Locandina-Manifesto del 34° Monsano Folk Festival 2019

(Progetto grafico: Arch. Stefano Santini-Foto: Emanuela Sforza, 2002)

 

 

34°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

gemellato dal 2012 con  Civitella Alfedena Folk Festival (AQ) *

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

Ventanni insieme La Macina & Sperimentale Teatro A collaborazioni spettacoli amicizia

Ideazione e Direzione artistica: Gastone Pietrucci

 

3 -25 AGOSTO 2019

 

 

 Fare un Festival, di questi tempi, ha un valore anche politico.

Perché è un modo di combattere, non solo la crisi, ma anche il silenzio”.

Amedeo Fago * 

* Direttore del Laura Film Festival 2011

 

Ritorna anche quest’anno, con la trentaquattresima edizione il Monsano Folk Festival (Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival), allargata  a sette comuni dell’ anconetano.

Il Festival, voluto dal Comune di Monsano (An), con il contributo ed il patrocinio della Provincia di Ancona e della Regione Marche, della Fondazione Pergolesi-Spontini, curato da La Macina e dal Centro Tradizioni Popolari, per la direzione artistica di Gastone Pietrucci, inizierà a Monsanoi sabato 3 agosto, per concludersi a Monsano domenica 25 agosto (occupando però soltanto le giornate di ogni fine settimana) sviluppandosi in forma itinerante, tra i Comuni di Monsano (con otto giornate),  Jesi (con due giornate) .Camerata Picena (con due giornate), Morro d’Alba, Polverigi, Serra de’ Conti, Trecastelli (tutti con una giornata)

 Il Monsano Folk Festival, si caratterizza, nel vasto panorama italiano, per la sua particolare formula di rapporto, di scambio, di confronto-“scontro”, tra la musica originale degli autentici portatori della tradizione e quella dei vari gruppi ed interpreti del folk-revival, in un accostamento di pari dignità, di notevole interesse e di grande valore scientifico.
 Un Festival singolare, che per la “libertà” e la spontaneità con cui viene organizzato e vissuto, si distingue nettamente dall’attuale, sconfortante panorama di falsificazione e di massificazione operate sulla cultura tradizionale e sulla civiltà popolare. Un Festival, che alla forza della tradizione lega esperienze innovative, un Festival per tutti si, ma anche per spettatori anomali, curiosi, “vivi”, cacciatori di sorprese. 

Quest’anno il tema del Festival sarà: Ventanni insieme La Macina & Sperimentale Teatro A collaborazioni spettacoli amicizia, e vuole ricordare appunto il sodalizio tra queste due “storiche” formazioni, quella folk de La Macina di Gastone Pietrucci e quella teatrale dello Sperimentale Teatro A  (STA)  di Allì Caracciolo.

Un Festival, che si svolgerà con lo stesso impegno e soprattutto con la stessa qualità che ha sempre distinto questo tenace ed indistruttibile “piccolo-grande” Festival.
Un Festival  che in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, difende con tenacia la sua esistenza e la sua identità, quindi ancora di più un Festival resistente”, ma ancora una volta limitato e condizionato dal momento economico decisamente non favorevole, nel quale si dibatte l’Italia, ma soprattutto tutto ciò che significa cultura in questo nostro Bel Paese !
“La cultura, per definizione, non vale niente se non per i suoi frutti umani e sociali. Un paese che se ne dimentica è un paese che non crede più in se stesso”, ha scritto lucidamente ed amaramente Michele Serra (la Repubblica , Anno 35-Numero 128, martedì 1 giugno 2010).
Quindi,  nonostante i “feroci”, “selvaggi”, continui tagli dei Comuni interessati, del già esiguo ed imbarazzante budget, e con il provvidenziale contributo della Regione Marche, abbiamo cercato anche quest’anno di presentare un Cartellone più che dignitoso, ringraziando ancora tutti gli artisti, al loro mettersi in gioco e soprattutto al loro entusiasmo ed alla loro innata bravura, alla loro voglia di “aiutare” e di “arricchire” ulteriormente un Festival, (unico nel suo genere) un “piccolo-grandeFestival, che ha basato da sempre la sua identità e la sua autorevolezza, nella “testa”, nel “cervello”, nelle e “idee”, nel continuamente inventarsi e reinventarsi.
“Il nostro governo ama le piazze
piene per una sera, le notti bianche,
i concerti dei cantanti che costano tanto
e non costruiscono niente se non consenso”.
Roberto De Simone
 
·         Troverete il Programma del Festiva in fondo .
 
 
Gastone Pietrucci

Jesi, 07 Giugno, 2018

 

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Gastone Pietrucci

Caricatura-collage

di Corrado Olmi, 2008

 

 

 

*   *   *

 

Come arrivare a Monsano

 

In auto: Autostrada A14 Bologna-Bari, uscita Ancona Nord poiSuperstrda SS76 Ancona-Jesi-Roma

Uscita: MONSANO

In treno: Linea Roma-Falconara-Ancona, stazione di Jesi (MONSANO a 6.5 Km)

In aereo: Aeroporto “Raffaello Sanzio” di Falconara M.-Ancona (MONSANO a 15 km)

In nave: Porto di Ancona (MONSANO a 27 Km) 

 

*   *   *

 

 

34°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

gemellato dal 2012 con Civitella Alfedena Folk Festival (AQ)

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

Ventanni insieme La Macina & Sperimentale Teatro A collaborazioni spettacoli amicizia

 

3 - 25 AGOSTO 2019

 

 

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Walter Piacesi, “Il passero solitario” (incisione/particolare)

dalla cartella di acqueforti “Le Marche/spiagge/campagne/paesi

 

Logo del Monsano Folk Festival  e del Gruppo “La Macina”

(per gentile concessine dell’autore Walter Piacesi

e dell’Editore Raffaele Bandini)

 

 

 

 

PROGRAMMA

(a seguire Programma analitico)

 

 

1)    PROGRAMMA SINTETICO

 

MONSANO- SABATO 3 AGOSTO -  Ore 22,00

 Piazza dei Caduti - Concerto Inaugurale

SPERIMENTALE TEATRO A - LA MACINA

in

OPERETTA MORALE.

DIALOGO DI UN ATTORE DI TEATRO E DI UN PASSEGGERE

di Allì Caracciolo

 

Concerto a più Voci recitanti,  Canto, Musica solista, Danza

dedicato a Giacomo Leopardi, alla Terra di Marche, alla sua bellezza, alla sua gente, a ogni rinascita:

“dune di un deserto ilare / quietamente abitatao”

 

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Allì Caracciolo – Giacomo Leopardi

 

Maria Novella Gobbi, Passeggere-Voci d’Aria

Fabio Bacaloni, Attore-Danza

Genny Ceresani, Doppio dell’Attore, Voci d’Aria - Danza

Allì Caracciolo, Doppio del Passeggere, Voci d’Aria

 

Gastone Pietrucci, Voce del Canto

 

Adriano Taborro, chitarre, violino, oud

Marco Gigli chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Marco Tarantelli, contrabbasso

 

Giorgio Cellinese, Coordinamento tecnico La Macina

Giorgio Sposetti, Coordinamento tecnico Sperimentale Teatro A

 

 

Regia

Allì Caracciolo

 

 

*

MONSANO- DOMENICA 4 AGOSTO -  Ore 22,00

Piazza dei Caduti - Concerto Grande della Sera

 IL MURO DEL CANTO (Lazio).

in

L’AMORE MIO NON MORE

Una voce popolare senza tempo

 

QUANTO EMuro-del-Canto-piccola.jpg’ I

TRISIliIl Muro del Canto

 

TE Daniele Coccia Paifelman: voce

Alessandro Pieravanti: voce narrante e batteria

Ludovico Lamarra: basso elettrico

Eric Caldironi: chitarra acustica

Franco Pietropaoli: chitarra elettrica

Alessandro Marinelli: fisarmonicaL MAR…

MAR…

*

MONSANO MERCOLEDÌ  7 AGOSTO -  Ore 18,00 / 22,00

 Cucina del vecchio Castello di Piazzetta Matteotti -Concerti su prenotazione obbligatoria 

ANDREA VINCENZETTI

in

MI RIPORTO TUTTO A CASA *

Viaggio di un cantastorie tra la provincia di Pesaro e Ancona con ospiti

 

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Andrea Vincenzetti - canto, organetto e chitarra

Mattia Console - archi

Pablo Cleri - fiati, cembalo

 

con l’amichevole partecipazione straordinaria di

Dario Toccaceli, chitarra, canto

Silvia Spuri Fornarini, organetto, canto

 

                           

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trentacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

                        

*

 

TRECASTELLI-  GIOVEDÌ   8 AGOSTO – Ore 21,30

 Ripe-Piazza Leopardii- Concerto Grande della Sera

MACINA E MARCO POETA

in

LE CONTAMINAZIONI DA OPUS MIXTUM 

La “storica” formazione de La Macina, “contaminata” da Marco Poeta

e la sua “diabolica” chitarra a dodici corde

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La Macina  

Gastone Pietrucci  voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli chitarra, voce, controcanti

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

e

Marco Poeta

 chitarre a dodici corde

 

 

  *

POLVERIGI – VENERDÌ 9 AGOSTO - Ore 22,00

Chiostro di Villa “Nappi” - Concerto Grande della Sera

 

BETTI  ZAMBRUNO E GASTONE PIETRUCCI

in

CO’ LLE SUE AMARE LACRIME LA BELLA LO LAVO’...

Ballate arcaiche dal Piemonte alla Marca

(Piercarlo & Betti) demo_020.jpg DSC_6972. piccolajpg.jpg

Betti Zambruno

Gastone Pietrucci  voce

 

con l’amichevole partecipazione straordinaria di

Piercarlo Cardinali, chitarra e cornamusa

Marco Gigli, chitarra, voce, controcanti

 

(Prima nazionale)

 

*

SERRA DE’ CONTI – SABATO 10 AGOSTO – Ore 22,00

Chiostro di San Francesco - Concerto-Incontro della Sera

LARA MOLINO (Abruzzo)

in

LA TERRA E’ DI CHI LA CANTA

Cantautrice folk rock

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Lara Molino  voce, chitarra

Giuseppe Di Falco,  fisarmonica

 

*

MONSANO – DOMENICA 11 AGOSTO -  Ore 18,00 /22,00

Cucina del vecchio Castello di Piazzetta Matteotti   Interviste-Concerti su prenotazione obbligatoria 

FILIPPO PAOLASINI

in          

           BINARI             *

Un attore allo… scoperto

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Filippo Paolasini, voce, chitarra

 

e con l’amichevole partecipazione straordinaria di

Gastone Pietrucci, voce

Marco Gigli, voce, chitarra

Marco Tarantelli, contrabbasso

 

 

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trentacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

                        

*

CAMERATA PICENA – LUNEDÌ  12 AGOSTO - Ore 22,00

Corte del Castello del Cassero- Concerto-Spettacolo della Sera

 

Per la Serie

“La Georgeide- Le Grandi Parodie”

 

ALLÌ CARACCIOLO – MARIA NOVELLA GOBBI

in

I DUE GIORGETTIERI *

 (anzi quattro) 

irresistibile divertissement letterario-musicale nella…Corte

 

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con

Allì Caracciolo, voce recitante

Maria Novella Gobbi, voce recitante

 

con la partecipazione straordinaria di

Gastone Pietrucci, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

 

Costumi, Maurizio Agasucci

 

Regia di Allì Caracciolo

 

*

 

MONSANO – VENERDÌ 16 AGOSTO – Ore 18,00

Piazza Mazzini - Concerto del Caffè

GUNTER HOTEL

in

NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA… (John Donne)

Viaggio musicale dal blues, alle folk ballads,

alla musica popolare italiana e dal mondo dal ‘700 ai primi del ‘900

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Dario Aspesani, voce, chitarre, stomp box e armoniche

Lara Giancarli, voce solista, kazoo e bodharan irlandese, armonica a bocca

 

*

 

MONSANO - SABATO 17  AGOSTO  -  Ore 18,00/22,00

Cucina del vecchio Castello di Piazzetta Matteotti   Concerti su prenotazione obbligatoria 

INCONTRO CON MARINO CAROTTI

Ricercatore sul campo, folk singer e autore di due cd su i canti della

cultura orale marchigiana Galantòmo fu mio padre!, Il sole si fermò di

camminare e del libro Né acqua, né luce, né strada…

 

presentato da

Gastone Pietrucci

 

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Marino Carotti, voce, chitarra

 

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trentacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

 

 

 *

MONSANO – DOMENICA 18 AGOSTO – Ore 18,00/ 22,00

Cucina del vecchio Castello di Piazzetta Matteotti   

 

Per la Serie

“La Georgeide- Le Grandi Parodie”

 

ALLÌ CARACCIOLO - MARIA NOVELLA GOBBI

in

I PROMESSI GIORGI   *

irresistibile divertissement letterario-musicale

per pochi fortunati “spettatori-testimoni”

 

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con

Allì Caracciolo, voce recitante

Maria Novella Gobbi, voce recitante

 

con la partecipazione straordinaria di

Gastone Pietrucci, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

 

Regia di Allì Caracciolo

 

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trentacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

*

 

JESI – MERCOLEDÌ  21 AGOSTO -  Ore 21,30

Campo Sportivo Aurora-San Sebastiano - Concerto Grande della Serao

LA MACINA

in

E IO LA VOJO REGGIRA’ LLA RODA…   *

giù pel Prado ce sse fa lle corde…

“Concerto pel  Prado”

 

CAL-F-003004-0000.jpg«Un+angelo+possente+prese+allora+una+pietra,+grande+come+una+màcina,

 

La Macina  

Gastone Pietrucci  voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli chitarra, voce, controcanti

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

                        

 

*

 

 

JESI – GIOVEDÌ  22 AGOSTO -  Ore 19,00

Pinacoteca Civica - Galleria degli Stucchi -  Concerto del Ricordo e della Memoria

Per la Serie Foglie d’Album n. 11

LA MACINA OMAGGIO A

QUARTINA LOMBARDI GIANSANTELLI, CESIRA

SANTARELLI COLTORTI E ITALIA SANTARELLI

in

QUEL MIRACOLO NEL 1976

ALL’OSPEDALE “MURRI” DI JESI

GENESI DI UNA RICERCA   *

a cura di Gastone Pietrucci

Cesira Santarellipiccola.jpgItalia Santarellipiccola.jpg

Quartina Lombardi Giansantelli-Cesira Santarelli Coltorti

Italia Santarelli

 

con
LA MACINA

 

Gastone Pietrucci  voce, percussioni

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, voce

Marco Gigli chitarra, voce, controcanti, percussioni

Roberto Picchio, fisarmonica

con l’amichevole a patecipazione straordinaria di

Milena Gregori, voce narrante

 

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

                        

*

 

CAMERATA PICENA – VENERDÌ  23AGOSTO - Ore 22,00

Corte del Castello del Cassero- Concerto-Spettacolo della Sera

 

Alla “radiosa presenza” di Gianfranco Costarelli

SPERIMENTALE TEATRO A - LA MACINA

in

CHI E’ BELLI DE FORMA DE MAGGHIO RITORNA

“Fa’ che più non si rasiona se non di ballare et de manecare et far feste allegramente”

 

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sulle feste di maggio e di matrimonio: bruscelli, piantamaggio,

cicli di mesi, cortei e riti nuziali, toccamano e formule

di promessa e nozze, elenchi dotali e di concio della sposa.

