Monsano- Jesi- Camerata Picena-Corinaldo Mergo-
Montemarciano- Monte San Vito- Museo “Omero” Ancona -
Numana-
Polverigi- Pro Loco Montecarotto – Montemarciano- Serra de’ Conti- Staffolo -
Fondazione
Pergolesi Spontini -Provincia di Ancona- Regione Marche
24° MONSANO FOLK
FESTIVAL
Rassegna internazionale ed
itinerante di Musica Popolare originale e di revival
nell’anno della crisi
8 - 23 AGOSTO
2009
A cura de
Il Monsano Folk Festival , questa Rassegna internazionale di Musica Popolare originale e di revival nell’anno della crisi, nel corso degli anni, si è trasformato in un Festival itinerante, svolgendosi non solo nella sua sede originale, Monsano, ma da diversi anni, anche a Jesi, Ancona, Camerata Picena, Corinaldo, Mergo, Montecarotto, Montemarciano, Monte San Vito, Numana, Polverigi, Serra de’ Conti (mentre per la ventiquattresima edizione del 2009, toccherà anche Staffolo), per un totale di ben dodici Comuni dell’anconetano.
Il Monsano Folk Festival è un appuntamento ed un riferimento fissi e scientificamente qualificati e prestigiosi, nel fornire, anno dopo anno, un quadro sempre più aggiornato, valido e stimolante della musica popolare, delle sue tradizioni e soprattutto delle sue ancora ignote potenzialità. Infatti siamo più che convinti, che nonostante l’isolamento culturale, le ingiustificate, ottuse, “disattenzioni”, la secolare “latitanza” dei media, sia finalmente arrivata l’ora di far ascoltare e soprattutto diffondere “anche” quest’ “altra” musica, specialmente alle nuove generazioni, decisamente più fragili, sprovvedute e psicologicamente soggette come sono, al feroce condizionamento ed allo squallido fenomeno di ghettizzazione e di omologazione di pasoliniana memoria.
Con il Monsano Folk Festival si è scelta e privilegiata una particolare formula di rapporto, di scambio, di confronto-“scontro”, tra la musica popolare originale degli autentici portatori della tradizione e quella dei vari gruppi ed interpreti di folk revival, in un accostamento di pari dignità, di notevole interesse e di grande valore scientifico.
Questo Folk Festival ha la pretesa di considerare il pubblico non più “oggetto” passivo di più o meno allettanti ed assordanti proposte, bensì “soggetto” attivo, partecipe in prima persona, non più “comparsa”, ma “attore” della festa e del gioco. Un Festival, che per la “libertà”, inventiva, passione e spontaneità con cui viene organizzato e vissuto, si distingue nettamente dall’attuale sconfortante panorama di falsificazione e di massificazione operate sulla cultura tradizionale e sulla civiltà popolare.
Inoltre da quest’anno il Festival ha un’aggiunta significativa nel suo sottotitolo, quello di Rassegna internazionale ed itinerante di musica Popolare originale e di revival, nell’anno della crisi : un Festival quindi, condizionato (e speriamo non troppo limitato) dal momento economico decisamente non favorevole, nel quale si dibatte l’Italia, ma soprattutto tutto ciò che significa cultura in questo nostro Bel Paese !. E nonostante il “feroce” e “selvaggio” dimezzamento del già esiguo ed imbarazzante baget, abbiamo cercato di presentare un Cartellone più che dignitoso, dando largo spazio ai “grandi solisti”, al loro carisma, al loro mettersi in gioco e soprattutto al loro entusiasmo ed alla loro innata bravura, alla loro voglia di “aiutare” e di “arricchire” ulteriormenre un Festival, (unico nel suo genere) un “piccolo-grande” Festival, che ha basato da sempre la sua identità e la sua autorevolezza, nella sua “testa”, nel suo “cervello”, nelle sue “idee”, nel suo continuamente inventarsi e reinventarsi, piuttosto che nell’adagiarsi, nel “portafoglio”, nei “soldi”, nei grandi contributi pubblici e privati, che a dire il vero in tutti questi ventiquattro anni, hanno sempre latitato alla grande!
Jesi, 9 Giugno, 2009
* * *

Monsano-
Jesi- Camerata Picena-Corinaldo Mergo- Montemarciano- Monte San Vito- Museo
“Omero” Ancona -
Numana-
Polverigi- Pro Loco Montecarotto – Montemarciano- Serra de’ Conti- Staffolo -
Fondazione
Pergolesi Spontini -Provincia di Ancona- Regione Marche
24° MONSANO
FOLK FESTIVAL
Rassegna internazionale ed
itinerante di Musica Popolare originale e di revival
nell’anno della crisi
8 - 23 AGOSTO
2009
Direttore Artistico: Gastone Pietrucci
1) PROGRAMMA SINTETICO
(a seguire Programma analitico)
MONSANO-SABATO 8 AGOSTO – Piazza dei Caduti- Ore 22,00 - Concerto
Inaugurale
IL TRATTURO (Molise)
“La cultura musicale, i suoni e le
tradizioni orali lungo le vie della transumanza”
MONTECAROTTO - DOMENICA 9 AGOSTO - Piazza Latieri – Ore 22,00 – Concerto Grande della Sera
RARI RAMARRI RURALI
“Provinciali!?!”
Eco-folk-blues-agri-barricadero dell’entroterra pesarese
MONTE SAN VITO - LUNEDÌ 10 AGOSTO – Teatro “
LUISA POGGI & AURELIO BERETTA (Svizzera)
“Il canto salvato”
Luisa ed Aurelio,
la passione e la storia
con Carlo
Spinedi, violino, voce
e con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
CORINALDO – MARTEDÌ
11 AGOSTO - Piazza
“Il Terreno”- Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera
MACINA-GANG
“Nel tempo ed oltre, cantando... per
Fabrizio”
In ricordo di Fabrizio De Andrè el
decennale della morte
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
MERGO - MERCOLEDÌ 12 AGOSTO - Piazza San Lorenzo Martire - Ore 22,00
- Concerto Grande della Sera
ANDREA BARTOLA
con Michele
Bramucci, chitarra e tastiera
Spettacolo di Teatro-Canzone o
Concerto-Teatrale.
“Acari di stelle”
(una voce fuori dal colon)
NUMANA- GIOVED 13 AGOSTO – Giardino “Cavalluccio
marino” - Ore
12,00 – Concerto
-
Incontro della Sera
RICCARDO TESI (Toscana)
“PresenteRemoto”
(Concerto per organetto diatonico e...)
con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci e Marco Gigli, chitarra
JESI-VENERDÌ 14 AGOSTO- SAS –Museo Studi per le Arti della Stampa - Ore 12,00 -
Concerto Aperitivo di
Mezzogiorno
Per la
serie “Foglie d’Album”
ALDO GOBBI
“La voce,
l’organetto, la memoria, per un grande ricordo: Aldo Gobbi”
con Nardino
Beldomenico- Gianni Donnini-Gastone Pietrucci
Ideazione
cura e Regia di Gastone Pietrucci
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
SABATO
15 AGOSTO – RIPOSO
STAFFOLO- DOMENICA 16 AGOSTO- Museo dell’arte del vino- Ore 12,00- Concerto Aperitivo di Mezzogiorno
Per la
serie “Foglie d’Album”
ITALO AGNETTI
“In famija eravamo in ventisei persone...”
con la partecipazione straordinaria di Roberto Picchio, fisarmonica
Ideazione cura e Regia di Gast one Pietrucci
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
JESI- DOMENICA 16 AGOSTO - Piazza delle Monnighette – Ore 22,00 –
Concerto Grande della
Sera
PIVARITRIO + COMPAGNIA DEL
MAGGIO DI FRASSINORO (Emilia)
”E ghè pű temp che vitta / C’è più tempo che vita”
(Il ciclo della vita nel
canto popolare dell’Emilia)
MONTEMARCIANO-
LUNEDÌ 17 AGOSTO-
Parco Villa “Colle
Sereno” - Ore 22,00 - Concerto Grande
della Sera
GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA
“E tutto il mio folle amore...”
(Tributo a Domenico Modugno)
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
SERRA DE’ CONTI - MARTEDÌ 18 AGOSTO - Chiostro di San Francesco
- Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera
MARCO POETA TRIO
“ ’ O Fado”
L’anima e... la sua musica
Con Marco Poeta-Alessandra Losacco, voce & Massimo Sbaragli, chitarra,
basso
con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci
MORRO D’ALBA -MERCOLEDÌ 19 AGOSTO – Auditorium
Santa Teleucania- ore 22,00 - Concerto Grande della Sera
DUO MAZZONI-RIGANELLI
“Magen Abot”
(Concerto di musica tradizionale
kletzmer)
con
Massimo Mazzoni, sassofoni & Christian Riganelli, fisarmonica
ANCONA - GIOVEDÌ 20 AGOSTO – Museo “Omero”-Terrazza Leopardi della
Regione Marche - Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera
“Semo venudi pe’ l’allegria, se non volede
annamo via...”
nel
grande corpus della nostra comune
tradizione orale marchigiana.
POLVERIGI
– VENERDÌ 21 AGOSTO - Chiostro di Villa “Nappi” Ore 22,00 - Concerto-Incontro della Sera
CARLO MURATORI
(Sicilia)
“La padrona
del giardino”
(Viaggio musicale dentro la cultura e l’anima della gente di Sicilia)
con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci e di AdrianoTaborro, chitarra
CAMERATA PICENA - SABATO 22 AGOSTO - Corte
del Castello del Cassero - Ore 22,00 – Concerto-Incontro della Sera
GIORDANO DALL’ARMELLINA
(Lombardia)
“Ballate popolari europee del tempo che
fu”
con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci
MONSANO - DOMENICA 23 AGOSTO - Piazza dei Caduti- Ore 22,00 - Concerto
di Chiusura
POLYETNIK MUZAK
“ Omaggio
ad Oliviero”
con la partecipazione straordinaria de
* In esclusiva per il Monsano Folk Festival
Tutti i concerti sono ad ingresso libero
* * *


Monsano-
Jesi- Camerata Picena-Corinaldo Mergo- Montemarciano- Monte San Vito- Museo
“Omero” Ancona -
Numana-
Polverigi Pro Loco Montecarotto – Montemarciano- Serra de’ Conti- Staffolo -
Fondazione
Pergolesi Spontini -Provincia di Ancona- Regione Marche
24° MONSANO
FOLK FESTIVAL
Rassegna internazionale ed
itinerante di Musica Popolare originale e di revival
nell’anno della
crisi
8 - 23 AGOSTO
2009
Direttore Artistico:
Gastone Pietrucci
2) PROGRAMMA ANALITICO
MONSANO - SABATO
8 AGOSTO
Piazza dei Caduti- Ore 22,00 - Concerto Inaugurale
In collaborazione con il Comune e
l’Assessorato alla Cultura di Monsano e
IL
TRATTURO (Molise)
in
“La cultura musicale, i suoni e le tradizioni orali
lungo le vie
della transumanza

Il Tratturo
Il Tratturo è tra i gruppi più
apprezzati e longevi del folk italiano, sicuramente il più rappresentativo
della musica etnica molisana..
Fondato
nel 1976 da Mauro
Gioielli, vanta un lungo curriculum
di oltre 1500 concerti, incisioni discografiche, tournée in Europa e nelle
Americhe (Argentina, Austria, Canada, Francia, Inghilterra, Italia, Scozia,
Spagna, Svizzera, Usa), partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici
della Rai e di Mediaset.
I componenti del gruppo hanno
effettuato ricerche etnofoniche ed organologiche, recuperando un ricco
repertorio di canti e rivalutando alcuni antichi strumenti musicali del
folklore italiano; soprattutto la zampogna e la ciaramella che, nella loro regione, il Molise, sono gli
strumenti più rappresentativi della tradizione popolare.
Il repertorio che propone è
caratterizzato dai suoni degli strumenti musicali della tradizione molisana, ma
risente dell'influenza delle aree regionali confinanti, culturalmente
accomunate da quella che fu la civiltà della transumanza.
Per il Monsano Folk
Festival, Il Tratturo propone uno spettacolo con un ricco repertorio di danze
(tarantelle, pizziche, spallate, saltarelli), canti di brigantaggio, melodie
d’amore. Un ricchissimo strumentario caratterizza l’esecuzione sonora dei brani
scelti. Lo strumento “protagonista” è la sordellina
molisana (ossia la zampogna a triplo chanter
e doppia chiave). L’uso della voce, inoltre, è fondamentale nel repertorio del Tratturo, sia in esecuzione solistica
che a più voci.
Una parte
del repertorio è composta di melodie antiche dal XVI al XIX secolo, riproposte
con gli strumenti in uso in tali epoche, in esecuzione a volte filologicamente
fedele a volte in veste rielaborata.

