica

 

Maria Novella Gobbi, voce recitante

Filippo Paolasini, voce recitante

Paola Ricci, voce recitante

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

Ingresso Libero

sino ad esaurimento dei posti

 

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU ALLI’ CARACCIOLO

(Vedi  APPARATO N 3a  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU MARIA NOVELLA GOBBI

(Vedi  APPARATO N 3b  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU FILIPPO PAOLASINI

(Vedi  APPARATO N 3c  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU PAOLA RICCI

(Vedi  APPARATO N 3d  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

*

 

 

AGUGLIANO - GIOVEDÌ 11 AGOSTO

Piazza Baluffi -  Ore 22,00 - Concerto della Memoria

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Agugliano

 

Per la Serie Foglie d’Album numero 8

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Nardino Beldomenico

 (1928-2016)

(fotografato da  Angelo Roberto Tizzi, Polverigi, 1985)

 

 

OMAGGIO A NARDINO BELDOMENICO  *

 GRANDE “ALBERO DI CANTO”, GRANDE INFORMATORE

E GRANDE AMICO DE LA MACINA

a cura di Gastone Pietrucci

 

con

LA MACINA

 

e con la partecipazione straordinaria dei portatori della tradizione

ANDREA VINCENZETTI, organetto,voce-  GIOVANNI TARINI, timpani

BERNARDINO NICUSANTI, organetto, SERGIO BADIALETTI, cembalo, voce

 

 

Una grande perdita, per la tradizione marchigiana, per La Macina, per il sottoscritto e per tutti quelli che lo hanno amato: Nardino Beldomenico(1928-2016) ci ha lasciati soli. Terza elementare. Contadino per venticinque anni a Polverigi, prima di stabilirsi definitivamente a Jesi, dove ha lavorato sino alla pensione come operaio metalmeccanico alla Gherardi. Io lo ricorderò sempre, come uno dei più grandi informatori (insieme all’inseparabile e straordinario Aldo Gobbi) per il suo entusiasmo, la sua passione, la sua notevole memoria e soprattutto per la sua irrefrenabile gioia ed il suo grande piacere per il canto spontaneo. Notevole interprete di canti di lavoro “a mmete” e dei canti rituali di questua della cultura orale marchegiana, come la Pasquella, la Passione ed il Cantamaggio. Con Aldo Gobbi è riuscito a diventare popolare per alcuni canti licenziosi, ma soprattutto per una straordinaria versione della licenziosa e godibilissima Catarinella ero Catarinella so’…Era tanta la voglia e la passione di cantare, che praticamente Nardino con Aldo, aveva realizzato quel fenomeno estremamente interessante di revival interno, riscontrato da Roberto Leydi: infatti venivano chiamati sempre più spesso a feste e rassegne popolari, dove proponevano, con grande successo e simpatia, il loro vasto repertorio di canti e di tradizioni popolari, a tal punto, che i due,  oltre a rispolverare il loro già nutrito patrimonio popolare, facevano anche delle loro particolari ricerche. Infatti un giorno, Nardino venne da me e mi chiese il testo di una canzone che lui aveva ascoltato interpretata da La Macina, A mmezzo ar mare c’è sei sorelle…, che io naturalmente gli diedi con grande piacere. Poco dopo questo canto era entrato nel repertorio di Aldo e di Nardino, “arricchito” addirittura di questo finale malizioso, quasi a commento del testo originario che descriveva la voglia d’amore di sei sorelle, tutte smaniose e vogliose in mezzo al mare:

L’amore la facea

 e la faceva sì

ma dove la toccava

 non ve lo posso dì’.

Ora Nardino avrà sicuramente raggiunto il suo amico Aldo, e con lui avrà già riformato in cielo quell’eccezionale coppia di cantori popolari, che in questi ultimi anni si sono fatti conoscere, qui nella terra, per il loro entusiasmo e la loro sempre e mai sopita voglia di cantare a squarciagola, solo per il gusto di divertirsi e di far divertire, lasciando questa nostra terra e… l’inconsalabile Catarinella, sicuramente più povere e più tristi.

Gastone Pietrucci, 21 giugno 2016

 

 

 

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Nardino Beldomenico e Aldo Gobbi

(fotografati da  Angelo Roberto Tizzi, Polverigi, 1985)  

 

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Nardino Beldomenico a Polverigi, durante la questua del mattino

(fotografato da  Angelo Roberto Tizzi, Polverigi, 1985)

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Nardino Beldomenico-Aldo Gobbi, triangolo-d-Bruno Goffi, cembalo -Lindo Beldomenico, organetto

(fotografati da  Angelo Roberto Tizzi, Polverigi, 1985)  

 

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da sinistra :

Andrea Vincenzetti, Giovanni Tarini, Bernardino Nicusanti, Sergio Badialetti.

 

“Abbiamo percorso con Nardino per quasi 15 anni le strade delle

nostre terre per portare casa per casa i canti della tradizione popolare

Pasquella,Cantamaggio e Passione, condividendo la gioia dell’ incontro

con la gente e ballando il Saltarello”.

(Sergio Badialetti, 20 Giugno 2016)

 

 

La Macina Live_ piccolaCorinaldo-8550.jpg DSCFR_(374)piccola.jpgDSC_9237piccola.jpg

Roberto Picchio, fisarmonica-Marco Gigli, chitarra, voce-Gastone Pietrucci, voce

 

 

   Gastone Pietrucci, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

 

e con la partecipazione straordinaria di

Gruppo Spontaneo di Musica Popolare

Andrea Vincenzetti, organetto,voce 

Giovanni Tarini, timpani

Bernardino Nicusanti, organetto 

Sergio Badialetti, cembalo, voce

 

 

 

Ingresso libero

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

In caso di maltempo il Concerto si terrà nella Chiesa di Sant’Anna

 

 

PER ARCHIVIO FOTOGRAFICO DI NARDINO BELDOMENICO

(Vedi  APPARATO N 4  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

 

 

*

SERRA DE’ CONTI - VENERDÌ  12 AGOSTO

Chiostro di San Francesco -  Ore 22,00  Concerto-Incontro della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Serra de’ Conti

 

 

DUO FIORELLA DIPENTIMA

E SAMUELE MARTINELLI *

DA GAROTA DE IPANEMA

 A BELLA SEI NADA FEMMENA…

Viaggio musicale dalla tradizione del Brasile alle Marche

 

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Fiorella Dipentima e Samuele Martinelli

 

 

con la partecipazione straordinaria di

 GASTONE PIETRUCCI

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Gastone Pietrucci, voce

(Foto: Giandomenico Papa, Teatro “Alfieri”, Montemarciano, 2016)

 

e

 

ANDREA MORANDI

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Andrea Morandi, batteria, percussioni

 

Il Duo Fiorella Dipentima e Samuele Martinelli si forma nel 2014 ispirato dalla comune passione per la musica popolare brasiliana.

La fusione dei rispettivi studi e percorsi va ad esplorare le varie tradizioni del mondo, scoprendone nelle diversità di forma e di luogo, gli archetipi sempre immortali e universali. Così per il Monsano Folk Festival il Duo in collaborazione con Gastone Pietrucci,  leader e “voce” del Gruppo di ricerca e Canto popolare Marchigiano La Macina,  e dil batterista, percussionista Andra Morandi, ha montato un concerto che lega il variopinto mondo popolare brasiliano a quello della tradizione orale marchigiana de La Macina.                                      

Dal Brasile, quindi alle Marche, in un percorso musicale di confronto e di parallelismo tra i due mondi, così lontani e così straordinariamente “vicini”.

 

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Samuele Martinelli e Fiorella Dipentima

(fotografati da Giorgio Cellinese, Jesi, 11 Luglio 2016)

 

 

Fiorella Dipentima, voce,

Samuele Martinelli, chitarra

 

con la partecipazione straordinaria di

Gastone Pietrucci, voce

Andrea Morandi, batteria, percussioni

 

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

Ingresso Libero

In caso di maltempo il Concerto si terrà nella “Sala Italia” del Comune di Serra de’ Conti

 

 

 

PER ARCHIVIO FOTOGRAFICO DI FIORELLA DIPENTIMA

(Vedi  APPARATO N 5a  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

PER ARCHIVIO FOTOGRAFICO DI SAMUELE MARTINELLI

(Vedi  APPARATO N 5b  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU ANDREA MORANDI

(Vedi  APPARATO N 5c  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

 

 

*

 

CAMERATA PICENA – SABATO 13 AGOSTO

Ore 22,00 – Corte del Castello del Cassero – Concerto- Incontro della Sera  

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Camerata Picena

 

Concerto rigorosamente e tradizionalmente in acustica in un luogo storico, “antico”e particolarmente suggestivo

LA MACINA

in

C’ERA UNA VOLTA CATERINA NERINA BAFFINA

DE’LA PIMPIRIMPINA… TRENT’ANNI DOPO *

Riproposta dell’omonimo disco de La Macina pubblicato nel 1986,

tutto dedicato al mondo infantile marchigiano

 

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Copertina dell’omonimo lp de La Macina del 1986

 

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La Macina

 (Foto: Stefano Baioni, Teatro Comunale, Montecarotto,  2014)

 

 

 

con la partecipazione straordinaria del

 PICCOLO CORO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

 “G.B. MAROTTI” DI MONTEMARCIANO

diretto dall’Insegnante Franca MEDI GALASSI

 

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Gli splendidi bambini del Piccolo Coro della Scuola dell’Infanzia “G.B.Marotti” di Montemarciano

durante la loro esibizione de L’anatra, durante il Saggio finale della Scuola (15 giugno 2016)

 

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Franca Medi Galassi

Nel 1986 La Macina pubblica il suo terzo LP, monotematico, tutto incentrato sul mondo infantile marchigiano,C’era una volta Caterina Nerina baffina de’la pimpirimpina… Tiritere-canti-filastrocche-conte-giochi cantati-favolette a formula e a chiapparello- cantilene-scioglilingua-rime-poesie religiose-canti rituali di questua- balli- canti iterativi ed enumerativi-ninna-nanne del mondo infantile marchigiano (Madau-Dischi-MD019, 1986 (LP. MK). 

Un disco importante, nella ricca e variegata produzione discografica, di questo tenace, rigoroso, “storico” gruppo che ha fatto la storia del folk italiano, ed in particolare di quello marchigiano, “[…] una delle formazioni folk più serie e più rispettose della tradizione autentica […]” come nella presentazione al disco,  scrisse Gastone Venturelli, docente di Storia delle Tradizioni all’Università di Urbino.

Dicevamo, un LP importante, meritorio di attenzione, perché, finalmente faceva conoscere un patrimonio inestimabile di tiritere, canti, filastrocche, conte, giochi cantati, favolette a formula e a chiapparello, cantilene, scioglilingua, rime, poesie religiose, canti rituali di questua, balli, canti iterativi ed enumerativi, ninna-nanne, ormai dimenticato, se non indegnamente sostituito da una produzione diciamo “moderna”, stereotipata, sdolcinata da zecchino d’oro, o da quell’ insopportabile repertorio musicale adottato nelle Scuole dell’Infanzia, sino alla famigerate, stucchevoli canzoncine  daveniane,dell’implcabile, onnipresente, eterna, stagionata, patetica “vecchia-bambina” d’Italia.!

Ora La Macina, a trent’anni dall’uscita di quel disco, lo vuole riproporre, in esclusiva, in acustica, nel suggestivo scenario della Corte del Castello del Cassero, con tutta la sua intatta carica di forza, di potenza, di ritmo, di entusiasmo che solo la vera tradizione riesce a dare, con una “piccola-grande” , straordinaria sorpresa: l’intervento del Piccolo Coro della Scuola dell’ Infanzia “G.B. Marotti” di Montemarciano, diretto dall’Insegnante Franca Medi Galassi. Infatti i bambini di questo speciale Piccolo Coro, eseguiranno, all’interno del Concerto de La Macina, la loro versione di una delle canzoni più popolari ed amate dai bambini, L’anatra, eseguita con grande successo, nel Saggio finale della Scuola (15 giugno 2016), alla presenza divertita di Gastone Pietrucci e Marco Gigli de La Macina, che poi hanno “ringraziato” con un piccolo concertino finale, tutti i bambini della Scuola.

