Monsano- Jesi- Camerata Picena-Corinaldo Mergo- Montemarciano- Monte San Vito- Museo “Omero” Ancona -

Numana- Polverigi- Pro Loco Montecarotto – Montemarciano- Serra de’ Conti- Staffolo -

Fondazione Pergolesi Spontini -Provincia di Ancona- Regione Marche

24°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

 nell’anno della crisi

 

8 - 23 AGOSTO 2009

 

A cura de La Macina e del Centro Tradizioni Popolari,  il Comune di Monsano,  con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ancona e la Fondazione Pergolesi- Spontini, organizza, nell’agosto 2009 la ventiquattresima edizione del Monsano Folk Festival.     Direttore Artistico: Gastone Pietrucci.  

Il Monsano Folk Festival , questa Rassegna internazionale di Musica Popolare originale e di revival nell’anno della crisi, nel corso degli anni,  si è trasformato in un Festival itinerante, svolgendosi non solo nella sua sede originale,  Monsano, ma da diversi anni, anche a Jesi, Ancona, Camerata Picena, Corinaldo, Mergo, Montecarotto, Montemarciano,  Monte San Vito, Numana, Polverigi, Serra de’ Conti (mentre  per la ventiquattresima  edizione del 2009, toccherà anche Staffolo), per un totale di ben dodici Comuni dell’anconetano.

 Il Monsano Folk Festival è un appuntamento  ed un riferimento fissi e scientificamente qualificati e prestigiosi, nel fornire, anno dopo anno, un quadro sempre più aggiornato, valido e stimolante della musica popolare, delle sue tradizioni e soprattutto delle sue ancora ignote potenzialità. Infatti siamo più che convinti, che nonostante l’isolamento culturale, le ingiustificate, ottuse, “disattenzioni”, la secolare “latitanza” dei  media, sia finalmente arrivata l’ora di far ascoltare e soprattutto diffondere “anche” quest’ “altra” musica, specialmente alle nuove generazioni, decisamente più fragili, sprovvedute e psicologicamente soggette come sono, al feroce condizionamento ed allo squallido fenomeno di ghettizzazione e di omologazione di pasoliniana memoria.

          Con il Monsano Folk Festival  si è scelta e privilegiata una particolare formula di rapporto, di scambio, di confronto-“scontro”, tra la musica popolare originale degli autentici portatori della tradizione e quella dei vari gruppi ed interpreti di  folk revival, in un accostamento di pari dignità, di notevole interesse e di grande valore scientifico.

Questo Folk Festival ha la pretesa di considerare il pubblico non più “oggetto” passivo di più o meno allettanti ed assordanti proposte, bensì “soggetto” attivo, partecipe in prima persona, non più “comparsa”, ma “attore” della festa e del gioco.  Un Festival, che per la “libertà”, inventiva, passione e spontaneità con cui viene organizzato e vissuto, si distingue nettamente dall’attuale sconfortante panorama di falsificazione e di massificazione operate sulla cultura tradizionale e sulla civiltà popolare.

 

 Inoltre da quest’anno il Festival ha un’aggiunta significativa nel suo sottotitolo, quello di Rassegna internazionale ed itinerante di musica Popolare originale e di revival, nell’anno della crisi : un Festival quindi, condizionato (e speriamo non troppo limitato) dal momento economico decisamente non favorevole, nel quale si dibatte l’Italia, ma soprattutto tutto ciò che significa cultura in questo nostro Bel Paese !. E nonostante il “feroce” e “selvaggio” dimezzamento del già esiguo ed imbarazzante baget, abbiamo cercato di presentare un Cartellone più che dignitoso, dando largo spazio ai “grandi solisti”, al loro carisma, al loro mettersi in gioco e soprattutto al loro entusiasmo ed alla loro innata bravura, alla loro voglia di “aiutare” e di “arricchire” ulteriormenre un Festival, (unico nel suo genere) un “piccolo-grandeFestival, che ha basato da sempre la sua identità e la sua autorevolezza, nella sua “testa”, nel suo “cervello”, nelle sue “idee”, nel suo continuamente inventarsi e reinventarsi, piuttosto che nell’adagiarsi, nel “portafoglio”, nei “soldi”, nei grandi contributi pubblici e privati, che a dire il vero in tutti questi ventiquattro anni, hanno sempre latitato alla grande!