Mauro GIOIELLI, voce solista

(da sinistra: -Ivana RUFO, voce, chitarra, chitarra battente, organetto, zampogna a chiave-Lino MINISCALCO, ciaramella, zampogna, clarinetto-
Enzo MINISCALCO-zampogna,
ciaramellaWalter SANTORO, percussioni)
Il Tratturo: le ragioni di
un nome
Il Molise è attraversato da
quel che resta degli antichi tratturi, ossia le piste formatesi per
effetto del passaggio stagionale delle greggi che venivano condotte in
transumanza (dal latino: trans = al di là; humus = terra).
La transumanza – un fenomeno antichissimo,
che si è estinto solo da pochi decenni – ha dato vita alla cosiddetta civiltà
dei tratturi, che ha espresso una propria tradizione sonora fatta di
strumenti musicali, canti d’amore, ritmi per la danza, melodie religiose, brani
narrativi. [M. Gioielli, La cultura musicale e le tradizioni orali
dei pastori transumanti, 1999].
Il nome del
gruppo «Il Tratturo», quindi, ha
trovato ispirazione dalla cultura musicale diffusasi lungo le vie della
transumanza, una cultura che ha accomunato “i suoni”
di più regioni: Molise, Puglia, Abruzzo, Campania.
Ingresso Libero
In
caso di pioggia il Concerto si terrà nel Teatro-Studio “Valeria Moriconi” -
Jesi
.
* * *
MONTECAROTTO - DOMENICA 9 AGOSTO
Piazza Latieri – Ore 22,00 - Concerto
Grande della Sera
In collaborazione con
RARI RAMARRI
RURALI
in
“Provinciali!”
Eco-folk- blues-agri-barricadero
dell’entroterra pesarese

Copertina dell’ultimo CD dei Rari ramarri
rurali, “Provinciali!”, 2009
Confermando
la tradizione di presentare, valorizzare e soprattutto far conoscere ogni anno
qualche giovane e meritevole gruppo, quest’anno sotto i riflettori del Monsano Folk Festival, un giovane,
grintoso, gruppo musicale marchigiano del pesarese, i Rari ramarri rurali, che da
un po’ di tempo sta conquistando il suo spazio, con la forza della simpatia,
dell’ironia, della bravura dei suoi cinque giovani componenti. Un gruppo
giovane, che non solo non si vergogna di scrivere e pensare le sue canzoni in
italiano, ma fa ancora di più, le scrive, le propone e le canta addirittura in
dialetto, in quel dialetto miracolosamente ancora vivo e sicuramente efficace
ed immediato. Un gruppo, quindi “coraggioso”, controcorrente e sicuramente
coinvolgente, travolgente e
“contagioso”che interesserà e divertirà il pubblico attento, competente ed
appassionato del Festival.
I Ramarri
ramarri sociali sono cinque musicisti
dell’entroterra pesarese che praticano dalla fine degli anni 90 il folk dialettal-satirico con vena
combattiva, per cui il loro genere è stato ribattezzato eco-folk-blues-agri-barricadeo.
I loro pezzi sono nelle suonerie dei telefoni, eseguiti da cover-band alle sagre, conosciuti a memoria dai bambini dell’asilo, dagli studenti universitari, dai nonni, dai disoccupati, dai professionisti, dai contadini! Una trasversalità peggio della Democrazia Cristiana.
I membri
Nino Finauri, detto ”il
professore” per il curriculum e
la forma mentis, è l’autore di tutti
i testi, suonicchia la batteria e
coltiva le ideologie ramarre.
Claudio Tombini, detto “l’attore”
perché sul palco fa gli atti, preferibilmente da matti, è il front-man del gruppo e dà voce e mimica
a tutti i personaggi cantati.
Roberto Renzoni, detto “il
maestro” per il flemmatico distacco dal mondo, è autore di tutte le
musiche, e suona svogliatamente la pianola (o pianella) e la fisarmonica.
Riccardo Marongiu, detto “il
dottore” perché sa curare il corpo e l’anima della musica, suona il basso,
ma all’occasione la batteria, la chitarra, il piano, la tromba, la tammorra….
Giacomo Pietrucci, detto “sax-appeal” per l’avvenenza del suo sorriso e la suadenza dei suoi assoli, suona i sassofoni e butta l’occhio alle prime file.
Dischi prodotti
Sol sal Landini – 2007
Bestie e cristiàn – 2008
Provinciali! – 2009
Ingresso Libero
In
caso di pioggia il Concerto si terrà nel Teatro Comunale di Montecarotto
* * *
MONTE SAN VITO – LUNEDÌ 10 AGOSTO
Teatro “
In collaborazione con il Comune
e l’Assessorato alla Cultura di Monte San Vito
LUISA POGGI & AURELIO BERETTA (Svizzera)
“Il canto salvato”
Luisa ed Aurelio, la
passione e la storia
con Carlo SPINEDI, violino,
voce
con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci, voce e Marco GIGLI, chitarra

Luisa
Poggi Aurelio Beretta
Luisa Poggi & Aurelio Beretta. “Unica, carismatica presenza femminile del gruppo popolare ticinese Vox Blenii, Luisa Poggi si presenta ora come solista, sorretta dalla sua splendida, calda, incredibile voce [...]” . Così nel 1992, nei depliant del 7° Monsano Folk Festival, introducevo Luisa Poggi, nel suo inedito programma “La donna tra storia e memoria”, presentato con grande successo a Monsano, nella suggestiva cornice della Chiesa degli Aròli, nel tradizionale Concerto-Aperitivo di Mezzogiorno. Anche allora scrivevo che il concerto sarebbe stato “[...] arricchito dalla fisarmonica di Aurelio Beretta della Vox, che accompagnerà Luisa in questo suo struggente percorso di canti religiosi e di ninne-nanne della tradizione popolare ticinese”. Non credo di dover aggiungere altro, se non che con l’inevitabile passare del tempo i due artisti , come i vini pregiati, si sono decisamente impreziositi, arricchiti e maturati di tecnica, esperienza, sorretti , ora come allora, dalla passione vera per la ricerca, il canto, la riproposta, l’amore per le tradizioni musicali della propria gente.
Ora lo stesso, inedito Duo si ripresenta alla ribalta del Monsano Folk Festival, con un altro
interessante ed inedito programma, dall’emblematico titolo: “Il
canto salvato”, appositamente
preparato e montato, per un altro suggestivo, particolare, magico spazio: il
Teatro Condominiale di Monte San Vito “
Partecipazione straordinaria
di Gastone Pietrucci e di Marco Gigli in omaggio ai due amici ed
artisti svizzeri.
Aurelio Beretta,
è il fondatore, e leader, della Vox Blenii, mentre Luisa
Poggi, è la “voce” femminile di questo ormai “storico” gruppo di ricerca e
canto popolare ticinese, nato nel 1983, dalla comune passione per la musica
popolare di un gruppo di amici. Gli attualli componenti di questo benemerito
gruppo, sono oltre ad Aurelio, fisarmonica, voce e Luisa, voce e percussioni : Remo Gandolfi, violino,
viola, mandolino, canto, Gianni
Guidicelli, chitarra e canto, e Francesco Toschini, contrabbasso, canto. Per inquadrare nella giusta luce sia Luisa che Aurelio, che tutto il loro Gruppo, vero vanto non solo della loro
valle (Val Blenio), del Ticino e di tutta
“La spontaneità, l’immediatezza, la sentita e non
intellettualistica ricerca concreta nelle radici della tradizione orale, fanno
del gruppo «VOX BLENII» uno dei casi
più interessanti nel panorama della musica popolare ticinese. Delle sue origini
spontanee, della sua originaria impostazione «familiare», il gruppo ha
conservato l’entusiasmo, l’ironia, il senso della forza aggregatrice della
musica, della festa e quindi del pubblico. Nella consapevolezza e nella grande
umiltà la formazione ha trovato la chiave perché, senza troppi freni e senza
inutili virtuosismi, i testi e le frasi musicali possano parlare direttamente
al pubblico con il loro potere evocativo, fatto di ammiccamenti, emozioni,
sentimenti e di tanta umanità. E come in
ogni festa, oggi come ieri, in concerto come in piazza, è il pubblico che si
riconosce vivendo e cantando qualcosa che è il suo”.

Vox Blenii in
concerto
In esclusiva per il Monsano Folk Festival
* * *
CORINALDO - MARTEDÌ 11 AGOSTO
Piazza “Il Terreno”- Ore 22,00 - Concerto Grande
della Sera
In collaborazione con il
Comune e l’Assessorato alla Cultura di Corinaldo
MACINA-GANG
in
”Nel
tempo ed oltre, cantando... per Fabrizio”
In ricordo di Fabrizio De Andrè a dieci
anni dalla morte

Macina-Gang, Ancona,
Teatro delle “Muse”, Febbraio 2004
Macina-Gang, questo”super gruppo”si presenta al completo per questo ormai celebre ed acclamato concerto comunitario: “Nel tempo ed oltre, cantando”, che dà il titolo anche al loro fortunatissimo lavoro discografico. Dieci artisti sul palco per un concerto di grande impatto e di altrettanto grande coinvolgimento. Per il Concerto di Corinaldo, oltre alla riproposta dei brani del loro comune CD, in occasione del decennale della morte di Fabrizio De Andrè, il “supergruppo” dedicherà una parte del concerto anche al ricordo di questo grande, indimenticabile poeta-cantautore genovese.

Copertina
del CD Macina-Gang, “Nel tempo ed oltre
cantando” Fabrizio De Andrè (1999-2009)
“.Al Festival
di Mantova oggi sarà presentato Nel
tempo ed oltre, cantando, splendida collaborazione
discografica fra il gruppo folk marchigiano
(Guido Festinese, Guerriglieri folk-rock in
azione, il Manifesto, 4 Marzo
2004).
“[…] Di
questo disco si parlava da un sacco, addirittura anni[…] Ma in casi come
questi, si sa, il tempo ha un’importanza relativa, specie se poi si rivela
galantuomo e ripaga la lunga attesa con risultati speciali E’ uno splendido
incontro, Nel tempo ed oltre,
cantando […] tra due band diverse per
vicende musicali ma accomunate non solo dalle origini marchigiane ma anche e
soprattutto dalla capacità e dal desiderio di percorrere –ciascuna alla sua
maniera – le vie della tradizione: tradizioni prettamente folcloriche per
“[…] Due esempi di fierezza messi
insieme, una colla della memoria e due reagenti che assieme sprigionano
forza e tenerezza. Adesso il connubio Macina
e Gang è realtà a tutti gli
effetti[…]. Qui troverete un incendio elettrico che comincia con un altro
titolo profetico, Le radici e le ali, un incendio che è la forza nuda e poetica
di un possibile canzoniere popolare costruito con le schegge della tradizione
orale e gli spezzoni brucianti del combat rock militante. Mordono le chitarre
con guizzante, saggio vigore, morde la
voce antica ed essenziale di Pietrucci
a dominare un flusso di idee, storie, percorsi individuali e collettivi lontani
dall’oblio”. (Guido Festinese, World MusicMagazione, n. 66,
Maggio-Giugno 2004)

Macina-Gang, “Super Gruppo evento dell’anno”, al Premio Tenco, Sanremo, Teatro “Ariston”, 2004
MACINA
Gastone Pietrucci,voce, “segone”
Adriano Taborro, chitarra, mandolino, voce
Marco Gigli, chitarra, voce
Roberto Picchio,fisarmonica
Riccardo Andrenacci , batteria, percussioni
Giorgio Cellinese, coordinatore
GANG
Marino Severini,voce, chitarra
Sandro Severini, chitarra elettrica
Francesco Caporaletti, basso
Francesco Bigoni, batteria
Fabio Verdini, tastiere, fisarmonica
Gang,
“Accompagnati spesso – in particolare agli esordi – dalla definizione di
’Clash italiani’, i Gang hanno abbracciato, nel corso di
una avventura musicale lunga ormai venticinque anni, un percorso personale e rigoroso,
nel quale il rock si è man mano
mescolato a un appassionato recupero delle radici politiche, culturali e
musicali che li ha portati ad essere non solo i capiscuola del cosiddetto combat-folk ma uno dei gruppi più
significativi in assoluto nella storia del rock
italiano. Fin dall’inizio i Gang
sono stati la creautura di due fratelli Marino
e Sandro Severini [...] (dall’ Enciclopedia
del Rock italiano, vol. II, 2006).