 

 

Interpreti / Personaggi

 


Donna     Maria Novella Gobbi

Uomo e Notaio     Fabio Bacaloni

Uomo Giovane e Sposo   Giorgio Pietroni

Donna Giovane e Sposa  Maria Stella Righetti

Il Fanciullo di Maggio  Filippo Sileoni

 

Musici

Cantore  Gastone Pietrucci

Violino-Chitarre  Adriano Taborro

Fisarmonica        Roberto Picchio

Chitarra   Marco Gigli


 

Costumi  Maurizio Agasucci

Ricerca  Giorgio Sposetti – Maria Novella Gobbi – Gastone Pietrucci

Assistente alla Regia          Maria Novella Gobbi

 

Regia     Allì Caracciolo

 

 

*

 

MORRO D’ALBA – SABATO 24 AGOSTO – 22,00

Auditorium Santa Teleucania Concerto –Incontro della Sera 

EMMA MONTANARI E GASTONE PIETRUCCI

in

ALL’INCROCIO DELLE VOCI 

Un’anima a due voci per Gastone e Emma

 

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Emma Montanari – Gastone Pietrucci

 

con

Emma Montanari, voce, violone

Gastone Pietrucci, voce

 

e con la partecipazione straordinaria di

Marco Gigli chitarra, voce, controcanti

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Tarantelli, contrabbasso

 

 

*

 

MONSANO – DOMENICA  25 AGOSTO - Ore 22,00

Piazza dei Caduti -  Concerto-Poetico Musicale di Chiusura Festival

 ELIO CORIANO-STELLA GRANDE-

VITO ALUISI (Salento)

in

A NUDA VOCE

Canto per le tabacchine

 

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Elio Coriano, testi, voce

Stella Grande, cant, voce

Vito Aluisi, canto e pianoforte

 

*

 

 

Tutti i Concerti sono ad Ingresso Libero

 

L’ “occhio” e la memoria del Festival: Dr. Riccardo Carsetti

L’ “orecchio” del Festival: Rodolfo Curzi

Tecnico Audio Luci: Eliseo Mozzicafreddo         

 

*

 

ATTENZIONE: DAL 13 LUGLIO SONO APERTE LE PRENOTAZIONI

PER I QUATTRO CONCERTI-SPETTACOLO NELLA VECCHIA CUCINA

DEL CASTELLO DI PIAZZETTA MATTEITTI DI MONSANO:

 

ANDREA VINCENZETTI, Mi riporto tutto a casa (Mercoledì 7 Agosto / Ore 18,00/22,00)

FILIPPO PAOLASINI, Binari (Domenica 11 Agosto / Ore 18,00/22,00)

MARINO CAROTTI, Incontro con Marino Carotti (Sabato 17 Agosto / Ore 18,00/22,00)

ALLI’ CARACCIOLO E MARIA NOVELLA GOBBI, I promessi Giorgi (Domenica 18 Agosto /Ore 18,00/22,00)

 

Saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trantacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

 

\

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*

 

 

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Monsano, Piazza dei Caduti

Veduta diurna e notturna del luogo dei Concerti del Monsano Folk Festival

 

*

     Monsano –Camerata Picena -Jesi –Morro d’Alba

Polverigi- Serra de’ Conti - Trecastelli

e con il patrocinio

Comune di Monsano - Provincia di Ancona- Regione Marche- Fondazione Pergolesi Spontini

 a cura de

La Macina - Centro Tradizioni Popolari

 

 

34°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

gemellato dal 2012 con Civitella Alfedena Folk Festival (AQ)

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

Ventanni insieme La Macina & Sperimentale Teatro A collaborazioni spettacoli amicizia

 

3-25 AGOSTO 2019

 

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2)   PROGRAMMA ANALITICO

 

 

MONSANO - SABATO 3 AGOSTO

IL GRANDE SODALIZIO VENTENNALE TRA MACINA E SPERIMENTALE TEATRO A

________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________--

 Monsano- Piazza dei Caduti - Ore 22,00 - Concerto Inaugurale

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di  Monsano

 

SPERIMENTALE TEATRO A - LA MACINA

in

OPERETTA MORALE

DIALOGO DI UN ATTORE DI TEATRO E DI UN PASSEGGERE

di Allì Caracciolo

 

Concerto per Voci recitanti,  Canto, Musica solista, Danza

 

dedicato a Giacomo Leopardi, alla Terra di Marche, alla sua bellezza, alla sua gente, a ogni rinascita:

“dune di un deserto ilare / quietamente abitato”

 

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Maria Novella Gobbi (Sperimentale Teatro A) – Gastone Pietrucci (La Macina)

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Fabio Bacaloni, Interprete-Danza – La Macina

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Allì Caracciolo - L’Infinito – Giacomo Leopardi

 

Dedicato al Poeta de L’Infinito

 

 

Fabio Bacaloni, Attore-Danza

Maria Novella Gobbi, Passeggere – Voci d’Aria

Genny Ceresani, Doppio dell’Attore, Voci d’Aria - Danza

Allì Caracciolo, Doppio del Passeggere, Voci d’Aria

 

Gastone Pietrucci, Voce del Canto

 

Musicisti

Adriano Taborro,  violino, chitarre oud   (Direzione Musicale)

Marco Gigli chitarra, vocei

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Marco Tarantelli, contrabbasso

 

Giorgio Cellinese, Coordinamento tecnico La Macina

Giorgio Sposetti, Coordinamento tecnco Sperimentale Teatro A

 

Regia

Allì Caracciolo

 

 

*le due composizioni soliste sono musiche originali di Adriano Taborro e Roberto Picchio

 

 

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Fabio Bacaloni - Marco Tarantelli, contrabbasso

 

 

CANTI

 

Paesaggio e Mare

BELLO LO MARE E BBELLA LA MARINA…

MARINAIO CHE VAI PER ACQUA…

 

Città Murate

IL MARITO GIUSTIZIERE (Nigra 30)

LA GUERRIERA (Nigra 48)

 

Seduzione (terra/donna)

FACCEDE ALLA FINESTRA LUCIOLA…

LA BONASERA SE SEI ANDATA A LETTO…

DORMI DORMI MIA GIOVANE ‘NESTA…

FRA GIORNO E NOTTE SO’ VENTIQUATTR’ORE…

 

Silente...

DORMI OH DORMI DORMI DORMI CORE MIA…

 

“Poesia”

TUTO È CORPO D’AMORE

 

Fuga dei Talenti

IO ME NE VOJO ANDA’ PEL MONDO SPERSO…

E ME NE VOJO GI’ MMARE PE’ MMARE…

BENEDICIAMO A CRISTOFORO COLOMBO…

LA MALEDIZIONE DELLA MADRE (Nigra 23)

 MAMMA MIA RIDAMMI CENTO LIRE…

 

 

*

 

 

NOTE DI REGIA

 

Lo spettacolo, il cui titolo parafrasa una celebre OPERETTA MORALE del grande poeta recanatese Giacomo Leopardi, il DIALOGO DI UN VENDITORE DI ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE, cui intende rendere omaggio, rappresenta un itinerario attraverso la bellezza: da quella più esterna e visibile del paesaggio della Terra di Marca, compresa solo da chi sa andare oltre l’apparente allentamento delle forme, fino a scoprirne il celato Nume (non un’apollinea misura ma un volto altro del Dioniso, che esprime nel silenzio il suo furore più alto e misterico), a quella delle Città che vi si incastonano quali tarsie in simbiosi di materie e colori. Da esse alla preziosa teca dei Teatri, storici emblemi di bellezza, altro complesso, celato, nume.

Qui s’apre il divario tra Attore, di conoscenze più dinamiche, e Passeggere, attaccato a stereotipi passivamente acquisiti. A quale idea di bellezza si riferisce ciascuno nel ricercarla, o nell’asserirne l’indispensabile presenza all’esistere? È qui che si distingue l’idea di bellezza come apparenza solo esterna dalla Bellezza come sostanza dell’agire umano e sociale.

Ed è ancora qui che Teatro si fa emblema di tale divario della idea di Bello: da un lato plauso, piacere, eccellenza, divertimento, prestigio, tale lo sprovveduto ed esaltato Passeggere; dall’altro rigorosa ricerca, una sorta di rito che attraverso il corpo e la mente attinge alle radici dell’essere: “un linguaggio che ricomincia senza fine l’atto della propria distruzione”, atto che attraverso l’esistere esprime l’essere.

Bellezza dunque non si riduce a un canone estetico, ma è sostanza dell’Humanitas, della consapevolezza, cioè, di essere uomini, di cui costituisce il valore etico di verità e civiltà, inattaccabile dalla distruzione del bello, operata dalla volgarità del potere, del danaro, della intolleranza.

Teatro si fa veicolo di tale ‘etica della bellezza’ proprio in quanto “la vita è il doppio del teatro” e riflettere sul Teatro è riflettere sulla vita. Come afferma l’Attore: “La bellezza è la potenza dell’anima” e, in un apparente rovesciamento: “Diventare anima è il segreto della bellezza”.

Bellezza che va protetta e salvata dallo sfacelo dell’indifferenza, allo stesso modo in cui quando è minacciata da catastrofi naturali quali il sisma, la forza della rinascita è l’espressione più alta della forza di vivere: “Noi siamo ginestre”, dichiara l’Attore; come la ginestra di Leopardi tenacemente torniamo a rinascere su terreno arido di distruzione.

 

Lo spettacolo (nasce sull’omonimo testo di Allì Caracciolo, pubblicato da Vydia editore in Femminile plurale. Le donne scrivono le Marche, 2014) è una coproduzione tra due gruppi storici del teatro e della ricerca musicale: lo Sperimentale Teatro A e La Macina. Il canto di arcaiche risonanze di Gastone Pietrucci, etnomusicologo ed esecutore dei canti popolari di tradizione orale marchigiana da lui riscoperti, qui scelti in connessione con i vari temi trattati (come la bellezza della marina, la ballata medioevale in relazione alle città murate, la serenata notturna, l’emigrazione, etc.) è accompagnato dai suoi musicisti, che sono anche compositori delle musiche soliste, in un Concerto in cui le vocalità degli attori creano una partitura persistente nel comune orizzonte armonico che definisce la cifra musicale dello spettacolo.

Allì Caracciolo

 

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Genny Ceresani, interprete, danza - Fabio Bacaloni, interprete, danza

 

 

 

Sperimentale Teatro A (STA)

 

Lo Sperimentale Teatro A (STA) opera nel teatro di ricerca dal 1964: dapprima come teatro di base, poi, dalla metà degli anni ‘70 a livello professionale. Lavora anche al recupero degli spazi non teatrali di pregnante significanza culturale . Negli anni Settanta ha rappresentato nei mattatoi, dopo una memorabile edizione teatrale, l’Esperimento in-utile sulla Salomè di Oscar Wilde, risultato di 5 anni di ricerca condotta con la scuola di Allì Caracciolo. Ha realizzato esperienze ‘pionieristiche’ anche di Teatro di strada. Si avvale altresì della ricerca incrociata con la Sezione di Danza Contemporanea ‘MI Tramature Corporee’, facente parte dello STA dal 2012.

Tra le altre specializzazioni, studia la praticabilità drammatica di testi non teatrali (filosofici in particolare, giuridici, teorici, opere relative all’immaginario collettivo, documenti manoscritti di microstoria, testi iconografici). Per l’Università di Macerata ha curato la ritestualizzazione e messa in scena di opere filosofiche (Spaccio de la bestia trionfante di Giordano Bruno, La città del sole di T. Campanella, Sogni di Girolamo Cardano, ed altre). Il Diogenes Cynicus Redivivus di Comenius ha raccolto altissimi consensi anche tra il pubblico cèco e polacco. Dal 2000 al 2018 ha collaborato con il docente di Storia del Teatro, Allì Caracciolo, all’allestimento di spettacoli di autori stranieri in italiano e nelle lingue originali. In Heidelberg e Colonia lo Sperimentale ha curato la rappresentazione di canovacci della Commedia dell’Arte italiana, nella loro struttura schematica, tenendo seminari e laboratori nelle rispettive Università.

Una sezione specializzata dello STA si occupa di filologia delle culture popolari di tradizione orale comparate. Una trilogia di spettacoli costruiti sul recupero dei testi orali, rappresentata in molti teatri e spazi in Italia, è stata oggetto di studio anche di filologi tedeschi e francesi. Un quarto spettacolo, più recente, Piange piange Maria povera donna, è nato dalla collaborazione con un grande gruppo storico di ricerca popolare orale, La Macina, guidato dall’etnomusicologo Gastone Pietrucci.

Una sperimentazione sul futurismo (Bïf & Zf + 18. Chimismi vocali del colore in movimento) si è svolta in spettacoli diversi per ogni serata, per la durata di sette settimane. È stato anche rappresentato uno spettacolo della durata di un anno, e successivamente di un altro anno, variato ogni sera, in relazione alla ricerca di linguaggi teatrali in ambito filosofico concernente ‘Tempo/Spazio’.

Per il Lausitzer Opernsommer Brandenburg, per il Festival di Geisendorf (Berlino), di Neuzelle, per Macerata Opera Festival-Sferisterio, e vari altri, ha allestito e curato la Regia di Opere musicali del 1600 (tra cui Rappresentatione di Anima et di Corpo di E. de’ Cavalieri, Passio secundum Johannem del Giordaniello) con relativi Seminari e Laboratori di Arte scenica per i cast internazionali di cantanti e attori.

Tra i primi Centri di Ricerca che abbia teorizzato e praticato Animazione teatrale, dal 1964 agisce anche nelle scuole con specialisti per i vari gradi e livelli scolastici. Condusse attività di Animazione anche nella allora Scuola Speciale per portatori di handicap. Le prime teorie in Italia sono state elaborate e scritte dai teorici di detto Teatro Sperimentale, tra cui Allì Caracciolo, M.Novella Gobbi, Maurizio Agasucci; verificate e messe in pratica dagli stessi operatori specialisti, conducendo altresì Seminari e Laboratori con studenti.

La produzione attualmente in corso (2013) si fonda su un ampliamento della ricerca sul ‘corpo’ artaudiano verso prospettive corporee tuttora poco indagate nel campo della sperimentazione teatrale.  

 

Altri specifici ambiti di ricerca culturale e teatrale dello Sperimentale Teatro A sono:

Le culture dell’immaginario nel basso Medioevo. Culture e forme della marginalità nell’Europa moderna. Letteratura demonologica e giuridico-morale relativamente a eresia e stregoneria. Processi e Bandi.

Oralità e suoi veicoli. La trasmissione orale dei testi popolari. I dialetti come lingua, veicolo di una cultura.

Studi e applicazioni della idea di Crudeltà di Antonin Artaud. Studi specialistici sul Novecento e nuovi linguaggi.

Elaborazione di tecniche e teorie dell’attore e del corpo. Il corpo della voce (ricerca a cura di M. Novella Gobbi).

Il corpodanzante, parola-musica, prop-extention (ricerca a cura di ‘MI Tramature Corporee’).

Fondamenti del Teatro di figura. Drammaturgia sonora e immagine (a cura di ‘Specchi Sonori’ –collaboraz.permanente)

La luce come personaggio e altri studi teorico-pratici. Filosofia del teatro e teatro della filosofia. L’idea di vuoto

Allì Caracciolo, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università di Macerata, ha al suo attivo molte pubblicazioni scientifiche relative al Teatro, sia teoriche sull’idea di Teatro, che su vari temi di ricerca; inoltre, opere di drammaturgia, e di poesia.

 

Fabio Bacaloni.piccolo.jpg  peccato-fosse-una-puttana_3picola.jpg STA.Fabio Bacaloni-piccolo.jpg

Fabio Bacaloni-Genny Cereasni, nllo spettacolo teatrale, Peccato che fosse una puttana  di John Ford,del 2014

 

 

In caso di maltempo nel nuovo Auditorium di Monsano di via Falcone

 

 

 

*

 

MONSANO – DOMENICA 4 AGOSTO

UNA GRANDE BAND FOLK ROCK ROMANA

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Monsano – Piazza dei Caduti- Ore 22,00 – Concerto Grande della Sera 

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di  Monsano

 

IL MURO DEL CANTO

in

 

L’AMORE MIO NON MORE

QUANTO                                                    E’ L’AMORE          …IL MAR…

Una voce popolare senza tempo

 

O QUANTO                              

Il Il Muro del Canto

 

                         Muro_piccolo2.jpg Muro_piccolo.jpg

Daniele Coccia Paifelman, voce- Alessandro Pieravanti, voce narrante e batteria

 

 

 

Formazione live Il Muro del Canto

 E’  IL

Daniele Coccia Paifelman: voce

Alessandro Pieravanti: voce narrante e batteria

Ludovico Lamarra: basso elettrico

Eric Caldironi: chitarra acustica

Franco Pietropaoli: chitarra elettrica

Alessandro Marinelli: fisarmonicaL MAR

 

 

 

“L’AMORE MIO NON MORE” - IL DISCO

 

Il Muro del Canto propone un album che mantiene i propri tratti distintivi e, allo stesso tempo, introduce

diverse novità nelle soluzioni ritmiche e armoniche. Continua la ricerca di un linguaggio diretto e reale, in cui

la forza del dialetto capitolino, che da sempre nutre le salde radici della band, emerge chiaramente fin dal

titolo in una dichiarazione d’intenti appassionata e testarda.

Il suono si compone di nuove sfumature che vanno dal folk americano alla canzone romana, dal sound Irish

alle distintive sonorità western ispirate da Ennio Morricone, passando attraverso soluzioni ancora mai

esplorate dalla band come il reggae e lo ska rese però, scure e popolari.

In questo ultimo lavoro discografico, Il Muro del Canto propone per la prima volta anche due testi scritti in

italiano: una canzone, “Stoica”, e un racconto, “Il Tempo Perso”. “Senza ‘na Stella”, invece, è un brano

declinato al femminile e interpretato dalla bellissima voce di Lavinia Mancusi.

“L’amore mio non more” rappresenta la resistenza intima e personale che non cede il passo al qualunquismo

e al cinismo moderno. Resiste la forza dell’amore contro la divisione, resiste la volontà di un risveglio sociale

contro il grande vuoto in espansione.

Nell’album ricorre spesso il tema del tempo che passa inesorabile e porta con sé la giovinezza e gli affetti.

È un disco che si schiera apertamente dalla parte degli ultimi, di chi non ha voce, forza e potere per

migliorare le proprie condizioni. Una riflessione carica di memoria e ricordi del Novecento.

La voce calda e profonda e i testi appassionati di Daniele Coccia Paifelman trascinano l'ascoltatore in

un’epoca perduta che ritorna con forza e nostalgia. La batteria, le percussioni e la voce narrante sono di

Alessandro Pieravanti che anche in questo disco è interprete e autore di due brani recitati; la chitarra

acustica è quella dalle ritmiche solide e distintive di Eric Caldironi; al basso la fantasia di Ludovico Lamarra;

la fisarmonica dà voce alle melodie senza tempo di Alessandro Marinelli, che in questo disco siede anche

dietro al pianoforte.

Ospite insostituibile del sestetto romano, Andrea Ruggiero al violino. Alla tromba e al trombone invece

troviamo Davide di Pasquale.

L’album è stato registrato e mixato da Giancarlo Barbati Bonanni e missato da Matteo Gabbianelli presso

kuTso Noise Home.