        

Il Direttore Artistico

Gastone Pietrucci

Jesi, 9 Giugno, 2009

 

 

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Monsano- Jesi- Camerata Picena-Corinaldo Mergo- Montemarciano- Monte San Vito- Museo “Omero” Ancona -

Numana- Polverigi- Pro Loco Montecarotto – Montemarciano- Serra de’ Conti- Staffolo -

Fondazione Pergolesi Spontini -Provincia di Ancona- Regione Marche

24°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

 nell’anno della crisi

 

8 - 23  AGOSTO  2009

 

Direttore Artistico: Gastone Pietrucci

 

 

 

 

 

 

 

 

1)   PROGRAMMA SINTETICO

(a seguire Programma analitico)

 

 

 

 


MONSANO-SABATO 8 AGOSTO Piazza dei Caduti-  Ore 22,00 - Concerto Inaugurale

IL TRATTURO (Molise)

 “La cultura musicale, i suoni e le tradizioni orali lungo le vie della transumanza”

 

 

MONTECAROTTO - DOMENICA 9 AGOSTO -  Piazza Latieri Ore 22,00 – Concerto Grande della Sera

RARI RAMARRI RURALI

“Provinciali!?!”

Eco-folk-blues-agri-barricadero dell’entroterra pesarese

 

 

 

MONTE SAN VITO - LUNEDÌ 10 AGOSTO – Teatro “La Fortuna”- ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

 

LUISA POGGI & AURELIO BERETTA (Svizzera)

“Il canto salvato”

     Luisa ed Aurelio, la passione e la storia

con Carlo Spinedi, violino, voce

e con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival                                                

 

 

CORINALDO – MARTEDÌ  11 AGOSTO - Piazza “Il Terreno”- Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera  

MACINA-GANG

 “Nel tempo ed oltre, cantando... per Fabrizio”

In ricordo di Fabrizio De Andrè el decennale della morte

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival                                               

 

 

 

MERGO - MERCOLEDÌ  12 AGOSTO - Piazza San Lorenzo Martire -  Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera  

ANDREA BARTOLA

con Michele Bramucci, chitarra e tastiera

Spettacolo di Teatro-Canzone o Concerto-Teatrale.

“Acari di stelle” 

(una voce fuori dal colon)

 

 

 

 

NUMANA- GIOVED 13 AGOSTO – Giardino “Cavalluccio marino” - Ore 12,00 – Concerto - Incontro della Sera

RICCARDO TESI (Toscana)

“PresenteRemoto”

(Concerto per organetto diatonico e...)

 con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci e Marco Gigli, chitarra

 

 

JESI-VENERDÌ 14 AGOSTO- SAS Museo Studi per le Arti della  Stampa - Ore 12,00 - Concerto Aperitivo di Mezzogiorno

Per la  serie “Foglie d’Album”

ALDO GOBBI

 “La voce, l’organetto, la memoria, per un grande ricordo: Aldo Gobbi”

con Nardino Beldomenico- Gianni Donnini-Gastone Pietrucci

   Ideazione cura e Regia di Gastone Pietrucci  

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival                                               

 

 

 

SABATO 15 AGOSTO – RIPOSO

 

 

 

STAFFOLO- DOMENICA 16 AGOSTO- Museo dell’arte del vino- Ore 12,00- Concerto Aperitivo di Mezzogiorno

Per la  serie “Foglie d’Album”

ITALO AGNETTI

  “In famija eravamo in ventisei persone...”

con la partecipazione straordinaria di Roberto Picchio, fisarmonica

 Ideazione cura e Regia di Gast one Pietrucci  

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival                                               

 

 

JESI- DOMENICA 16 AGOSTO - Piazza delle Monnighette – Ore 22,00 Concerto Grande della Sera

PIVARITRIO + COMPAGNIA DEL MAGGIO DI FRASSINORO (Emilia) 

”E ghè pű temp che vitta / C’è più tempo che vita”

(Il ciclo della vita nel canto popolare dell’Emilia)

 

 

 

MONTEMARCIANO- LUNEDÌ 17 AGOSTO- Parco Villa “Colle Sereno” - Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA

 “E tutto il mio folle amore...”