 

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Recensione di Michele lo Straniero, da La Stampa, 1986

 

 

Serata dedicata alla “radiosa presenza”

di Gianfranco Costarelli

 

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Corte del Castello del Cassero (Camerata Picena), serata tradizionale acustica del Monsano Folk Festival

che sarà sempre dedicata a Gianfranco Costarelli ed alla sua “radiosa presenza”

 

Sempre mi torna in mente

la radiosa presenza. La qualità della luce

la qualità del ricordo si somigliano.[…]

 

Allì Caracciolo, La distanza in La Insomiglianza, 2007

 

 

 

LA MACINA

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

con la partecipazione straordinaria del

 PICCOLO CORO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

 “G.B. MAROTTI” DI MONTEMARCIANO

diretto dall’Insegnante Franca MEDI GALASSI

 

 

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

Ingresso Libero

sino ad esaurimento dei posti

In caso di maltempo il Concerto si terrà all’interno della Corte del Castello del Cassero

 

 PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SUL DISCO DE LA MACINA

C’ERA UNA VOLTA CATERINA NERINA BAFFINA DE’LA PIMPIRIMPINA… (1986)

(Vedi  APPARATO N 6  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

*

 

ISOLA DEL PIANO - DOMENICA  14 AGOSTO

Piazza Umberto I -  Ore 22,00  Concerto Grande della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Isola del Piano

 

LA MACINA

in

LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

Presentazione libro con il primo cd live de La Macina e dvd Gastone se canti te lega, editi da Squilibri

con il contributo della Regione Marche Assessorato alla Cultura

 

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Adriano Taborro-Roberto Picchio-Marco Gigli-Riccardo Andrenacci

(fotografati da Roberto Ronca, Teatro “Goldoni”, Corinaldo, 2014)

 

 

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Illustrazione di Simone Massi

(tratta dal libro La Macina Nel vivo di una lunga storia)

 

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Simone Massi

animatore-resistente

 

 

“[…] Se un valore tra tutti dovessi riconoscere a La Macina, sicuramente sarebbe quello che si lega  alla vocazione di conservare per consegnare, quasi un lascito permanente, pietà della preghiera umana dentro la storia orale, sebbene vi siano, da decenni, in evoluzione tecnologica e informatica, costante e frenetica, strumenti per registrare quella pietà sottratta al buio eterno della dimenticanza.

Gastone Pietrucci è la voce che sale dall’antico per farsi testimone, memore, colui che perpetua un’arte e un privilegio; le anime del canto conservano e consegnano la carità rivolta ai destini perduti, alla rete del ricordo, al sangue. Riesce a modulare con pronuncia contemporanea una natura classica e modernissima che fa perennemente vivi i reperti di un universo solo in apparenza sepolto, ma in attesa d’essere risvegliato e rivelato, ogni volta, dalla parte della lingua che perpetua la sua resistenza, che nega decadenza o anacronismo e ribadisce, ad ogni incontro e ascolto, la sua forza contraria e ostinata a durare, a traghettarsi nel tempo che prosegue.

[…] C’è la storia nel destino artistico de La Macina, quella individuale e quella collettiva, entrambi attraversate con lo stesso grado d’intensità e di coinvolgimento. Per questo sono preziosi gli arrangiamenti e le musiche composti con la consapevolezza dell’oggi, legati alla comprensibilità di melodia e armonia, alla loro cantabilità, al loro mandarli a mente e modularli, al sentirli, inconsciamente, patrimonio e dono, come se la Storia affiancasse l’esistenza di ognuno e segnasse il cammino con la cruda verità dei fatti. La luce del canto popolare illumina il sentiero di chi è trovato da ciò che cerca, da ciò che domanda, “(…) solo per orale, magica esperienza”.

Una bellezza che non grida cinge l’opera, la contorna, ne traccia i confini, s’insinua discreta e chiama a raccolta tutte le notti della voce di Gastone, tutte le albe, il maltempo e il cocente sole, l’ombra e il chiarore che ferisce e cura. La parola si fa scena dove avviene la vicenda del narrato; scena si fa il corpo dell’aedo durante l’esecuzione; c’è come un tacito accordo tra fisicità e musica perché una sintonia si avveri e dia loro una vita da palco irripetibile. Le posture, le movenze, i piegamenti, le contrazioni sono tutti modi di essere, non di fare, appartengono alla partitura per via naturale, ne sono l’ossatura e il pentagramma. Ogni concerto porta con sé l’unicità e non sarà mai uguale l’esibizione precedente alla successiva, come, ad esempio, accade con la straziante e straziata lauda che è Sotto la croce Mmaria o il crescendo a spirale di Cioetta cioetta.

La Macina dal vivo è una sorta di “presa diretta” dell’evento che si offre proprio al culmine di una maturità del Gruppo (Taborro, Gigli, Picchio, Andrenacci, Cellinese) che è riuscito, negli anni, a conquistare una perfetta sintonia tra voce e strumenti, fra proscenio e luoghi, facendo convivere arcaicità delle fonti e attualità della rappresentazione. Nulla dell’umano di quest’epoca è tralasciato o dimenticato e questo è maggiormente vero, se si immagina che la strada percorsa, dal ‘68 a oggi, è costellata di documenti e reperti (infinita la riconoscenza ai “portatori”) che compongono, oggi, la discografia e l’editoria del Gruppo. Ricerca e offerta di un “bene” inestimabile perché La Macina ha trovato non solo canti dalle diverse memorie, ma lentamente, con tenacia e ostinazione, ha composto un nuovo umanesimo nel solco di quella cultura popolare cui tenacemente s’ispira. Canti e tradizioni della cultura orale marchigiana. L’insegna è ribadita e protetta, arricchita da una coscienza che non si offusca: il rigore della ricerca e dell’offerta. “Con esemplare rispetto e amore” il Gruppo è riuscito ad attingere linfa dalle più profonde radici della nostra terra, facendo proprie le modalità e i riti della civiltà contadina […]”.

 

(Francesco Scarabicchi, Tramandare, da la Prefazione al libro-cd, La Macina Nel vivo di una lunga storia, squi[libri]. CRNAL1 02, 2016)

 

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Gastone Pietrucci  - Simone Massi

 

La Macina

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 

PER LA PRESENTAZIONE COMPLETA DI TRAMANDARE DI FRANCESCO SCARABICCHI

(Vedi  APPARATO N 7a  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU SIMONE MASSI

(Vedi  APPARATO N 7b  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

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LUNEDÌ 15 AGOSTO -  RIPOSO

                                                                                                                                           

MARTEDÌ 16 AGOSTO -  RIPOSO

 

 

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MAROTTA (P-U) - MERCOLEDÌ  17 AGOSTO

Piazza dell’Unificazione -  Ore 22,00  Concerto  Grande della Sera 

In collaborazione con L’Associazione MAF, curatrice dell’Estate… in piazza ed il patrocinio del Comune di Mondolfo

 

LA MACINA

in

LA MACINA LIVE E… DINTORNI

Il primo cd live de La Macina ed altri incursioni nello sterminato

repertorio di questo storico gruppo marchigiano

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La Macina

(fotografata da Luciano Valentini, Ancona, Teatro “Sperimentale”, 2015)

 

  

 

 

Marotta entra per la prima volta nel circuito del Monsano Folk Festival, e La Macina presenta in questo concerto il suo ultimo cd live: La Macina live, con altre incursioni nel suo sterminato repertorio. Un concerto antologico, dove La Macina, farà conoscere a questo nuovo pubblico il meglio del suo repertorio e del suo… entusiasmo. Un concerto, un gran bel concerto che dovrà lasciare il segno, tanto da rimanere nella memoria e nel cuore di chi avrà la fortuna di ascoltarlo e di conoscerlo per la prima volta e di chi invece lo avrà riascoltato e goduto con piacere ancora una volta.

Cinquant’anni di attività e non sentirli se non come sprone per mettersi ancora alla prova – con il primo CD live della loro carriera- e come occasione per ripercorrere –nel DVD- i contesti e gli incontri che hanno alimentato un appassionante percorso di ricerca e animazione, continuando a chiamare a raccolta le espressioni culturali più significative della propria terra -le Marche-, accomunate da un amore profondo per il popolare assunto come specchio nel quale riflettere istanze e contraddizioni del nostro presente.

In un’opera polisemica e polifonica, immagini e canti, testi e musiche, voci e visioni convergono così nell’esaltare la bellezza e la densità della proposta artistica de La Macina e del suo “aedo malinconico e ardente”, Gastone Pietrucci, capaci di restituirci, con fedeltà filologica e una spiccata pronuncia contemporanea, le gemme di una plurisecolare tradizione di canto che, per il loro tramite, si rinnova, negando decadenza e anacronismi, per ribadire la propria volontà ‘ostinata e contraria’ a durare nel tempo.

Con un dipinto e una nota di Carlo Cecchi, i disegni di Simone Massi, gli scritti di Allì Caracciolo, Massimo Raffaeli e Francesco Scarabicchi e, nel DVD, il documentario Gastone se canti, te lega.

 

 

 

 

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Illustrazione di Simone Massi

(tratta dal libro La Macina Nel vivo di una lunga storia)

 

 

 

 

Presentazione del DVD, Gastone se canti, te lega, allegato insieme al cd, nel libro: La Macina Nel vivo di una lunga storia:

 

“…Vedi Gastone mia adesso se canti te lega te dice quessa è matta invece quella ‘olta come sgappavi de casa andavi giù ‘l campo se andava via canticchiando, tutti se cantava, se cantava sempre…”. E sulla suggestione di queste parole di Egina Romanelli Bolletta che abbiamo avviato la nostra avventura sulle tracce della ricerca di Gastone Pietrucci, fino a farne derivare anche il titolo del DVD sia pure con qualche slittamento di senso: legare, più che rinchiudere, sta qui a significare congiungere, innnanzi tutto storie e racconti del mondo popolare delle Marche, ma anche le tante persone che Gastone e la Macina hanno incrociato nel loro cammino. Inizialmente avevamo pensato a un documentario che ricostruisse a ritroso il viaggio di Gastone  nel cuore delle tradizioni della nostra regione. Poi,  per la straordinaria immediatezza e vivacità nel raccontare luoghi e incontri, abbiamo deciso di raccogliere, ogni episodio, come un grande quadro a sé stante, autonomo nel suo svolgimento, creando però tre grandi aree tematiche: “Storia de La Macina”, dove si possono conoscere i collaboratori, la storia di alcuni dischi, la scoperta dei canti di questua o delle filandare di Jesi, uno dei capolavori della ricerca, “Informatori o Alberi di Canto”, dove si parla di tutte quelle persone soprattutto contadini, anziani, testimoni diretti della cultura popolare marchigiana, che hanno trasmesso negli anni i numerosi canti che ancora oggi La Macina ripropone; “Grandi incontri”, ovvero il racconto, ma in molti casi l’incontro vero e proprio, con tutte le persone che hanno reso vitale e così longeva la vita artistica e musicale di Gastone Pietrucci e la Macina tutta. A impreziosire il nostro lavoro la collaborazione con Simone Massi – animatore, regista e illustratore – che, con la sua splendida introduzione animata, fornisce anche la cornice ideale in cui si racchiudono tutti i sogni e i desideri raccolti lungo il viaggio. Per noi, scoprendone le storie, ogni luogo nel quale ci siamo soffermati ci è divenuto più familiare, avendo scoperto in ognuno di essi più di un motivo di appartenenza e vicinanza, proveniente da quel deposito sterminato di emozioni e istanze che è la cultura orale: anche per questo ogni incontro si chiude con un canto a voce nuda di Gastone così che sia chiaro subito a tutti di cosa parliamo, anzi cantiamo. Prezioso e insostituibile compagno di viaggio, oltre a Gastone, è stato l’operatore, montatore e factotum Francesco Costantini, a cui dobbiamo gran parte della riuscita del nostro progetto.

Filippo Paolasini e Paola Ricci

 

 

 

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Copertina del DVD, Gastone se canti, te lega

(Illustrazione di Simone Massi)

 

 

 

Il libro che accompagna il cd live de La Macina è inoltre corredato da una serie di splendide foto di:

Stefano BAIONI, Ennio BRILLI, Rolando CATALANI, , Roberto RONCA, Luciano SERAFINI

che ringraziamo veramente di cuore.