Sandro e
Marino Severini (Gang) con Francesco Caporaletti Marino &
Sandro Severini (Gang)
Programma della Serata
1. Kowaslky (gang)- 2. Cecilia (macina)- 3. Carridà carridà ssignora… (macina) -4a. Sesto San Giovanni
(gang) b. La filanda è ‘na galera…
(macina) c. E’ ffinidi i bozzi boni…
(macina)- 5. Cioetta cioetta… (macina) – 6.
Fra giorno e nnotte so’ ventiquattr’ore… (macina) –7. La va giù la va giù pe’ sse contrade… (macina)- 8. E’ lunga la strada (macina-gang)- 9. Re bambino (gang) -10. La ballata del brigante Piero Masi, detto Bellente (macina) - 11.
Angelo che me l’hai ferito ‘l core... (macina)
– 12. So’ stato a llavorà a
Montesicuro... (macina) - 13-
Canzone del maggio (de andrè)- 14.
Giovanna d’Arco (de andrè) – 15. Una
storia sbagliata (de andrè)- 16. Le
storie di ieri (de andrè) – 17a. Tre
madri (de andrè)- b. Sotto la croce Mmaria…(macina)- 18.Bocca
di rosa (de andrè) – 19. Buonanotte ai viaggiatori (gang)- 20.
Ingresso Libero
In
caso di pioggia il Concerto si terrà nel Teatro Comunale “C. Goldoni” di
Corinaldo
In esclusiva per il Monsano Folk Festival
* * *
MERGO - MERCOLEDÌ 12 AGOSTO
Piazza San Lorenzo Martire - Ore
22,00 - Concerto Grande della Sera
In collaborazione con il Comune
e l’Assessorato alla Cultura di Mergo
ANDREA BARTOLA
con Michele BRAMUCCCI, chitarra e tastiera
in
“Acari
di stelle”
(una voce fuori dal colon)
Spettacolo di Teatro-Canzone o
Concerto-Teatrale.
ACARI DI STELLE è sostanzialmente uno spettacolo di teatro canzone o un concerto teatrale se preferite.
Andrea Bartola accompagnato dall'eclettico musicista Michele Bramucci non si accontenta della “Polvere di Stelle”, ma con la lente d'ingrandimento vuole osservare gli acari che si annidano in essa. E così mette in luce attraverso monologhi e musiche originali suonate dal vivo, i vari tic della contemporaneità, il bestiario alquanto colorito di queste nuove “invasioni barbariche”.
Nascono canzoni come “
E' una comicità irriverente e che fa riflettere, un “riso verde” come usava dire il grande genio del teatro italiano Edoardo. Spettacolo destinato ad un pubblico di Nicchia.... ma più grande è sta nicchia meglio è!!!!
Testi e musiche: Andrea
Bartola
Chitarra e tastiera: Michele Bramucci
Basi e arrangiamenti: Raffaele Petrucci

Andrea Bartola
Andrea Bartola nasce
artisticamente nel 1985 come chitarrista in un gruppo punk
rock. In seguito si avvicina al cabaret
e giunge finalista al concorso “Cabaret
amore mio” di Grottammare. Dopo essersi laureato in sociologia con una tesi
sul “Ridere a teatro e la commedia dell’arte” e aver frequentato la
scuola internazionale dell’attore comico diretta da Antonio Fava
si trasferisce in Spagna dove collabora in veste di attore e regista a diversi
allestimenti di commedia dell’arte e teatro di strada. Nel frattempo apprende tecniche di clown teatrale con i maestri
Eric De Bont (International clown school) , Jango Edwards, Leo Bassi e
Johnni Melville
con il quale collabora anche durante il Festival
di Teatro di Araya (Paesi
Baschi). Tornato in Italia e’ presente
come attore in vari spettacoli del Teatro Stabile delle Marche:
nel Brancaleone con Massimo Venturiello ruolo da cooprotagonista,
Deus Ex Machina con Pino Quartullo, Arlecchino servitore
di due padroni nel ruolo di Arlecchino, tournee’
internazionale, Nozze e Don Giovanni, Il Borghese Gentiluomo
di Molière con Giorgio Panariello regia di G. Solari. L’Isola
regia di Paola
Galassi. Roberto Zucco (di B.M.Koltes) regia di Cherif.
Ha
seguito seminari di interpretazione con Valerio Binasco, Giampiero Solari e
Gilles Smith (National Theatre di Londra).
Inoltre
e’ stato attore regista del gruppo
teatralcabarettistico gli Inflessibili giunti
finalisti al Festival nazionale di
cabaret di Torino con lo spettacolo “Il silenzio dei tubi innocenti”.
Ha curato la regia e scritto i testi dello spettacolo clown “Durerà’”
presentato al Festival di Polverigi
nell’estate 2005. Recentemente ha tenuto un seminario di teatro con i pazienti
dell’ospedale psichiatrico di Valona (Albania) e ha messo in scena con loro uno
spettacolo dal titolo “Robe da matti”. Ha altresì diretto gli utenti
diversamente abili del centro diurno “Un
mondo a colori” di Fabriano, nello spettacolo “C'era non c'era”. Con
Nel
2009 “Arlecchino servitoer di due padroni” regia di Tommaso Paolucci, ruolo di Arlecchino al. Teatro Sistina (Roma). “Avrebbe un po' di tempo?”
scritto e diretto da Andrea Bartola con i pazienti del reparto
di psichiatria di Fabriano.
“Acari
di Stelle” di e con Andrea Bartola , spettacolo di Teatro-Canzone.

Andrea
Bartola e Michele Bramucci
Monsano, Grande Concerto
di Chisura del 23° Monsano Folk Festival 2008. :
* * *
Ingresso Libero
In caso di pioggia il Concerto si terrà nella Chiesa
di San Lorenzo Martire di Mergo
* * *
NUMANA – GIOVEDÌ 13 AGOSTO
Giardino “Cavalluccio marino” – Ore 22,00
– Concerto- Incontro della Sera
In
collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Numana
RICCARDO TESI (Toscana)
in
“Presente Remoto”
(Concerto per organetto diatonico e...)
con la partecipazione
straordinaria di Gastone
PIETRUCCI, voce e Marco GIGLI, chitarra

Riccardo Tesi
“Presente Remoto”, è il titolo dell’ultimo CD di Riccardo Tesi, (uno dei massimi suonatori di organetto della scena italiana ed internazionale), pubblicato in occasione dei suoi primi trionfali trenta anni di attività, ed è lo stesso titolo del concerto che questo grande artista, presenterà in splendida “solitudine” nell’accogliente cornice del Giardino “Cavalluccio marino” di Numana, da recente dedicato alla memoria di Nazzareno Frontalini, proprietario della più grande e della più importante fabbrica di fisarmoniche di Numana. Quindi non potrà esserci concerto più adeguato: l’omaggio musicale di un grande dell’organetto diatonico, nello spazio scenico dedicato alla memoria di questo altrettanto grande artigiano della fisarmonica e dell’operosità marchigiana.
All’interno del Concerto-Incontro della Sera, di Roberto Tesi, Gastone Pietrucci, accompagnato da Marco Gigli, chitarrista de

Riccardo Tesi
Riccardo Tesi, compositore, strumentista, ricercatore: queste le anime della complessa
e poliedrica personalità artistica di Riccardo Tesi, autentico pioniere
dell’etnica in Italia. Dagli esordi decisamente folk nel 1978 al fianco di Caterina
Bueno, alle odierne collaborazioni, la storia musicale del pistoiese Tesi
vive di una preziosa continuità fatta di passione e di curiosità onnivore, che
dalla tradizione toscana lo ha accompagnato al confronto con quelle italiane,
basche, inglesi, francesi e malgasce,
con il jazz, il liscio e la canzone
d’autore. In perfetta simbiosi con la sua poetica della memoria, il suo
strumento: l’organetto diatonico,
antenato della fisarmonica, al quale
per primo in Italia, ha consacrato un intero disco intitolato “Il
ballo della lepre” (1981). Ciò che colpisce di Tesi è lo stile, chiaramente riconoscibile, attraverso il quale
riesce a far parlare all’organetto una lingua arcaica e nuova, dilatando il
vocabolario e la tecnica di uno strumento rimasto a lungo patrimonio esclusivo
della tradizione; una scelta “splendidamente inattuale” che lo iscrive, per
lirismo e virtuosismo, al circolo di quanti, a tutte le latitudini hanno ridato
dignità alla fisarmonica e ai suoi affini, in virtù del quale nel 2002 ha
ricevuto a Castelfidardo il Premio “La
voce d’oro”.
Le esperienze musicali con il gruppo
sardo-toscano Ritmia, il duo con Patrick Vaillant, lo spettacolo di canzoni occitane “Anita, Anita” ancora
con Vaillant e Jean Marie Carlotti, il
trio di organetti Trans Europe Diatonique con John Kirkpatrick, Marc Perrone, Kepa Junkera, il trio
jazzistico col mandolinista nizzardo e Gianluigi Trovesi, hanno allargato i confini geografici e le frontiere musicali di Riccardo Tesi, insieme ad altre collaborazioni di grande prestigio come quella col
malgascio Justin Valì, con la cantante sarda Elena Ledda, la cantante umbra Lucilla Galeazzi,
con il gruppo siciliano Dounia, i marchigiani Gastone Pietrucci e
Dal 1992 è il leader fondatore di Banditaliana, che attualmente
è considerata una delle formazioni più
importanti del panorama world internazionale.
Ingresso Libero
* * *
JESI – VENERDÌ 14 AGOSTO
SAS - Museo Studi per l’Arte della Stampa
(Via Valle) – Ore 12,00 -
Concerto Aperitivo di Mezzogiorno
In collaborazione con il Comune e l’Assessorato
alla Cultura di Jesi, Jesi Estate
e
l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona (Progetto: “L’Acqua,
Per la serie “Foglie d’Album”
ALDO GOBBI
“La voce,
l’organetto e la memoria
per un grande ricordo:
Aldo Gobbi”
con Nardino BELDOMENICO-Gianni DONNINI-Gastone
PIETRUCCI
Ideazione cura e Regia di: Gastone PIETRUCCI

Aldo Gobbi (Foto A.R. Tizzi, Polverigi, 1985) Nardino Beldomenico e Aldo
Gobbi (Foto A.R. Tizz, Polverigi, 1985)