(Tributo a Domenico Modugno)

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

 

SERRA DE’ CONTI - MARTEDÌ 18 AGOSTO - Chiostro di San Francesco - Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

MARCO POETA TRIO

  O Fado”

L’anima e... la sua musica

Con  Marco Poeta-Alessandra Losacco, voce & Massimo Sbaragli, chitarra, basso

con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci

 

 

 

MORRO D’ALBA -MERCOLEDÌ 19 AGOSTO Auditorium Santa Teleucania- ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

DUO MAZZONI-RIGANELLI

“Magen Abot”

(Concerto di musica tradizionale kletzmer)

con Massimo Mazzoni, sassofoni & Christian Riganelli, fisarmonica

 

 

ANCONA - GIOVEDÌ 20 AGOSTO Museo “Omero”-Terrazza Leopardi della Regione Marche -  Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

LA MACINA

 “Semo venudi pe’ l’allegria, se non volede annamo via...”

La Macina più “popolare”, sanguigna, travolgente, aggressiva, entusiasmante

 nel grande corpus della nostra comune tradizione orale marchigiana.

 

 

POLVERIGI – VENERDÌ 21 AGOSTO - Chiostro di Villa “Nappi” Ore 22,00 - Concerto-Incontro della Sera

CARLO MURATORI (Sicilia)

  “La padrona del giardino”

 (Viaggio musicale dentro la cultura e l’anima della gente di Sicilia)

con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci e di AdrianoTaborro, chitarra

 

 

 

CAMERATA PICENA -  SABATO 22 AGOSTO - Corte del Castello del Cassero -  Ore 22,00 – Concerto-Incontro della Sera  

GIORDANO DALL’ARMELLINA (Lombardia)

 “Ballate popolari europee del tempo che fu”

con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci

 

 

 

 MONSANO - DOMENICA 23 AGOSTO - Piazza dei Caduti-  Ore 22,00 -  Concerto di Chiusura

POLYETNIK MUZAK

Omaggio ad Oliviero”

con la partecipazione straordinaria de La Macina

 

* In esclusiva per il Monsano Folk Festival                                               

 

 

 

 

Tutti i concerti sono ad ingresso libero

 

 

 

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Monsano- Jesi- Camerata Picena-Corinaldo Mergo- Montemarciano- Monte San Vito- Museo “Omero” Ancona -

Numana- Polverigi Pro Loco Montecarotto – Montemarciano- Serra de’ Conti- Staffolo -

Fondazione Pergolesi Spontini -Provincia di Ancona- Regione Marche

24°  MONSANO  FOLK  FESTIVAL

Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival

nell’anno della crisi

 

8 - 23  AGOSTO  2009

Direttore Artistico: Gastone Pietrucci

 

 

 

 

 

2)   PROGRAMMA ANALITICO

 

 

 

 

 

 

MONSANO - SABATO  8 AGOSTO

Piazza dei Caduti-  Ore 22,00 -  Concerto  Inaugurale

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Monsano e La Fondazione Pergolesi-Spontini

 

 

IL  TRATTURO (Molise)

in

“La cultura musicale, i suoni e le tradizioni orali

 lungo le vie della transumanza


 

Il Tratturo

 

 

 

Il Tratturo è tra i gruppi più apprezzati e longevi del folk italiano, sicuramente il più rappresentativo della musica etnica molisana..