Design e grafica sono stati curati da Paolo Campana, le illustrazioni da Lucamaleonte.

Il disco è stato anticipato dal singolo “La vita è una”, uscito lo scorso luglio, con il videoclip

impreziosito dalla

presenza come protagonista dell’attore Marco Giallini nei panni del custode della Palestra Popolare del

Quarticciolo e dal secondo estratto “Reggime er gioco”, il cui video vede protagonista Vinicio Marchioni.

Successivamente, la band ha pubblicato il videoclip ufficiale del brano “L'amore mio non more”, realizzato

durante la giornata di presentazione del disco a Roma, grazie al supporto del numeroso pubblico presente.

 

Link al video YouTube di “La vita è una”:

https://youtu.be/Z0IUT4G_MPg

Link al video YouTube di “Reggime er gioco”:

https://www.youtube.com/watch?v=WzGPNadFKpA&feature=youtu.be

Link al video di “L’amore mio non more” su YouTube:

https://youtu.be/Ffxqf0OP1OE

 

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IL MURO DEL CANTO – BIOGRAFIA

 

 

Il Muro Del Canto nasce nel 2010 a Roma.

Nel 2012 la band dà alle stampe il primo album “L'Ammazzasette” (2012, Goodfellas) che segue il percorso

iniziato nel 2010 con il singolo Luce Mia e poi con l'Ep di sei tracce Il Muro Del Canto. Un disco che mostra

un universo culturale radicato nelle strade della Capitale: sedici tracce in dialetto romanesco che proiettano

l'ascoltatore in un viaggio senza ritorno, tra le storie e i personaggi nella grande e decadente giostra umana.

Dall’album “L’Ammazzasette” sono tratti tre video. Il primo è stato “La Spina”, al quale sono seguiti quelli di

“Cristo De Legno” e di “Chi Mistica Mastica”, tutti legati da una narrazione comune. “L'Ammazzasette” è stato

un debutto straordinario, con oltre 3.500 copie vendute.

Nell'aprile del 2012, Il Muro del Canto, insieme ad Ardecore e Bandajorona, partecipa alla prima raccolta

della canzone romana del nuovo millennio, rigorosamente in vinile, Mamma Roma Addio.

Nel dicembre del 2012, Il Muro del Canto partecipa a un concerto all’interno del Carcere di Rebibbia. Non

sarà la sola volta nella quale il gruppo porterà le proprie storie di fronte a un pubblico di detenuti: accadrà in

altre due occasioni, di nuovo al Carcere di Rebibbia e poi a Regina Coeli. Il tour di presentazione de

“L’Ammazzasette” è di oltre 100 concerti tra cui Arezzo Wave Love Festival, Etruria Eco Festival, Roma

Incontra il Mondo, Genius Loci.

Il 29 ottobre 2013, Il Muro del Canto dà alle stampe il secondo album “Ancora Ridi”. Il missaggio è affidato a

Tommaso Colliva (Muse, Afterhours, Calibro 35). Nel disco c’è tantissima romanità, le chitarre della migliore

tradizione d'oltreoceano, atmosfere western in stile Morricone e una fisarmonica spiccatamente folk. Il disco

è presentato con due concerti a Roma entrambi Sold Out: Circolo degli Artisti e Nuovo Cinema Palazzo.

Anche Ancora Ridi ottiene grandi riscontri sulla stampa nazionale, tra cui Il Fatto Quotidiano, XL, Il Mucchio,

Blow Up, Rumore, Il Corriere dello Sport, Il Messaggero.​

Insieme agli Assalti Frontali, Il Muro Del Canto incide “Il Lago Che Combatte” e ne realizza un video, a

sostegno delle iniziative cittadine per rendere pubblico il parco che ospita l'unico lago naturale di Roma, nato

a seguito di un abuso edilizio avvenuto vent'anni prima. Il video raggiunge in una settimana circa 250.000

visualizzazioni su Youtube. La causa ottiene un servizio a Chi L'Ha Visto? di Rai 3 e diversi passaggi su

Blob, Rai 3.

Nell’aprile del 2015 esce “Figli Come Noi”, brano e video legati al tema degli abusi compiuti dalle forze

dell'ordine in Italia. Il video (regia di Marcello Saurino) è stato realizzato in collaborazione con ACAD

(Associazione Contro gli Abusi in Divisa). Hanno accettato di partecipare al video Assalti Frontali, Boris

Sollazzo, Chef Rubio, Don Pasta, Elio Germano, Giulia Bosetti, Ignazio Oliva, Luca Bertazzoni, Michele

Alhaique, Piotta, Stefano Fresi, Valerio Di Benedetto, Zerocalcare.  Il video è stato presentato in anteprima al

Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia del 2015.

Durante il tour di “Ancora Ridi”, IMDC ha stretto numerose collaborazioni artistiche, tra le quali quelle con le

Bestie Rare e Colle Der Fomento. Suona sul palco del Primo Maggio di Taranto, insieme ad artisti del calibro

di Caparezza, Subsonica e Marlene Kuntz.

Ancora nel 2015, Il Muro del Canto arrangia e suona il primo singolo dell'ultimo disco di Piotta, “7 Vizi

Capitale”.

A  settembre   2015,  Rai  3  utilizza   dei loro  brani  per  la  colonna  sonora   di  una  puntata  de  I   Dieci

Comandamenti. L’episodio in cui sono presenti è Arrivederci Roma, (brano che chiude Ancora Ridi), suonata

dal gruppo durante i titoli di coda, in un vero e proprio videoclip. Rai1, nel corso della trasmissione I Giganti,

li chiama a rappresentare la musica del Lazio.

Nel 2016 IMDC è tra i 10 Finalisti per il Premio Amnesty International 2016 - Una Voce per La Libertà, grazie

al brano Figli Come Noi.

Il Muro del Canto torna con il terzo e attesissimo lavoro in studio, “Fiore De Niente”. La band romana

propone un album che mette in evidenza i propri tratti distintivi e, allo stesso tempo, introduce novità sia nella

lirica che nella realizzazione degli arrangiamenti. “Fiore De Niente” è una contraddizione in termini. Il fiore,

massima espressione della vita di una pianta, si contrappone all’idea del niente e del vuoto. Il risultato è una

riflessione legata al tempo che stiamo vivendo: si esalta la capacità dell'individuo di fiorire anche nelle

condizioni limitanti e opprimenti che la realtà di tutti i giorni ci impone. Il tour di “Fiore de Niente” porta il Muro

del Canto tra Marzo 2016 e Agosto 2017 in più di cento concerti in tutta Italia con un gran finale a Roma in

Piazzale del Verano durante la Notte di San Lorenzo con oltre 5.000 partecipanti che scandiscono le parole

dei brani della band.

Nell’Agosto 2017 la canzone “7 Vizi Capitale di Piotta” e Il Muro del Canto diventa la sigla della serie tv

Suburra trasmessa in 190 paesi nel mondo su Netflix.

Il 19 ottobre 2018 esce “L’Amore mio non more”, il nuovo album.

Il disco è stato anticipato dal singolo “La vita è una”, con il videoclip

impreziosito dalla presenza come

protagonista dell’attore Marco Giallini nei panni del custode della Palestra Popolare del Quarticciolo e dal

secondo estratto “Reggime er gioco”, il cui video vede protagonista Vinicio Marchioni.

 

 

 

Il Muro Del Canto è una voce popolare senza tempo. È l'inno alla terra, il disincanto, la serenata. È un canto accorato di lavoro, è la ninna nanna antica. È un progetto musicale che commuove, risveglia e infuoca gli animi. Fa piangere, sorridere e danzare. L'Ammazzasette (2012, Goodfellas) è il primo album ufficiale e segue il percorso iniziato nel 2010 con il singolo Luce Mia e poi con l'Ep di sei tracce Il Muro Del Canto. Un disco che mostra un universo culturale con le radici ben piantate nei marciapiedi della Capitale: sedici tracce che proiettano l'ascoltatore in un viaggio senza ritorno, tra le storie e i personaggi di una grande e decadente giostra. Dal disco sono tratti tre video, tutti con la regia di Carlo Roberti per Solobuio Visual Factory (già regista di Spiritual Front, Ardecore, Surgery, Dope Stars Inc). Il primo è stato La Spina, al quale sono seguiti quelli di Cristo De Legno e di Chi Mistica Mastica, tutti legati da una narrazione comune. L'Ammazzasette è stato un debutto straordinario, con oltre 3.000 copie vendute.

Il disco è stato recensito dalle più importanti testate musicali: MucchioBlow UpRockerillaXL di Repubblica e anche da quotidiani e magazine nazionali, come il Venerdì di RepubblicaLa Stampail Manifesto. Il disco è stato presentato anche in molte trasmissioni di qualità, come Radio 2 TwilightRadio 3 Alza Il VolumeRadio 1 Stereonotte e Isoradio Rai che, oltre ad averli intervistati nella trasmissione Casello Casello, ha anche trasmesso un intero concerto, nella trasmissione Concerti In Sicurezza. Anche Radio Popolare Network ha dedicato loro un grande spazio, trasmettendo un loro concerto registrato a Villa Ada - Roma Incontra il Mondo. Il programma televisivo Cool Tour di Rai 5 ha dedicato all'IMDC un ampio servizio.

 

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I MUtI

 “ I MURO DEL CANTO, dalla loro, hanno due punti di forza. Il primo è che dal vivo sono una band fortissima, ottimi musicisti capaci di coinvolgere il pubblico. Il secondo è il loro impegno, che si declina spesso in maniera palese aderendo alla cronaca, e più in generale raccontando il territorio, la società e le sue storture (e torture) traendone l’essenza che resta fuori dal tempo. Per questo è facile voler loro bene e riaccoglierli ora che propongono il loro terzo album Fiore de niente. Per il resto è un po’ “squadra che vince, non si cambia”. La voce di Daniele Coccia caratterizza fortemente i brani, e come sempre fa capolino Alessandro Pieravanti, che col suo parlato conferma il ruolo di voce narrante, oltre che quello di batterista. Benché musicalmente le dinamiche che si affinano, portando il folk per le vie  del western e del rock, certamente, sarebbe bello vederli un po’ più cedere il passo all’ibridazione, ogni tanto, osando un po’ di più. Forse è presto, o forse non è nei piani, chissà. Il disco contiene anche Figli come noi, toccante traccia che ha fatto parte di un progetto più ampio in collaborazione con Acad (Associzione contro gli abusi in divisa). I testi sono sempre ricchi e trovano voce nel romanesco, altro punto fortemente caratterizzante del gruppo”.

Diletta PARLANGELI, Western folk per cantato e voce narrante romana, da Il Fatto, 2016

 

 

ll Muro del Canto

L'amore mio non more

Quarto e ultimo disco della band romana

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Roma tra cinema, musica e letteratura è forse la città al mondo più raccontata, narrata, sviscerata. Di giorno e di notte, dalle  periferie al centro, dai fiumi ai monumenti. L’hanno fatto registi, scrittori,  cantautori e cantastorie di stornelli. Il Muro del Canto guarda e racconta Roma, acquisendo un punto di vista, quello degli ultimi, senza compromessi, senza paura di contraddizioni, anzi con la consapevolezza di uno schieramento che proprio per questo illumina, chiarisce e spiega. Per farlo è necessario capire il nero, l’ombra per guardare la luce. E da quel cono d’ombra si alza la loro musica su tutta la città.  E’ questa la scelta di modernità per confrontarsi con la storia millennaria della città eterna. Si incontrano personaggi che soffrono, che si arrabbattano, che provano a dimenticare un amore finito e tormentato per prenderne il meglio, che da perdenti bramano il riscatto. O che sognano la libertà, quella vera. E proprio nel momento in cui la fatica quotidiana, l’esistenza a testa bassa, regala un attimo, anche uno solo, per sperare in un futuro migliore, viene fuori l’anima, che  in quell’attimo e solo in quello sconfina, abbandona per un istante Roma, per diventare uno dei tanti esseri umani che su questa terra prova a guadagnarsi un’esistenza dignitosa. 
I testi di Daniele Coccia e i racconti di Alessandro Pieravanti sono le voci di queste storie borderline, ma in fin dei conti normalissime, solo che quasi mai hanno voce. Fare i conti con Roma, anche solo a nominarla, è fare i conti con la sua storia, quella con la s maiuscola che però ne contiene tante altre. Come quella dei delitti, della Dolce Vita o dei barcaroli. Roma Maledetta sono delle istantanee di cronaca nera capitolina, da Servio Tullio al Canaro a  Pasolini, Novecento ci porta al dopoguerra “La dolcevita noi nun l’avemo vista mai. Nemmeno ar cinema d’estate, manco pe’ fotografia”. La riuscita reinterpretazione di Ponte Mollo di Lando Fiorini, un classico della tradizione romana, che suona attuale pur parlando di barcaroli, di un fiume e di una città,  molto diversi da ora. Il suono è prevalentemente folk-rock a tinte scure e la band sa modellarlo perfettamente  sulle esigenze narrative che le vicende di volta in volta esigono, diventandone talvolta discreta colonna sonora, talaltra traino irrefrenabile di urla, di lotta, di dolore o di riscatto. Il disco trascina e coinvolge attingendo sapientemente agli strumenti che il folk internazionale mette a disposizione, da quello irish a quello americano. Tra le novità, per la prima volta, il Muro del Canto in due tracce abbandona il dialetto per l’italiano. Una menzione per il brano Senza ‘na Stella che si avvale dell’interpretazione della bravissima Lavinia Mancusi. L’amore mio non more è il quarto disco della band romana, che continua con forza, coerenza e bravura a tracciare un solco che va e resterà, oltre le mode, per alloggiare nel tempo in quei luoghi che sa raccontare così bene.

 

Torna con il quarto lavoro in studio IL MURO DEL CANTO, il gruppo rock folk romano, dal suono ruvido e intensissimo, che unisce modernità e tradizione in un’autentica voce popolare senza tempo. La band composta da Alessandro Pieravanti (voce narrante e percussioni), Ludovico Lamarra (basso elettrico), Eric Caldironi (chitarra acustica e pianoforte), Giancarlo Barbati Bonanni (chitarra elettrica e cori) e Alessandro Marinelli (fisarmonica) si conferma in un disco davvero intenso che annovera tra i suoi ospiti Andrea Ruggiero (violino), Davide Di Pasquale (Tromba e Trombone) e Lavinia Mancusi (voce in 'Senza 'na Stella').

Il suono si compone di nuove sfumature che vanno dal folk americano alla canzone romana, dal sound Irish alle distintive sonorità western ispirate da Ennio Morricone, passando attraverso soluzioni ancora mai esplorate dalla band come il reggae e lo ska rese però, scure e popolari. In questo ultimo lavoro discografico, Il Muro del Canto propone per la prima volta anche due testi scritti in italiano: una canzone, “Stoica”, e un racconto, “Il Tempo Perso”. “Senza ‘na Stella”, invece, è un brano declinato al femminile e interpretato dalla bellissima voce di Lavinia Mancusi.