Gianni
Donnini (Foto:
Consuelo Paris, 2009)
Gastone Pietrucci, fotografato da Manuela Sforza, 2002
Gastone Pietrucci e
Aldo Gobbi (1923-2000).
Ex-contadino
ed ex metalmeccanico, quinta elementare. Uno dei più importanti ed
indimenticabili informatori di Gastone Pietrucci e de
Aldo,
sanguigno, sicuro di sé, fiero ed
orgoglioso delle sue tradizioni, felice solo quando poteva cantare insieme ai
compagni come “ai bei tempi de ‘na
‘olta”. Cantava accompagnandosi con il triangolo
tutta la serie dei canti rituali di questua della tradizione orale
marchigiana: dalla “Pasquella” alla “Passione”, al “Cantamaggio”, ma non disdegnava, in ogni occasione di proporre a
gola spiegata la godibilissima “Catarinella”(antico canto di origine francese, probabilmente gioco di
corte, del quale ci conservano il ricordo e la melodia perfino i Laudarii dei Seicento), per la quale era
diventato celebre, e che interpretava in modo eccezionale e nonostante il tema
decisamente licenzioso, con incontenibile gioia e soprattutto estrema eleganza.
Confermando a questo proposito l’intuizione di Pier Paolo Pasolini, quando nel suo fondamentale Canzoniere
Italiano (Vol.I, Milano, 1972, p.42) scrisse testualmente: “[...]
Peccato, davvero peccato, che la pruderie
nazionale abbia impedito ai raccoglitori di canti, sia dell’altro secolo che di
questo, di pubblicare la poesia popolare, diciamo così, scatologica: che è
forse la più gran parte e la più autentica della poesia popolare: e non è mai
oscena, tanta è l’allegria o la malinconia che le dà vita poetica, tanta è la
naturalezza delle sue metafore [...]”.
In
coppia con Nardino Beldomenico,
costituiva un fenomeno estremamente interessante di revival interno: infatti venivano chiamati sempre più spesso a
feste e rassegne popolari, dove proponevano, con grande successo e simpatia,
il, loro vasto repertorio di canti e tradizioni popolari. Ora in questo Concerto della Memoria, per la nuova
serie de i “Fogli d’Album”, Aldo Gobbi viene ricordato da noi tutti
con l’affetto, la dolcezza e la tenacia della memoria.
Gianni Donnini, nato ad Osimo (AN) nel 1973 e residente a
Polverigi (AN), inizia il suo percorso con l’organetto all’età di dodici anni.
Complice il padre, cantore delle tradizioni popolari marchigiane, il primo approccio
con lo strumento avviene tramite incontri con anziani suonatori locali di
organetto, grazie soprattutto alla Rassegna Internazionale del canto rituale di
questua della “Passione” che il Centro
Tradizioni Popolari e
Nel 2005 fonda il gruppo di cantastorie e stornellatori “
Nel 2006 fa parte della giuria al concorso internazionale di
fisarmonica diatonica svoltosi a Castelfidardo (AN). Spesso viene invitato a
tenere degli stage di saltarello
marchigiano.
“Sicuramente un importante,
grande, straordinario giovane artista, degno erede dei più grandi suonatori
popolari marchigiani di organetto” (Gastone
Pietrucci, 2009).
Nardino
Beldomenico, è nato a Jesi (An) nel 1928, dove attualmente abita. Terza elementare.
Contadino per venticinque anni a Polverigi (An) prima di stabilirsi
definitivamente a Jesi, dove prima di andare in pensione, ha lavorato in una
officina meccanica. Stupendo interprete di canti alla metitora, dove può dar
sfogo alla sua potentissima voce. Suona discretamente l’organetto, ma
preferisce (giustamente) farsi accompagnare e sfogarsi a pieni polmoni, negli
immancabili saltarelli, castellane e nei canti rituali di questua de
Gastone
Pietrucci, studioso, etnomusicologo, ricercatore delle tradizioni e della cultura
orale marchigiana, fondatore (nel 1968), leader
, voce ed anima del Gruppo di Ricerca e Canto popolare Marchigiano “
Foglie d’Album. Sotto questo nome, da quest’anno sono indicati dei
nuovi lavori, montati appositamente per l’edizione attuale del Monsano Folk Festival e per le edizioni
future. Prerogativa originaria ed insostituibile del Monsano Folk Festival, è stata sempre quella di essere oltre che un
Festival internazionale ed itinerante,
soprattutto un Festival di
Musica popolare originale oltre che di revival. Quindi caratterizzare il Festival oltre che con gruppi od artisti di folk-revival, anche e soprattutto con la presenza indispensabile
degli autentici portatori della tradizione e della loro musica cosiddetta “originale”. Sino ad ora, sono riuscito (come ricercatore
e come direttore artistico) a far partecipare a tutte e ventiquattro le
edizioni del Festival i cosiddetti informatori,
a farli conoscere personalmente al grande pubblico con concerti e
partecipazioni memorabili,
indimenticabili ed aggiungerei fondamentali. Ora purtroppo questo grande
patrimonio umano, piano piano, va inesorabilmente e fisiologicamente
scomparendo. Quindi mi sono posto il problema (una volta privi di questo
incommensurabile patrimonio umano della memoria) come continuare la linea
principale dell’ “originalità”
del Festival, senza snaturarlo né
andando fuori tema.
Allora ho deciso
che sarò io, con le Foglie d’Album (quando non avrò più a disposizione i
principali informatori,
magistralmente definiti da Guido Festinese, “gli alberi di canto”) a sostituirmi a loro, nel raccontare a mia
volta, i miei fortunati incontri, le mie registrazioni con loro, prestando la
mia voce, i miei ricordi, per far rivivere le loro storie, le loro vite, i loro
canti e tutto il loro bagaglio di umanità, di tenerezza, di “amore” che in
questi più che quaranta anni di ricerca sul campo, mi hanno donato. (Gastone Pietrucci, 2009)
In questo primo Foglie d’Album, quindi ricorderemo Aldo
Gobbi (1923-200), attraverso la voce e il canto di Nardino Beldomenico (1928),
l’organetto del giovane e bravissimo Gianni Donnini (1973) ed i
personalissimi ricordi del ricercatore Gastone Pietrucci.
(Vedi APPARATO
N. 1 allegato in fondo al Programma del Festival)
L’aperitivo
sarà gentilmente offerto dal Dr. Riccardo Carsetti e
famiglia
Nardino Beldomenico, voce narrante, canto
Gianni Donnini, organetto
Gastone Pietrucci, curatore, narratore ed intervistatore.
In
esclusiva per il Monsano Folk Festival
Ingresso Libero
* * *
Sabato 15 Agosto - Riposo
* *
*
STAFFOLO – DOMENICA 16 AGOSTO
Museo dell’arte del vino (Via G.Marconi,
29)- Concerto
Aperitivo di Mezzogiorno
In collaborazione con il
Comune e l’Assessorato alla Cultura di Staffolo e
l’Assessorato alla Cultura della Provincia di
Ancona (Progetto: “L’Acqua,
Per la serie “Foglie d’Album”
ITALO AGNETTI
in
”In famija eravamo in ventisei persone...”
con la
partecipazione straordinaria di Roberto PICCHIO, fisarmonica
Ideazione cura e
Regia di: Gastone PIETRUCCI

Italo Agnetti (Fotografato da
Danilo Antolini, 2004 ) Italo Agnetti
Italo Agnetti è nato a Staffolo (An) nel 1922, ex-contadino, ora pensionato vive da diversi anni a Jesi.
Grande informatore di Gastone Pietrucci e de
Ha partecipato rispettivamente nell’edizione del 2005 e nell’edizione del 2007 del Monsano Folk Festival, come ospite straordinario, nel ruolo di voce orante, a due Concerti di Gastone Pietrucci, il primo a Serra de’ Conti, “Concerto del tempo sospeso” (Religiosità popolare nella tradizione orale marchigiana) ed il secondo a Jesi, “Ora mistica” (Le preghiere e i canti dell’anima).
Italo Agnetti, grande depositario di laudi e preghiere popolari, apprese sin da bambino dalla nonna e riportate alla memoria con ostinata volontà e sincera devozione. Per la preparazione di quei due concerti, Italo, si sottopose (ben volentieri) a molte ore di registrazione con Gastone Pietrucci, riuscendo a scavare dalla memoria tutto il suo immenso bagaglio di ricordi e di preghiere, che credeva sepolto e dimenticato per sempre: ma una volta riallacciato il filo della memoria, è stato come un… fiume in piena!
Ha inoltre come partecipazione straordinaria, partecipato ai due Concerti-Incontri di Gastone Pietrucci, “Nel canto la memoria”, montato appositamente per la serata del 23° Monsano Folk Festival 2008, di Camerata Picena, replicato poi in dicembre a Jesi, nella Sala degli Stucchi della Pinacoteca jesina.
Ora per il 24° Monsano Folk Festival 2009, ha preparato, per la nuova serie Foglie d’Album, sempre a cura di Gastone Pietrucci, un’altra performance, dall’emblematico titolo: “In famija eravamo in ventisei persone...”, dove come testimone vivente dell’autentico portatore della tradizione, prezioso depositario della nostra comune tradizione orale e della nostra comune memoria, racconterà, nel tradizionale Concerto-Aperitivo di Mezzogiorno, attraverso aneddoti, canti, preghiere, ricordi, praticamente la storia della sua vita, partendo dal suo paese natale, Staffolo, dove è nato ottantesette anni fa.
Il Concerto-Racconto, avverrà in un particolare ed appropriato spazio, quello del Museo dell’arte del vino di Staffolo, dove idealmente si incroceranno due storie: quella umana di Italo e quella parallela del lavoro dell’uomo e di uno dei prodotti più antichi e fondamentali della terra, quella del vino.
La struggente fisarmonica di Roberto Picchio, sottolineerà i momenti più significativi del racconto e della storia di quest’ “altra” Italia, minuta, popolare, dimenticata, ma non per questo importante e degna di essere conosciuta e soprattutto tramandata.
Foglie d’Album. Sotto questo
nome, da quest’anno sono indicati dei nuovi lavori, montati appositamente per l’edizione
attuale del Monsano Folk Festival e
per le edizioni future. Prerogativa originaria ed insostituibile del Monsano Folk Festival, è stata sempre
quella di essere oltre che un Festival
internazionale ed itinerante, soprattutto un Festival di Musica popolare originale oltre che di revival. Quindi caratterizzare il Festival oltre che con gruppi od artisti
di folk-revival, anche e
soprattutto con la presenza indispensabile degli autentici portatori della
tradizione e della loro musica cosiddetta “originale”. Sino ad ora, sono riuscito (come ricercatore
e come direttore artistico) a far partecipare a tutte e ventiquattro le
edizioni del Festival i cosiddetti informatori,
a farli conoscere personalmente al grande pubblico con concerti e
partecipazioni memorabili,
indimenticabili ed aggiungerei fondamentali. Ora purtroppo questo grande
patrimonio umano, piano piano, va inesorabilmente e fisiologicamente
scomparendo. Quindi mi sono posto il problema (una volta privi di questo
incommensurabile patrimonio umano della memoria) come continuare la linea
principale dell’ “originalità”
del Festival, senza snaturarlo né
andando fuori tema.
Allora ho deciso
che sarò io, con le Foglie d’Album (quando non avrò più a disposizione i
principali informatori, magistralmente
definiti da Guido Festinese, “gli
alberi di canto”) a sostituirmi a loro, nel raccontare a mia volta, i miei
fortunati incontri, le mie registrazioni con loro, prestando la mia voce, i
miei ricordi, per far rivivere le loro storie, le loro vite, i loro canti e
tutto il loro bagaglio di umanità, di tenerezza, di “amore” che in questi più
che quaranta anni di ricerca sul campo, mi hanno donato. (Gastone Pietrucci, 2009)
In questo secondo Foglie d’Album, sarà personalmente Italo Agnetti
(1922), uno degli ultimi grandi informatori
di Gastone Pietrucci e de LaMacina, a parlare e raccontare
della sua vita, stimolato e guidato da Pietrucci e inframezzato dalla fisarmonica di Roberto
Picchio.
(Vedi APPARATO
N. 2 allegato in fondo al Programma del Festival)
L’aperitivo
sarà gentilmente offerto dal Comune di Staffolo
Italo Agnetti, voce narrante, canto
Roberto Picchio, fisarmonica
Gastone Pietrucci, curatore ed intervistatore
In
esclusiva per il Monsano Folk Festival
Ingresso Libero
JESI – DOMENICA 16 AGOSTO
Piazza delle Monnighette – Ore 22,00 – Concerto Grande della Sera
In collaborazione con il
Comune e l’Assessorato alla Cultura di Jesi, JesiEstate e
PIVARITRIO+ COMPAGNIA
DEL MAGGIO
DI FRASSINORO (Emilia)
in
”E ghè pű temp che vitta / C’è più tempo che vita”
(Il ciclo della vita nel
canto popolare dell’Emilia)