 

 

 

La Macina

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

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MONSANO - GIOVEDÌ  18 AGOSTO

Piazza Mazzini-  Ore 18,00 -  Concerto del Caffè

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano e il Bar Centrale Riccarda di Monsano  

 

THE CATFISHERS

in

BROKEN CHAINS

Suoni e musiche dell’altro mondo

(country & bluegrass)

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The Catfishers 

Giovanissimo gruppo, già distintosi in occasione del 30° Monsano Folk Festival 2015 (un Festival che da sempre ha questa prerogativa di presentare e dare risalto nella sua prestigiosa ribalta a giovani gruppi emergenti, interessanti e soprattutto degni di questo riconoscimento) ed al tradizionale Concerto per il Maggio alla 34^ Festa del Cantamaggio di Morro d’Alba, dove ha prensentato il suoo primo CD dal titolo Broken Chains, uscito nell'aprile 2016 prodotto dalla band e dall'etichetta Rara Records, contenente 15 brani tra i più rappresentativi del repertorio di questo suo primo, intenso e frenetico anno di vita.Il Gruppo dei Catfishers, ha tutte queste prerogative: freschezza, passione, serietà e soprattutto voglia di suonare questa speciale branca della musica popolare americana, raccontando le storie e suonando le musiche dei pionieri d’America.

The Catfishers è un quartetto fondato nel 2015 dall'armonicista Leonardo Bolognini a Jesi (AN), con lo scopo di riproporre e divulgare questo genere musicale così intenso, energico e sanguigno.

Il repertorio è composto da brani classici della tradizione statunitense di musica folk, country e bluegrass e da rivisitazioni di brani di cantautori folk americani.

 

con 

The Catfishers

David Battenti, contrabbasso

Leonardo Bolognini, armonica

Riccardo Bottegal, violino

Marco Gigli, voce e chitarra

 

 

 

L’APERITIVO DOPO IL CONCERTO SARA’ OFFERTO GENTILMENTE

DAL BAR CENTRALE DI RICCARDA-MONSANO

 

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Monsano-Piazza Mazzini-Bar Centrale di Riccarda

 

 

Ingresso Libero

In caso di maltempo il Concerto si terrà nella Sala Consiliare del Comune di Monsano

 

 

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TRECASTELLI- VENERDÌ  19 AGOSTO

Ripe-Piazza Leopardi - Ore 22,00 -  Concerto  Grande della Sera 

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Trecastelli  

 

LA MACINA

introdotta da

CARLO CECCHI

in

LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

Presentazione libro con il primo cd live de La Macina e dvd Gastone se canti te lega, editi da Squilibri

con il contributo della Regione Marche Assessorato alla Cultura

 

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La Macina e Carlo Cecchi

 

    

     Il primo pensiero mi rinvia al fatto che ho conosciuto Gastone Pietrucci, e sarà stato nel ’78 o nel ’79, prima di sapere che da circa dieci anni già esisteva La Macina. Gastone costruiva allora minuscoli struggenti collages dove assemblava antichi reperti iconografici, i segni dell’arte cosiddetta maggiore con immagini più ravvicinate e sue, per esempio ne ricordo uno con un suonatore di organetto accosto a un profilo che si sarebbe detto di un allievo del Tiepolo. […] Il lavoro della Macina (il cui basamento filologico si sarebbe rivelato nel gran volume di PietrucciCultura popolare marchigiana. Canti e testi tradizionali raccolti in Vallesina, del 1985)[…] Tornava infatti, con quei canti dissepolti e rimodulati dalla disciplina filologica, un mondo che pareva inghiottito, cancellato, o comunque condannato ai ghetti dialettali, a una minorità antropologica senza scampo né possibile destino. Era un mondo che esprimeva invece, con la forza di un universale anonimato, i temi perpetui della vita come sopravvivenza, della marginalità reietta, della fatica nera e della umiliazione sociale mentre testimoniava, nel frattempo, una impensabile gioia di essere al mondo, le semplici estasi carnali, il conforto dell’amore e della amicizia, i doni di una solidarietà, fra gli esclusi e i perdenti, che mai avrebbe immaginato di essere tale. Insomma La Macina arrivava come un paradosso geografico e storico del tutto imprevisto. Diventare amici e testimoni di Gastone e del suo gruppo era persino naturale, era un gesto necessario e insieme incoraggiante.

     Il secondo pensiero mi ricorda che La Macina ha squadernato il proprio repertorio più classico (con le giunzioni che la legavano ad altri gruppi italiani e stranieri di ricerca etnomusicale) per una quantità di edizioni del “Monsano Folk Festival” cui, nella maggioranza dei casi, ho assistito. Ma a un certo punto, a cavallo del passaggio di secolo, Gastone ha sentito l’esigenza di dare una svolta al percorso, sentendo forse una saturazione o paventando il rischio di una imbalsamazione accademica. Perciò è come se avesse ricominciato non tanto a traghettare il passato nel presente, seguendo la linea della tradizione, quanto, viceversa, a specchiare il presente nel passato esigendo da esso un senso ulteriore. Qualcuno all’inizio, me compreso, storse mutamente la bocca. Ma aveva torto. Perché l’unico modo di salvare, o meglio di redimere, quella grande eredità di cui La Macina si era fatta carico, consisteva proprio nel metterla in contatto con l’altro da sé, con qualcosa che pareva sormontarla quando, all’opposto, la proseguiva liberandone echi profondi. Né davvero si trattava di misture o di ibridi postmoderni, oggi peraltro così à la page, ma di etimologiche collaborazioni, di libere avventure dialogiche. Qui il catalogo è sul serio imponente, impressionante, e comprende cantautori come Fabrizio De André, Giovanna Marini e Piero Ciampi, voci come quelle di Valeria Moriconi e Moni Ovadia, pittori come Enzo Cucchi e Carlo Cecchi, specialmente poeti (da Franco Scataglini medesimo a Francesco Scarabicchi e Allì Caracciolo) e un gruppo storico del combat-rock, i Gang di Marino e Sandro Severini, con cui La Macina ha edito nel 2004 un album di bellezza spettacolare, Nel tempo ed oltre, cantando, dove finalmente geografia e storia si saldano, cioè lo spazio di una sofferenza atavica, emarginata (storie di braccianti e filandare, di uomini migranti e donne malmaritate) si connette al tempo della lotta politica, a un’epopea che ha il proprio centro, si direbbe ideale/eterno, nella Resistenza. Quello fu un album pensato down and out, come mi capitò di scrivere rubando l’espressione nientemeno a George Orwell, quasi un testamento dedicato a coloro, e tuttora sono la maggioranza degli esseri umani, che consumano e perdono la propria vita da sfruttati e subalterni. Vale a dire ammutoliti, fisicamente cancellati dalla violenza convergente in cui si incontrano storia e natura.

     Il terzo pensiero è soltanto un augurio di lunga vita a Gastone e a La Macina, da parte di un vecchio amico e compagno di via. Ex imo corde, dal profondo del cuore.

 

(Massimo Raffaeli, Tre pensieri per La Macina , da la Prefazione al libro-cd, La Macina Nel vivo di una lunga storia, squi[libri]. CRINALI 02, 2016)

 

PER LA PRESENTAZIONE COMPLETA DI TRE PENSIERI PER LA MACINA, MASSIMO RAFFAELI

(Vedi  APPARATO N 8a  allegato in fondo al Programma del Festival)

  

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Illustrazione di Simone Massi

(tratta dal libro La Macina Nel vivo di una lunga storia)

 

 

 

La finestra sul confine

Se  penso ad un confine penso a una finestra ,una sottile soglia attraverso la quale scorrono alternati gli umori inconfessati ed i caratteri stranieri che si accavallano .Si sfiorano le arie della casa protetta e quelle turbinose del mondo  ,talvolta si mescolano così che non si riconoscono più le intime occasioni domestiche ed i tempi veloci scanditi del pubblico pagante .

Si tratta di una apertura ,di una fessura di luce ,di uno splendore di etere che insinua liberi pensieri da e per i davanzali provati dal peso dei gomiti che scrutano orizzonti vicini Lontano appaiono nuvole ,si possono avvicinare e non ci si accorge nemmeno se entrano o scappano dalla finestra .

Il vapore va e viene come una nave che va da qualche parte senza conoscere la rotta ,tuttavia si avverte un impalpabile suono che si diffonde nell’aria, può annunciare un temporale oppure un sole imprevisto che spalanca le vetrate .

Allora ecco la musica che,sospesa su quella soglia ,tra il cielo e la stanza corre sui rischi del possibile errore, ma l’anima dei musicanti non sbaglia mai perché è loro il tempo .

 

 (Carlo Cecchi, La finestra sul confine, da la Prefazione al libro-cd, La Macina Nel vivo di una lunga storia, squi[libri]. CRINALI2, 2016)

 

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Copertina del cd: La Macina live

Opera inedita di Carlo Cecchi, La Macina live, 2014

 

 

La serata sarà introdotta da Carlo Cecchi, una tra le cinque prestigiose firme 

(Allì Caracciolo-Massimo Raffaeli-Francesco Scarabicchi-Simone Massi)

che hanno impreziosito ulteriormente questo ultimo ed attesissimo lavoro de La Macina.

 

La Macina

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU CARLO CECCHI

(Vedi  APPARATO N 8b allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

 

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POLVERIGI – SABATO 20 AGOSTO

Chiostro di Villa “Nappi” - Ore 22,00 – Concerto-Incontro della Sera

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura e la Pro Loco di Polverigi

 

MARINO CAROTTI

in

GALANTOMO FU MIO PADRE!

Canti della cultura orale marchigiana

 

con la partecipazione straordinaria di

GASTONE PIETRUCCI, voce  

GIAMPIERO BELARDINELLI, fisarmonica

CORALE “SANTA LUCIA” DI JESI

diretta dal M. Mauro Gubbiotti

 

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Marino Carotti

 

Presentazione in prima nazionale, a Polverigi, nella suggestiva cornice del Chiostro di Villa “Nappi”, del primo, interessante lavoro discografico  Galantòmo fu mio padre!, su i Canti della cultura orale marchigiana, di Marino Carotti, musicista jesino, già componente del gruppo La Macina. All’evento, parteciperanno gran parte dei musicisti che hanno partecipato, come ospiti straordinari, alla realizzazione di questo suo primo lavoro discografico, arricchendolo ed impreziosendolo ulteriormente.

Da Gastone Pietrucci leader e “voce” del Gruppo La Macina a Giuseppe Ospici, ex grande “voce” de La Macina, a Fefo Catani ed il suo magico sax, al fisarmonicista Giampiero Belardinelli, al percussionista Roberto Belalirdinelli, ad Antonella Zallocco, voce ed alle Corali “Brunella Maggiori”  “Santa Lucia” ed il Coro dei bambini della Scuola Media “Duca Amedeo di Savoia” guidati dall’Insegnante, Prof.ssa Claudia Surace.

Sarà sicuramente una festa della musica, un giusto riconoscimento al lavoro ed all’impegno di Marino Carotti, una vera e propria “chicca” nel variegato cartellone del 31° Monsano Folk Festival 2016.