 

* * *

“A due anni dall’uscita di Fiore di Niente, venerdì 19 ottobre è stato finalmente il turno di L’amore mio non more, quarto album de Il Muro del Canto, pubblicato da Goodfellas.
Dodici brani, alcuni di una bellezza davvero incredibile e struggente: è impressionante quanto la band sia cresciuta, soprattutto a livello musicale. C’è un’apertura a sperimentazioni di stili e ritmi diversi, che svicolano ma non si allontanano troppo dalla tradizione deliziosamente folk che li caratterizza da sempre; c’è un’altra novità, che è quella che sembra aver stupito i più: i brani in italiano, Stoica e Il tempo perso.
Non che a Il Muro del Canto servisse la lingua italiana per divenire, d’un trattro, italiani: lo sono sempre stati. Le descrizioni di Roma (che ovviamente anche qui non mancano), non sono mai state necessariamente legate alla città. Roma è l’emblema, tra la povertà e la ricchezza, la bruttura e la bellezza senza pari, l’ipocrisia e la gentilezza, di un Paese intero che come Roma sembra abbia figli senza più voce, senza identità, chece butta l’ossa pe’ facce sbrana’. Roma è la città eterna, la città in cui tutto scorre, tutto si muove, tutto si evolve, dalla fondazione a ora – come ci ricorda Alessandro Pieravanti in Roma maledetta. In questo tutto c’è lo specchio dell’uomo, della sua umanità e della sua animalità, del suo odio e del suo amore”.  Sabrina Tolve

 

Discografia

 

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Il Muro del Canto,  2011

L’Ammazzasette, Goodfellas, 2012

Ancora ridi, Goodfellas 2013

Fiore de niente, Goodfellas 2016

L’Amore Mio Non More, Goodfellas, 2018

 

 

 

In caso di maltempo nel nuovo Auditorium di Monsano di via Falcone

 

 

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MONSANO – MERCOLEDI’ 7 AGOSTO

UN VIAGGIO APPASSIONATO NELLA TRADIZIONE MARCHIGIANA

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Monsano - Cucina del vecchio Castello di Piazzetta Matteotti - Ore 18,00- Ore 22,00 – Concerti-Spettacolo

 su Prenotazione Obbligatoria 

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano

 

ANDREA VINCENZETTI

in

MI RIPORTO TUTTO A CASA *

Viaggio di un cantastorie tra la provincia di Pesaro e Ancona con ospiti

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Andrea Vincenzetti - canto, organetto e chitarra

con

Mattia Console - archi

Pablo Cleri - fiati, cembalo

e

con l’amichevole partecipazione straordinaria di

Dario Toccaceli, chitarra, canto

Silvia Spuri Formarini, organetto, canto

 

 

MI RIPORTO TUTTO A CASA - Viaggio di un cantastorie tra la provincia di Pesaro e Ancona. È la parafrasi del titolo di un vecchio album di Bob Dylan. Questo perché racchiude tutto il bagaglio di esperienza appreso in quasi vent'anni di pellegrinazioni in terra anconetana tra concerti della Macina, Monsano Folk Festival, Marca Eurofolk, etc. più quelle poche cose che ho potuto scoprire sul mio territorio grazie al lavoro di Uva Grisa, Maria Bartolomeoli di Isola del Piano e Riccardo Marongiu” . Così scrive Andrea Vincenzetti, nelle poche, scarne note a questo progetto musicale, montato appositamente per il Monsano Folk Festival, ed in modo particolare, per il piccolo, suggestivo, “protetto” spazio della Cucina del  Vecchio Castello di Piazzetta Matteotti di Monsano. Come Direttore artistico, sono felicissimo, di presentare e far conoscere al pubblico del Festival, questo straordinario personaggio e tutta la sua ormai consolidata passione per la musica popolare della sua terra, le Marche. Un artista a tutto tondo, tenero, naïf , appassionato, umile, serio, profondo, tenace, determinato. In questo lavoro lo sorreggono, coadiuvandolo ed impreziosendolo, quattro importanti musicisti, Mattia Console con gli archi, Pablo Cleri ai fiati e al cembalo, Dario Toccaceli, al canto e alla chitarra e Silvia Spuri Fornarini, al canto e all’organetto, che hanno accolto con generosità ed entusiasmo l’invito di Andrea a collaborare e a impreziosire il suo già notevole ed interessante lavoro. Ecco, ancora una volta, di fronte ad un giovane, così determinato, così meritevole, posso dire che il sottoscritto e La Macina, nella loro ormai più che cinquantennale attività, non hanno seminato e… macinato invano, tutt’altro!  (Gastone Pietrucci, 2019)

 

 

 

 

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Mattia Console – Pablo Cleri

 

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Dario Toccaceli e Silvia Spuri Fornarini

                           

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trentacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

ATTENZIONE: DAL 13 LUGLIO SONO APERTE LE PRENOTAZIONI

 

 

 

 

MI RIPORTO TUTTO A CASA

PROGRAMMA

 

 

QUESTUA 
Cantamaggio di Fabriano + saltarello (organetto + flauto/corno) 
Pasquella di Isola del Piano (dal Capon) (organetto + flauto/corno) 
Ciccle ciccle mascherina (voce e tamburo) 

SERENATE 
Serenata di Sant'Agata Feltria (chitarra + flauto) dalla ricerca dell'uva Grisa 
Dormi dormi (organetto + corno) 

GUERRA 
Fuoco e mitragliatrice (organetto + flauto) + il valzer dei disertori con Dario Toccaceli 
Dopo tre giorni di strada asfaltata (organetto + flauto) canto della Resistenza  
Oltre il ponte (chitarra + corno) da i Cantacronache. 

L'INFANZIA 
Zinna oh (omaggio a Noris de Stefani) chitarra + flauto 
Conte infantili (voce) da una mia "ricerca" via wattsapp  
Unze dunze trenze + Il Palazzo di Babele (Macina/Gang) (organetto + tamburo) 

LA FESTA 
Stornelli 3 di Isola del Piano (dal Capon) (organetto + flauto) 
Ade che va de moda... (organetto + corno/flauto) 
Saltarello della Val Musone (organetto + tamburello) canta Pablo + Andrea 

Mamma mia dammi cento lire (con Silvia Spuri Fornarini) arrangiata da Silvia.

 

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Andrea Vincenzetti

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

 

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TRECASTELLI- GIOVEDÌ 8 AGOSTO

QUANDO IL FOLK DE LA MACINA ABBRACCIA IL FUTURO

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Ripe-Piazza Leopardi - Ore 21,30 -  Concerto  Grande della Sera 

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Trecastelli  

 

MACINA E MARCO POETA

in

LE CONTAMINAZIONI DA OPUS MIXTUM                                                 

La “storica” formazione de La Macina, “contaminata” da Marco Poeta

e le sua “diabolica” chitarra a dodici corde

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                                                                                                      Copertina doppio cd antologico: Opus minus.  La Macina pietra su pietra (M.C.M. Records – 050-W11118)

Opus Mixtum. Comparazioni Rivisitazioni Contaminazioni

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 Adriano Taborro–Marco Gigli–Roberto Picchio- Riccardo Andrenacci-Gastone Pietrucci e Marco Poeta

 

 

“…Gastone Pietrucci è un uomo-memoria e un uomo- narrazione. Lo scorso anno ha festeggiato, con molta eleganza e appuntamenti mirati (fra cui il Premio alla Carriera al Premio Nazionale Città di Loanoi cinquant’anni della sua Macina, nata a Monsano nel 1968. Per chi di quell’anno coglie solo, con astio retrospettivo, la pars destruens di una supposta e precedente età dell’oro che invece aveva le stimmate dell’immobilismo, un percorso come quello del “sessantottino” Pietrucci è quasi un affronto. È un presidio di cultura, di memoria, di narrazione che la regione Marche d’Italia deve custodire come un tesoro inestimabile. Cinque decenni sono tanti, quasi lo spazio d’azione complessivo che in un’esistenza media si può dedicare alla creazione e a lasciare un segno. La Macina segni ne ha lasciati tanti, e ben venga questo doppio cd antologico, Opus Minus, che può funzionare sia da viatico per chi ha bisogno di avvicinarsi all’ormai imponente corpus di brani dell’ensemble marchigiano, trattato nel primo cd – Opus Quadratum, La Macina XXI secolo – sia da chi cerca tracce riunite di come funzionano gli inneschi della tradizione, dei repertori popolari per dare la stura a incontri inaspettati e avventurosi: e questo è il campo del secondo cd, – Opus Mixtum – , sottotitolo significativo ComparazioniRivisitazioni, Contaminazioni. Qui troverete il “petroso” gruppo guidato dalla voce scheggiata di roccia di Pietrucci a confronto con il jazz, il rock dei palpitanti Gang, un'orchestra sinfonica, il teatro sperimentale, la voce antica e visionaria di Giovanna Marini e la chitarra a dodici corde di Marco Poeta…” (Guido Festinese, da Il Giornale della Musica, Word , 15 Marzo 2019).

E appunto con Marco Poeta che ora La Macina si presenta all’appuntamento ormai tradizionale di Trecastelli e con le contaminazioni della sua potente e “diabolica” chitarra a dodici corde. Marco Poeta, uno tra i migliori e più originali chitarristi acustici italiani, di idee, di progetti, di sperimentazione, ha praticamente intessuto la sua intensa vita artistica. Ora Marco Poeta  ha conosciuto ed incontrato la musica popolare marchigiana de La Macina, dando libero sfogo alla sua esperienza di chitarrista con fraseggi che ricorda la dolce melanconia della bossa-nova,  alla saudade del fado, alla melodia graffiante del flamenco, all'intrigante oriente, allo choro di Bahia all'eterno John Dowland.

Marco Poeta estremizza il suono di una tradizione, in questo caso il folk de La Macina, fino ad aprire nuove, inaspettate frontiere nel suono moderno, con straordinaria forza espressiva, ricchezza melodica, ritmica e sound proiettato nel passato e nel futuro.

 

con

 

LA MACINA

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino,voce

Marco Gigli, chitarra,voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, percussioni, batteria

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 e con la partecipazione straordinaria

 

MARCO POETA

chitarra a dodici corde e guitarra portguesa

 

OPUS MINUS. La Macina pietra su pietra

 

Nel titolo di questa ulteriore proposta di Gastone Pietrucci e La Macina convergono più significati che valgono a definire il senso articolato della duplice raccolta di canti e a dichiararne, sia pur in chiave metaforica, le ragioni profonde.

Opus è termine che di per sé rimanda al lavoro, di alto artigianato o intellettuale; qui, tramite l’aggettivo che lo precisa, conduce, in prima istanza, alla grande opera muraria romana antica nelle sue molteplici variabili, delle quali, il quadratum e il mixtum sono apparse appropriate per indicare la direzione di ogni singolo Cd e quella dell’intera operazione voluta da Pietrucci: Opus ne attesta il puntuale lavoro di costruzione pietra su pietra, mentre minus, tutt’altro che afferire alla concezione di un’opera minore per importanza o qualità, risulta essere una asserzione di consapevole sintesi rispetto alla vastità dell’Opera omnia.

Frequente l’impiego, nelle cinte murarie urbane, della tecnica edilizia romana ‘Opera quadrata’: pietre squadrate in regolari blocchi garantiscono stabilità e resistenza nel tempo alla costruzione. Similmente nel primo Cd, troviamo le, per così dire, pietre angolari de La Macina XXI secolo, estratte dalla trilogia dell’Aedo, la quale si pone, da un verso, come saldo punto di arrivo del lavoro svolto nei decenni precedenti, dall’altro, quale porta che apre sul terzo millennio verso una precisa direzione di senso. Proporne una Anthology ha il significato di una consapevolezza profonda del proprio lavoro e della sua funzione nei riguardi del pubblico.

L’edilizia romana utilizza altresì materiale misto, di forma e natura diversa, ‘Opera mista’, combinandolo in variate geometrie: l’orizzontalità con linee diagonali, il verticale con il traverso conferiscono dinamica e cromatismo allo spessore dei muri. Tale il secondo Cd che compara e affianca esperimenti e modalità interpretative diverse su un medesimo testo, dalla musica sinfonica al jazz e altro.

Un valore aggiunto, in seconda istanza, è l’allusione, nel titolo del cofanetto, a un’opera del filosofo ‘mago’ Roger Bacon, una delle tre composte nel 1267, Opus maius, Opus minus e Opus tertium. Un riferimento significativo per più aspetti, se lo si relaziona al lavoro di Pietrucci. “Niente si può conoscere se non attraverso l’esperienza” è la lezione del filosofo; sperimentare è il solo percorso praticabile dalla conoscenza umana, come prova il secondo Cd, Opus mixtum, un vero attestato di sperimentazione, documento di ricerca fondata e rigorosa. Altro aspetto è costituito dall’alchimia, scienza di cui si occupa in particolare l’Opus minus baconiano, che qui allude felicemente a quella impalpabile magia che fa della musica e del canto di Pietrucci-La Macina una vera Opera alchemica, il cui segreto, pienamente fruibile negli effetti, resta però racchiuso nella misteriosa alchimia di una Voce. Quella di Gastone Pietrucci.

 

Allì Caracciolo

(dalla presentazione al doppio cd antologico, Gastone Pietrucci-La Macina, Opus minus. La Macina pietra su pietra, (M.C.M. Records – 050-W11118)

 

*

CURRICULUM

MARCO POETA

  

È l'unico musicista non portoghese, a livello europeo, ad essere riconosciuto e considerato un vero fadista dai portoghesi. È un abile suonatore di strumenti a plettro, pur non avendo mai imparato a leggere la musica. A diciotto anni scopre la bossa nova brasiliana, genere che coltiverà per circa vent'anni, arrivando a collaborare con i più grandi musicisti e cantanti di quella terra, tra cui Caetano Veloso, Chico Boarque e Badem Powell. In Italia sono da ricordare la pluriennale collaborazione live con Sergio Endrigo, quella con il chitarrista jazz Franco Cerri ed il fruttifero rapporto, che ancora continua, con il chitarrista e cantante napoletano Fausto Cigliano. Da dieci anni a questa parte si dedica allo studio della chitarra portoghese, strumento tipico del Fado, in cui lo ha aiutato il grande virtuoso portoghese Antonio Chainho. Il primo brano pubblicato da Marco Poeta come suonatore di chitarra portoghese, è stato un insieme di stornelli marchigiani cantati sulla melodia del fado corrido (il brano è presente nella compilation Tribù italiche Marche del World Music Magazine, con il titolo Canto popolare recanatese). Il primo album della discografia ufficiale di Marco Poeta è Zuppa, pubblicato dalla Bentler nel 1986, che passa inosservato.                                                          

Si fa notare con O fado uscito nel 2001, con la collaborazione di Eugenio Finardi (voce e curatore dei testi italiani cantati da lui stesso nei fados classici), Francesco di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso, che si presta a cantare in portoghese) ed Elisa Ridolfi (voce marchigiana scoperta e lanciata da Poeta stesso, che canta in portoghese). In questo album, oltre ad alcuni tra i pezzi più belli del fado portoghese, prevalentemente scelti nel repertorio di Amália Rodrigues, c'è spazio per una coinvolgente reinterpretazione di Piazza Grande, in cui Michele Ascolese, chitarrista classico del CD, sfoggia una grandissima abilità improvvisativa. Nel frattempo Marco Poeta fonda l'Accademia del Fado, con cui collaborano vari cantanti e musicisti interessati al genere di Lisbona. Nel 2003 esce il CD O nosso fado per la Target music, album completamente cantato in italiano, dove, oltre alla già nota Elisa Ridolfi, vengono presentate le voci di Alice Fabretti e Valentino Mercorelli. La struttura del gruppo d'accompagnamento viene modificata con lo spostamento di Paolo Galassi dal basso alla chitarra acustica, e con l'entrata di Matteo Moretti al basso. Nel 2005, sempre per la Target music, esce il CD Il poeta e la chitarra, composto per la maggior parte da brani inediti, eccezion fatta per la reinterpretazione de La casa in via del campo, traduzione italiana, già interpretata da Amália Rodrigues, di Vou dar de beber à dor. Tra le collaborazioni che hanno visto impegnato Marco Poeta vanno ricordate quella con Lucio Dalla (con cui ha già fatto numerosi concerti andando anche a Lisbona), quella con Peppe Servillo degli Avion Travel e quella con Enzo Gragnaniello. L'attività musicale di Marco Poeta è molto fortunata anche per quanto riguarda l'accompagnamento di molte celebrità del fado portoghese come Argentina Santos, Ana Sofia Varela, Ana Moura, Jorge Fernando (cantante, compositore, che vanta nel suo curriculum una ventennale collaborazione con Amália Rodrigues).

Discografia

1986Zuppà (Bentler, N 86/01)

1998L'infinito e a saudade (Centro Nazionale di Studi Leopardiani)

2001O Fado (Album - Edel)

2003O Nosso Fado (Album - Target music)

2005Il Poeta e la chitarra (Album - Target music)

2010Saudade (Le Art)

2010Nel fragoroso silenzio di Dio (Album - Itaca)

2012: Reminiscence of Jhon Dowland (Continuo)

2016: Binario 3

 

2010: Partecipazione a

Gastone Pietrucci-La Macina, Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto, vol. III, SDN069

 

2018: Partecipazione a

Gastone Pietrucci-La Macina,Opus minus. La Macina pietra su pietra, M.C.M. Records-050-W1118

 

Marco Poeta

 

 

*

 

POLVERIGI – VENERDÌ 9 AGOSTO

LA BALLATA E DUE VOCI A CONFRONTO

Polverigi – Chiostro di Villa “Nappi” – Ore 22,00 – Concerto-Incontro della Sera

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura e la Pro Loco di Polverigi

 

BETTI ZAMBRUNO E GASTONE PIETRUCCI

in

CO’ LLE SUE AMARE LACRIME LA BELLA LO LAVO’… *

 

Ballate arcaiche dal Piemonte alla Marca

 

 

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Betti Zambruno voce

Gastone Pietrucci  voce

 

con l’amichevole partecipazione straordinaria di

Piercarlo Cardinali, chitarra e cornamusa

Marco Gigli chitarra, voce, controcanti

 

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Betti Zambruno accompagnata da Piercarlo Cardinali- Marco Gigli-Piercarlo Cardinali

 

 

Betti Zambruno, come ha scritto Maurizio Martinotti, leader degli storici gruppi piemontesi de La Ciapa Rusa e Tendachent “è attualmente l’interprete più sensibile, intensa e matura del canto piemontese” (dalla prefazione al cd Betti Zambruno & Tendachent, al lung de la riviera, Folk Club Ethnosuoni, ES5327, 2003)

Betti, sorretta dalla sua calda, inconfondibile voce, così scura e solare, incrocerà la “scheggiata voce di pietra e di vento” di Gastone Pietrucci, leader de La Macina. Così verranno presentate a confronto, il repertorio di ballate arcaiche piemontesi tratte dalle Raccolta Nigra e Sinigaglia, e quelle marchigiane de La Macina e della Raccolta Pietrucci, in un rapido exursus tra queste due culture e civiltà così lontane, in un ideale confronto-raffronto sul filo della memoria e dell’affetto. Il marchigiano Marco Gigli, chitarra, canto, controcanti, e il lombardo-piemontese Piercarlo Cardinali, chitarra e cornamusa, arricchiranno con la loro amichevole partecipazione straordinaria, il già prezioso e suggestivo concerto: una vera “chicca” del Monsano Folk Festival, in prima nazionale.