PivariTrio+ Compagnia del maggio di
Frassinoro in Concerto
E ghè pü temp che vitta è frutto di un lungo cammino. Molti i luoghi, le persone, le facce, le idee, gli sguardi, i paesaggi che vi entrano. Persone e mondi vicini e lontani, nel tempo e nellospazio: lingue della memoria, occhi che ci sono passati attorno. Le prime esecuzioni pubbliche in Messico, le prove a Frassinoro, la registrazione fra Romagna e Francoforte, il viaggio ed i concerti alle Isole Faroer. Universi lontani che si legano tra loro come in un viaggio formativo, in una geografia sparpagliata e prossima. Dentro questo viaggio, nel profondo dei luoghi, agli attracchi della navicella che ci ha condotto in questi anni, stanno le persone che ci hanno atteso, ospitato e rifocillato prima di nuove partenze. Chi si trovava in queste insenature sa che abbiamo portato con noi molte cose e sa che c’è qualcosa di ognuno di loro in questo lavoro. Noi ci siamo premurati di coltivare e raccogliere, di curare e far fruttare.
E ghè pü temp che vitta racconta della vita, dalla nascita alla morte, dal primo all’ultimo respiro, da un letto all’altro su cui apriamo e chiudiamo la nostra esistenza. Fra le due stazioni il nostro viaggio che abbiamo cercato di raccontare e restituire con garbo e attenzione, con gioia e rispetto. Questo Cd (e l’ominomo concerto) è dedicato a tutti coloro che, oggi o anni addietro, nella nostra stessa casa o dall’altra parte del mondo, ci hanno offerto qualcosa di sé per darci occasione di scrivere questo racconto musicale, di piegare in modi unici il foglio su cui abbiamo scritto questo episodio delle nostre vite

Pivari trio
Formatosi nel 2001, Pìvari trio è un gruppo di ricerca e
riproposta delle tradizioni musicali italiane. Provenienti da diverse
esperienze di formazione musicale, i componenti del trio hanno unito il loro
comune interesse verso la musica tradizionale italiana per indagare i diversi
repertori della penisola al fine di rinnovare e riproporre un repertorio in
stato di progressivo ed immeritato abbandono. Nasce così nel 2003 il primo
progetto discografico di Pìvari trio.
Partendo dalla tesi di laurea di Giuliano
Biolchini -discussa all'Università di Bologna con Roberto Leydi- esce il
cd "Passa
ripassa. Canti e balli del
Frignano" (edizioni Folkclub
Ethnosuoni), dedicato ai repertori raccolti nel territorio montano della
provincia di Modena. Il cd è accolto da ottime recensioni sulla stampa
specializzata, sia in Italia che all'estero, ottenendo anche una segnalazione
di merito dalla prestigiosa rivista francese di tradizioni musicali "Trad
Magazine". Grazie all'uscita del cd, Pìvari trio si esibisce nel corso del 2003 nelle principali
rassegne italiane di musica tradizionale Nell'estate dello stesso anno inizia
una stretta collaborazione con l'Assessorato alla cultura e con

Compagnia del Maggio
di Frassinoro
Fabio Bonvicini: flauto
dolce, organetto, piffero, clarinetto, ocarina, canto
Saverio Martinelli: pianoforte, canto
Mario Nobile: violoncello,
organetto
Renzo Ruggiero: ghironda,
nyckelharpa
Oraldo Biondini: canto
Stefano Marcolini: canto
Flavio Pierazzi: canto
* * *

Copertina del CD “La
terra che mi porta”
(Pivari trio & Compagnia del Maggio di
Frassinoro)
Programma analitico del Concerto
PROLOGO,
Marcia
INFANZIA, La
fèra ed Sasòl, Chiuchiurumella, Tì ctatacc i tacc
GIOVINEZZA, Ambasciata
d’amore, Valzer dell’800, Tutti mi dicono, Il disertore, Su e giù per
UOMINI E DONNE,
Varsegliè , A sun sta, Maremma Maremma, Stornelli, Santa Liberata
VECCHIAIA,
Ninna nanna, Nostalgia, E Baraben –Tresca dei preti
* * *
“La terra che mi porta nasce dalla cooperazione di Pìvari Trio (un trio che continua a
suonare strumenti tradizionali italiani a doppia canna, la cornamusa
dell’Italia meridionale, la nichelarpa e la ghironda) e del gruppo vocale Compagnia del Maggio di Frassinoro. I
due gruppi suonano e cantano musica tradizionale dell’Appennino tosco-emiliano
e hanno scelto molti brani con radice religiosa. E’ una fantastica collezione
di musica emozionante, profonda, a tratti misteriosa. Mi piace molto che
abbiano scelto intonazione e brani che li differenziano da molti altri gruppi
della zona. I Pìvari suonano la ghironda e gli strumenti a doppia canna in un
modo tale che anche chi non è avezzo al suono di questi fantastici strumenti ne
verrà conquistato. Chi, come me, apprezza la musica tradizionale del nord
Italia dovrebbe sicuramente ascoltare questo cd spirituale e molto ben
suonato”. (Eelco Schilder - FolkWorld , 12/2006)
“Emozionante. Delizioso.
Canti e musiche delle stagioni degli umani e della natura; un viaggio nel
calendario civile e religioso. Magari è anche possibile non essere rapiti al
primoascolto (è il mio caso, lo confesso…) , ma -se si insiste- questo disco
può diventare una droga…e anche questo è il mio caso. Una musica che regala la voglia di conoscere
le persone che la fanno”. Maria Rossi - Trad
Magazine Marzo/Aprile 2006 N° 106
“Un album imperdibile per gli amanti
della tradizione e per coloro che vogliono approfondire le radici della
nostra cultura, ma anche per tutti quelli che amano la buona musica, dato
l’alto livello esecutivo, sia vocale, sia strumentale…Uno dei migliori Cd
usciti nel 2005”. Paolo
Zara - Folk Bullettin (n. 216 nov. 2005)
“…Pìvari
Trio suonano in modo frizzante e con gioioso abbandono ogni sorta di
strumenti popolari: ocarina, organetto, ciaramella, flauto dolce, ghironda. I solisti della Compagnia del Maggio di Frassinoro cantano con voci
piene, liriche che impreziosiscono con caldi e ricchi abbellimenti e melismi
sia nei brani solistici che in quelli corali. L’intera incisione è un’efficace
appaiarsi dell’anima popolare e di quella liturgica; un caldo invito ad
un’antica e solida tradizione”.
Peggy
Laktovic - Roots world (nov
2005)
“Pìvari trio – Compagnia del Maggio di Frassinoro.
In cd i canti sacri d’origine popolare…le indagini sui riti ancora esistenti,
le testimonianze degli informatori più anziani, l’elaborazione suggestiva
fondata su rigore filologico trova ora forma nel cd “La terra che mi porta”….Un’opera
che ci trasforma ascoltandola, che per quarantasette minuti soppianta la nostra
realtà con la sua”. Claudia Paparella - Gazzetta di Modena 3 novembre 2005
“… Un lavoro serio ed appassionato”. Le Canard Folk (n. 253 Nov 2005)
“…La
terra che mi porta: è il suggestivo titolo del disco realizzato assieme
da Pìvari Trio e dai solisti della Compagnia del Maggio di Frassinoro…. Ma
i brani che più affascinano sono senz’altro quelli pasquali come “Maria Maddalena” - arioso, corale e
sacrale allo stesso tempo – lo “Stabat Mater
– Miserere”...” Mondo agricolo - ottobre 2005
Abbazia di Nonantola "L'altro suono 2005". Pìvari trio: Un trionfo
“Nonantola. Sotto le volte sacre ed austere dell'antica Abbazia, un folto
pubblico ha assistito al concerto di Pìvari
Trio che si sono esibiti insiemeai solisti della Compagnia del Maggio di Frassinoro,
in una serie di canti sacri di tradizione popolare dal titolo "La
terra che mi porta". I Pìvari
Trio: Fabio Bonvicini, che
trascinatore!, Mario Nobile e Renzo Ruggiero assieme a: Oraldo Biondini, Stefano Marcolini, Flavio Pierazzi e Marco Piacentini, componenti della Compagnia del Maggio di Frassinoro, al termine della loro esibizione
hanno ricevuto un lungo applauso, come forse mai era accaduto all'interno
dell'Abbazia nonantolana, una vera e propria standing ovation.Un vero trionfo, a dimostrazione di quanto
entusiasmante e di altissima levatura sia stata la loro esibizione. Una serata
davvero speciale anche per la presenza tra il folto pubblico di numerosi
giovani a dimostrazione del fatto che i giovani possono avvicinarsi sempre più
alla cultura." "La
gazzetta di Modena" del 22 maggio 2005
Ingresso Libero
In caso di pioggia il Concerto si terrà al
Teatro-Studio “Valeria Moriconi” di Jesi
*
* *
MONTEMARCIANO - LUNEDÌ
17 AGOSTO
Parco Villa
“Colle Sereno” - Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera
In
collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Montemarciano
GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA
in
“E tutto il mio folle amore...”
Concerto-Tributo a Domenico Modugno

Dal manifesto per il Concerto-Spettacolo di Corinaldo:
“Nel blù dipinto di blù...” (A Domenico ‘Mimì’
Modugno nel 51° anniversario di ‘Volare’).
Corinaldo-Teatro “Carlo Goldoni”-Venerdì 16 Gennaio 2009
Nell’assordante silenzio
dell’immediato dopo anniversario (quello del 50° di ‘Volare’: 1958-2008), l’Amministrazione Comunale di Corinaldo,
in collaborazione con il Teatro “Carlo
Goldoni”, hanno prodotto, per
Ora da quel lavoro teatrale, sono state estrapolate tutte le sedici canzoni del “Mimmo nazionale” , e per la serata di Montemarciano, rivengono presentate in forma di Concerto, dal titolo: “E tutto il mio folle amore...” (verso tratto da, “Cosa sono le nuvole”, una delle canzoni più belle del fortunato connubio: Pier Paolo Pasolini-Domenico Modugno).
E come ha
scritto lucidamente e splendidamente Paolo
Pirani nelle Note di Sala:
“[...] Insieme a Gastone
Pietrucci e
Domenico Modugno, “Tra la musica folcloristica e testi intelligenti, inventò un nuovo fenomeno musicale e di costume. Nella storia della musica leggera italiana, il primo ad opporsi alla canzone banale e solo commerciale, rinunciando a gorgheggi ed ai vocalizzi della cosiddetta ‘canzonetta all’italiana’, fu Domenico Modugno. Portò una ventata di novità, lanciando canzoni che raccontavano storie semplici, tratte dalla vita di tutti i giorni, e diede vita ad una nuova moda musicale, con testi intelligenti (oggi si direbbe ‘impegnati’) e con musiche quasi sempre ispirate al genere folcloristico. E, soprattutto, fu il primo cantautore italiano [...]. Alfonso Masselli, L’indimenticabile Domenico Modugno.
Gastone Pietrucci, voce
Adriano Taborro, chitarra ,mandolino, voce
Marco Gigli, , chitarra, cembalo,
voce
Riccardo Andrenacci, batteria,
percussioni
Roberto Picchio,
fisarmonica, voce
Giorgio Cellinese, coordinatore
Le canzoni di Domenico
Modugno riarrangiate ed interpretate da
1.
Nel blù dipinto
di blù (Strumentale) – 2. T u si ‘na cosa grande (R. Gigli-D.
Modugno) - 3.
Ora che sale il giorno (Salvatore Quasimodo-D.Modugno) –
4. Amara terra mia (E. Bonaccorti-D. Modugno) -5. Lu pisce spada (D. Modugno) – 6.
Dio come ti amo! (D.
Modugno) – 7. Malarazza (D. Modugno-E. Loffredo-D.
Modugno)-
8. Io (F. Migliacci- D.Modugno) – 9.
Strada ‘nfosa (D.Modugno) – 10. Musciu nieru (Gatto
nero) (D.Modugno) -11. Cosa sono le nuvole (Pier Paolo Pasolini-D.Modugno)-
12. Resta cu’ mme
(D.Modugno-D.Verde-D.Modugno)
– 13. Pasqualino marajà (F. Migliacci-D.Modugno)
– 14. Vecchio frack (D. Modugno) –
15. Meraviglioso (R. Pazzaglia-D.Modugno) - 16. Nel blù dipinto
di blù (Migliacci-D.Modugno)
Ingresso Libero
In
caso di pioggia il Concerto si terrà nel Teatro “Alfieri” di Montemarciano
In
esclusiva per il Monsano Folk Festival
per gentile
concessione del Comune di Corinaldo
* *
*
SERRA DE’ CONTI - MARTEDÌ 18 AGOSTO
Chiostro di San Francesco - Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera
In collaborazione con il Comune
e l’Assessorato alla Cultura di Serra de’ Conti
MARCO POETA TRIO
con
Marco Poeta,
“guitarra portuguesa”
Alessandra Losacco, voce
& Massimo Sbaragli, chitarra,
basso
con la
partecipazione straordinaria di Gastone PIETRUCCI
in
“O
FADO”
L’anima e... la sua musica