 

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Copertina del cd, opera di Fabrizio Carotti

 

 

 

“ […] Come componente del gruppo La Macina, Marino, praticamente si è avvicinato alla musica popolare grazie all’esperienza effettuata nei suoi quattro, intensi anni di attività con il gruppo, ed una volta uscitone ha messo a frutto tutto quello che aveva assorbito ed incominciato ad amare delle nostre comuni radici popolari. […] capita a fondo la “lezione”, ha continuato da solo la ricerca, si è creato un suo repertorio, riproponendolo con merito in questo suo bel cd. […] Quindici sono le tracce di questa raccolta di tradizioni della cultura orale marchigiana […]dal classico stornello della “rondinella”  che chiude ed apre questo lavoro, a varie ballate, tra le quali una bella versione de Il marito giustiziere(Nigra 30), canti satirici, d’amore, alla “bufarara”, varie divertenti tiritere, filastrocche infantili, un canto di cantastorie All’età di quindici anni…(letteralmente “stravolto” ed impreziosito da un accompagnamento veramente geniale, straniante e magico del sax di Fefo Catani), due stupendi frammenti di passioni popolari, Maria per la via…, un collage di ninne-nanne, e come gran finale l’emozione delle voci degli informatori. Il tutto arrangiato da Marino e magistralmente accompagnato dalla sua formidabile chitarra. Il pregio del disco è la riproposta non a ricalco degli originali, ma reinterpretati e fatti “rivivere” secondo il gusto, vintage, sempre elegante, discreto, mai ridondante dell’esecutore, assecondato dai tanti ospiti che hanno ulteriormente arricchito questo “piccolo-grande” gioiello di musica popolare marchigiana. […] Marino è un interprete sicuro, appassionato, ma quello che mi ha sempre colpito di lui è la forza della sua chitarra, veramente straordinaria, accattivante, a tratti travolgente. Si sente una grande maestria, una grande classe, dove tutto sembra facile e normale nelle sue esecuzioni, mentre è invece sorretto da un grande tocco, una grande bravura ed una grande, invidiabile tecnica. […] Ora finalmente posso affermare, con certezza che grazie a Marino, un altro “piccolo-grande” seme è cresciuto, è diventato un’altra bella realtà: sono sempre più convinto che La Macina non ha quindi seminato e… macinato invano, tutt’altro! Grazie Marino.” 

 

(Gastone Pietrucci, Un altro “piccolo-grande” seme è cresciuto: Marino Carotti , Jesi, 12 marzo 2016, dalla presentazione al cd di Marino Carotti, Galantòmo fu mio padre! RaRa Records, PHM 161001MR)

 

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Gastone Pietrucci e Marino Carotti

Monsano Folk Festival, 20 Agosto, 2011

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Marino Carotti  -   Gastone Pietrucci

 

 

 

Ingresso Libero

In caso di maltempo il Concerto si terrà nella Chiesa del SS. Sacramento di Villa “Nappi” di Polverigi

 

  

 

 

 

IL RINFRESCO DOPO IL CONCERTO SARA’ OFFERTO GENTILMENTE

A TUTTI I PRESENTI DALLA PRO LOCO DI POLVERIGI

 

 

 

 

PER LA PRESENTAZIONE COMPLETA DI UN ALTRO “PICCOLO-GRANDE” SEME

E’ CRESCIUTO: MARINO CAROTTI DI GASTONE PIETRUCCI

(Vedi  APPARATO N 9  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

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ANCONA – DOMENICA 21 AGOSTO

Teatrino del Guasco del Museo del Giocattolo e del Bambino- Ancona,Via Matas 21-Vicolo Bonarelli- Ore 19,00 -  Concerto del Tramonto

In collaborazione con il Museo del Giocattolo e del Bambino

 

GASTONE PIETRUCCI- LA MACINA

con la partecipazione straordinaria di

 PIERO CESANELLI

in

CON LA MIA VOCE IN SPALLA…*

Autori per Gastone Pietrucci

Dedicato ad Alberto Cesa “compagno di lotta e incazzatura”

 

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Gastone Pietrucci – Piero Cesanelli – Alberto Cesa

 

 

 

“Chiunque aspetta sa che la vittoria è sua”.

Antonio Machado

 

"Caro Gastone, spero tu stia in ottima forma. Nel 2010 riusciremo

a incontrarci e a cantarne due assieme? … Alberto".  Alberto Cesa,Torino, 31.12.2009


 

 

Da un pò di tempo, stavo chiedendo a tutti i miei amici musicisti del mondo popolare e cantautoriale italiano di scrivermi e "regalarmi" una canzone inedita (in italiano, in dialetto, senza nessun tema specifico che non quello dell'ispirazione di ognuno). L'idea iniziale era quella poi di cantarle con La Macina in un concerto e magari poi anche inciderle. Poi verso la fine dell'anno 2009, Alberto Cesa, l'indimenticabile leader e "voce" del gruppo storico piemontese "Cantovivo", mi manda una sua personalissima canzone: Col pugno nella mano (dove parla di se stesso e con tanto affetto anche di me). Poi proprio il 31 dicembre, mi manda questa e-mail che vi trascrivo letteralmente: "Caro Gastone, spero tu stia in ottima forma. Nel 2010 riusciremo a incontrarci e a cantarne due assieme? Un besito dalla mia compañera Angeles, tua fan sfegatata!!! Alberto". Torino 31.12.2009.
Io gli risposi immediatamente che proprio in quei giorni mi stava frullando per la mente un nuovo progetto e che glielo avrei comunicato al più presto. Infatti avevo accantonato il progetto primario di limitare il Progetto musicale solo a noi de La Macina, ma pensavo di estenderlo a tutti coloro che mi avevano scritto (o che mi avrebbero scritto) una canzone, ed interpretarla insieme a loro.  Quindi realizzare un doppio, ponderoso CD con tutto il fior fiore del mondo popolare italiano. Un pò come abbiamo fatto tempo fa con i Macina-Gang, nel nostro Cd comune: 
"Nel tempo ed oltre cantando" Io come voce e filo conduttore insieme a tutti gli autori e ai loro Gruppi, un Progetto veramente inedito, e soprattutto unico in Italia.
Quindi per intenderci: Gastone con Alberto e il suo "
Cantovivo", con Carlo Muratori e il suo Gruppo, con Maurizio Martinotti ed i suoi Tendachënt, con Claudio Lolli ed i suoi musicisti, con Alessio Lega, con Fabrizio Poggi, con Mauro Gioielli ed il suo Tratturo, Paolo Capodacqua, Marco Ongaro, Piero Cesanelli , Gualtiero Bertelli, Tre Martelli (per citarne solo alcuni che già mi hanno omaggiato della loro canzone inedita) e così via di seguito con tutti gli altri. Questo avrei voluto dire ad Alberto, se la morte non ce l'avesse strappato via. Così ora questo Progetto non è più soltanto mio, ma è anche "suo", tanto che ormai, grazie a lui, porta anche un titolo, suggeritomi da un verso stupendo della sua canzone: infatti, riferendosi a me, lui mi descrive: "Con la mia voce in spalla...".  Penso che non ci possa essere titolo migliore e più significativo! Quindi anche se sarà un Progetto faticoso, lungo, lo porterò avanti, anche grazie a lui: in fondo noi viviamo di sogni e questo credo sia veramente un gran bel sogno, per il quale valga la pena lottare!!!
Purtroppo questo progetto ambizioso, “folle”, 
ma straordinario del doppio cd con tutti gli amici che mi hanno mandato i loro brani è semplicemente in alto mare visti i tempi così critici, poveri e terribilmente miseri in cui siamo condannati a vivere. Però anche se decisamente ridimensionato, il progetto non è stato cancellato dalla mia mente e dalla mia testa, ed anche se in minima parte lo voglio far comunque rivivere, cercando di spiegare questa improvvisa accelerazionee cambiamento di rotta. Proprio in questa edizione del 31° Monsano Folk Festival , tra i "piccoli-grandi" eventi in esclusiva, che mi devo "inventare e creare" per la mancanza cronica di sovvenzioni (anche perché il Festival, in fondo ogni anno, "vive" anche di queste proposte uniche, stuzzicanti per gli appassionati e i "folgorati" de La Macina, che contrappuntano con scelte coraggiose, sofisticate e autonime il cartellone del Festival) ho pensato appunto alla realizzazione (almeno in parte e come prima “lettura”) del progetto: Con la mia voce in spalla...

Progetto che si svilupperà in un piccolo, suggestivo Teatrino del Guasco, posto al centro di un posto veramente magico, il Museo del Giocattolo e del Bbambino, definito magistralmente come “una Wunderkammer nel cuore del centro storico di Ancona”, con una capienza massima di una settantina di persone, anzi di "spettatori-testimoni". Un concerto che sarà minimale, in acustica, particolarmente "raccolto" e direi quasi "familiare", "sottovoce". Sarò io, Adriano Taborro, Marco Gigli e Roberto Picchio e la partecipazione straordinaria e graditissima di Piero Cesanelli, che si mette in gioco, venendo sempre a cantare con me un suo brano Fuoricorso, che a suo tempo mi aveva "regalato". E così anche grazie a lui, potremo dare almeno un'anticipazione, un piccolo "antipasto" di quel grande e purtroppo mai realizzato progetto musicale che mi sta a cuore da anni e che  è  Con la mia voce in spalla... 

Avere da anni, nel cassetto a marcire più di una trentina di canzoni che non avrebbero visto mai la luce, non avendo io  la forza economica per affrontare un simile, prezioso e ambizioso progetto: quello dell'incisione e della pubblicazione di un doppio cd con tutti i gruppi e gli autori che mi hanno donato le loro opere, con la mia voce a legare tutti gli artisti insieme, mi dava una grande tristezza. Allora mi sono domandato, perché non dare un piccolissimo assaggio, una quindicina di brani, una piccola, ma significativa anticipazione di queste opere? Ed ecco che questo “piccolo” miracolo, si sta compiendo. Ripeto sarà una prima “lettura”, volutamente minimale, ma che sicuramente lascerà il segno e darà un primo assaggio di queste belle canzoni, che mi sono state così generosamente consegnate e “donate”.

Per questa serata sarà pubblicato un libretto di sala, con tutti i testi delle canzoni presentate, con l’augurio di poter completare l’anno prossimo, con la seconda parte, la presentazione di tutte le canzoni che mi sono arrivate.

 

DSC_0871 piccola.jpgG.PIETRUCCI con Adriano e Marco.jpgDSC_0940 piccola.jpg

Roberto Picchio, fisarmonica-Adriano Taborro, chitarra-Gastone Pietrucci, voce-Marco Gigli, chitarra -Adriano Taborro, mandolino

 

 

 

IL MUSEO DEL GIOCATTOLO E DEL BAMBINO

“Una parentesi per sognare, un luogo da vivere”

Entri per la prima volta e ti viene da esclamare: ‘Ma siamo davvero ad Ancona!?’. Per il capoluogo marchigiano da tempo sprofondato nell’oblio quanto a locali e iniziative innovative in grado di ravvivare la vita sociale e culturale cittadina quanto meno con qualche vera, intraprendente e non scontata idea, questo museo è davvero una piacevole nota fuori dal coro. Il museo è in realtà anche teatrino e ‘art gallery caffè’: uno spazio polifunzionale che si presta dunque ad un ampio ventaglio di iniziative che riescono, volta per volta, a dare al locale una connotazione e anche un pubblico differenti. L’ambiente è particolarmente piacevole: un seminterrato di un palazzo storico dell’Ancona antica, sapientemente ristrutturato nel rispetto della struttura e dell’atmosfera originarie, con volte e pietre a vista. Come museo trovi una serie di vetrine che espongono giocattoli e oggetti d’epoca comunque legati alla vita di un fanciullo. Ben esposto, tutto ciò che è conservato nelle teche non è mai scontato e banale ma sempre capace di evocare ricordi, sensazioni e curiosità quanto mai piacevoli. Una sala è dedicata al cinema, con manifesti antichi e libri e riviste consultabili. Trovi anche un bel presepe permanente e, ovviamente, tanti tanti giochi dei bambini che furono. Come ‘teatro del Guasco’ trovi un simpatico palco e una platea con 58 comode poltrone. L’acustica è notevole e pur nello spazio contenuto della sala, il teatro si presta con ottima resa a qualsiasi tipo di rappresentazione, dalla declamazione di versi e letture alla musica di qualsiasi genere, compresa quella moderna, amplificata, persino rock senza per questo mai stonare con l’ambiente. Infine come 'art gallery caffè' trovi un accogliente bar con tavolini e, anche qui, riviste da leggere. Per il turista di passaggio è una simpatica parentesi nella visita del centro storico dorico, per la gente del posto un luogo (finalmente!) da vivere sera dopo sera, grazie anche al brillante fervore organizzativo che i promotori mostrano di voler avere, tanto da poter assicurare certamente un lungo futuro alla struttura.

(Recenzione anonima del 10 Aprile 2016, che concordiamo in pieno, come in quest’altra recenzione: “Una Wunderkammer nel cuore del centro storico. Un luogo di eccellenza curato mei minimi dettagli. Da condividere”.)