 

* Prima nazionale

 

 

Curriculum

Betti Zambruno

 

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Betti Zambruno, laureata in lettere all’ Università di Torino, si è attivamente occupata di cultura popolare e di storia orale negli anni della formazione universitaria e, successivamente, come ricercatrice presso l’Istituto della Resistenza di Alessandria, collaborando alla costituzione del centro di cultura popolare “G. Ferraro”. Come cantante ha esperienze in vari ambiti, privilegiando il folk e il jazz. Negli anni ’70 ha fatto parte di formazioni musicali e di animazione teatrale nella provincia di Alessandria partecipando alle Proposte Scuola del Comune di Alessandria; in quella fase collabora con Franco Castelli e Maurizio Martinotti nel lavoro di ricerca sulle fonti orali e sulla musica tradizionale piemontese e incide con lo storico gruppo La Ciapa Rusa. Ha cantato con il gruppo Kyle Na No (musica celtica) e con I Fiati Pesanti, “mega band” astigiana con cui ha inciso due CD  e ha partecipato a rassegne jazz in Italia  e all’estero. Come solista ha pubblicato due CD di ballate piemontesi : “Canté Bergéra”(2002) con il gruppo Bartavéla e “Al lung de la Riviera”(2003) con Tendachent, entrambi per l’etichetta Folkclub-Ethnosuoni. Collabora con I Tre Martelli, gruppo musicale di Alessandria, con partecipazioni ai cd e ai concerti della storica formazione; recenti (2017, cd e tour) sono quelli per i 40 anni dei Tre Martelli. E' del 2014 il cd del gruppo a cui partecipa duettando con il fisarmonicista Gianni Coscia.  Con Paola Lombardo e Donata Pinti ha inciso, per Folkclub-Ethnosuoni, il CD “So sol d’amarti alla follia – passione e impegno nel canto delle donne” che ha ottenuto il premio internazionale “Bravo” dalla rivista Tradmag e, nel 2004, il premio del festival Canté Bergera – cantare al femminile. Con Donata Pinti, Silvano Biolatti, Piercarlo Cardinali e Gianpiero Malfatto ha inciso “Noi siam nati chissà quando chissà dove” – canti per il sessantennale della Resistenza (2005) colonna sonora dell’omonimo film prodotto dall’Istituto storico della Resistenza della provincia di Piacenza. Incide come ospite nei cd degli YoYo Mundi: “Munfrâ” e “Evidenti tracce di felicità”. Con Paola Lombardo e Valeria Benigni ha un trio vocale che presenta ampi repertori di canti della tradizione popolare e d’autore in collaborazione con diversi musicisti. Con Assemblea Teatro, storica compagnia teatrale di Torino, partecipa da varie stagioni allo spettacolo “Nasce nell’acqua ma muore nel vino” tratto da un testo di Laura Pariani e al più recente spettacolo “Il tesoro”, versione italiana del “Tesouro” in scena in Portogallo (sulla rivoluzione dei garofani). InsoliteInsieme é il nome del quartetto fondato  con Marzia Grasso (soprano), Silvia Belfiore (pianoforte) e Sara Giolo (contrabbasso) che presenta  repertori classici, jazz, d'autore e popolari. L'ultima produzione discografica che la vede come solista è il cd “Sguardi”,  realizzato in trio con i musicisti Gianpiero Malfatto (trombone) e Piercarlo Cardinali (chitarra e cornamusa). Altro recente progetto in trio è lo spettacolo “Radio Londra – tra Resistenza e swing, voglia di libertà, voglia di ballare”.

 

Curriculum

Piercarlo Cardinali

 

 

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Piercarlo Cardinali

conamusa, chitarra

 

Inizia la sua attività musicale negli anni ’70 e fonda il gruppo di musica celtica “Ragamuffin”. Dal 1987 fa parte del gruppo di musica tradizionale delle Quattro Province “I musetta” in cui suona chitarra e musa (cornamusa appenninica); con questa formazione ha partecipato ai più importanti folk festival italiani ed europei ( Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Spagna, Svizzera)  e ha inciso cinque cd. Ha organizzato rassegne di musica  nel territorio piacentino, con particolare attenzione alla diffusione della musica delle Quattro Province. Ha curato la produzione del cd “Noi siam nati chissà quando chissà dovee fa parte del Betti Zambruno Trio. Collabora con Assemblea Teatro, storica compagnia teatrale torinese. Da qualche anno si è avvicinato alla musica antica e suona le cornamuse nel gruppo astigiano di musica medievale “La Ghironda”.

 

 

IL GRADITISSIMO RINFRESCO DEL DOPO CONCERTO OFFERTO GENTILMENTE

 A TUTTI I PRESENTI DALLA PROLO LOCO DI POLVERIGI

 

 

CO’ LLE SUE AMARE LACRIME LA BELLA LO LAVO’…

PROGRAMMA DI MASSIMA

 

1. Le repliche di Marion (Nigra 85) (Malbruck Mariòn: versione piemontese) (Betti)

2.      Madre crudele   (Betti)

3.      ona franzeisa  (Betti)

4a. Moru serazin (Nigra 40) (Betti) / b. Il falso pellegrino (Bernardo) (Gastone

5. Gli scolari di Tolosa (Nigra 4) (Betti)

6. La guerriera (Nigra 48) (Gastone /Betti)

7. Cecilia (Nigra 3) (Gastone / Betti)

8a. Bella sei nada fennema… (Gastone /  b.Oh mia diletta (Betti)

9a Ramo de fiori e rrose d’amor… (Gastone / b.Amoroso giardino (Betti)

10a. Benediciamo a Cristoforo Colombo… (Gastone )/ b. Venì venì tusane

11. Pan pentito (Omaggio a Dodi Moscati) (Gastone/Betti)

12. Le repliche di Marion Nigra 85) (Colomba Marì versione marchigiana) (Gastone- Betti)

 

*

 

In caso di maltempo il concerto si terrà nella Chiesa di SS. Sacramento di Polverigi

 

*

 

 

SERRA DE’ CONTI – SABATO 10 AGOSTO

UNA VOCE “POPOLARE” DALL’ABRUZZO

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Serra de’ Conti – Chiostro di San Francesco -  Ore 22,00  Concerto-Incontro della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Serra de’ Conti

 

  

LARA MOLINO

in

LA TERRA E’ DI CHI LA CANTA

Cantautrice folk rock abruzzese

 

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Lara Molino, voce, chitarra

 

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Giuseppe Di Falco, fisarmonica

 

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Lara Molino e Giuseppe Di Falco

 

Cantautrice di musica folk e folk rock Nata a Chieti e residente a San Salvo (CH), Lara Molino è una cantautrice, insegnante di musica e musicoterapeuta, ha composto circa 200 canzoni in italiano e vernacolo abruzzese.

Suona la chitarra, l'armonica a bocca e diversi strumenti a percussione. Ha inciso diversi dischi, tra i quali "Il mio angolo di cielo", prodotto da Massimo Varini e "Fòrte e. Gendile”. di cui Michele Gazich è produttore artistico.

 

 

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Tre momenti dell’esibizione di Laura Molino alle preselezioni per Musicultura (Macerata, 2019)

 

 

 

Tra le tante recenzioni su Lara Molino ed il suo primo, importante lavororo discografico, Fòrte e Gendile, roportiamo quella di Alessandro Nobis, FB, 5 Luglio 2017

 

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Ecco un bel modo per perpetuare la musica popolare, non interpretando quella già esistente che rappresenta le nostre radici, ma piuttosto creandone di nuova e dando una veste musicale a testi poetici creati non pensando ad un loro adattamento musicale. Lara Molino è una folksinger abruzzese, questo Forte e gendile è un ritratto della sua terra, vista con gli occhi del padre – il poeta Michele – con un sincero omaggio anche alla tradizione orale con il brano conclusivo del CD, Casche la Live. Disco bello per la sua eleganza e semplicità, per i suoni scelti e per gli arrangiamenti per i quali gran merito va al lavoro del violinista Michele Gazich che ha appunto avuto l’accortezza di guidare e produrre Lara Molino in questo suo lavoro nel quale, come dicevo, le radici non sono solamente la lingua abruzzese, ma anche il legame di sangue che la lega al padre, autore di molti dei testi che ci parlano dei riti legati al fuoco (Lu Fòche de San Tumasse), dei folletti che popolano la tradizione orale (Mazzemarèlle), dell’emigrazione dalla terra abruzzese (L’Emigrande) o della banda del brigante Giuseppe Pomponio (Pomponio).

Insomma, tematiche universali che i cultori della tradizione conoscono bene, ma che in questo disco trovano una nuova collocazione e nuova vita. I testi sono riportati in lingua locale, in italiano e in inglese ed è questo un altro piccolo grande merito che va ascritto alla chitarrista – cantante. Gazich parla di folk-process e ne ha di che ben donde; con lui al fidato violino e alla viola ci sono anche Titti Castrini alla fisarmonicaMarco Lamberti alla chitarra e la voce – parlata di Michele Molino.

Viva la semplicità e il buon gusto per le cose artigianali come questo Forte e gendile.

 

 

CURRICULUM DI  LARA MOLINO

 

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Lara Molino, cantautrice e musicoterapeuta, ha composto fino ad oggi circa duecento canzoni in lingua italiana e dialetto abruzzese. Polistrumentista, suona la   chitarra, l’armonica a bocca, il pianoforte e vari strumenti a percussione.

Ha inciso diversi DISCHI:  “Fòrte e gendìle” per FonoBisanzio/IRD, pubblicato a giugno  2017; “Il mio angolo di cielo” registrato a Roma al Kymotto studio da Massimo Varini, (produttore e chitarrista di Nek, Laura Pausini, Vasco Rossi, Gianni Morandi, Ivano Fossati), uscito a gennaio 2009; il CD singolo“La pazzia del perdono”, pubblicato a settembre 2012; il CD singolo “Tra le mie braccia”,  uscito a dicembre 2006,  contenuto nel cofanetto “Il Valore di Ognuno” edito dalla Sovera di Roma, distribuito in tutta Italia e inciso a favore dell’ANFFAS Onlus Vasto. Nel 2003, insieme ai Piccoli Cantori di Nonsolomusica, ha inciso dei brani nel CD dialettale “Ci stàve ‘na vote”, prodotto dal Comune di San Salvo (CH).

Lara Molino è stata “cantante ufficiale” di “Emmanuel”, l’inno della Giornata Mondiale della Gioventù del 2000, che ha più volte cantato davanti a milioni di giovani di tutto il mondo e al Papa Giovanni Paolo II.

Ha tenuto centinaia di concerti in Italia e all’Estero: Polonia, Spagna, Canada. Nel luglio 1999 è stata finalista nazionale al “Festival della Canzone Dialettale d’Autore” di Ospedaletti (Sanremo), presidente della giuria Giorgio Calabrese che ha premiato il testo della sua canzone in dialetto abruzzese, “Le mariunette”. Dal 2003 è docente di Canto Moderno e Chitarra presso l’Associazione Culturale “Nonsolomusica” di San Salvo (CH). Ha insegnato Chitarra in diverse scuole statali abruzzesi dal 2000 al 2007 e presso l’Università delle Tre Età di Vasto (CH) negli anni 2008 e 2009. Dal 2003 ha iniziato a curare la direzione artistica di diversi eventi come: “Festival delle Chitarre” (giugno 2003),“Salviamo le Parole dei Nostri Antenati” (ottobre 2004), San Salvo Musica Festival” (Dalla I alla XV edizione tenutasi  a luglio 2018). Il 22 marzo 2007 ha vinto il DISCO PER L’ESTATE, selezione Italia, Centro-Sud. Nel 2008 ha lavorato con la compagnia del Teatro del Krack, in qualità di vocal-coach. Come musicista ha partecipato alla tournèe  teatrale “Il Lavoro che resta”, regia di A. Tucci. Il 23 maggio 2009, invitata da Gianni Morandi, ha aperto la tappa teatina del suo “Grazie a tutti tour”, esibendosi davanti a 3.000 persone II Classificata alla CANZONE ITALIANA D’AUTORE  di Isernia, concorso nazionale “A Lucio Battisti” ( agosto 2011). Ha scritto e interpretato, curandone la regia, il recital “Occhi di donne”, musica, canzoni inedite e sand-art (Progetto portato in scena dal  2014 al 2016). Nel 2016 ha scritto e prodotto lo spettacolo “Grazie Scusa Permesso”, che ha portato in tour anche in alcuni istituti penitenziari italiani. A maggio 2017 si è esibita in tournèe col violinista di fama  internazionale Michele Gazich  per presentare in anteprima il suo nuovo album in vernacolo abruzzese, “Fòrte e gendìle”, di cui Gazich è produttore artistico. Il 28 settembre 2017, a Vasto (CH), ha ricevuto il Premio “Sirenetta d’Argento” con la seguente motivazione:  Riteniamo che la Sua musica sia particolarmente preziosa perché valorizza la lingua abruzzese e quindi anche la storia, la tradizione e l’anima della nostra Regione nel panorama nazionale". A febbraio 2019 si è esibita  in Sardegna, a Cagliari, ospite del Festival “Buon Compleanno Faber”; ha eseguito i brani del suo repertorio in lingua abruzzese  ed ha avuto il piacere di cantare insieme a Giovanna Marini.

 

 .

 

In caso di maltempo il concerto si terrà nella Chiesa di San Michele di Serra de’ Conti

 

*

MONSANO – DOMENICA 11 AGOSTO

UN ATTORE … SCOPERTO E SVELATO

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Monsano –  Cucina del vecchio Castello di Piazzetta Matteotti  - Ore 18,00- Ore 22,00 - Concerti  su Prenotazione Obbligatoria 

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano

 

FILIPPO PAOLASINI

con l’amichevole partecipazione straordinaria di

GASTONE PIETRUCCI E MARCO GIGLI E MARCO TARANTELLI

in

BINARI  *

Un attore allo… scoperto

 

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Filippo Paolasini, voce, chitarra

 

con l’amichevole partecipazione straordinaria di

Gastone Pietrucci, voce

Marco Gigli, voce, chitarra

Marco Tarantelli, contrabbasso

 

 

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Filippo Paolasini

 

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Quattro momenti teatrali del nostro attore

 

Per caso, improvvisamente, nel 2016, nel pieno della nostra frenetica collaborazione per la realizzazione, con un trionfale crowdfunding,  del cd-book La Macina. Nel vivo di una lunga storia, Filippo, con la sua consueta delicatezza, timidamente e quasi sottovoce, mi fa ascoltare, accompagnandosi alla chitarra,  Binari, una tra le diverse canzoni da lui scritte. Rimasi affascinato da quella sua canzone, che subito provai il desiderio di cantarla anch’io. Così , senza tanto pensarci, gli proposi un piccolo concerto a due voci, sul suo repertorio, da presentare al Monsano Folk Festival, nella serie dei concerti nella vecchia cucina del Castello di Piazzetta Matteotti di Monsano. Lusingato da questa mia proposta, Filippo, accettò immediatamente, forse confidando sul fatto che poi, con il passare del tempo me ne sarei dimenticato. Così non è stato, anche se per convincerlo a realizzarlo, abbiamo dovuto aspettare altri quattro anni. Ora finalmente siamo pronti ad esibirci. Filippo interpreterà cinque o sei sue composizioni, tre delle quali le interpreteremo insieme, come due brani tratti dal repertorio de La Macina. In questo nostro progetto, aremo l’amichevole partecipazione di Marco Gigli (voce e chitarra) e addirittuta l’accompagnamento al magico contrabbasso di Marco Tarantelli. Il progetto si intitola Binari (dal titolo della canzone di Filippo che mi ha “folgorato”), ma ha un sottotilo altrettanto esplicativo: Un attore da… scoprire. Perché qui ora conosceremo un altro Filippo Paolasini (senza rete), cantante, chitarrista, compositore e interprete e sarà sicuramente un’altra piacevole sorpresa!

 

 

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Filippo Paolasini con Paola Ricci- Testro Apollo di Mondavio (P-U) sede della Compagnia teareale Asini Bardasci

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Filippo Paolasini, con Andrea Vincenzetti durante la questua della Pasquella

 

 

CURICULUM

FILIPPO PAOLASINI

 

Filippo Paolasini, classe 86, nasce a Senigallia da una famiglia votata al teatro e più in generale alla condivisione delle cose belle della vita. Nel 2005 appena diplomatosi, studia per 2 anni presso il CTA di Milano tecniche teatrali, finisce la specializzazione d'attore in Valle d'Aosta. Dal 2008 è attore professionista, vanta collaborazioni con importanti compagnie teatrali italiane: Sotterraneo di Firenze, Factory Teatro di Lecce, Reggimento Carri di Bari, Farmacia Zooé di Mestre e molte altre ancora. Due nomination come nuovo attore (under 30) premi UBU 2011/2012. Dal 2014 crea un sodalizio con l'attrice Paola Ricci con cui fonda la compagnia teatrale Asini Bardasci con cui produce spettacoli, (Fratelllino e Fratellina - teatro ragazzi- Menzione speciale a Scenario Infanzia 2018) e organizza rassegne e manifestazioni (Anche questo è teatro (Teatro Apollo Mondavio), Metti un Martedì in via Falcinelli (Montemarciano). Collabora con Gastone Pietrucci alla realizzazione della campagna di crowd-funding per il cd-book , La Macina. Nel vivo di una lunga, e assieme a Paola Ricci sono artefici del documentario, inserito nel cofanetto, "Gastone se canti te lega" con la copertina curata da Simone Massi.

Inoltre è regista, pedagogo teatrale e musicista a tempo perso, ma con grande passione!!