Fondato nel 1976 da Mauro Gioielli, vanta un lungo curriculum di oltre 1500 concerti, incisioni discografiche, tournée in Europa e nelle Americhe (Argentina, Austria, Canada, Francia, Inghilterra, Italia, Scozia, Spagna, Svizzera, Usa), partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici della Rai e di Mediaset.

I componenti del gruppo hanno effettuato ricerche etnofoniche ed organologiche, recuperando un ricco repertorio di canti e rivalutando alcuni antichi strumenti musicali del folklore italiano; soprattutto la zampogna e la ciaramella che, nella loro regione, il Molise, sono gli strumenti più rappresentativi della tradizione popolare.

Il repertorio che propone è caratterizzato dai suoni degli strumenti musicali della tradizione molisana, ma risente dell'influenza delle aree regionali confinanti, culturalmente accomunate da quella che fu la civiltà della transumanza.

Per il Monsano Folk Festival, Il Tratturo propone uno spettacolo con un ricco repertorio di danze (tarantelle, pizziche, spallate, saltarelli), canti di brigantaggio, melodie d’amore. Un ricchissimo strumentario caratterizza l’esecuzione sonora dei brani scelti. Lo strumento “protagonista” è la sordellina molisana (ossia la zampogna a triplo chanter e doppia chiave). L’uso della voce, inoltre, è fondamentale nel repertorio del Tratturo, sia in esecuzione solistica che a più voci.

Una parte del repertorio è composta di melodie antiche dal XVI al XIX secolo, riproposte con gli strumenti in uso in tali epoche, in esecuzione a volte filologicamente fedele a volte in veste rielaborata.

 

 

 

Mauro GIOIELLI, voce solista

 

            

 (da sinistra: -Ivana RUFO, voce, chitarra, chitarra battente, organetto, zampogna a chiave-Lino MINISCALCO, ciaramella, zampogna, clarinetto-

Enzo MINISCALCO-zampogna, ciaramellaWalter SANTORO, percussioni)

 

 

 

Il Tratturo: le ragioni di un nome

Il Molise è attraversato da quel che resta degli antichi tratturi, ossia le piste formatesi per effetto del passaggio stagionale delle greggi che venivano condotte in transumanza (dal latino: trans = al di là; humus = terra).

La transumanza – un fenomeno antichissimo, che si è estinto solo da pochi decenni – ha dato vita alla cosiddetta civiltà dei tratturi, che ha espresso una propria tradizione sonora fatta di strumenti musicali, canti d’amore, ritmi per la danza, melodie religiose, brani narrativi. [M. Gioielli, La cultura musicale e le tradizioni orali dei pastori transumanti, 1999].

Il nome del gruppo «Il Tratturo», quindi, ha trovato ispirazione dalla cultura musicale diffusasi lungo le vie della transumanza, una cultura che ha accomunato “i suoni”

di più  regioni: Molise, Puglia, Abruzzo, Campania.

 

 

 

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà nel Teatro-Studio “Valeria Moriconi” - Jesi

 

 

                                                                                                                

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MONTECAROTTO - DOMENICA 9 AGOSTO

Piazza Latieri – Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

In collaborazione con la Pro Loco di Montecarotto e con il patrocinio del Comune di Montecarotto

RARI  RAMARRI  RURALI

 

in

“Provinciali!”

Eco-folk- blues-agri-barricadero dell’entroterra pesarese

 

Copertina dell’ultimo CD dei Rari ramarri rurali, “Provinciali!”, 2009

 

Confermando la tradizione di presentare, valorizzare e soprattutto far conoscere ogni anno qualche giovane e meritevole gruppo, quest’anno sotto i riflettori del Monsano Folk Festival, un giovane, grintoso, gruppo musicale marchigiano del pesarese, i Rari ramarri rurali,  che da un po’ di tempo sta conquistando il suo spazio, con la forza della simpatia, dell’ironia, della bravura dei suoi cinque giovani componenti. Un gruppo giovane, che non solo non si vergogna di scrivere e pensare le sue canzoni in italiano, ma fa ancora di più, le scrive, le propone e le canta addirittura in dialetto, in quel dialetto miracolosamente ancora vivo e sicuramente efficace ed immediato. Un gruppo, quindi “coraggioso”, controcorrente e sicuramente coinvolgente, travolgente  e “contagioso”che interesserà e divertirà il pubblico attento, competente ed appassionato del Festival.