 

Museo del Giocattolo 4 piccola_n.jpg Museo del Giocattolo 2 piccola_n.jpg Museo Giocattolo 1 piccola_n.jpg

Ancona -Museo del Giocattolo e del Bambino con Teatrino incorporato

Museo del Giocattolo 5 piccola_n.jpg Museo del Giocattolo 3 piccola_n.jpg Museo del Giocattolo 6 piccola_n.jpg

 

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Gastone Pietrucci e Piero Cesanelli

Con la mia voce in spalla...

(dedicato ad Aberto Cesa)

 

 

Programma

 

 

1.   Col pugno nella mano (Alberto Cesa)

2.   La donna col pugnale (Marco Ongaro)

3.   Oceano (Fabrizio Poggi)

4.   Quando ti sveglierai/Albe che non saprò (Maurizio Martinotti)

5.   La panchina (Andrea Parodi)

6.   E ridammi mamma cento lire (Tradizionale-Massimo Liberatori)

7.   Fantasie d'un falò carnevalesco propiziatorio/Scintille brace cenere (Giovanni Rapetti-Andrea Sibilio-Tre Martelli)

8.   Nemmeno quegli occhi (Graziella. Di Prospero-Marco Delfino-Mantice)

9. Per questo mi chiamo Giovanni (Paolo Capodacqua)

10. Il grande freddo (Claudio Lolli- Marco Gigli-La Macina)

11. Il dramma di Bruxelles (Alessio Lega)

12. Scurri lu tempu/Scorre il tempo (Carlo Muratori)

 13. Nave che porti al niente (Francesco Scarabicchi- Marco Gigli-La Macina)

14. Fuoricorso (Piero Cesanelli)

 

 

 

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Gastone Pietrucci

(Foto: Giandomenico Papa,  Teatro “Alfieri”, Montemarciano, 2016)

 

 

COL PUGNO NELLA MANO

parole e musica di Alberto Cesa

 

 

Quando le forze cedono alla fatica immane

Del mio girovagare tra valli monti e piane

A rincuorarmi arriva scendendo dalla luna

il suono battagliero presagio di fortuna

della scatoletta magica che lassù chiaman’ ghironda

panciuta un po’ allungata come una forma d’onda

 

Arriva col sorriso, la grinta, l’emozione

del grande amico mio l’eccentrico Albertone

Compagno di poesia, di lotta e incazzatura

Con cui facciamo guerra contro ogni spazzatura

Gettata via col sogno che ancora in noi ribolle

Di far soffiare il vento sull’erba e tra le zolle

 

Signori si va in scena col pugno nella mano

A riaccendere le stelle da Bagdad a Monsano

Perché ribelli e giovani nel cuore e nella mente

Noi butterem’ giù i muri di chi fa il prepotente

Con l’impeto invincibile del canto popolare

Ritorneremo a vivere, a ridere e ad amare

 

Col tamburello in mano con la mia voce in spalla

rilancerò la musica che rallegrò ogni stalla

Da solo o in compagnia di Alberto e il suo bordone

Rivolterò  ‘sto mondo… parola di Gastone!

Da solo o in compagnia di Alberto e il suo bordone

Rivolterò  ‘sto mondo… voilà io son’ Gastone!

 

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Alberto Cesa

 

 

 

 

Gastone Pietrucci, voce

Piero Cesanelli, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino,violino

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

 

 

Ingresso Libero sino ad esaurimento dei posti

Prima assoluta

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU PIERO CESANELLI

 

 (Vedi  APPARATO N10a  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU ALBERTO CESA

(Vedi  APPARATO N10b  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SUL PROGETTO MUSICALE CON LA MIA VOCE IN SPALLA…

(Vedi  APPARATO N10c  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

 PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SUL

 MUSEO DEL GIOCATTOLO E DEL BAMBINO DI ANCONA

(Vedi  APPARATO N10d  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

 

 

*

 

LUNEDÌ 22 AGOSTO -  RIPOSO

 

 

                                                                                                                                           

MONSANO -MARTEDÌ 23 AGOSTO  

Chiesa degli Aròli – Ore 19,00--  Melologo Concerto  del Tramonto

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano

 

MARIA NOVELLA GOBBI

in

SANTA GIOVANNA LA PAZZA

Melologo concerto per voce recitante e strumenti

di Allì Caracciolo

Dedicato ad Alberto Pierucci

 

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Maria Novella Gobbi

 

NOTE DI REGIA 

Spettacolo teatrale proposto in forma di concerto, che rappresenta un nuovo momento di ricerca dello Sperimentale Teatro A (STA), diverso dalla drammaturgia della messa in scena in prosa: un melologo che è una Prova d’Attore, nella quale l’interprete si trova a dover riprodurre tutte le VOCI, da quella del giudice che la interroga in frammenti di processi evocati da frammenti di ricordo, a quelle della sua visione, dal delirio a quelle dell “follia”: Voci di Fate che la sospingono al Sogno; Voci dal Cielo che la esortano a combattere per la Francia; la Voce del Giudice, in particolare, (che pronuncia passi testuali dal processo storico condotto contro Giovanna d’Arco nel 1431 e conclusosi con il rogo) carica di tutte le complesse motivazioni, implicazioni politiche e capziosità delle accuse; Voci della folla urlante che anch’essa l’accusa; le terribili Voci della violenza e dello sterminio, che poco a poco invadono ogni suo ricordo con echi orribili di grida degli uccisori e delle vittime.

La vocalità complessa implicata dal testo comporta una drammaturgia della voce che, posta in partitura con gli strumenti musicali utilizzati in modalità anche insolite, si articola in suggestioni evocative di quel silenzio e quel vuoto che costituiscono lo spessore per così dire ‘filosofico’ della testura vocale nel ripercorrere quella tematica. Ricerca di una Phoné che, svincolandosi dalla funzione di veicolo semantico, portatore di significato, diventa essa stessa significato, e in tale costituirsi si fa soggetto tragico, statuto ontologico dell’essere-personaggio nell’istante nel luogo, nel tentato liberarsi dall’istante dal luogo, puro evento.

La Musica non costituisce il sottofondo alla parola del Personaggio, come di solito si pratica, bensì è la voce della sua Anima, percorsa dal Sogno o dall’Orrore, nella sua graduale acquisizione di Conoscenza.

 

Giovanna è la solitudine emblematica di ogni esperienza di vita, consumata sulla soglia, che è anche divisione e frattura, di ogni ente, in sé da altro.

Il testo-azione teatrale assume Giovanna quale figura dell’esperienza dolorosa della frattura che ogni arte è e sperimenta in se stesso. Dapprima,

come illusione di una perduta metà, furiosamente inseguita fuori di sé; poi come la metà perduta che si creda di aver trovato in sé, per ricostituirsi

quale solida sostanza; infine, come esperienza di sé quale frammento vuoto di vuoto universo di frammenti vuoti, quale anelito al vuoto di ogni altro

frammento.[…] Il testo non ha intenti narrativi e tanto meno filologici. Nasce da una perfetta informazione dei documenti e delle carte dei processi,

talvolta parcamente citati. Essi vi figurano come contento manifesto di un sogno. Quel che a noi interessa, del sogno poetico e drammaturgico, è il

contenuto latente. E questo è meditazione sulla condizione umana […] nella sua dimensione ontologica […] Giovanna, avviandosi al compimento del

suo destino, nella suprema consapevolezza che sia concessa a essere umano, attraversa la propria stessa immagine in una “inestinguibile vertigine”.

 

Così Filippo Mignini  in Il silenzio delle cose, scritto introduttivo alla edizione del testo, che si avvale della ‘riscrittura’ grafica di Magdalo Mussio.

 

E’ l’ampia risonanza dell’Ora in cui si modula e perde il non-accadimento/l’accadimento: brandelli di ripercosse voci che interrogano accusano ossessionano l’occhio-orecchio frantumando il soggetto in infinite rifrazioni ove la proiezione di sé, la memoria, la visione l’allucinazione, le Voci, l’Arcangelo D’Oro, in cui lei si identifica come in un doppio cui riunirsi, il Sogno, la Morte, la Folla costituiscono lo smembrato viaggio ne/verdo il Vuoto, alla ricerca di un frammento di sé a cui ricongiungetrsi nella disperata utopia della Somiglianza. E del Riconoscimento.

E’ l’ultima ora di vita della Santa Giovanna in quanto l’unica ora di esistenza de la Pazza.

 

Allì Caracciolo

RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO

Allì Caracciolo, Santa Giovanna La Pazza, Prefazione di Filippo Mignini, Spinea-Venezia, Edizioni del Leone, 1998.

 

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Maria Novella Gobbi , Santa Giovanna la Pazza

Adriano Taborro, violino, mandolino, oud

Andrea Del Signore, chitarrec

 

 

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Adriano Taborro -Andrea Del Signore

 

Ingresso Libero

sino ad esaurimento dei posti

 

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU ADRIANO TABORRO

(Vedi  APPARATO N11a  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU ANDREA DEL SIGNORE

(Vedi  APPARATO N11b  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

 

 

*

 

MERCOLEDÌ 24 AGOSTO - MONSANO 

Chiesa degli Aròli – Ore 19,00-   Concerto  del Tramonto

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano

MARCO POETA

in

BINARIO 3

La scoperta della musica salentina con l’esperienza folgorante e straordinaria della chitarra a dodici corde

 

 

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Marco Poeta

“C’è una morbida eleganza nel coraggio. Soprattutto in quello delle idee e nei progetti”, e Marco Poeta, uno tra i migliori e più originali chitarristi acustici italiani, di idee, di progetti, di sperimentazione, ha praticamente intessuto la sua intensa vita artistica. Dopo la bossa nova  e la musica brasiliana, l’ubriacamento per il fado e la guitarra portuguesa, (diventando un apprezzato specialista, riconosciuto dai più grandi musicisti portoghesi) ora questo grande, “folle” artista marchigiano è stato “folgorato” dalla magia della chitarra a dodici corde. Adottando per questo suo strumento una tecnica assolutamente unica e innovativa, quella delle chitarra portoghese del fado, Marco Poeta trasforma la dodici corde in “un nuovo liuto che dispiega una imprevedibile ricchezza timbrica ed armonica” , come scrive magistralmente Moni Ovadia nelle note di presentazione del disco Reminiscence of John Dowland del 2012. Ma Marco Poeta oltre ai songs di Dowland, ha conosciuto ed incontrato la musica salentina, da cui ha tratto ispirazione per questo suo nuovo progetto artistico e discografico, intitolato semplicemente Binario 3(appunto il numero 3 del binario della stazione di Ancona, dal quale Marco partiva per i suoi frequenti viaggi nel Salento). Ora accompagnato da uno dei più bravi percussionisti salentini, Roberto Chica, nella suggestiva cornice della Chiesa degli Aròli, Marco Poeta, vi racconterà e soprattutto vi suonerà questa sua ultima esperienza, folgorante e straordinaria con la sua magica chitarra a dodici corde.    

 

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Marco Poeta

 

 Binario 3  e' il titolo del concerto per sola chitarra a 12 corde di Marco Poeta.

Il chitarrista recanatese racconta in 12 brani strumentali, 5 anni di viaggi...di andate e di ritorni, nella Grecìa Salentina... regione all'interno del salento, dove ancora oggi si parla il Griko.

La sua chitarra narra con allegra tristezza, la dolcezza e i silenzi di quella terra, dove ulivi secolari e pietra bianca fanno da cornice a cieli di puro azzurro.

Nei brani di Binario3 Marco Poeta ci si identifica...da libero sfogo alla sua esperienza di chitarrista..fraseggi che ricorda la dolce melanconia della bossa-nova alla saudade del fado, alla melodia graffiante del flamenco all'intrigante oriente, allo choro di Bahia all'eterno John Dowland...tutto..proprio tutto Marco ci racconta in questo viaggio..! Ce lo racconta con rispetto per quella terra che ormai in questi anni lo ha adottato! Si commuove Marco Poeta quando ci parla di quella gente, di quei luoghi, di quei ulivi, di quella terra rossa,di quei tramonti che gli hanno rapito il cuore..e lui con il massimo rispetto contracambia con 12 brani di puro amore verso quella terra che ancora oggi nasconde gelosamente antichissime tradizioni ancora da scoprire.