 

 

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Filippo Paolasini con Gastone Pietrucci

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Marco Gigli - Marco Tarantelli

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trantacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

ATTENZIONE: DAL 13 LUGLIO SONO APERTE LE PRENOTAZIONI

 

 

BINARI

PROGRAMMA

 

 

1.    Binari (F. Paolasini) - Filippo Paolosani, voce, chitarra

2.    Tanti baci (F. Paolasini)  - Filippo P., voce, chitarra, Marco Gigli, chitarra, Marco Tarantelli , contrabbasso

3.    Ciao Lou  (F.Paolasini)- Filippo P., voce, chitarra, Marco G., chitarra, Marco T., contrabbasso

4.    Merci trect  ( Peter Gabriel)Marco G., voce, chitarra, Marco T., contrabbasso, Filippo, controcanti

5.    Suffering moon (F. Paolasini)  - Filippo P., voce, chitarra, Marco G., cembalo, Marco T., contrabbasso

6.    Opinioni di una vegetariana (F. Paolasini)  - Filippo P., voce, chitarra, Marco G., chitarra, Marco T. , contrabbasso

7.    Lullabi (F. Paolasini)  - Filippo P., voce, chitarra, Marco G., chitarra, Marco T. , contrabbasso

8.    Don’t Gue up (Peter Gabriel)  Marco G., voce, chitarra, Marco T., contrabbasso, Filippo, controcanti

9.    La falsa monaca (Nigra 79) (tradizionale-macina) -,Filippo P., voce, chitarra,  Gastone Pietrucci, voce, Marco G., chitarra, Marco T. , contrabbasso

10. La malmaritata (tradizionale-macina) - Filippo P., voce, chitarra,  Gastone P., voce, Marco G., chitarra, Marco T. , contrabbasso

11. Io vorrei che sulla luna(tradizionale-macina) - Filippo P., voce, chitarra,  Gastone P., voce, Marco G., chitarra, Marco T. , contrabbasso

12. Born to sail (M. Gigli-M. Tarantelli) - Marco G., voce, chitarra, Marco T., contrabbasso

13. Binari (F. Paolasini) - Gastone P., voce, con Filippo P., voce, chitarra,  Marco G., chitarra, Marco T. , contrabbasso

 

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

*

CAMERATA PICENA –  LUNEDÌ  12 AGOSTO

DIVERTISSIMENT NELLA… CORTE! 

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Camerata Picena – Ore 22,00 – Corte del Castello del Cassero – Concerto- Spettacolo della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Camerata Picena

 

 

Per la Serie

“La Georgeide- Le Grandi Parodie”

 

ALLÌ CARACCIOLO E MARIA NOVELLA GOBBI

in

I DUE GIORGETTIERI *

 (anzi quattro) 

irresistibile divertissement letterario-musicale nella Corte

con 

Allì Caracciolo, voce recitante

  Maria Novella Gobbivoce recitante

 

con la partecipazione straordinaria di

Gastone Pietrucci, voce

 Marco Gigli, chitarra, voce 

 

Costumi, Maurizio Agasucci

 

Regia di Allì Caracciolo

 

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Maria Novella Gobbi (La regina) -Allì Caracciolo (La perfida Alledy)-Maria Novella Gobbi  

(costumi ideati e realizzati per lo STA da Maurizio Agasucci) 

 

 

Ledizione della Serie “La Georgeide-Le Grandi Parodie” 2018: I due Giorgettieri (anzi quattro), tratto dal capolavoro dell’… inconsapevole Alexandre Dumas padre, I tre moschettieri,  cheè stato rappresentato con grande successo, nella 33^ edizione del Monsano Folk Festival , nel tradizionale spazio della suggestiva cornice della Vecchia cucina del Castello di Piazzetta Matteotti di Monsano e a grande richiesta, ora ci piace replicarlo, sempre in acustica, in un altro spazio “teatrale” a noi molto caro, la Corte del Castello del Cassero di Camerata Picena, arricchendo il Cartellone di questa 34^edizione, e permettendo a chi avesse perso questa vera “chicca” di poterla finalmente vedere, insieme magari a tutti coloro che la vorranno rivedere, per continuare a sorridere e a divertirsi come nell’indimenticabile serata dell’anno sorso.

 

 

PERSONAGGI

 

I TRE GIORGETTIRI

Giogiàthos

Giòrthos

Giogianis cui si aggiunge il quarto Giorgettiere

D’Argiognàn

 

IL RE

Gastigi XIII

 

LA REGINA

Novellagna d’Austria residente a La Ville Potensà

 

IL CARDINALE CELLINESIEU

 

LA PERFIDA ALLEDY

 

IL DUCA DI SPOSETTINGHAM neglio detto Il Duca di Spottingham

 

LE GUARDIE DEL CARDINALE

Adrianis Le Violenus

Marcus Le Jougler

Robertò Le Phisà

 

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Alexandre Dumas padre (1802-1870), nel celeberrimo ritratto fotografico di Gaspard Félix Toumachon

Frontespizio della prima edizione de Le trois mousquetaires (I tre moschettieri), Parigi, 1844

 

I tre moschettieri (Les trois mousquetaires) è un romanzo d'appendice scritto dal francese Alexandre Dumas con la collaborazione di Auguste Maquet nel 1844 e pubblicato originariamente a puntate sul giornale Le Siècle. È uno dei romanzi più famosi e tradotti della letteratura francese e ha dato inizio ad una trilogia, che comprende Vent'anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850). I tre moschettieri del titolo sono AthosPorthos e Aramis, a cui poi si aggiunge il protagonista del romanzo, D'Artagnan.

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà all’interno del Castello del Cassero

 

 

 

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MONSANO – VENERDÌ  16 AGOSTO

CONCERTO-APERITIVO DEL CAFFÈ

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Monsano - Piazza Mazzini-  Ore 18,00 -  Concerto del Caffè

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano e il Bar Centrale Riccarda di Monsano  

 

GUNTER HOTEL

DARIO ASPESANI-LARA GIACARLI

in

NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA… (John Donne)

Viaggio musicale  tra  folk ballads statunitensi, il blues radicale,

la musica popolare italiana e del mondo  dal ‘700 ai primi del ‘900

 

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Dario Aspesani, voce, chitarre, stomp box e armoniche

Lara Giancarli, voce solista, kazoo e balliran irlandese, armonica a bocca

 

 

Lara & Dario – Johm Donne (1572-1631)

Gunter Hotel è un duo musicale composto da Dario Aspesani (voce, chitarre, stomp box e armoniche) e Lara Giancarli (voce solista, kazoo e bodhran irlandese, armonica a bocca). Insieme ripercorrono le "routs" della musica radicale statunitense del Delta Blues e degli stati del sud... Il duo percorre un lungo viaggio musicale tra le folk ballads statunitensi, passando per il blues radicale fino alla musica popolare italiana dal '700 e dei primi del '900. La ricerca musicale è alla base di questo progetto musicale, utilizzando la tecnologia moderna nel mixaggio dei suoni nelle live session cercando di lasciare incontaminato il tessuto musicale che vanno ad interpretare. Nella performance sono presenti anche alcuni brani originali dello stesso Aspesani e della Giancarli. Il repertorio inerente la folk & blues session appartiene alle registrazioni dei classici dell' istituto Smithsonian (l'archivio storico statunitense inerente le musiche tradizionali composte tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900). Alcuni autori rappresentati dalla session live sono: Leabelly, Woody Guthrie, Cisco Houston, Sonny Terry e Bess Hawes. Per la musica popolare italiana il duo fa riferimento alle composizioni italiane di svariati autori con riferimenti agli "slang" italici contaminati da vari dialetti.

 

 

 

L’APERITIVO DOPO IL CONCERTO SARA’ OFFERTO GENTILMENTE
DAL
 BAR CENTRALE DI RICCARDA-MONSANO

    

 

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Monsano-Piazza Mazzini-Bar Centrale di Riccarda

 

In caso di maltempo il Concerto si terrà nella Sala Consiliare del Comune di Monsano

 

 

 

*

MONSANO – SABATO 17 AGOSTO

UN “FIGLIO” DE LA MACINA

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Monsano – Cucina del vecchio Castello di Piazzetta Matteotti  - Ore 18,00- Ore 22,00 – Interviste-Concerti  su Prenotazione Obbligatoria 

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano

 

INCONTRO CON MARINO CAROTTI *

Ricercatore sul campo, folk singer e autoredi due cd su i canti della cultura

orale marchigiana Galantòmo fu mio padre!, Il sole si fermò di camminare

e del libro Né acqua, né luce, né strada…

 

Presentato da

GASTONE PIETRUCCI

 

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Marino Carotti

 

         

 

Marino Carotti, voce, chitarra

 

presentato da

Gastone Pietrucci

 

Marino Carotti, ha fatto parte del Gruppo di Ricerca e Canto Popolare La Macina, dal 1990 al 1993, contribuendo, tra l’altro in modo determinante (arrangiandolo magistralmente) alla pubblicazione di uno dei suoi dischi più significativi, “Angelo che me l’hai ferito ‘l core…” del 1993  ; Come componente del gruppo La Macina, Marino, praticamente si è avvicinato alla musica popolare grazie all’esperienza effettuata nei suoi quattro, intensi anni di attività con il gruppo, ed una volta uscitone ha messo a frutto tutto quello che aveva assorbito ed incominciato ad amare delle nostre comuni radici popolari. Ha capito che l’importanza e la forza del Gruppo è stata la sua costante ed ininterrotta ricerca sul campo, il rapporto stretto e continuato con gli informatori, il rispetto e l’amore per la nostra comune tradizione e per i suoi preziosi testimoni ; quindi capita a fondo la “lezione”, ha continuato da solo la ricerca, si è creato un suo repertorio, riproponendolo con merito in questi suoi primi due cd: Galantòmo fu mio padre! del 2016, e ora del recentissimo Il sole si fermò di camminare del 2019)e pubblicando tra l’altro alla fine del 2018 un meritevole libro, Né acqua, né luce, né strada…, incentrato sulle interviste fatte ai suoi informatori e su un repertorio specifico di canti di cantastorie, o da foglio volante. Insomma una produzione, quasi frenetica, dopo più di vent’anni di uscita da La Macina! Un periodo che probabilmenre è servito a Marino, oltre che a ricercare sul campo a rielaborare ed appropriarsi di tutto il materiale miracolosamente ritrovato.

Infatti, non mi stancherò mai di affermare, che chiunque intenda fare musica popolare, prima di tutto deve fare ricerca sul campo, ricercare tra la propria gente e non su i libri, su i dischi, sulle idee e sul repertorio degli altri, questo dovrebbe essere una priorità indiscutibile,  poi ognuno nella riproposta, potrà essere libero di seguire la strada che più gli aggrada, secondo il suo gusto, la sua preparazione, la sua sensibilità, il suo estro. E Marino ha fatto tutto questo, ha ricercato, scovato, registrato i suoi informatori ed ora ce li fa conoscere e amare.

Come ho già scritto, nella presentazione del suo primo lavoro discografico, oltre al merito immenso della ricerca, “Marino è un interprete sicuro, appassionato, ma quello che colpisce di lui è la forza della sua chitarra, veramente straordinaria, accattivante, a tratti travolgente. Si sente una grande maestria, una grande classe, dove tutto sembra facile e normale nelle sue esecuzioni, mentre è invece sorretto da un grande tocco, una grande bravura ed una grande, invidiabile tecnica”.

Ora ho il grande piacere di presentare tutto il suo lavoro, con questo Incontro, nella suggestiva, raccolta, “protetta” vecchia cucina del Castello di Piazzetta Matteotti. Io e lui da soli, intervistarlo, dargli modo di parlare del suo lavoro, delle motivazioni che lo hanno spinto a ricercare,  inframezzando il tutto con alcuni suoi interventi musicali.

Tra i tanti pensieri, appunti, aforismi di Leonardo da Vinci, pubblicati, proprio in questi giorni  in una raccolta curata da Gino Ruozzi, Amore ogni cosa vince, per Interlinea, mi ha colpito principalmente questo divertente, ma anche in fondo “cattivo” aforisma: “Tristo è quel discepolo che non avanza il maestro”, che mi auguro e  auguro  a Marino di sconfessare alla grande!.  (Gastone Pietrucci, 2019)

 

 

 

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Copertine primo cd Galantòmo era mio padre!, RaRa Records,, 2016, del libro Né acqua, né luce, né strada…,2018,

e del secondo cd, di Marino Carotti, Il sole si dermò di camminare, RaRa Records,, 2019

 

 

 

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trantacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

ATTENZIONE: DAL 13 LUGLIO SONO APERTE LE PRENOTAZIONI

 

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

*

MONSANO – DOMENICA 18 AGOSTO

ANCORA DIVERTISSIMENT IN … CUCINA!

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Monsano -  Cucina del vecchio Castello di Piazzetta Matteotti  - Ore 18,00- Ore 22,00 - Concerti - Spettacoli su Prenotazione Obbligatoria 

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano

 

Per la Serie

“La Georgeide- Le Grandi Parodie”

 

ALLÌ  CARACCIOLO E MARIA NOVELLA GOBBI

in

I PROMESSI GIORGI *

irresistibile divertissement letterario-musicale per pochi fortunati “spettatori-testimoni”

 

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Allì Caracciolo - Maria Novella Gobbi

 

 

 

con

 

Allì Caracciolo, voce recitante

  Maria Novella Gobbi, voce recitante

 

con la partecipazione straordinaria di

Gastone Pietrucci, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

 

 

Regia di Allì Caracciolo

Il 23 aprile, che il calendario romano dedica a San Giorgio, ricorre il giorno onomastico di due giganti della Macina di Gastone Pietrucci e dello Sperimentale Teatro A, o STA, di Allì Caracciolo e Maria Novella Gobbi, due esseri indispensabili e sublimi: Giorgio Cellinese, anima e mentore di Macina e Giorgio Sposetti, centro e riferimento di STA. Da lungo tempo si suole celebrare tale ricorrenza e felice congiunzione con un testo originale, composto ogni anno da Allì e Maria Novella in parodia di opere famose, quali La Giorgina Commedia, Giorgerentolo, Giorgeretto rosso, Giorgiocchio, I promessi Giorgi, e molte altre, rappresentate nel fatidico giorno al cospetto del Drago a due teste, Giorgione/Giorgino, con la grande interpretazione degli autori, dell’Aedo cantore e del suo menestrello Marco Gigli.

Vi presentiamo, per la Serie “La Georgeide-Le Grandi Parodie”, l’edizione del 2013.: I promessi Giorgi, tratto dal capolavoro dell’… inconsapevole Alessamdro Manzoni , I promessi sposi. Buon divertimento!!!!

 

Personaggi

 

Giorgenzo Giorgaglino

Giorgi Giorgella

Don Giorgiondio

Don Giodrigo

L’Ingiorginato

Fra’ Giorgioforo

Il dottor Giozzeccagiobugli

Giortrude monaca del cassero

Il Cardinal Giorromeo

I più Bravi:

L’Allìbbio

Il Novelgriso

I Somari:

Tuttiglialtri

 

E inoltre:

La Peste di Monsano, certo Gastone detto il Pietruccio

 

I Capitoli

 

I. I Promessi

II.  La protezione del Signorotto

III.  I tentati rimedi

IV.  La monaca del Cassero

V.  La cena dell’Ingioginato

VI.  La notte dell’Ingiorginato

VII.  La Peste

VIII.  Lo scioglimento del voto e la penitenza fianle

 

 

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La copertina dell'edizione del 1840 del romanzo di Manzoni

Francesco HayezRitratto di Alessandro Manzoni, 1841,

olio su tela, cm 120 × 92,5. Milano, Pinacoteca di Brera

 

I promessi sposi è un celebre romanzo storico di Alessandro Manzoni, ritenuto il più famoso e il più letto tra quelli scritti in lingua italiana Preceduto dal Fermo e Lucia, spesso considerato romanzo a sé, fu pubblicato in una prima versione nel 1827 (detta "ventisettana"); rivisto in seguito dallo stesso autore, soprattutto nel linguaggio, fu ripubblicato nella versione definitiva fra il 1840 e il 1842 (detta "quarantana"). Ambientato tra 1628 e il 1630 in Lombardia durante il dominio spagnolo, fu il primo esempio di romanzo storico della letteratura italiana. Il romanzo si basa su una rigorosa ricerca storica e gli episodi del XVII secolo, come ad esempio le vicende della monaca di Monza (Marianna de Leyva y Marino) e la Grande Peste del 1629–1631, si fondano su documenti d'archivio e cronache dell'epoca. Il romanzo di Manzoni viene considerato non solo una pietra miliare della letteratura italiana - in quanto è il primo romanzo moderno di questa tradizione letteraria - ma anche un passaggio fondamentale nella nascita stessa della lingua italiana. I promessi sposi, inoltre, sono considerati l'opera più rappresentativa del romanticismo italiano e una delle massime della letteratura italiana per la profondità dei temi (si pensi alla filosofia della storia in cui, cristianamente, opera l'insondabile Grazia divina nella Provvidenza). Inoltre, per la prima volta in un romanzo di tale successo, i protagonisti sono gli umili e non i ricchi e i potenti della storia. Il romanzo, infine, per la sua popolarità presso il grande pubblico e per il vivace oggetto d'interesse da parte della critica letteraria tra XIX e XX secolo, è stato rielaborato in forme artistiche, che vanno dalla rappresentazione teatrale al cinema, dall'opera lirica alla fumettistica.