 

 

I Ramarri ramarri sociali sono cinque musicisti dell’entroterra pesarese che praticano dalla fine degli anni 90 il folk dialettal-satirico con vena combattiva, per cui il loro genere è stato ribattezzato eco-folk-blues-agri-barricadeo.

  1. Eco: perché sono prossimi alle tematiche ecologiste, e non per moda o sentito dire.
  2. Folk: perché per contenuti veraci ci vuole musica verace, ovvero il liscio e il folk, ovvero la musica popolare
  3. Blues: perché come fa un musicista contemporaneo a ignorare il blues e il rock?
  4. Agri: perché alla fine noi marchigiani siamo tutti contadini, e le nostre città sono un bluff (tutti gli urbani hanno un antenato mezzadro e un podere in eredità)
  5. Barricadero perché affrontano anche temi politici (e come si fa ad ignorarli? Saranno anche solo canzonette ma non si può vivere solo di San Remo e Radio Papaja.

I loro pezzi sono nelle suonerie dei telefoni, eseguiti da cover-band alle sagre, conosciuti a memoria dai bambini dell’asilo, dagli studenti universitari, dai nonni, dai disoccupati, dai professionisti, dai contadini!  Una trasversalità peggio della Democrazia Cristiana.

 

I membri

Nino Finauri, detto ”il professore” per il curriculum e la forma mentis, è l’autore di tutti i  testi, suonicchia la batteria e coltiva le ideologie ramarre.

Claudio Tombini, detto “l’attore” perché sul palco fa gli atti, preferibilmente da matti, è il front-man del gruppo e dà voce e mimica a tutti i personaggi cantati.

Roberto Renzoni, detto “il maestro” per il flemmatico distacco dal mondo, è autore di tutte le musiche, e suona svogliatamente la pianola (o pianella) e la fisarmonica.

Riccardo Marongiu, detto “il dottore” perché sa curare il corpo e l’anima della musica, suona il basso, ma all’occasione la batteria, la chitarra, il piano, la tromba, la tammorra….

Giacomo Pietrucci, detto “sax-appeal” per l’avvenenza del suo sorriso e la suadenza dei suoi assoli, suona i sassofoni e butta l’occhio alle prime file.

 

Dischi prodotti

Sol sal Landini   – 2007

Bestie e cristiàn  – 2008

Provinciali!    – 2009

 

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà nel Teatro Comunale di Montecarotto

 

 

 

 

 

 

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MONTE SAN VITO – LUNEDÌ 10 AGOSTO

Teatro “La Fortuna -  Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Monte San Vito

 

 

LUISA POGGI & AURELIO BERETTA (Svizzera)

“Il canto salvato”

     Luisa ed Aurelio, la passione e la storia

con Carlo SPINEDI, violino, voce

con la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci, voce e  Marco GIGLI, chitarra

 

 

   

                                                                       Luisa Poggi                  Aurelio Beretta

 

Luisa Poggi & Aurelio Beretta.  “Unica, carismatica presenza femminile del gruppo popolare ticinese Vox Blenii, Luisa Poggi si presenta ora come solista, sorretta dalla sua splendida, calda, incredibile voce [...] . Così nel 1992, nei depliant del 7° Monsano Folk Festival, introducevo Luisa Poggi, nel suo inedito programma “La donna tra storia e memoria”, presentato con grande successo a Monsano, nella suggestiva cornice della Chiesa degli Aròli,  nel tradizionale Concerto-Aperitivo di Mezzogiorno. Anche allora scrivevo che il concerto sarebbe stato “[...]  arricchito dalla fisarmonica di Aurelio Beretta della Vox, che accompagnerà Luisa in questo suo struggente percorso di canti religiosi e di ninne-nanne della tradizione popolare ticinese”.  Non credo di dover aggiungere altro, se non che con l’inevitabile passare del tempo i due artisti , come i vini pregiati, si sono decisamente impreziositi, arricchiti e maturati di tecnica, esperienza, sorretti , ora come allora, dalla passione vera per la ricerca, il canto, la riproposta, l’amore per le tradizioni musicali della propria gente.