Marco
Poeta
Marco Poeta e la sua “guitarra portuguesa”
È l'unico musicista non portoghese, a livello europeo, ad essere riconosciuto e considerato un vero fadista dai
portoghesi. È un abile suonatore di strumenti a plettro, pur non avendo mai imparato a
leggere la musica. A diciotto anni scopre la bossa nova brasiliana, genere che coltiverà per circa
vent'anni, arrivando a collaborare con i più grandi musicisti e cantanti di quella terra, tra cui Caetano Veloso,
Chico
Boarque e Badem
Powell. In Italia sono da ricordare
la pluriennale collaborazione live con Sergio Endrigo, quella con il
chitarrista jazz
Franco Cerri ed
il fruttifero rapporto, che ancora continua, con il chitarrista e cantante
napoletano Fausto Cigliano. Da dieci anni a questa
parte si dedica allo studio della chitarra portoghese,
strumento tipico del fado, in cui lo ha aiutato il grande virtuoso portoghese Antonio
Chainho. Il primo brano pubblicato da Marco Poeta come suonatore di chitarra portoghese, è stato un
insieme di stornelli marchigiani cantati sulla melodia del fado corrido (il brano è presente nella compilation Tribù italiche Marche del World Music Magazine, con il titolo Canto
popolare recanatese). Il primo album della discografia
ufficiale di Marco Poeta è Zuppa,
pubblicato dalla Bentler nel 1986,
che passa inosservato.
Si fa notare con O fado
uscito nel 2001, con la collaborazione di Eugenio Finardi (voce
e curatore dei testi italiani cantati da lui stesso nei fados classici), Francesco
di Giacomo (voce del Banco del Mutuo
Soccorso, che si presta a cantare in portoghese) ed Elisa Ridolfi (voce marchigiana scoperta e lanciata da Poeta
stesso, che canta in portoghese). In questo album,
oltre ad alcuni tra i pezzi più belli del fado portoghese, prevalentemente
scelti nel repertorio di Amália Rodrigues,
c'è spazio per una coinvolgente reinterpretazione di Piazza Grande,
in cui Michele Ascolese, chitarrista
classico del CD, sfoggia una grandissima abilità improvvisativa. Nel frattempo Marco Poeta fonda l'Accademia del
Fado, con cui collaborano vari cantanti e musicisti interessati al genere
di Lisbona. Nel 2003
esce il CD O nosso fado per
All’interno del concerto, Gastone Pietrucci farà una particolare
partecipazione straordinaria, interpretando, insieme alla “guitarra portuguesa” di Marco Poeta, un brano del repertorio de
Discografia di Marco Poeta: 1986, Zuppa (Bentler, N. 86701)- 2001, O
Fado (Edel) – 2003, O Nosso Fado (Target) – 2005, Il
poeta e la chitarra (Target).
GLI ALTRI INTERPRETI
Alessandra Losacco (‘a cantora)
Alessandra
Losacco. Chi sono?
“Nasco a Udine ma niente mi rimane di quelle terre, anzi le mie
contaminazioni caratteriali sono poi le più varie e colorite.Oltre
alle lingue che studio da sempre e al lavoro di commerciale estero che ho fatto
molti anni , coltivo la passione per la musica e in particolare per il canto
Ognuno nel suo percorso sceglie un linguaggio che va oltre le parole..io non ho
mai sopportato le barriere tra le persone e mi sono adoperata per abbattere
piano piano quelle che posso ..quelle linguistiche ..e attraverso il canto
cerco di affrontare ed abbattere le mie.. Da ogni giorno mi aspetto sempre
qualcosa..sono curiosa e per questo ho fatto tante cose ..tanti viaggi tante
esprienze..conosciuto tanta gente..e da ognuno ho imparato .. Nella musica sono
una rokettara inside poi ho
sperimentato.. pop, blues..nelle maturità ho trovato il
linguaggio dell'anima..anzi lui ha trovato me.. Marco Poeta noto chitarrista che suona la guitarra portoghesa mi
chiede di cantare il fado..questo
sconosciuto..e invece è una scoperta bellissima! Nascono collaborazioni
importanti con attori famosi, Giancarlo
Giannini, Preziosi, Dapporto, Lante della Rovere e poi Silvia
Mezzanotte, Francesco di Giacomo
, Finardi e celebri nomi del
Potrogallo come George Fernando e Ana Moura. bene ..tutto questo era fino
a ieri..ora aspetto curiosa...che venga domani...”.-

Massimo Sbaragli, bluesman
Massimo Sbaragli. Nasce a Forli' il 12 dicembre 1956, segno zodiacale Sagittario. Come molti artisti nati in quegli anni e dintorni, anche Massimo Sbaragli parte per un viaggio, un viaggio che comporta una vita di sacrificio, e di grande determinazione a proseguire un cammino che lo vede a 14 anni imbracciare una chitarra, per poi scegliere il basso elettrico come suo compagno. Galleria d’Arte, Politrio, assieme a Roberto Zoli e Giorgio Canali con i quali registra nel 1984 un album, e molti altri gruppi lo vedono alacre musicista. La musica pop è la realtà di quegli anni ’70, ma il viaggio continua, Massimo si arricchisce sempre piu’ di preziosa esperienza senza che la sua passione per la musica si affievolisca minimamente.
Suona con Carey Bell (ex Muddy Waters) tour
in Germania, Austria, Francia, con il quale si trova in sessione in
studio in Germania “So’
di Blues “ che Massimo registra con Rudy Rotta. Si trova poi in tour con Luther Allison (Germania/Austria) e si incontra sul palco
in jam a Dresda con il figlio Bernard Allison. Prosegue con Sugar Blue (harp Rolling Stones, Frank Zappa) per un tour in Italia che tocca anche Sanremo Blues Festival, all’Auditorium RAI, poi Jin Carrol, Karren
Carrol, Lovie Lee (Muddy Waters) tour
Germania e Austria, Shirley King (figlia del mitico)
in Italia e Francia, Zora Yang, Steve Smeet a Capoliveri
in jam, Steve Clayton, tante
collaborazioni e concerti con James
Tomphson, sax di Zucchero, Alberto Solfrini, Rudy Rotta. Massimo si ferma con Rudy, conosce e frequenta
palchi prestigiosi, poi Vince
Vallicelli, tanti anni di collaborazioni e tour,
cosi’ come con Alligator.
.Massimo Sbaragli e il blues, un binomio sofferto ma pulsante
di vita, di energia, di professionalità e di apertura che è componente
essenziale della ricerca, questo porterà Massimo su palchi difficili
davanti a un pubblico esigente. La carriera musicale sarà cosi’ cosparsa di
soddisfazioni e di grandi maestri, che per un musicista attento e rispettoso
come Massimo costituiranno fonte
di ispirazione.
Il basso cede sovente il passo al contrabbasso che Massimo suona con grande accortezza e feeling, ed ecco che il richiamo di
suoni naturali e veri coronano una lunga serie di sforzi per offrire una
esposizione sincera, e una fedele testimonianza di una vita trascorsa tra le
mille e piu esperienze che accompagnano questo travagliato e difficile cammino
della comunicazione.
Oggi ha la sua band "Max
line mobil " con la quale si esibisce in performance del tutto originali in quanto Max continua a prevaricare mode e tempi facendo suonare di volta in
volta nella sua band vari musicisti
coi quali ha collaborato in 15 anni di concerti. Il tutto fa si' che ogni concerto sia
assolutamente unico.
Ingresso Libero
In caso di pioggia il Concerto si terrà
nella Sala Italia del Comune di Serra de’ Conti
*
* *
MORRO D’ALBA – MERCOLEDÌ 19 AGOSTO
Auditorium Santa
Teleucania - Ore 22,00 - Concerto
Grande della Sera
In collaborazione con il
Comune e l’Assessorato alla Cultura di Morro D’Alba
DUO MAZZONI-RIGANELLI
in
“Magen Abot”
(Concerto di musica tradizionale
kletzmer)
con
Massimo Mazzoni sassofoni
Christian Riganelli fisarmonica

Massimo Mazzoni
Christian Riganelli
Il Duo Massimo Mazzoni & Christian Riganelli presenterà nel suggestivo spazio scenico dell’Auditorium Santa Teleucania, un particolare e struggente concerto di musica tradizionale Kletzmer dal titolo: Magen Abot che
è anche il nome di un modus melodico
ebraico, inteso come accorgimento musicale che dà voce all’animo umano e alle
emozioni espresse nella poesia giudaica. Magen Abot significa “Scudo
dei Padri” e racconta la storia del popolo ebraico e della musica che
nasce dalla profondità dei sentimenti della sua gente ed è riuscita ad arrivare
fino a noi integra e vitale.
Il genere “Klezmer” appartiene alla tradizione
ebraica e deriva da due parole, “Kly” e “Zemer”
, che significano “strumento del canto”. Indica quindi la capacità del
suonatore di esprimere musica e di imitare e superare il più antico degli
strumenti, la voce umana. La musica klezmer
nasce all’interno delle comunità ebraiche dell’Europa orientale, in particolare
delle comunità khassidiche, ed è
patrimonio e prerogativa di musicisti che per scelta o costrizione sono in
continuo movimento. Questo genere
musicale fonde in sé strutture melodiche, ritmiche ed espressive che provengono
da differenti aree geografiche e culturali (i Balcani,
Intimamente legata alla vita ebraica e al popolo dell’ebraismo est-europeo questa musica veniva eseguita in occasione di matrimoni, nascite e circoncisioni, feste e riti religiosi, segnava in generale il ritmo dell’esistenza degli ebrei intrecciata con lo studio e la prassi della Torah.
Questa musica esprime profondamente sentimenti di un popolo, il suo travaglio, la sua estasi, la sua esistenza, la sua fede.
GLI INTERPRETI.
Massimo Mazzoni, sassofonista, ha effettuato i suoi studi musicali
presso il Liceo Musicale di Fermo, il
Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, e poi presso il Conservatorio di Bordeaux
nella classe di sassofono superiore di
Jean Marie Londeix. Sin
dall’età di diciotto anni ha iniziato a collaborare con varie Orchestre
Sinfoniche, tra le quali, Rai di Torino, Rai di Milano, Filarmonica del Teatro
alla Scala di Milano, Orchestra Sinfonica della Radio e Televisione Svizzera,
Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Comunale di Genova, Teatro Comunale di
Firenze, Teatro Regio di Torino, Arena di Verona sotto la direzione di maestri
come Muti, Prètre, Sawallisch, Oren, Gavazzeni.
Si è esibito in veste di solista con varie orchestre tra cui Teatro
dell’Opera di Roma e Orchestra Sinfonica Rai di Torino nell’ambito della
Biennale Musica di Venezia. E’ stato invitato a rappresentare l’Italia ai
Congressi Mondiali di Sassofono (Norimberga 1982), (Washington 1985),
(Tokyo1988), (Valencia 1997), (Minneapolis 2003), (Lubjana 2006) ed inoltre è
stato direttore artistico del 10° Congresso Mondiale del Sassofono (1992)
svoltosi a Pesaro che ha visto la partecipazione di oltre 500 sassofonisti
selezionati da 20 nazioni. Ha tenuto
concerti in Italia, Francia, Germania, Grecia, Spagna, Giappone,
Portogallo,Turchia, Svezia, Stati Uniti, Russia, Libano, Austria e
Svizzera.Recentemente ha tenuto una
serie di master classes e concerti nei Conservatori Superiori di Pechino, Lisbona, Marsiglia, New York, Strasburgo. Ha inciso per le edizioni italiane BMG,
Edipan, Pentaphon, Ricordi e la giapponese Andersen. E' presidente dell’
Associazione Sassofonisti Italiani con la quale organizza annualmente dal 1994
lo Stage Internazionale del Sassofono presso il Conservatorio di Fermo. Ha svolto attività didattica di docente di sassofono
dal 1982 nei Conservatori di Perugia, Pesaro, Firenze. Dal 1989 è docente di sassofono presso il Conservatorio di Musica “G.B.
Pergolesi” di Fermo. Collabora regolarmente come docente ospite con il
Conservatorio Santa Cecilia di Roma, L’Hochschule fur Musik di Francoforte e
varie Università americane.
Christian Riganelli, si è diplomato brillantemente in
fisarmonica classica presso il Conservatorio “N.Piccinni” di Bari con il M°
M.Pitocco. Successivamente ha conseguito il diploma in Didattica della Musica
e

Christian Riganelli
Ingresso Libero
*
* *
ANCONA – GIOVEDÌ 20 AGOSTO
Museo “Omero” - Terrazza
Palazzo Leopardi della Regione Marche, Ingresso dal Museo (Via Tiziano) - Ore
22,00 - Concerto Grande della Sera
In collaborazione con il
Museo “Omero” di Ancona e
in
“Semo
venudi pe’ l’allegria, se non volede annamo via...”
nel
grande corpus della nostra comune
tradizione orale marchigiana e della nostra comune memoria.