 

Per questa particolare performance saranno ammessi per ogni replica,

soltanto trantacinque “spettatori-testimoni” per volta, su prenotazione:

La Macina: 07314263 / 3356444547 / e-mail: lamacina@libero.it

ATTENZIONE: DAL 13 LUGLIO SONO APERTE LE PRENOTAZIONI

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

*

 

JESI –  MERCOLEDÌ  21 AGOSTO

CONCERTO  “PEL PRADO”

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Campo Sportivo Aurora-San Sebastiano- Ore 21,30 Concerto- Grande della Sera

In collaborazione con l’ Evento "Tutti al PraDo !!! Alla Festa del Cordaro 2019"

 

LA MACINA

in

E IO LA VOJO REGGIRA’ LLA RODA…   *

giù pel Prado ce sse fa lle corde…

Concerto “pel Prado”

 

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La Macina  

Gastone Pietrucci  voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce

Marco Gigli chitarra, voce, controcanti

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 

 

 

E io la vojo reggirà lla rota

la rregiro pe’ lli cancelli

io te l’ho detto più de ‘na volta

e che non vole li miei fratelli

 

E io la vojo reggirà lla rota

e ggiù pe’ ‘l Prado ce se fa ‘ lle corde

pe’ tte moretto sentimentale

io ce l’ho perse tuttè lle forze

 

E io la vojo reggirà lla rota

amore mio valì più d’un tesoro

te l’ho giurato davanti a Ddio

d’amarti sempre finchè non moro

 

E io la vojo reggirà lla rota

amore mio quantò mme piaci

ce l’hai du’ ‘cchietti neri neri

e la boccuccia ce l’hai da baci

 

E io la vojo reggirà lla rota

la rregiro per Tornabrocco

non servè che fatè tantò ‘l galletto

perché per me ‘n valì mancò ‘n baiocco

 

E gira gira gira e ffa’ lla

che di me gnientè poi dire

a tte vijacco ti possò chiamare

a mme civetta non me ‘l poi dire

 

E io la vojo reggirà lla rota

le rregiro per Porta Pia

E dite male de quel giovanotto

e perché tanto non ve se pija

 

canto popolare jesino

 

 

 

Un concerto della Macina mirato, quello in programma, per una delle Feste più popolari della vecchia Jesi, “La Festa del cordaro”, nel quartire del Prato. Infatti il concerto montato per questa occasione, ha un titolo emblematico E io la vojo reggirà lla roda…, tratto dall’incipit di uno dei canti più noti del repertorio de La Macina, che riecheggia appunto del lavoro dei cordari della zona del Prato, del Tornabrocco, di una Jesi scomparsa, dove riecheggiavano, le grida, le incitazioni dei vecchi mestieri. Un concerto quindi sulle dure condizioni del lavoro, sulla fatica, ma anche sull’allegria , sull’ironia e sulla voglia di vivere, nonostante tutto e tutti.

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 CAL-F-003004-0000.jpg«Un+angelo+possente+prese+allora+una+pietra,+grande+come+una+màcina,

 

“[…] Per gli amici della “Macina”, vorrei invocare la protezione dell’Angelo con la macina (circa 1020) che

‘ride’, pensoso e operoso, nel Manoscritto miniato della Staatbibliothek di Bamberg”

Gianni Scalia, 2000

 

  

  

Vecchie immagini del quartiere del “Prado”- Jesi -

 

 

 

 

                        *

JESI –  GIOVEDÌ 22 AGOSTO

LA MACINA NEL RICORDO DI CESIRA, QUARTINA E ITALIA

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Pinacoteca Civica - Galleria degli Stucchi -  - Ore 19,00 Concerto del Ricordo e della Memoria

Con il sostegno del Comune e l’Assessorato alla Cultura di Jesi e il patrocinio della Pinacoteca civica di Jesi

 

 

Per la Serie Foglie d’Album n. 11

LA MACINA OMAGGIO A

QUARTINA LOMBARDI GIANSANTELLI, CESIRA 

SANTARELLI COLTORTI E ITALIA SANTARELLI

in

QUEL MIRACOLO NEL 1976

 ALL’OSPEDALE “MURRI” DI JESI

 

 GENESI DI UNA RICERCA   *

a cura di Gastone Pietrucci

Cesira Santarellipiccola.jpgItalia Santarellipiccola.jpg

Quartina Lombardi Giansantelli  (1900–1989)

Le sorelle: Cesira Santarelli Coltorti (1906-1997) e Italia Santarelli (1912-1997)

 

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La Galleria degli Stucchi (Pinacoteca civica di Jesi -  Le“filandare” a Teatro

 

 

Non esiste separazione definitiva

finché esiste il ricordo.

Isabelle Allende

 

Nel 1976 mi trovavo all’Ospedale “Murri” di Jesi, per uno dei tanti ricoveri ospedalieri di mia madre che soffriva da anni di asma. Insieme a mia madre, nella stessa camerata erano ricoverate altre donne, che in seguito scoprii essere quasi tutte ex-“filandare” jesine. Una, in particolare, mi colpì subito, una donna energica, con un forte carattere ed una simpatia contagiosa, Quartina Lombardi Giansantelli, che per caso, improvvisamente, un giorno mi intonò una canzone e precisamente “Io vado in filandra…” (un canto famoso e molto popolare tra le “filandare” di Jesi). Proprio in quel periodo io stavo facendo ricerca sul campo, sulle tradizioni orali musicali della nostra gente, materiale che poi sarebbe confluito nella mia futura tesi di laurea “Letteratura tradizionale orale marchigiane e spoletina” tesi , discussa nel 1978 all’Università di Urbino. Sentire Quartina intonare quel canto, fu per me una grande sorpresa, amareggiato però dal fatto, che non avevo con me l’ormai inseparabile registratore. Improvvisamente Quartina però interruppe il canto, perché la memoria le stava giocando un brutto tiro facendole dimenticare improvvisamente quel canto che le era sgorgato così facilmente dalla gola e dalla memoria. Tutto sembrava perso, interrotto per sempre, quando un’altra ricoverata, Cesira Santarelli Coltorti (altra ex-“filandara”) le venne “miracolosamente” in aiuto, riprendendo il canto da dove Quartina si era fermata,. E così, in modo fortunato e fortunoso, conobbi le mie prime due informatrici, che mi aprirono un mondo su i canti della filanda jesina. Naturalmente poi nei giorni seguenti, incominciai a registrare da loro una serie di canti, che poi, in seguito, allargando il campo della mia ricerca, mi portò  conoscere e a lavorare con un gruppo agguerrito e formidabile di ex-“filandare”, con le quali nel 1990, riuscii ad incidere dal vivo (in due giornate memorabili, al Teatro G,B. Pergolesi di Jesi) un importante lavoro discografico  Io vado allàn filandra…” (M.C.M:Records-050-W5,lp, 1990).

Ora mi sembra giusto ricordare ed omaggiare queste due grandi figure di donne e di “filandare”, insieme ad una terza, Italia, sorella di Cesira, sempre umile, sempre in disparte, sovrastata dalla figura imponente, carismatica della sorella maggiore e sempre al suo costante, totale servizio, con un concerto de La Macina e con la pubblicazione nella Collana Foglie d’Album n. 11, di un apposito fascicolo dedicato al loro lavoro e alla loro memoria, curato dal sottoscritto.e presentato la sera nel Concerto del Ricordo e della Memoria della serie Concerti delTramonto, nell’ambito di questa edizione 34° Monsano Folk Festival 2019,  nella prestigiosa sede della Galleria degli Stucchi della Pinacoteca di Palazzo Pianetti di Jesi. Portare il ricordo ed il canto di queste umili figure di donne, lavoratrici della filanda, in uno dei luoghi più belli e più carichi di tesori e di opere d’arte della città, riscattandole , una volta per tutte, ed elevandole ad altrettante “opere d’arte”, insieme alle grandi ed inestimabili opere del Lotto e di tutte le altre opere pittoriche custodite nelle sale del Museo.

 

Gastone Pietrucci                  

con


LA MACINA

 

Gastone Pietrucci  voce, percussioni

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, voce

Marco Gigli chitarra, voce, controcanti, percussioni

Roberto Picchio, fisarmonica

con l’amichevole partecipazione straordinaria di

Milena Gregori, voce narrante

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

IL TRADIZIONALE APERITIVO DOPO IL CONCERTO SARA’ OFFERTO

 GENTILMENTE DAL DOTT. RICCARDO CARSETTI E FAMIGLIA

                        

                        *

 

CAMERATA PICENA –  VENERDÌ 23 AGOSTO

UN “MAGGIO” POPOLARE, SCATENATO E SPETTACOLARE

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Camerata Picena – Ore 22,00 – Corte del Castello del Cassero – Concerto- Spettacolo della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Camerata Picena

 

Alla “radiosa presenza”  Gianfranco Costarelli

 

SPERIMENTALE TEATRO A -LA MACINA  

in

CHI E’ BELLI DE FORMA DE MAGGHIO RITORNA  *

“Fa’ che più non si rasiona se non di ballare et de manecare et far feste allegramente”

 

sulle feste di maggio e di matrimonio: bruscelli, piantamaggio, cicli di mesi,

cortei e riti nuziali, toccamano e formule di promessa e nozze , elenchi dotali e di concio della sposa

 

 

 

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Alcune immagini della prima nazionale (Morro d’Alba, 33° Monsano Folk Festival 2018)

 

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                                   La Macina  -  Bozzetto di scena, Il folle,  di Maurizio Agasucci, 2002

  

Lo spettacolo rappresenta la formalizzazione degli studi di ricerca condotti dallo ‘Sperimentale Teatro A’ e per la parte musicale da Gastone Pietrucci La Macina, sulle feste di m Bozzetto di scena, Il folle,  di Maurizio Agasucci, 2002

aggio e di matrimonio: bruscelli, piantamaggio, cicli di mesi, cortei e riti nuziali, toccamano e formule di promessa e nozze, elenchi dotali e di concio della sposa. Il testo dello spettacolo utilizza materiale orale di antichissima tradizione popolare orale comparata, e in parte materiale di fine Cinquecento tuttora manoscritto, di carattere semipopolare comico, tratto dalle due commedie ed elenchi dotali di Francesco Borrocci (le cinquecentesche Borrocciate). I testi, sia di provenienza orale, che manoscritta, non hanno subito alcuna interpolazione, sono soltanto avvicinati e posti in sequenza drammaturgica secondo una struttura di fondo che intende cogliere il momento della festa popolare da varie angolazioni, fino a contrapporre ad essa le ragioni della miseria, del conseguente disagio e della protesta. Lo spettacolo, in un unico tempo, si impernia su due momenti:

1. Quello iniziale vede i bruscellanti sopraggiungere con il rituale ramo coperto di nastri a esprimere da un lato (dai testi orali) la frenesia dell’eros, del dispetto, dell’innamoramento, della primavera, in una sorta di ossessione festosa dionisiaca di carattere popolare, segnata da scansioni ritmiche volte a suggerire la vocalità spaziale delle voci ‘a batocco’; dall’altro un sotteso malcontento sociale e latenti inquietudini sociali (dal manoscritto di Borrocci), che la travolgente esuberanza non riesce a celare. Si delinea in tal modo un accenno di sfondo che, mentre sottrae l’evento-festa alla totale atemporalità, lo colloca in una prospettiva culturale e storica di cupo disagio sociale, evocata dalla calata dei Lanzi e dal sacco di Roma, ove la carestia, i saccheggi, la miseria, la peste vengono, non appena evocati, respinti, ma di conseguenza implicitamente evidenziati, risultando ancor più gravemente incombenti. Tuttavia essi, in vari modi e forme, vengono esorcizzati: tramite ben diverse inquietudini, come quelle della fanciulla impaziente, del giovanotto focoso, dell’ansia di ripopolamento dei vecchi; oppure tramite il mito, come quello di Roma quale frontiera dell’utopia sociale, di cui prima, rovesciamente, era balenato il profilo di terra devastata dalle violenze del sacco; e, sopra a ogni cosa, la necessità esistenziale e culturale della festa: “Fa’ che più non si rasiona se non di ballare et de manecare et far feste allegramente”.

2. Il momento successivo si incentra sul rito del corteo nuziale e del toccamano, fino all’interminabile elenco dotale che scrupolosamente annota e legge l’affannato (e affamato) Notaio, artista dell’ars ‘buccolica’, maccheronica derivazione dall’etimo bucca, bocca, valoroso rappresentante di una lunga teoria di ingegnosi e sfortunati maestri dell’espediente della sopravvivenza.

I Cantori, musici di occasione ma figure espressamente dionisiache, capaci di evocare, con saltarelli scatenati e arcaiche misure musicali, l’eros, il lavoro e la fatica dei campi, la dolorosa constatazione dello sfruttamento e la necessità di affermazione sociale, rappresentano voce e suono dell’ebrezza, dell’amore e della disperazione. Le immagini traggono da atteggiamenti e composizioni gestuali di incisioni e arti figurative del Cinque-Seicento popolari e dalle raffigurazioni pittoriche dei mesi tardo quattrocentesche, trasferiti tutti in una sorta di metatemporalità accennata e sorridente.

Le voci, bilingui (lingua della produzione comica scritta cinquecentesca ed antico volgare della Marca, di tradizione orale), si innestano su impianti ritmici mossi e variati che utilizzano impostazioni tonali, diagrammi vocali, registri e risuonatori della vocalità attinente ai richiami e ai canti ‘a batocco’, ‘a biroccio’, ‘a dispetto’, etc. ai ritmi delle castellane e saltarello; mentre emergono suggerimenti gestuali ed inflessioni tonali della Commedia dell’Arte.

La vocalità percorre ogni suggestione, per riferire la multiforme esistenza delle forme e della loro incessante, ciclica, mutazione.

 

Il Regista

Allì Caracciolo

 

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Sperimentale Teatro A – Immagini storiche del “Maggio”.

 

 

Interpreti / Personaggi

 

 


Donna   Maria Novella Gobbi

Uomo e Notaio     Fabio Bacaloni

Uomo Giovane e Sposo   Piergiorgio Pietroni

Donna Giovane e Sposa  Maria Stella Righetti

Il Fanciullo di Maggio Filippo Sileoni

 

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Musici

Cantore  Gastone Pietrucci

Violino-Chitarre  Adriano Taborro

Fisarmonica    Roberto Picchio

Chitarra   Marco Gigli


 

Costumi  Maurizio Agasucci

Ricerca  Giorgio Sposetti – Maria Novella Gobbi – Gastone Pietrucci

Assistente alla Regia    Maria Novella Gobbi

 

Regia   Allì Caracciolo

 

 

La serata per Gianfranco Costarelli

 

Sempre mi torna in mente

la radiosa presenza. La qualità della luce

la qualità del ricordo si somigliano.

[…] 

Allì Caracciolo, La distanza in La Insomiglianza, 2007

 

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Corte del Castello del Cassero (Camerata Picena), serata tradizionale acustica

del Monsano Folk Festival Dedicata ogni anno a

Gianfranco Costarelli e alla sua “radiosa presenza”

 

 

 

In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà all’interno delle Sale del Castello del Cassero

 

 

*

 

 

 MORRO D’ALBA – SABATO 24 AGOSTO

INCONTRO DI VOCI , STRUMENTI POPOLARI E EMOZIONI

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Morro d’Alba – Auditorium Santa Teleucania -  Ore 22,00  Concerto-Incontro della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Morro d’Alba

 

 

EMMA MONTANARI  E  GASTONE PIETRUCCI

con la partecipazione straordinaria di

MARCO GiGLI , ADRIANO TABORRO e MARCO TARANTELLI

in

ALL’INCROCIO DELLE VOCI  *

Un’anima a due voci per Gastone e Emma.

 

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Emma Montanari – Gastone Pietrucci

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Marco Tarantelli

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Adriano Taborro-Marco Gigli

 

Emma Montanari, ha fatto parte, nei primi anni ’80, della formazione storica friulana La Sedon Selvadie, poi unica voce femminile del Gruppo La Macina, con il quale ha inciso nel 1988, l’album , Marinaio che vai per acqua…., attualmente con il gruppo In Compagnia (formato dall’unione del gruppo austriaco Aniada a Noar ed il Trio friulano Altrioh ). Metà marchigiana (anconetana) e metà friulana (gemonese), Emma, sorretta dalla sua calda, inconfondibile voce, così scura e solare, accompagnandosi con il suo fedele violone (liron), incrocerà la “voce abisso” di Gastone Pietrucci, leader de La Macina, farà incontrare queste due anime, quella, marchigiana e quella friulana. Così verranno presentate a confronto, il repertorio di ballate, di canti religiosi, di ninne-nanne, di canti infantili, di canti di cantastorie, in un rapido exursus tra queste due culture e civiltà così lontane, in un ideale confronto-raffronto sul filo della memoria e dell’affetto. I marchigiani Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino e Marco Gigli, chitarra, canto, controcanti, arricchiranno con la loro amichevole partecipazione straordinaria, il già prezioso e suggestivo concerto: una vera “chicca” del Monsano Folk Festival,  presentato in prima nazionale, e con grande successo l’anno scorso, nella serata di Cupramontana, ed ora riproposto a Morro d’Alba, con l’arricchimento nel collettivo, di Marco Tarantelli e del suo “magico” contrabbasso, a far da “controcanto” al liron di Emma.