Ora lo stesso, inedito Duo si ripresenta alla ribalta del Monsano Folk Festival, con un altro interessante ed inedito programma, dall’emblematico titolo: “Il canto salvato”, appositamente preparato e montato, per un altro suggestivo, particolare, magico spazio: il Teatro Condominiale di Monte San Vito “La Fortuna”, (conosciuto come il “Salotto della Provincia”), dove (rigorosamente) in acustica, incanteranno nuovamente i loro tanti estimatori e tutto il pubblico del Festival che accorrerà sicuramente numeroso ed attento a questo loro atteso e gradito ritorno.

 

Partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci e di Marco Gigli in omaggio ai due amici ed artisti svizzeri.

 

Aurelio Beretta, è il fondatore, e leader, della Vox Blenii,  mentre Luisa Poggi, è la “voce” femminile di questo ormai “storico” gruppo di ricerca e canto popolare ticinese, nato nel 1983, dalla comune passione per la musica popolare di un gruppo di amici. Gli attualli componenti di questo benemerito gruppo, sono oltre ad Aurelio, fisarmonica, voce e Luisa, voce e percussioni : Remo Gandolfi, violino, viola, mandolino, canto, Gianni Guidicelli, chitarra e canto, e Francesco Toschini, contrabbasso, canto.     Per inquadrare nella giusta luce sia Luisa che Aurelio, che tutto il loro Gruppo, vero vanto non solo della loro valle (Val Blenio), del Ticino e di tutta la Svizzera, basta lo stupendo giudizio che ne ha dato, Pier Franco De-Maria, nella co- presentazione al loro primo lavoro discografico del 1988: “I fioo e r’amur” , un vero, grande insuperato gioiello:

“La spontaneità, l’immediatezza, la sentita e non intellettualistica ricerca concreta nelle radici della tradizione orale, fanno del gruppo «VOX BLENII» uno dei casi più interessanti nel panorama della musica popolare ticinese. Delle sue origini spontanee, della sua originaria impostazione «familiare», il gruppo ha conservato l’entusiasmo, l’ironia, il senso della forza aggregatrice della musica, della festa e quindi del pubblico. Nella consapevolezza e nella grande umiltà la formazione ha trovato la chiave perché, senza troppi freni e senza inutili virtuosismi, i testi e le frasi musicali possano parlare direttamente al pubblico con il loro potere evocativo, fatto di ammiccamenti, emozioni, sentimenti e di tanta umanità.  E come in ogni festa, oggi come ieri, in concerto come in piazza, è il pubblico che si riconosce vivendo e cantando qualcosa che è il suo”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

 

 

 

Vox Blenii in concerto

In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

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CORINALDO - MARTEDÌ 11 AGOSTO

Piazza “Il Terreno”- Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Corinaldo

 

  MACINA-GANG

 

in

”Nel tempo ed oltre, cantando... per Fabrizio”

In ricordo di Fabrizio De Andrè a dieci anni dalla morte

 

Macina-Gang, Ancona, Teatro delle “Muse”, Febbraio 2004

 

 

Macina-Gang, questo”super  gruppo”si presenta al completo per questo ormai celebre ed acclamato concerto comunitario: “Nel tempo ed oltre, cantando”, che dà il  titolo anche al loro fortunatissimo  lavoro discografico.  Dieci  artisti sul palco  per un  concerto di  grande impatto e di altrettanto grande coinvolgimento. Per il Concerto di Corinaldo, oltre alla riproposta dei brani del loro comune CD, in occasione del decennale della morte di Fabrizio De Andrè, il “supergruppo” dedicherà una parte del concerto anche al ricordo di questo grande, indimenticabile poeta-cantautore genovese.