Gastone Pietrucci

Adriano Taborro Roberto Picchio Marco Gigli
Il Gruppo di ricerca
e canto popolare marchigiano
I lavori e l’incontro, con Valeria Moriconi, Rossana Casale, Moni Ovadia
Giovanna Marini,Giorgio Albertazzi, Riccardo Tesi, Dodi Moscati, il Teatro
Sperimentale e di Ricerca Teatro A di Allì Caracciolo, Michele L. Straniero,
Caterina Bueno, i Modena City Ramblers, un poeta come Francesco Scarabicchi, un critico letterario come Massimo Raffaeli,
Con questo concerto : “Semo
venudi pe’ l’allegria, se non volede annamo via…” (titolo tratto dalle strofe finali del canto
rituale di questua del solstizio d’inverno,
Un repertorio quindi affascinante, sanguigno e travolgente di saltarelli, di canti rituali di questua, di canti satirici e licenziosi, ballate, canti e filastrocche iterative infantili, canti “a vatocco”, di lavoro, di emigrazione, di cantastorie, canti religiosi, ninne-nanne, di protesta, d’amore della nostra comune memoria.
Il Gruppo
Adriano Taborro, chitarra,
mandolino, voce
Marco Gigli, chitarra, cembalo, voce
Roberto Picchio, fisarmonica, voce
Giorgio Cellinese, coordinatore
PROGRAMMA DELLA SERATA
1.
Ingresso Libero
*
* *
.
POLVERIGI – VENERDÌ 21 AGOSTO
Chiostro di Villa “Nappi”- Ore 22,00 - Concerto-Incontro della Sera
In collaborazione con il
Comune e l’Assessorato alla Cultura di Polverigi
CARLO MURATORI (Sicilia)
CANTASTORIE DEL TEMPO NUOVO, TRA TERRA E MARE
in
“La padrona del giardino”
(Viaggio
musicale dentro la cultura e l’anima della gente di Sicilia)
con la
partecipazione straordinaria di Gastone PIETRUCCI, voce e Adriano TABORRO, chitarra



Carlo Muratori
Carlo Muratori , da solo sul palco, con la sua voce e la sua chitarra. Una carismatica fugura di moderno cantautore che a tutti sembra assumere le sembianze di un pavido carrettiere dell’ottocento o di un menestrello alla corte di Federico II o di un rabbioso contadino del dopoguerra che lotta per il suo lavoro e la sua terra. Egli adotta nelle sue composizioni il patrimonio linguistico siciliano; ma non per questo si può definire un cantore popolare. Scrive e canta canzoni che respirano di contemporaneo e di moderno distinguendosi pur tuttavia, da quella schiera di cantautori nazionali che ben conosciamo ed apprezziamo. Frequenta, da anni ormai, quel terribile fagocitante “territorio di nessuno” dove risultano inapplicabili i paradigmi delle comuni definizioni e le etichette da appiccicarre ai generi. Egli dà voce ad una personale partitura musicale, intessuta di antiche sonorità, pervasa da un forte orgoglio identitario che, paradossalmente, finisce spesso per porsi ironicamente critica nei confronti della sua stessa terra e di certo romanticismo nostalgico-folk.... La ripresa e l’esecuzione di antichi canti popolari, nei suoi concerti, è perlopiù una parentesi, un grido di dolore per un quadro di valori e di memorie non più condiviso. E’ musica senza tempo, la sua; che recupera i relitti idiomatici e stilistici del passato per edificare moderne strutture formali, intraprendere nuovi percorsi creativi e per suggerire stimolanti provocazioni.
Carlo Muratori,
sotto l’impulso di un appassionato studio sulle tradizioni musicali popolari,
ha maturato nel corso di più di vent’anni di attività un suo repertorio
musicale che rappresenta un fantastico continuum
fra l’antico e il moderno, fra il passato ed il presente;
Carlo Muratori canta e racconta il suo essere siciliano, il suo vivere in una terra così difficile ma ammaliante, dolce , rischiosa, madre matrigna, costretta in mille contraddizioni; canta melodie e canti di straordinaria struggenza e bellezza, dei contadini, dei carrettieri, dei pescatori e dei minatori che per secoli hanno scandito con il loro canto le giornate, il lavoro, le stagioni dell’anno. Da queste antiche note trae linfa la sua nuova cretività per rappresentare in un forte chiaroscuro il suo essere srtista siciliano.
Il suo nuovo CD “
All’interno del Concerto di Carlo Muratori, che si svolgerà nella suggestiva cornice del Chiostro di Villa “Nappi” di Polverigi, Gastone Pietrucci, accompagnato dal
Direttore musicale de
* *
*
Carlo Muratori
Carlo Muratori è un cantautore
che vive a Siracusa, sua città natale. Ha pubblicato
dischi di tradizione e di nuove composizioni. Alla prima serie di progetti
discografici appartengono:L’eruzione
dell’Etna e Lu tirrimotu
anticu (1993), rifacimento di canti di cantastorie a commento
del libro di Luigi Lombardo Catastrofi e Storie di Popolo,
sul terremoto del 1693; Stidda di l’Orienti (1997)- echi di
canti natalizi della gente di Sicilia; Pesah
(1999) elaborazioni per coro polifonico ed orchestra da camera delle
lamentazioni del Venerdì Santo in Sicilia; Sicily
(2005) raccolta di 21 classiche canzoni siciliane di fine ottocento
re-interpretate. Questo, vero e proprio successo di vendite e di critica, ha
vinto il secondo posto al prestigioso Premio
Città di Loano (SV) per la musica popolare, e da luglio 2007 è distribuito
dalla Universal nel Canada. Sul versante della nuova musica d’autore: per

Carlo Muratori
“L’opera di Carlo Muratori, musicista, compositore,
etnomusicologo, didatta, personaggio comunque di frontiera e sempre un passo
più avnati degli altri, proprio perché ben certo delle orme lasciate in
passato, riteniamo avrà in futuro la considerazione che si tributa ai grandi.
Quando si tratterà di ricostruire la trama, il textum di fili incrociati che hanno fatto da retroterra fondante al
cosiddetto “folk revival” dell’Italia
del secondo dopoguerra molti discorsi dovranno tenere in considerazione la sua
opera, ben documentata in una vicenda di vita intensa e polimorfa (oggi più che
mai), ancor meglio scandita in una serie di tappe discografiche che viaggiano
in parallelo su due filoni distinti, ma senz’altro non antitonici: la ricerca
sul campo, con conseguente rielaborazione critica dei moduli espressivi vocali
e strumentali tramandati oralmente, l’invenzione di un nuovo modo di creare
canzone popolare che sappia lavorare sul crinale difficile del rispetto e della
ricerca”. Guido FESTINESE, World Music
Magazine.
Ingresso Libero
In caso di pioggia il Concerto si terrà all’interno
della Chiesa del SS.Sacramento di Villa “Nappi” di Polverigi.
* * *
CAMERATA PICENA – SABATO 22 AGOSTO
Corte del Castello del Cassero - Ore 22,00 – Concerto-Incontro della Sera
In collaborazione con il
Comune e l’Assessorato alla Cultura di Camerata Picena
GIORDANO DALL’ARMELLINA (Lombardia)
in
“Ballate popolari europee
del tempo che fu”
Concerto/Spettacolo - Per Voce e Chitarra
con la partecipazione straordinaria di Gastone
PIETRUCCI, voce

Giordano Dall’Armellina in Concerto
Questo Concerto-Incontro (che idealmente continua il filone “Salvare la memoria”, iniziato con
successo l’anno scorso, sempre al Cassero, da Gastone Pietrucci, con il suo Concerto-Incontro
della Sera: “Nel canto la memoria”) vuole offrire un contributo culturale
al pubblico (ma soprattutto ai giovani) per aiutarli a comprendere un fenomeno,
come quello della ballata, che,
insieme alla fiaba, ha contribuito a
forgiare l’identità culturale europea. Grazie alla ballata si può pensare
all’Europa come “nazione” di popoli diversi ma con identiche radici di cultura
popolare. Attraverso questo Concerto.Spettacolo
si potrà comprendere perché la storia narrata in una ballata possa essere
cantata in decine di lingue e dialetti in differenti parti d’Europa o come sia
riuscita una ballata a divenire una novella di Boccaccio e a trasformarsi in
una ballata scozzese che è cantata ancora oggi. Attraverso la ballata si scoprirà
il mondo della magia, le credenze popolari che ancora oggi influenzano la
nostra vita quotidiana, il significato simbolico dei numeri. Ballate e fiabe
fanno parte di un grande patrimonio di cultura popolare europea che è nostro
dovere preservare per non spegnere la memoria storica. Un popolo senza memoria
è un popolo spento, un popolo destinato a perdere il senso di appartenenza, che
invece è un forte valore da coltivare, preservare e soprattutto trasmettere
alle nuove generazioni.
Anche
in questo particolare, raffinato Concerto-Incontro
della Sera, tutto monografico e tuto incentrato sulla Ballata, ci sarà la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci, che insieme a Giordano
Dall’Armellina, interpreterà una delle più arcaiche ballate europee: “

Giordano Dall’Armellina
Il cantore di antiche
ballate europee
Giordano Dall’Armellina, (1950) si occupa di studi sul folclore dal 1981 dopo
aver fatto ricerche presso la branchia dell’Università di Edimburgo che si
occupa di tradizioni scozzesi. Ciò lo ha portato ad aprire a Milano il primo folk-club (Il Ponte delle Gabelle) che
con l’aiuto decisivo di Giancarlo
Nostrini ha vissuto pagine importanti per la musica popolare negli anni ’80
del secolo scorso. Da quella esperienza ha tratto linfa per continuare le sue
ricerche anche in altre parti d’Europa facilitato dalla conoscenza di cinque
lingue e dal fatto di poterne leggere nove. Dagli anni ’80 ha tenuto circa 1500
concerti in Italia e all’estero. Gli Istituti Italiani di Cultura lo hanno
chiamato per tenere conferenze/concerti presso cinque università statunitensi,
sette canadesi e sei in Germania (Francoforte). Si è esibito anche in Spagna,
Francia, Svizzera, Scozia, Irlanda e più volte al Conservatorio di Milano,
oltre che in diverse università italiane.
Nel
1994 ha realizzato il suo primo CD per voce, chitarra e violino contenente
ballate britanniche, francesi e italiane che è stato riedito nel 2001 con il
titolo “Ballate Europee del tempo che fu”. Nel 1999 ha realizzato il
suo secondo CD “Ballate Britanniche del tempo che fu”, una raccolta di ballate
popolari e letterarie britanniche e irlandesi. Nel 2001 è uscito il terzo CD “Ballate
romanze del tempo che fu” una raccolta di ballate castigliane, catalane,
francesi, occitane ed italiane. Nel 2008 un quarto CD sulle ballate popolari
italiane.
La
sua esperienza come insegnante di inglese per più di 30 anni lo ha portato a
scrivere un saggio in inglese sulle ballate britanniche per le scuole (Medieval
British Ballads ina European Context – Loescher con cd allegato). Ha pubblicato
anche articoli su riviste specializzate e recentemente saggi in Educare
all’Europa a cura di Giuseppe
Deiana (Ed. Unicopli) e Educazione letteraria e nuove tecnologie a cura di Paolo Balboni (Utet).
Il
suo ultimo libro Ballate Popolari Europee (Book
Time editore,.2008), riedito nel 2009 con 4 cd allegati e la partecipazione
di più di quaranta artisti, è uno dei punti di arrivo della sua carriera di
musicista e ricercatore.
Ingresso Libero
In caso di pioggia il Concerto si terrà all’interno
della Corte del Castello del Cassero di Camerata Picena
* * *
MONSANO – DOMENICA 23 AGOSTO
Piazza dei Caduti- Ore 22,00 - Concerto di Chiusura
In collaborazione con il
Comune e l’Assessorato alla Cultura di Monsano e
POLYETNIK MUZAK
in
“Omaggio ad Oliviero”
con la partecipazione straordinaria de