 

CURRICULUM DI EMMA MONTANARI

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Negli anni 70 inizia a cantare con il Canzoniere di Ajello. Poi insieme a Emilio Gottardo, Alberto Durì e Gianni Conti fonda il Canzoniere Friulano a Udine.  Nel 1972 conosce Dario Fo e Franca Rame e, con la loro collaborazione faranno uno spettacolo sulla storia del cementificio di Lestans contro l’inquinamento e in difesa della salute della popolazione. Negli stessi anni collabora con Gualtiero Bertelli e Sandra Kersevan. Negli anni 80 incontra Andrea del Favero, Giulio Venier, Glauco Toniutti, Marisa Scuntaro e Stefano Copetti che avevano da  poco fondato La Sedon Selvadie e passa al repertorio della tradizione friulana. Nel 1986 entra a far parte del gruppo di ricerca marchigiana La Macina; dal 1988 grazie al suggerimento di Gastone Pietrucci di unire le sue due anime (marchigiana e friulana) inizia a lavorare in tal senso. Dopo aver partecipato al lavoro con Giulio Venier con i Furclap (1991) “4 carantan 4” (pietra miliare del passaggio dalla riproposta tradizionale all’influenza rock) prende una pausa dalle scene per fare la mamma. Nel 1994  riprende l’attività musicale e fonda con Giulio Venier, Flavio Bortuzzo e Paolo Manfrin il gruppo folk Emma Montanari Grop che si esibirà fino al 2012 incidendo un disco nel 2005 facendosi conoscere in Friuli ed in Austria. Nel 2006 partecipa alla fondazione del gruppo Intantocanto insieme a Barbara Dall’Armi, Claudia Grimaz, Nicoletta Oscuro, Sandra Kersevan, Eleonor e Gabriella Gabrielli. Nel 2008 insieme a Marisa Scuntaro e Lucia Clonfero (violinista)  e la partecipazione di Priska (chitarrista) fondano il gruppo Feminis. Nel 2011 dopo lo scioglimento dell’Emma Montanari Grop insieme a Giulio Venier e Michele Pucci ha fondato l’Emma Montanari Trio partecipando ai progetti “Luce” e “Incompagnia” insieme al gruppo austriaco Aniada a Noar.  All’inizio del 2012, dopo la tournée in Iran dà vita al gruppo Altrioh con Giulio Venier e Gianluca Caberlotto. incidendo il loro primo album  musica acustica e sperimentazione elettronica, dove si fondono tra sfumature e filastrocche folk, ma anche recitati su atmosfere jazzistiche, antiche danze dagli sviluppi rock che riconducono sempre alla ricerca delle radici di ognuno dei tre musicisti. Dalla Val Resia alla Carnia al Veneto cimbrico, dalle Marche all’Abruzzo alla world music, tutto filtrato attraverso la pirotecnica e imprevedibile voce di Emma, le chitarre acustiche ed elettriche di Jan e la fantasia a cinque corde di Giulio. 

                    

 

Emma suona un Liron (costruito da Endo Marocutti, artigiano carnico, il 22 gennaio 1984 a Treppo Carnico)

 

 

con

Emma Montanari, voce, violone (liron)

Gastone Pietrucci, voce

 

con l’amichevole partecipazione straordinaria di

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, oud

Marco Gigli, chitarra, voce, controcanti

Marco Tarantelli, contrabbasso

 

Ideazione e Regia, Gastone Pietrucci

 

 

PROGRAMMA

 

ALL’INCROCIO DELLE VOCI

 

1.      Done Mari (canto di nozze friulano), Emma Montanari, voce, violone (liron)

2.      Donna Lombarda (Nigra 1) (ballata friulana-marchigiana), Emma Montanari, voce,  Gastone Pietrucci, voce, Marco Gigli, voce, chitarra, Adriano Taborro, oud, chitarra, violino, Marco Tarantelli, contrabbasso.

3.      Consija (canto di cantastorie marchigiano), Emma Montanari, voce

4.      Tiritere, Conte, Filastrocche Infantili   (friulane-marchigiane), Emma Montanari, voce, Gastone Pietrucci, voce, Marco Gigli, voce, chitarra, Adriano Taborro, chitarra, Marco Tarantelli, contrabbasso.

5.      U saluti a Maria (canto religioso friulano), Emma Montanari, voce, violone (liron)

6.      Salve Regina (canto religioso marchigiano), Gastone Pietrucci, voce, Marco Gigli, voce, chitarra,  Marco Tarantelli, contrabbasso.

7.      Il marito giustiziere (Nigra 30), (ballata arcaica, versione marchigiana), Gastone Pietrucci, voce, Emma Montanari, voce,  Marco Gigli, voce, chitarra, Adriano Taborro,  chitarra, Emma Montanari, voce,  Marco Tarantelli, contrabbasso.

8.      San Giorgio (racconto popolare), Emma Montanari, voce

9.      L’amore ti fa l’occhiolino… (canto friulano), Emma Montanari, voce, violone (liron)

10.  Dormi dormi core mia…(ninna-nanna marchigiana), Gastone Pietrucci, voce, Marco Gigli, chitarra, controcanti, Adriano Taborro,  chitarra, Marco Tarantelli, contrabbasso

11.  Alla luce di due candele…(canto popolare friulano), Emma Montanari, voce, violone (liron)

1.      Faccete a’la finestra Luciola… (canto popolare marchigiano), Gastone Pietrucci, voce, Marco Gigli, chitarra, controcanti, Adriano Taborro,  chitarra, Marco Tarantelli, contrabbasso

2.      Perché a me Signore (lamento friulano), Emma Montanari, voce, violone (liron)

3.      Le repliche di Marion/Colomba Marì (Nigra 85) (ballata arcaica a contrasto-versione marchigiana), Gastone Pietrucci, voce, Emma Montanari, voce, Marco Gigli, chitarra, controcanti, Adriano Taborro,  chitarra, Marco Tarantelli, contrabbasso

4.      Nanà nanà pupì…(ninna-nanna friulana), Emma Montanari, voce, violone (liron)

 

 

 

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

*

MONSANO – DOMENICA 25 AGOSTO

IL SUDORE, LA FATICA, IL DOLORE, LA MORTE

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Monsano - Piazza dei Caduti - Ore 22,00 –Ceoncerto-Poetico Musicale di Chiusura Festival 

In collaborazione con il Comune, l’Assessorato alla Cultura di Monsano

ELIO CORIANO-STELLA GRANDE-VITO ALUISI

 (Salento)

in

A NUDA VOCE

Canto per le tabacchine

 

Ricorda i nomi

Ricorda i volti

Ricorda le voci

Ricorda le storie

Ricorda tutto

Incondizionatamente

 

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Stella Grande – Elio Coriano

Elio Coriano-Stella Grande-Vito Aluisi

 

*

 

ELIO CORIANO

A NUDA VOCE

CANTO PER LE TABACCHINE

 

A tutte le tabacchine

di ieri e di oggi

per amore e per amaro

 

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“A nuda voce. Canto per le tabacchine”, Elio Coriano, 

 

“…Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai prpri figli.”  Ada Donno, “L’archivio di Rosetta o del riprendersi la storia” , dall’introduzione al volume, Elio Coriano, A Nuda voce, Musicaos Editore, Napoli, 2015.  Grazie alla voce della cantante Stella grande e alla musica del pianista Vito Aluisi, “A nuda voce-Canto per le tabacchine” ha preso corpo un recital poetico che ha portato la “voce” delle tabacchine, la loro memoria, in tutto il Salento , la Puglia e l’Italia.

 

“Canto per le tabacchine. Potrebbe essere così, una risoluzione per l’anima, un balsamo poetico che tenta la memoria, la consapevolezza, la tenacia dei corpi che non conoscono lo scorrere del tempo, e nella persistenza delle loro storie si sostanziano come epos moderno, il mito contemporaneo della dannazione dei ceti deboli, che come ogni cosa ammette un ritorno e continua a ripetersi nella storia. Un canto per le tabacchine è l’ultima fatica poetica di Elio Coriano. Il 13 giugno del 1960 è il giorno in cui sei tabacchine morirono bruciate, a Calimera, nel cuore della Grecìa Salentina…Lina Tommasi, Luigia Tommasi, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Luigia Bianco e Assunta Pugliese, questi i nomi delle sei donne morte a Calimera. Locali malsani. Salari da fame. Condizioni inumane. L’ombra scura, cupa, dei “baroni del tabacco” e la promiscuità con l’ambiente politico. L’arricchirsi di pochi attraverso il sacrificio di una intera categoria sociale, privata di ogni determinante capace di dare qualità umana alla vita… C’è tutta la dimensione di Elio Coriano in questo ultimo lavoro poetico. C’è tutto un percorso che dall’esordio si articola assumendo la vita come una forma di resistenza poetica ai “mali” sociali…Il canto perle tabacchine ha una matrice epica, si sostanzia come archetipo contemporaneo, ha coscienza e turbinio costante che dal silenzio chiama il lettore alla parola che non teme e osa, e ostacola, e raccoglie on memoria, forza e passione, tenacia e amore, incanto e resistenza e lotta… Le parole, nude, vengono restituite ad una concretezza di significati che chiama a sé le corrispondenze  mono-lessicali di Pasolini e a tratti le violazioni di Carlo Belloli…. Una denuncia a nuda voce… Parlare, urlare, ancora a nuda voce. Ed i versi si fanno mezzo, veicolo e trasporto emozionale, necessario, per concimare coscienze, per fare maturità e crescita nel rispetto dell’Altro, nel rispetto del mondo, per fare ancora maturità e coscienza che sia riscatto consapevole di quelle generazioni” a cui per secoli sono bastate/ solo le bendizioni”….”.   Francesco Aprile, “Di coscienza e amore. La follia poetica di Elio Coriano” , dall’inbroduzione al volune, Elio Coriano, A Nuda voce, Musicaos Editore, Napoli, 2015

 

“…Elio Coriano, nel suo excursus poetico, che va dalle prime opere pubblicate a oggi, si è mosso, dunque, partendo dall’io e dalla scrittura come attraversamento dei deserti dell’anima,  fin dalle più estreme solitudini che derivano con il confronto tra tenebra e luce, anima e corpo, realtà e ideale. I versi del poeta hanno così costruito una corazza solida, tale da permettere un ritorno alla realtà con atteggiamento differente, propositivo e portatore di un messaggio di rivendicazione che va oltre la semplice denuncia, per approdare infine ai toni della poesia civile, e al suo confronto con la storia, sia contemporanea che quotidiana, fino all’immerdiato presente. La poesia di Elio Coriano, quindi, prende consistenza, in “Fur Ewig 3” e in questi suo “A nuda voce”, inuna occasione di riscatto per coloro che non hanno voce, riannodando la scrittura di Coriano alla tradizione della poesia contemporanea, che si sostanzia come dialogo incessante tra pensiero e scrittura, tra filosofia e storia, tra reale e razionale, con un testimone preso in prestito, per citare tre nomi, da Bertld Brecht, Anna Achmatova, e Franco Fortini”..Luciano Pagano, “Con storico disincanto. Sui versi di Elio Coriano”, dall’inbroduzione al volune, Elio Coriano, A Nuda voce, Musicaos Editore, Napoli, 2015

 

 

 

… la luce non basta per scrivere un poema

serve il grigio serve il nero serve l’oscuro

 

serve il sudore serve la fatica il dolore e la morte

 

serve pure il canto ma non si poteva cantare

servono le parile ma quelle non si potevano dire

 

l’occhio della maestra era sempre vogile

l’orecchio della maestra captava ogni sussurro

 

potevi perdere il lavoro

se cantavi se parlavi se pensavi…

 

 

 

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Elio Coriano - Stella Grande

 

 

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Scrivere delle mani spaccate dai calli

dei disastri della candeggina a mani nude

della terra che non riuscivi a togliere dalle unghie

scrivere delle mosche che danzavano impazzite

attorno al secchio del latte

scrivere di sguardi rassegnati

illuminati da un’altra alba di fatica

 

11/05/2013

 

 

con

Elio Coriano, voce ,testi

Stella Grande, canto

Vito Aluisi, canto e pianoforte

 

  

Grazie alla voce della cantante Stella Grande, al canto  e alla musica ddel pianista Vito aluisi, A nuda voce – Canto perr le tabacchine ha preso corpo un recital poetico-musicale

che ha portato la “voce” delle tabacchine, la loro memoria, in tutto il Salento, la Puglia e ora qui nelle Marche. Un Salento profondo, sconosciuto, volutamente dimenticato, che non ha soltanto la pizzica!

 

 

 

 

Elio Coriano è nato a Mariggnano del 1955. Poeta e operatore culturale, insegna Italiano e Storia presso l’Istituto Professionale “Egidio Lanoce “ di Maglie. Con Conte Editore ha pubblicato A tre deserti dall’ombra dell’ultimo sorriso meccanico, Premio Venezia Poesia 1966, nella collana Internet Pioetry, fondata da Francesco Saverio Dodaro. Con Le pianure del silenzio, tradotto in cinque lingue, ha inaugurato sempre con Conte Editore, E 800 – European literature, collana diretta e ideata da Francesco Saverio Dodato. Nel 2005 ha pubblicato per  “I Quaderni del Bardo”, Dolorosa Impotenza. Il mestiere delle parole con dieci disegni di Maurizio Leo e la prefazione di Antonio Errico. Nel 2006 per Luca Pensa Editore, nella collana Alfaomega, ha pubblicato Sritture Randage con la prefazione del filosofo cileno Sergio Vuskovic Rojo. Del 2007 è H. Letture pubbliche (poesia 1996-2001) con i libri di Icaro. Nel 2004 fonda assieme a Stella Grande e Francesco Saverio Dodaro il gruppo di musica popolare Stella Grande e Anime Bianche di cui è curatore dei testi e direttore artistico. Inoltre ha curato e messo in scena una sua orazione su Gramsci, intitolata FUR EWIG, accompagnato dal pianista Vito Aluisi. Nel 2010 pubblica, per Lupo Editore, Il lamento dell’insonne , vincitore  nel 2012 del premio nazionale “Città di Mesagne”. Nel 2013, pubblica Fur Ewig 3 (Lupo Editore), presentato per il “76° Gramsci, Pensatore Unitario” il 27 giugno 2013 presso la Camera dei Deputati. I testi di A nuda voce. Canto per le tabacchine fanno parte di uno spettacolo teatrale e musicale realizzato con Stella Grande e Vito Aluisi..

 

 

 

In caso di maltempo il Concerto-Spettacolo si terrà nel nuovoAuditorium di Monsano di via Falcone

 

 

 

*  *   *

 

 

Gli  Artisti del  Monsano  Folk  Festival  2019  

 

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Sperimentale Teatro A

Maria Novella Gobbi

Fabio Bacaloni

Piergiorgio Pietroni

Maria Stella Righetti

Filippo Sileoni

Genny Ceresani

Giorgio Sposetti

Allì Caracciolo

 

 

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La Macina

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, (direttore musicale)

chitarra, mandolino, violino, voce 

Marco Gigli, chitarra, voce, controcanti

Roberto Picchio, fisarmonica, voce

Riccardo Andrenacci, batteria, percusioni

Marco Tarantelli, contrabbasso

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

Il Muro del Canto

 Daniele Coccia Paifelman: voce

Alessandro Pieravanti: voce narrante e batteria

Ludovico Lamarra: basso elettrico

Eric Caldironi: chitarra acustica

Franco Pietropaoli: chitarra elettrica

Alessandro Marinelli: fisarmonicaL MAR

 

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Gastone Pietrucci

 

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Andrea Vincenzetti

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Mattia Consoli

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Paolo Cleri

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Silvia Spuri Fornarini

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Dario Toccaceli

Marco Poeta

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Betti Zambruno

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Piercarlo Cardinali

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Lara Molino

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Giuseppe Di Falco

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Gunter Hotel

 

Dario Aspesani

voce,, chitarre, stomp box e armoniche

Lara Giancarli

voce solista, kazoo e balliran irlandes,

armonica a bocca

 

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Filippo Paolasini

 

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Marino Carotti

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Milena Gregori

 

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Allì Caracciolo (STA)

  

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Maria Novella Gobbi (STA)

 

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Piergiorgio Pietroni (STA)

 

 

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Fabio Bacaloni (STA)

 

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Maria Stella Righetti (STA)

 

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Filippo Sileoni (STA)

 

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Genny Ceresani (STA)

 

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Giorgio Sposetti (STA)

 

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Emma Montanari

Elio Coriano

 

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Stella Grande

 

Vito Aluisi

 

 
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Adriano Taborro

(Macina)

 

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Marco Gigli

(Macina)

 

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Riccardo Andrenacci

(Macina)

 

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Roberto Picchio

(Macina)

 

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Marco Tarantelli

(Macina)

 

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Giorgio Cellinese

(Macina)

 

 

 

    

Ricordati:

Quartina Lombardi

 Giansantelli

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Cesira Santarelli Coltorti

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Italia Santarelli

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Gianfranco Costarelli

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Maurizio Agasucci

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Alexandre Dumas, padre

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Alessandro Manzoni

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Giacomo Leopardi

John Donne

 

Tutti i concerti sono ad ingresso libero

 

*  *   *


 

Foglie d’Album 

 

Raccontare è del resto un atto di giustizia:

l’unico modo per ridare ai morti un posto tra i vivi.

Walter Benjamin

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