 

Marco Poeta, chitarra a dodici corde

 

Ingresso libero

sino ad esaurimento dei posti

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

L’APERITIVO DOPO IL CONCERTO SARA’ OFFERTO GENTILMENTE

DAL DR. RICCARDO CARSETTI E FAMIGLIA

 

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU MARCO POETA

(Vedi  APPARATO N 12  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

*

 

 

 

PIEVE TORINA (MC) – GIOVEDÌ 25 AGOSTO

Ore 22,00 – Chiostro di Sant’Agostino - Concerto Grande della Sera  

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Pieve Torina

 

LA MACINA

introdotta da

ALLÌ CARACCIOLO

 

in

LA MACINA NEL VIVO DI UNA LUNGA STORIA

Presentazione libro con il primo cd live de La Macina e dvd Gastone se canti te lega, editi da Squilibri

con il contributo della Regione Marche Assessorato alla Cultura

 

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Allì Caracciolo - Gastone Pietrucci

Gastone Pietrucci, fotografato da Ennio Brilli, Studi Pink House, Monsano, 2015)

 

 

 

 

“[…] E questo live si avvale di tutta l’esperienza più significativa di Gastone Pietrucci e dei musicisti de La Macina. Dai testi di varie raccolte, in esso prodotti, emerge una sorta di dilatata mappatura storica non dichiarata né costretta dentro gabbie cronologiche o tematiche, ma segnata dalla motilità dei ritmi e delle melodie, cui il canto-musica conferisce o la struggente nostalgia d’amore, o il ridente ammiccamento dell’eros e delle sue trasgressioni, o la sfrenata licenza del desiderio e della sua attuazione, i gai saperi o i tragici.  […]  Pure, Gastone Pietrucci non è nuovo al palcoscenico. Si può dire che abbia trascorso oltre metà della sua vita sopra le tavole di esso, o sulle tavole, metaforiche e non, delle piazze. La sua esperienza d’artista è live. Un live continuo che lo qualifica fin dai primi canti di musica popolare di protesta e dai primi risultati della sua ricerca sul campo, come giustamente tiene ogni volta a precisare, di contro alla appropriazione di testi ripresi da altri che ne possono legittimamente vantare la paternità di ricerca, ed esibiti come risultati propri. Ricerca di una materia appresa grado a grado attraverso i suoi segni linguistici, tra i quali, oltre alla loro testualità, anche l’andamento dei canti, la loro spazialità, il corpo delle vocalità, le diverse voci della memoria.

Il suo palcoscenico primo è lo spazio della sua voce. Uno spazio dilatato e aggettato, limpido e attorto, definito da coordinate complesse e da una morfologia di orizzonti chiari e scuri dirupi, sia che precipitino in imperscrutabili baratri della terra, sia che sprofondino in voragini di cieli. Recentemente l’attrice Maria Novella Gobbi l’ha definita “voce abisso”.

Tale spaziovoce frana in parole, frammenti di fonemi che la melodia sgrana e riaccorpa in un incessante mutamento, dall’articolazione della parola alla declinazione del canto attraverso lo strumento vocale fino alla pura phoné, che diviene il segno più significativo della cultura di cui si fa veicolo: un universo minore, quello della marginalità, che non scrive la storia ma la patisce, anzi scrive la storia anonimamente in cifre leggibili solo con sguardo assoluto, sciolto cioè dai legami del certo e asseverato: altri alfabeti nati da pena fatica emarginazione sociale ed economica, volti a comporre  una lingua forgiata dalla dura vicenda del vivere e dall’aspro silenzio di esistere.

Fin dalla giovinezza Gastone Pietrucci ha lavorato allo sguardo. L’ha reso assoluto, l’ha volto all’universo minore, ne ha apprese le cifre, ne ha letta la scrittura con occhio sempre più terso e attento, con animo sempre più consapevole e vigile. E mano a mano che consapevolezza aumentava, l’animo diventava rigorosa partecipazione, conoscenza severa e commossa.[…]

 […] Valorosi compagni! d’arte, di lavoro, di avventura.

Adriano Taborro, violino chitarre mandolino, la sua musica è la sua anima, l’unica che possieda. Ma moltiplicata in mille. Una delle quali: le sue composizioni, gli arrangiamenti, le armonizzazioni e rielaborazioni. Un’altra la sua direzione musicale.

Roberto Picchio, tasti di struggente melodia, dita di agili sonorità, armonia composita della sua magica fisarmonica. E delle sue composizioni troppo poco esibite.

Marco Gigli, chitarra sulla quale compone musiche originali, sulla quale ne esegue numerose altre attento e preciso. La sua voce, altro strumento di risonanze chiare, lunari.

Riccardo Andrenacci, new entry (ma non tanto), paradigma di mirabili metamorfosi dell’assordante in fascinum irresistibile, ossessivo ritmo, paesaggi musicali della leggerezza o di invasati universi: la sua batteria.

Insieme, possono aprirti orizzonti illimitati, pacate distese di deserti, oppure indiavolate ridde di ritmi tra le quali a lampi si intravede lo scatenamento di Dioniso. Insieme hanno il potere della magica, mirabile, evocazione.

Infine, last but not least, Giorgio Cellinese, l’impareggiabile. Silenzioso quanto basta, severo all’eccesso, pacato-aggressivo, mite e intollerante, paziente e provvidente a ogni cosa. Ricerca e canta, in proporzioni più ridotte, non meno preziose. Il suo nome è Presenza. […]

 […] Mi benedico per avergli scritto quella dedica in un libro: “Aedo malinconico ed ardente | fuoco ed acque di canto”. Perché? Non tanto (o non solo) perché Gastone ebbe l’idea di farne titolo di ben tre suoi famosi CD (del che gli rendo grazie), quanto per la perfetta coincidenza, felicissima identità, tra quei versi e la sua Opera di ricerca e di canto.

Opera che è atto di laica religio, paragonabile all’Omero foscoliano che abbraccia l’urne e le interroga. […]

[…] I grandi atti che Omero, l’Aedo per antonomasia, compie sono: abbracciare, interrogare, e, a riconoscente compenso al gemere e narrare delle urne, placare ed eternare.

È quanto fa l’Aedo Pietrucci con la sua lunga inesausta ricerca, con gli affetti con cui circonda (abbraccia) chi gli trasmette le memorie rispondendo alla sua domanda. È nell’interrogare che si esplica la sua funzione di raccoglitore-custode e si prefigura quella di salvare, trasmettere, perpetuare, strappando all’artiglio della distruzione, alla polvere delle rovine del tempo, al facile dirupo dell’immemoria, le parole attraverso cui, anche anonimamente, viene vissuta e scritta la storia.

E sono le parole del sangue e della desolazione, dell’isolamento e della solitudine, dell’eros e della fertilità, del rito pagano e sacro ove s’incrociano religione e superstizione, amore e protesta, pulsione di vita e disperazione.[…]

E allora, niente è più dovuto di un atto di verità, un live di vera vita, ove tutto freme e narra, geme e canta, vibrante di vitalità, sottraendo alle ruote dentate della terribile macchina quanto deve sopravvivere e restare. Eternato dal canto.[…]”

(Allì Caracciolo, Un live di vera vita , da la Prefazione al libro-cd, La Macina Nel vivo di una lunga storia, squi[libri]. CRINALI 02, 2016)

 

  PER LA PRESENTAZIONE COMPLETA DI UN LIVE DI VERA VITA ALLÌ CARACCIOLO

 (Vedi  APPARATO N 13 allegato in fondo al Programma del Festival)

 

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La Macina

(Adriano Taborro-Gastone Pietrucci-Marco Gigli-Roberto Picchio-Riccardo Andrenacci)

(fotografati da Roberto Ronca, Teatro “Goldoni”, Corinaldo, 2014)

 

 

 

 

La serata sarà introdotta da Allì Caracciolo, una tra le cinque prestigiose firme 

(Massimo Raffaeli-Francesco Scarabicchi-Carlo cecchi-Simone Massi)

che hanno impreziosito ulteriormente questo ultimo ed attesissimo lavoro de La Macina.

 

 

La Macina

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

Ingresso Libero 

In caso di maltempo il Concerto si terrà nel Teatro Comunale di Pieve Torina

 

 

*

           

MORRO D’ALBA – VENERDÌ 26 AGOSTO

Auditorium Santa Teleucannia -  Ore 22,00 - Concerto della Memoria

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Morro d’Alba

 

Per la Serie Foglie d’Album numero 9 

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Severino Ronconi

(1931-2015)

(fotografato da Angelo Roberto Tizzi, Polverigi, 1985)

 

OMAGGIO A SEVERINO RONCONI  *

 “SONAVA TUTTO… ERA BRAVISSIMO… ERA INDISTRUTTIBILE…”

a cura di Gastone Pietrucci

 

con

LA MACINA

 

e con la partecipazione straordinaria dei portatori della tradizione

MARIO AMICI, voce, segone & STEFANO AMICI, cembalo, organetto

 

Severino Ronconi (1931-2015), persona dolce, gentile e appassionato suonatore popolare di fisarmonica e di organetto di Morro d’Alba. Terza media. Contadino. Oltre alla musica aveva un’altra passione : la caccia. Si sposa nel 1956 con Bini Edelvais. Sin da piccolo ha sempre manifestato la sua passione per la musica e per la fisarmonica, diventando, già giovanissimo, un virtuoso dello strumento ed un abile e ricercato accompagnatore in tutte le feste popolari della comunità. Dopo la morte improvvisa, in un tragico incidente stradale di uno dei suoi tre figli, Valentino, per anni aveva smesso di suonare. Solo la costanza e l’insistenza di Mario Amici è riuscito a sbloccarlo e a fargli riprendere lo strumento e soprattutto il piacere di ricominciare a suonare. E così, con Mario, dal 1984, è stato sempre presente a tutte le Rassegne del canto rituale di questua della Pasquella di Montecarotto, della Passione  di Polverigi e del Cantamaggio di Morro d’Alba, curate da La Macina. Ma Severino ha fatto anche di più: è riuscito, da solo, ad imparare a suonare l’organetto, perché giustamente aveva intuito che per i canti di questua, era lo strumento più adatto e più consono, accantonando la fisarmonica, che in gioventù l’aveva reso celebre tra la sua gente, come uno dei migliori e più ricercati intrattenitori nelle varie feste da ballo. A lui ed alla sua memoria è stata dedicata la trentaquattresima Festa del Cantamaggio di Morro d’Alba, 2016.

Gastone Pietrucci, 15 luglio, 2016.

 

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Roberto Picchio (particolare) – Gastone Pietrucci – Adriano Taborro (particolare)

 

 

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Mario Amici e Saverino Ronconi

(fotografati da Angelo Roberto Tizzi, Polverigi, 1985)

 

 

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Severino Ronconi- Mario Amici-Severino Ronconi-Stefano Amici e Paolo Amici

(fotografati da Angelo Roberto Tizzi, Polverigi, 1985)

 

 

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Mario & Stefano Amici

(fotografati da Angelo Roberto Tizzi, Polverigi, 1985)

 

 

 

 

Gastone Pietrucci

La Macina

e con

Mario Amici, voce, segone

Stefano Amici, cembalo, organetto

 

 

Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti

 

*In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

  

PER LE INTERVISTE DI GASTONE PIETRUCCI A MARIO AMICI ED A EDELVAIS BINI RONCONI,

RISPETTIVAMENTE, AMICO E MOGLIE DI SEVERINO RONCONI

E RICORDO DI NONNO SEVERI’ DI VALERIA RONCONI

(Vedi  APPARATO N 14 allegato in fondo al Programma del Festival)1

 

 

 

*

 

STAFFOLO – SABATO 27 AGOSTO

Villa Rosetti ( Staffolo, Via Giovanni XXIII, 28) -  Ore 20,00  Concerto in Famiglia

In collaborazione con la Famiglia Rosetti

 

ROBERTO ZECHINI

in

SOLO CON CHITARRA VOLGARE

Concerto “privato” e familiare per i padroni di casa ed i loro amici-ospiti

 

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Roberto Zechini e copertina cd: Roberto Zechini, Solo con chitarra volgare (RaRa Records, 2016)

 

 

Così ha scritto il 24 giugno Roberto Zechini a Gastone Pietrucci:

 

“Ciao Gastone,

proprio ieri, girovagando per l’Italietta umbertina fra concerti e presentazioni, ho incrociato Adriano Taborro, che a un certo punto mi ha ceduto la chitarra e mi ha lasciato il suo posto nella band con cui stava suonando. Abbiamo ovviamente nominato te e la tua magica presenza nel mio chitarreto.