Oliviero De Quintajè
leader, fondatore, “anima” dei
Polyetnik Muzak

Locandina
della Serata “Memorabilia”
Concerto Omaggio
per Oliviero De Quintajé Recanati, Cemtro Culturale Fonti San Lorenzo, Domenica 21 Settembre 2008
Oliviero carissimo,
parlando con Adriano e Riccardo, abbiamo avuto la
straordinaria idea di invitare i "tuoi" musicisti della Polyetnik Muzak, per il grande Concerto di Chiusura della prossima
edizione del 24° Monsano Folk Festival
2009, domenica 23 agosto, alle ore
22,00, a Monsano, nella teatrale e suggestiva Piazza dei Caduti,
per un dovuto ed appassionato Omaggio al
tuo ricordo, nella "tua" piazza, con i "tuoi" amici
musicisti, nel "tuo" Folk
Festival (dove hai letteralmente trionfato, nell'ormai lontanissimo 2004,
in quella serata memorabile di Jesi, della Piazza
delle "Monnighette", con quel tuo intenso, tirato, ed
applauditissimo Concerto Grande della
Sera ).
Ora carissimo, ti abbiamo voluto riportare “a casa”, per poter cantare e
suonare, ancora una volta, tutti insieme a te, in una grande, irrefrenabile,
gioiosa festa della “memora, della musica
e del canto”, per farci travolgere dal tuo formidabile carisma, dalla tua
lucida “follia”, dai tuoi lunghi, appassionati monologhi, dalla tua
incredibile, duttile, “selvaggia”, personalissima voce, dalla forza
irrefrenabile delle tue potenti canzoni, dalla tua grande passione, dal tuo
scatenante sound, ora dolce,
graffiante, ora travolgente, elegante, onirico, ora raffinato, ora totalmente
ubriacante, ma sempre di grande classe.
Io sono sicuro che a questo importante appuntamento, non
vorrai mancare: quindi smetterai sicuramente, per un attimo, tutte le tue tournèe e sarai con noi a Monsano,
felice e sicuro di te, tra i tuoi affezionati musicisti della Polyetnik Muzak e gli amici de
Con la grande stima e l’amicizia di sempre. Un forte
abbraccio.
Gastone, Jesi, 13 Giugno,
2009.

Oliviero De Quintajè

Oliviero De Quintajè

Oliviero De Quintajè in Concerto con Chiara Bolognini
POLYETNIK MUZAK: (il nome deriva dalla
risposta che Brian Eno, reduce dal Pavarotti
& Friends, diede ad un giornalista del TG1, dopo esser stato presentato
come “poliedrico musicista multietnico” : “I don’t polietnik muzak”). E’ un combo di puro e duro folk (fondato e diretto dal grande
carisma di Oliviero de Quintajè,
fino al giorno della sua prematura morte) che, pur essendo smaccatamente folk, non ha niente a che vedere con i
tipici gruppi folkloristici e, pur non disprezzando una certa ricerca musicale,
non ha niente a che fare con i classici gruppi di ricercatori
musicologici.
In
definitiva, trattasi di una band che
suona un folk rigorosamente acustico
con la stessa carica del rock più
elettrico proponendo, senza alcuna pretesa filologica ma in lingua e testi
originali o riadattati, canzoni più o meno antiche della tradizione popolare
dell’Europa latino-celtica e, canzoni di propria composizione che si innestano
in modo continuativo ed innovativo nella suddetta tradizione. Dai
Carmina Burana ai madrigali, dai troubadours ai menestrelli, dalle
ballate bretoni ai carols britannici.
I saltarelli marchigiani come jigs
irlandesi e o reels canadesi, la
tarantella napoletana come il cajun
della Louisiana, la mazurka zigana
come la java manouche, il fandango gitano come il tex-mex.
Un viaggio nel tempo senza tempo
sulle note riarrangiate e reinventate di giullari, pastori, contadini,
pescatori, marinai, operai e malavitosi.

POLYETNIK MUZAK
Chiara Bolognini, voce
Gianni Gianferro, fisarmonica - organetto - harmonium - concertina italiana e irlandese - voce
Carlo Venanzoni, basso
- voce
Riccardo Andrenacci, batteria
- daarbouka - cajon -
percussioni
Michele Lelli, batteria - bodhran - djambè - voce
Luca Cingolani, batteria
- timpani - cajon - percussioni
Alessandra Rogante,
voce
Paolo Galassi,
chitarre - mandolino - cori
Adriano Taborro, violino
- mandolino - chitarre - cori
Tony Felicioli,
flauto traverso - piccolo - whistles
- soprano - bombarda bretone - cori
con la
partecipazione straordinaria de

Gastone Pietrucci, voce
Adriano Taborro, chitarra,
mandolino, voce
Marco Gigli, chitarra,
voce
Roberto Picchio, fisarmonica
Riccardo Andrenacci, batteria,
percussioni
Michele Lelli, batteria,
percussioni
Giorgio Cellinese, coordinatore
Ingresso Libero
In caso di pioggia il Concerto si terrà al
Teatro-Studio “Valeria Moriconi” di Jesi
In esclusiva per il Monsano
Folk Festival
* * *
Foglie d’Album *
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.
Giuseppe Ungaretti, Soldati,
1918
Sotto questo nome, da quest’anno sono indicati dei
nuovi lavori, montati appositamente per l’edizione attuale del
Monsano Folk Festival e per le
edizioni future.
Prerogativa originaria ed
insostituibile del Monsano Folk Festival,
è stata sempre quella di essere oltre che un Festival internazionale ed itinerante, soprattutto un Festival di Musica popolare originale
oltre che di revival. Quindi caratterizzare il Festival oltre che con gruppi od artisti di folk-revival,
anche e soprattutto con la presenza indispensabile degli autentici
portatori della tradizione e della loro musica cosiddetta “originale”.
Sino ad ora, sono riuscito (come ricercatore e come
direttore artistico) a far partecipare a tutte e ventiquattro le edizioni del Festival i cosiddetti informatori,
a farli conoscere personalmente al grande pubblico con concerti e
partecipazioni memorabili,
indimenticabili ed aggiungerei fondamentali.
Ora purtroppo questo grande
patrimonio umano, piano piano, va inesorabilmente e fisiologicamente
scomparendo.
Quindi mi sono posto il problema (una volta privi di questo incommensurabile
serbatoio umano della memoria) come continuare la linea principale dell’ “originalità”
del Festival, senza snaturarlo né
andando fuori tema.
Allora ho deciso che sarò io, con Foglie d’Album
(quando non avrò più a disposizione i principali informatori, magistralmente definiti da Guido Festinese, “gli alberi di canto”) a sostituirmi
a loro, nel raccontare a mia volta, i miei fortunati incontri, le mie
registrazioni con loro, prestando la mia voce, i miei ricordi, per far rivivere
le loro storie, le loro vite, i loro canti e tutto il loro bagaglio di umanità,
di tenerezza, di “amore” che in questi più che quaranta anni di ricerca sul
campo, mi hanno donato.
Gastone Pietrucci,
Jesi,
25 Giugno 2009
Foglie d’Album
Piano dell’opera
(a cura di Gastone Pietrucci)
Foglie d’Album 2009
n. 1 Aldo GOBBI
Jesi-Venerdì 14 Agosto- Ore 12,00–SAS-Museo Studi per le
Arti della Stampa-Concerto Aperitivo di Mezzogiorno.
n. 2 Italo AGNETTI,
“Totò”
Staffolo-Domenica 16 Agosto- Ore
12,00–Museo dell’Arte del vino-Concerto
Aperitivo di Mezzogiorno.
Foglie d’Album 2010
n. 3 Pietro
BOLLETTA
n. 4 Armanda
ANIMOBONO MANCINI e le sorelle Amalia “Astora” e
Anita ANIMOBONO
Foglie d’Album 2011
n. 5 Laura
PIETRUCCI CALABRESI “Lallì” - Maria PIETRUCCI “Mariuccia”
n. 6 Giuseppe GASPARRINI “Beppe de Birtina”
Foglie d’Album 2012
n. 7 Le “FILANDARE”
JESINE
n. 8 Nazzareno
SALDARI “Fifo”
- Giuseppe
PIERANTONI
- Nazzareno
PESALLACCIA “Mengrè” -
Foglie d’Album 2013
n. 9 Cesira ZENOBI GIGLI - Adelaide TASSI PIETRUCCI
n. 10. Quartina LOMBARDI GIANSANTELLI - Gianfranco FILIPPONI “Pippo”
Foglie d’Album 2014
n. 11. Lea LUCONI CECCARELLI - Attilia ROCCHEGIANI CATANI
n. 12. Ireneo ALBERTI, “El Moro” ed il GRUPPO SPONTANEO DEL
MAGGIO DI FABRIANO
Foglie d’Album 2015
n. 13. Lina MARINOZZI
LATTANZI - Domenico
CICCIOLI, “Spaterna”
n. 14. Elvira
CORSETTI PIRANI, “
Foglie d’Album 2016
n. 15. Augusta
MARCELLI BRUSCHI -Telemaca CAGNONI GORI
n. 16. Giovanni
CAPOGROSSI -
Cesira SANTARELLI ROMAGNOLI
Foglie d’Album 2017
n. 17. Tersilio ANGELINI, “Baffone”
- Guerrino CIMARA - Silvio
MARIANI “Il coco” -
n. 18. Attilio
MAZZIERI , “U brau” - Armando BRACONI - Amerigo ZENOBI
Foglie d’Album 2018
n. 19. Mario AMICI - Severino RONCONI - Armando FELICI “Zzifò”
n. 20. Giuseppina
PIANA MARCHESELLI - Le sorelle Angela CERCACI BEDETTI e Guerrina CERCACI
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* I libretti della serie Foglie d’Album editi dal Centro Tradizioni Popolari sono progressivamente numerati,
in
modo da poterli raccogliere ed alla fine della Collana
sistemarli in un apposito raccoglitore
Foglie d’Album
© Copyright, 2009
by Centro Tradizioni Popolari
Printed in Italy. All Rights Reserved
Ogni riproduzione, o riproposta, anche
parziale del materiale qui raccolto, deve essere da noi autorizzata e comunque
sempre citata.
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Gli Artisti del Monsano Folk Festival
in ordine di
esecuzione
Il Tratturo
Mauro Gioielli
Enzo Miniscalco
Lino Miniscalco
Ivana Rufo
Walter Santoro
Rari Ramarri Rurali
Nino Finauri
Riccardo Marongiu
Giacomo Pietrucci
Roberto Renzoni
Claudio Tombini
Luisa Poggi
Aurelio Beretta
Carlo Spinedi
Gang
Marino Severini
Sandro Severini
Francesco Caporaletti
Francesco Bigoni
Fabio Verdini
Gastone Pietrucci
Adriano Taborro (direttore
muscale)
Marco Gigli
Roberto Picchio
Riccardo Andrenacci
Michele Lelli
Giorgio Cellinese (coordinatore)
Andrea Bartola
Michele Bramucci
Raffaele Petrucci
Riccardo Tesi
Nardino Beldomenico
Gianni Donnini
Gastone Pietrucci
Italo Agnetti
PivariTrio
Fabio Bonvicini
Saverio Martinelli