A Pescara, dove ho suonato ospite di una formazione straordinaria, il Direttore Artistico mi ha detto che ha ascoltato molti dei miei dischi ed è appassionato della tua ricerca, associandoti quindi alla mia discografia e associando me alla tua. E' un chiaro segno di un qualche destino che veniamo percepiti in continuità, la qual cosa mi fa piacere e rende sensate talune scelte di collaborazione e amicizia […]”.

 

Proprio in questi giorni (un altro chiaro segno del destino) una coppia di carissimi amici, Domenico e Rossella Rosetti, mi comunicavano che avrebbero avuto come ospite musicale, nella loro villa, proprio Roberto Zechini, per la presentazione di uno dei suoi ultimi lavori discografici, Solo con chitarra volgare (RaRa Records, 2016). Quindi subito mi è scattata l’idea di fare qualche cosa insieme, dopo la mia ultima partecipazione, al suo disco Chitarreto (RaRa Records,PHMI60101RZ,2016) e l’altra comune con il Samuele Garofoli Quartet, Ramo de fiori (RaRa Records,PHM30710PG, 2013) ed introdurre questa “serata familiare”, nel Cartellone del Monsano Folk Festival. Del resto già con Domenico e Rossella avevamo fatto un’altra bella esperienza nel 2013, al 28° Monsano Folk Festival e proprio con La Macina in famiglia, riprendendo simbolicamente quell’antica usanza che La Macina aveva instaurato, in occasione del suo trentennale di attività, offrendo ai suoi amici più cari, nel corso di quell’anno (uno al mese) una serie di concerti particolari, intimi, “familiari”, offrendo un regolare concerto ai padroni di casa, ai suoi familiari e ad ecentuali ospiti-amici. Ora sarà Roberto, con il sottoscritto, ad offrire a Domenico e Rossella, ancora una volta, un concerto musicale, ringraziandoli, in questo modo, con la nostra musica ed il nostro canto, della loro preziosa amicizia, direttamente nella loro bella ed accogliente villa di Staffolo.

 

Gastone Pietrucci

 

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Roberto Zechini

(scomposizione)

 

Ho la sorte di condividere buona parte della mia vita e della mia ricerca con molte persone che vivono la musica e il suo linguaggio da una prospettiva diversa dalla mia: oltre ai musicisti, ovviamente, sono poeti, scrittori, filosofi, fotografi, registi di teatro e di cinema, video-maker, attori, pittori, scultori, video-artisti, ecc. Per qualche ragione che non conosco e voglio non conoscere fino in fondo ho legato a molti di loro una grandissima parte del mio cammino, ho condiviso con essi, come musicista e come individuo, più della metà del tragitto della mia umanità. Non c’è disco che abbia fatto finora in cui non vi sia il calco di questa mia inclinazione naturale e teorica. Tanto è vero che alcuni dei “materiali” di questo disco sono talvolta riverberi di eventi musicali già accaduti altrove, rielaborati nella forma del solo-concert. Altri invece sono vere e proprie composizioni dedicate, che non potrebbero avere altro spazio vitale se non questo. 

E’ da tempo che volevo confrontarmi con la moltitudine dei me stesso - avevo intuito che si trattava anche di questo – nascosta o custodita in ognuna delle tante collaborazioni, con grande curiosità e rispetto, ma ne avevo e ne ho anche paura, forse perché potrebbe rivelarsi qualcosa di autentico. Ovviamente non lo pretendo: lo spero sinceramente.

La voce è lo strumento proprio della “sincerità” musicale. Dal punto di vista tecnico io, pur canticchiando da sempre, la conosco poco e male. E non me ne curo più di tanto. L’ho voluta a tutti i costi in questo album per motivi profondamente identitari: l’improvvisazione secondo me può essere uno strumento di ricerca etica, oltre che estetica e storica.  E’ uno strumento che mi orienta a suonare, a  improvvisare e a vivere soltanto le note e le idee che penso davvero. E’ un esercizio che pratico spesso, sia in concerto che in privato quando studio. Lo scopo è dunque il tentativo di essere me stesso,  fuori dai tic compulsivi accumulati dalla ricerca e dalla disciplina, anche quando il risultato non mi piace affatto. C’è una poesia di Osip Mandel’stam, uno dei più grandi poeti russi di tutti i tempi, morto in un gulag durante le purghe dell’Unione Sovietica (ho tradotto in italiano le sue poesie per bambini e gli ho dedicato una tesi di laurea proprio sulla lingua dell’infanzia, o meglio sull’infanzia della lingua) che recita: A cantare davvero/e in pienezza di cuore/ tutto il resto scompare. Non rimane/ che spazio, stelle e musica.

Io credo che l’improvvisazione e la musica siano questa epifania, non sempre raggiungibile, per lo meno da me.

 

Roberto Zechini

 

 

Questo disco: Solo con chitarra volgare, è stato registrato interamente in forma di concerto live  nello studio pinkhouse nei giorni 21 e 22 maggio 2015.

Roberto Zechini: Chitarre semiacustiche, elettriche, acustiche 6 e 12 corde, mandola, sitar, shamisen, basso, voci, voci-wha, vocoder, percussioni, effetti chitarra, loop station.

 

domy e rosy.piccolajpg.jpg Roberto Zecchini piccola.jpg

Rossella e Domenico Rosetti: i padroni di casa- Roberto Zechini

 

Roberto Zechini, nasce a Fermo nelle Marche e si avvicina allo studio della musica da piccolissimo suonando l’organo. A 14 anni conosce la chitarra, studia da autodidatta e suona in diverse band. A 16 anni fa il suo primo tour italiano come leader di una progressive rock band. Fonda i Mind Slave, gruppo finalista a Rockottantotto, concorso nazionale di Rock Italiano. Continua a studiare chitarra, Jazz e improvvisazione e parallelamente filosofia e lingua e letteratura russa laureandosi all’Università Lomonosov di Sanpietroburgo.

Si diploma in Chitarra Jazz con Garrison Fewell del Berklee College of Music di Boston. Si specializza in Chitarra Jazz con Fabio Zeppetella e in tecniche di improvvisazione con Ramberto Ciammarughi. Segue un triennio di seminari filosofici di estetica tenuti dal filosofo Giorgio Agamben presso l’Università di Macerata. Suona in numerosi festival e rassegne internazionali, pubblica con differenti etichette tra cui Transeuropa-Feltrinelli, Artsit-Signed Records, Notami Jazz, Artenomade, Sineglossa, Promoaudiosolo per citarne alcune. È leader di diverse formazioni: RobertoZechini “Limanaquequa” con cui partecipa alla colonna sonora del film “Luce dei miei occhi” di Giuseppe Piccioni, Robozec Treibhaus 4et, Roberto Zechini-Ras Lhanut etc. Ha inciso e pubblicato numerosi dischi sia come autore e leader sia  come side-man. È autore delle musiche di “Eresia” di Sineglossa.

Da sempre appassionato di letteratura, poesia e teatro, scrive, arrangia ed esegue musiche per molti poeti, attori, fotografi, registi di teatro e di cinema.

Dirige “Il chitarreto” dove insegna chitarra Jazz, improvvisazione e armonia. Insegna Chitarra Jazz, Armonia e Musica d’Insieme presso Arcevia Jazz e scuola di musica Bettino Padovano di Senigallia.

 

 

Zechini-Pietrucci piccola.jpg Immagine-53-17-10-59 ultimoA.jpgRoberto-Zechini.piccolajpg.jpgo Zechini-Gastone Pietrucci

Roberto Zechini e Gastone Pietrucci  - Copertina del cd ramo de fiori di Gastone Pietrucci e Samuele Garofoli Quartet  - Roberto Zechini

 

 

 

 

Roberto Zechini, chitarra

 

con la partecipazione straordinaria di

Gastone Pietrucci, voce

 

 

   PER ULTERIORI INFORMAZIONI SU ROBERTO ZECHINI

 (Vedi  APPARATO N 15  allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

*

 

MONSANO – DOMENICA 28 AGOSTO

Cucina del Castello di Piazzetta Matteotti - Ore 18,00- Ore 22,00 -Concerti di Chiusura del Festival 

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano

 

MARCO POETA E GASTONE PIETRUCCI 

in

ANTICIPAZIONE DI UNA “FOLLIA *

Concerti finali per voce “scura e torturata”e chitarra a dodici corde

 

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Marco Poeta - Gastone Pietrucci

(Marco Poeta, fotografato da Adriana Argalia, Teatro “Pergolesi” Jesi, 2006-

Gastone Pietrucci, fotografato da Ennio Brilli, Studi Pink House, Monsano, 2015)

 

 

 

 

Eccezionale incontro di due grandi artisti marchigiani: Marco Poeta e la sua straordinaria chitarra a dodici corde, incontra la “voce scura e torturata” di Gastone Pietrucci.

Questo progetto, che va avanti, ormai da due anni: due anni di ricerche, di abbandoni, di entusiasmi, di prove, di smentite, di ripensamenti, di sparizioni, di richiami, di fughe, di speranze e di delusioni, sta finalmente andando in porto, dopo una improvvisa, quasi inaspettata “pazza” registrazione di ben sei brani del grande repertorio de La Macina, che riarrangiati e reinterpretati dai due artisti, nascono a nuova vita in tutta la loro vibrante emozione, insieme a tre brani inediti composti appositamente da Marco Poeta, che grazie alla particolare tecnica adottata, rivela un mondo sonoro suggestivo ed inaspettato.

Con questo particolare, “intimo” incontro, che chiuderà il Monsano Folk Festival, i due artisti daranno una anticipazione su questa loro vera e propria “follia”. Infatti tutto si è scatenato in questi ultimi mesi, con delle precedenti registrazioni poi scartate in toto, per poi entrare definitivamente ed improvvisamente in sala di registrazione, senza prove, da incoscienti, rifarle di “getto”, dal vivo, con dei risultati a dir poco straordinari. Non c’è dubbio, che l’intesa, la complicità, la  genialità mista ad un pizzico di vera e sana “follia” dei due artisti ha permesso di realizzare questo vero e proprio “miracolo”, al limite di una irresistibile incoscienza, che ora verrà fatta conoscere con questa interessante e straordinaria anticipazione, in due concerti, in un piccolo, suggestivo e particolare spazio, per pochi, “fortunati” , “vivi”, curiosi, cacciatori di sorprese, veri e propri “spettatori-testimoni”.

Due anni fa, proprio in occasione del loro primo incontro al Monsano Folk Festival, Marco Poeta e Gastone Pietrucci furono descritti come “due artisti che non vogliono vivere sugli allori del loro “glorioso” passato, ma preferiscono sperimentare vie non battute, con ancora la loro indomita voglia di mettersi in gioco, di proporsi come artisti vivi ed intelletualemnte attivi, senza nostalgia, con la legittima voglia di proporsi sempre con qualcosa di nuovo, loro che potrebbero comodamente ripetere il loro passato senza colpo ferire e senza scontentare nessuno”. Ma Marco Poeta e Gastone Pietrucci, più “invecchiano” , più “ringiovaniscono”!

Credo che non ci sia nient’altro da aggiungere: provare per credere!

 

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Marco Poeta-Gastone Pietrucci ed ancora Marco Poeta con la sua guitarra portuguesa

 

 

Marco Poeta, chitarra dodici corde

Gastone Pietrucci, voce

 

 

PROGRAMMA

 

1.       Brano strumentale (M.Poeta)

2.       ‘Stanotte mi sognai ‘na bbella fada… (M.Poeta-G.Pietrucci)

dedicata ad Armanda

3.       Maledizione della madre (M.Poeta-G.Pietrucci)

dedicata a Lina

4.       Bella sei nada femmena… (M.Poeta-G.Pietrucci)

dedicata a Valeria

5.Brano strumentale (M.Poeta)

6.       Cecilia (M.Poeta-G.Pietrucci)

dedicata a Maria Novella

7.       Fra giorno e nnotte so’ ventiquattr’ore… (M.Poeta-G.Pietrucci)

dedicata ad Allì

8.       Convegno notturno (M.Poeta-G.Pietrucci)

dedicata ad Adelaide

9.       Brano strumentale (M.Poeta)

 

Gastone piccolaDSC_7058.jpgMarco Poeta 4piccola_n.jpg Macina, Corinaldo , piccola VII.jpg

Gastone PietrucciMarco Poeta ed ancora Gastone Pietrucci

 

 

Si ricorda che saranno ammessi per ogni replica (Ore 18,00 e Ore 22,00)

soltanto trenta “spettatori-testimoni” per volta su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

 

 

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

 

*   *   *

 

 

Foglie dAlbum

 

Si sta come

d’autunno

suglii alberi

le foglie.

Giuseppe Ungaretti, Soldati, 1918

 

 

Sotto questo nome, da quest’anno sono indicati dei nuovi lavori, montati appositamente per l’edizione attuale del Monsano Folk Festival e per le edizioni future.

Prerogativa originaria ed insostituibile del Monsano Folk Festival, è stata sempre quella di essere oltre che un Festival internazionale ed itinerante, soprattutto un Festival di Musica popolare originale oltre che di revival. Quindi caratterizzare il Festival oltre che con gruppi od artisti di folk-revival, anche e soprattutto con la presenza indispensabile degli autentici portatori della tradizione e della loro musica cosiddetta“originale”.

Sino ad ora, sono riuscito (come ricercatore e come direttore artistico) a far partecipare sino alle ultime edizioni del Festival i cosiddettiinformatori, a farli conoscere personalmente al grande pubblico con concerti e partecipazioni memorabili,  indimenticabili ed aggiungerei fondamentali.

Ora purtroppo questo grande patrimonio umano, piano piano, va inesorabilmente e fisiologicamente scomparendo. Quindi mi sono posto il problema (una volta privi di questo incommensurabile serbatoio umano della memoria) come continuare la linea principale dell’ “originalità” delFestival, senza snaturarlo né andando fuori tema.

Gli ultimi informatori ( magistralmente definiti da Guido Festinese, “gli alberi di canto”) stanno scomparendo, la mia testimonianza diventa sempre più inevitabile per tramandare la loro memoria. Allora ho deciso che sarò io, con Foglie d’Album (quando non avrò più a disposizione i principali informatori) a sostituirmi a loro, nel raccontare a mia volta, i miei fortunati incontri, le mie registrazioni con loro, prestando la mia voce, i miei ricordi, per far rivivere le loro storie, le loro vite, i loro canti e tutto il loro bagaglio di umanità, di tenerezza, di “amore” che in questi più che quaranta anni di ricerca sul campo, mi hanno donato.

 

Gastone Pietrucci,

 Jesi, 25 Giugno 2009

 

 

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Gastone Pietrucci

(fotografato da Giandomenico Papa, Ancona, 2016)

 

 

 

 

Foglie d’Album

Fascicoli pubblicati

(a cura di Gastone Pietrucci)

 

 

Raccontare è del resto un atto di giustizia:

l’unico modo per ridare ai morti un posto tra i vivi.

Walter Benjamin

 

 

Foglie d’Album 2009

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n. 1   Aldo GOBBI

La voce, l’organetto e la memoria

per un grande ricordo: Aldo Gobbi

 

Foglie d’Album 2009  

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n. 2  Italo AGNETTI, “Totò”

In famija eravamo in ventisei persone…

 

 

Foglie d’Album 2010

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n.  3   Pietro BOLLETTA

Il primo grande informatore de La Macina

 

 Foglie d’Album 2010

 

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n.  4    Armanda ANIMOBONO MANCINI

e le sorelle Amalia, “Astora” e Anita ANIMOBONO

Il canto della filanda jesina

 

 

Foglie d’Album 2011

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n.  5   Giuseppe GASPARRINI, Beppe de Birtina

Quel felice incontro ad Appignano nel 2001…

 

 

Foglie d’Album 2011 

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n.  6   Laura PIETRUCCI CALABRESI, “Lallì” 

 Maria PIETRUCCI, “Mariuccia”

Lallì & Mariuccia. Le voci di casa

 

 

 

Foglie d’Album 2012

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n. 7  Cesira ZENOBI GIGLI  Adelaide TASSI PIETRUCCI  

Le amiche del cuore

 

 

Foglie d’Album 2013 

 

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Numero straordinario

 Manuela BALDUCCI GIGLI

Grande voce femminile de La Macina

 

 

Foglie d’Album 2014

 

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Numero straordinario

 Gianfranco COSTARELLI

“La Radiosa presenza”

 

 

Foglie d’Album 2015

 

n. – Elvira CORSETTI PIRANI, ”LA PIRANA

Il Canzoniere della Pirana

 

ANNULLATO PER DIVIETO INSPIEGABILE

DEL FIGLIO DELL’USO, PER LA PUBBLICAZIONE

DEL FASCICOLO N. 8 DI FOGLIE D’ALBUM,

DELLE INDISPENSABILI FOTO DELLA MADRE

ELVIRA CORSETTI PIRANI, DETTA “LA PIRANA”

 

 

Foglie d’Album 2016 

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n. 8  Nardino BELDOMENICO  

Grande “albero di canto”, grande informatore

e grande amico de La Macina

 

 Foglie d’Album 2016 

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n.  Severino RONCONI

“Sonava tutto… era bravissimo… era indistruttibile…”

 

 

  

 

* I fascicoli della Serie Foglie d’Album editi dal Centro Tradizioni Popolari sono progressivamente numerati, in modo da poterli raccoglierli ed alla fine della Collana sistemarli in un apposito raccoglitore.

 

 

 

Foglie d’Album

© Copyright, 2009-2010-2011-2012-2013-2014-2016

by Centro Tradizioni Popolari

Printed in Italy. All Rights Reserved

 

Ogni riproduzione, o riproposta, anche parziale del materiale qui raccolto, deve essere da noi autorizzata e comunque sempre citata.

 

 

 

 

   *  

 

Gli  Artisti del  Monsano  Folk  Festival  2016  

 

 

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Gastone Pietrucci

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La Macina

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce (direttore musicale)

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica, voce

Riccardo Andrenacci, batteria, percusioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 

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Massimo Raffaeli 

 

 

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Francesco Scarabicchi 

 

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Matching Ties Quartet

Peter Corbett (Irlanda) – violino, voce

Trevor Morriss (Inghilterra) - mandolino, bouzouki irlandese, chitarra, voce

Paul Stowe (USA) - chitarra, voce

Konrad Stock (Germania) Bodhrán (batteria), whistles (flauti), Great Scottish Highland pipes (corno a muso scozezze)

 

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Allì Caracciolo

 

 

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Gruppo Spontaneo Suonatori e Cantori Popolari

Andrea Vincenzetti, organetto, voce

Giovanni Tarini, timpani

Bernardino Nicusanti, organetto

 Sergio Badialetti, cembalo, voce

 

 

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Duo Fiorella Dipentima-Samuele Martinelli

 

Fiorella Dipentima, voce, piccole percussioni

Samuele Martinelli, chitarra

 

 

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Andrea Morandi,

batteria, percussioni

 

 

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Piccolo Coro della Suola dell’Infanzia

“G.B.Marotti” di Montemarciano

Diretto dell’Insegnante Franca Medi Galassi

 

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Franca Medi Galassi

 

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The Catfishers 

David Battenti, contrabbasso
Leonardo Bolognini, armonica
Riccardo Bottegal, violino

Marco Gigli, voce e chitarra

 

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Marino Carotti

    

 

 Giampiero Belardinelli

Fisarmonica

 

 

Corale “Santa Lucia” di Jesi

diretta dal Maestro Mauro Gubbiotti

 

 

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Carlo Cecchi

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Piero Cesanelli

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Marco Poeta

 

 

 

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Filippo Paolasini

 

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Paola Ricci

 

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Maria Novella Gobbi

 

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Mario Amici

voce, segone

 

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Stefano Amici

organetto, cembalo

 

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Adriano Taborro

 

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Andrea Del Signore

 

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Roberto Zechini

 

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Simone Massi

 

 

 

Ricordati:

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Nardino Beldomenico

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Severino Ronconi

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Alberto Cesa

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Alberto Pierucci

PER CONSULTARE ARTICOLO

DI ALBERTO PIERUCCI SU LA MACINA

ED UN RICORDO DI GIOVANNI FILOSA DI ALBERTO,

VEDERE APPARATO N. 16

allegato in fondo al Programma del Festival

 

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Gianfranco Costarelli

 

*

Tutti i concerti sono ad ingresso libero

 

L’ ”occhio” e la “memoria” del Festival

Dr. Riccardo CARSETTI  

 

L’ “orecchio” del Festival:

Rodolfo CURZI  

 

 

Tecnico Audio Luci:

Eliseo MOZZICAFREDDO

 

 

   *  *   *

 

 

 

APPARATI 

 

 *

 

 

APPARATO N. 1a

squi[Libri]

 

L'imbarazzo di una presentazione forse può essere evitato rimandando a quanto fin dal primo anno, il 2003, abbiamo cercato di fare: rappresentare quanto si muove, o deve essere ricordato, in quel particolare universo in cui abita la musica degli uomini, una certa musica in particolare.

Il riferimento alle forme dell’espressività popolare si è concretizzato lungo tre direttrici fondamentali:

1.    materiali sonori di rilevante interesse storico e culturale, per lo più frutto delle rilevazioni sul campo dei padri fondatori della moderna etnomusicologia, da Diego Carpitella a Roberto Leydi, da Ernesto De Martino ad Alberto Mario Cirese, grazie alla collaborazione avviata con le principali strutture di settore, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a AESS-Archivio di Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia fino all’Archivio “Franco Coggiola” del Circolo Gianni Bosio;

2.    indagini e ricerche, altrettanto rilevanti, sullo stato attuale delle musiche di tradizione, in riferimento a determinati repertori o ambiti territoriali, anche fuori dai confini nazionali;

3.    infine, il panorama, molto più frastagliato, delle disparate possibilità di riuso dei repertori popolari, dal cosiddetto folk revival a più recenti ibridazioni con altri generi musicali.

Antropologia e storia orale costituiscono un riferimento imprescindibile per meglio comprendere come ogni espressione culturale –e non solo la musica- non sia mai un “mondo a parte” ma ricada sempre e inevitabilmente in più complessi sistemi di relazione tra gli uomini. A margine di queste, poche altre iniziative, spesso nate da sollecitazioni occasionali ma legate alle altre da un nesso forse solo meno evidente.

A muoverci sono soprattutto ragioni culturali ed estetiche, relative all’importanza e alla bellezza dei repertori presi in considerazione. Trascorsi gli entusiasmi generosamente militanti di altre generazioni, dei quali poco o nulla sembra sopravvivere nel deprimente orizzonte del nostro presente, l'agitare ancora vessilli ideologici rischia soltanto di immiserire la portata e il valore di queste realtà culturali, offrendo anche il destro ad appropriazioni indebite, tentate periodicamente nel nome di mistificatori richiami a mal precisate identità.

Quali che siano i risultati raggiunti, nulla avremmo potuto fare senza la fiducia dei nostri autori, tra le voci più autorevoli della moderna ricerca antropologica ed etnomusicologica. Ai loro saperi e alle loro competenze, cerchiamo di accostarci con la cura e l’attenzione di un buon artigiano, leggendo ogni proposta rigo per rigo e discutendola paragrafo dopo paragrafo, nella convinzione che il libro, che si sta preparando, è “nostro” almeno quanto “loro”.

Cura e attenzione che, poco conciliabili con le frenesie del settore editoriale, avvertiamo come obbligo ineludibile nei confronti del lettore al quale vorremo consegnare, a giustificazione della nostra stessa ragion d’essere, un prodotto selezionato e, per così dire, “certificato”. Non sempre ci siamo riusciti, un motivo in più per continuare a farlo.

- See more at: http://www.squilibri.it/chi-siamo.html#sthash.hlBjQD1T.dpuf

 

Parte dell’immenso Catalogo di Squilibri

Collane

A viva voce

a-viva-voce

AEM-Archivi di Etnomusicologia (Accademia Nazionale Santa Cecilia)

 

AESS-Archivio di Etnografia e Storia Sociale (Regione Lombardia)

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ATM - Archivio Tradizioni Musicali

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Ebook

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Fuori collana

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I giorni cantati-Circolo Gianni Bosio

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