 

 

                     

                                         Copertina del CD Macina-Gang, “Nel tempo ed oltre cantando”                             Fabrizio De Andrè (1999-2009)

 

“.Al Festival di Mantova oggi sarà presentato Nel tempo ed oltre, cantando, splendida collaborazione discografica fra il gruppo folk marchigiano La Macina ed il gruppo veterano in Italia del combat rock, i Gang dei Fratelli Severini[…] Da una parte la macina, uno dei gruppi cardine del folk revival italiano: che significa opera di tessitura, di memoria, di rapporti sul territorio, produzioni discografiche incessanti nei decenni, sino a ricostruire una mappa degli alberi di canto che abitavano nel cuore d’Italia… Dall’altra parte i Gang,… uno dei pochi gruppi rock che nella Penisola possano andare a testa alta, combat rockc affilato come un rasoio e dolce come un racconto sul punto di svanire: esattamente come i brani raccolti da Gastone Pietrucci… Nel tempo ed oltre, cantando… un cd che, se ci saranno orecchie attente, potrebbe bissare lo straordinario exploit del fischio del vapore dell’accoppiata De Gregori-Marini, a restituire dignità ai canzonieri lasciati all’oblio comodo ai potenti di turno…  Vengono in mente i gruppi migliori del rock indipendente dall’altra parte dell’Oceano, a cominciare dalla Willard Grant Conspiracy. Ma qui è tutta roba nostra: di ieri, ed invece è oggi, di oggi, costruito su una sequenza di ieri che il tempo e i contrabbandieri della storia vorrebbero portarvi via.”

(Guido Festinese, Guerriglieri folk-rock in azione, il Manifesto, 4 Marzo 2004).

 

 

 […] Di questo disco si parlava da un sacco, addirittura anni[…] Ma in casi come questi, si sa, il tempo ha un’importanza relativa, specie se poi si rivela galantuomo e ripaga la lunga attesa con risultati speciali E’ uno splendido incontro, Nel tempo ed oltre, cantando […] tra due band diverse per vicende musicali ma accomunate non solo dalle origini marchigiane ma anche e soprattutto dalla capacità e dal desiderio di percorrere –ciascuna alla sua maniera – le vie della tradizione: tradizioni prettamente folcloriche per La Macina, oltre trent’anni di carriera discografica vissuta fuori dai giri ufficiali ma fieramente dentro la propria cultura, e rock per il combo di Marino e Sandro Severini, la cui coerenza non è stata soffocata dal muoversi da un tempo altrettanto lungo all’interno di un circuito più esposto […] una canzone autentica e sanguigna come tutto ciò che nasce dalle radici, interpretata con sapiente equilibrio fra strutture in prevalenza acustiche ma aperte ed azzeccate, seppur mai esagerate, incursioni elettriche; una canzone che attinge sia dal repertorio della Macina […] e sia da quello autografo dei Gang, le cui matrici folk vengono fatte emergere in modo ancor più evidente[…]  un’ora di sonorità vivaci e suggestive, rese ancor più attraenti dagli scambi vocali […] e dei duetti tra Gastone Pietrucci e Marino Severini […] Quanto basta e avanza per fare di Nel tempo ed oltre, cantando un brillante progetto etnomusicologico, una straordinaria antologia di storie e un ricco serbatoio di emozioni profonde.” (Federico Gugliemi, Il Mucchio, n. 569, 9-15 Marzo 2004)

 

 

“[…] Due esempi di fierezza messi insieme, una colla della memoria e due reagenti che assieme sprigionano forza e tenerezza. Adesso il connubio Macina e Gang è realtà a tutti gli effetti[…]. Qui troverete un incendio elettrico che comincia con un altro titolo profetico, Le radici e le ali, un incendio che è la forza nuda e poetica di un possibile canzoniere popolare costruito con le schegge della tradizione orale e gli spezzoni brucianti del combat rock militante. Mordono le chitarre con guizzante, saggio vigore,  morde la voce antica ed essenziale di Pietrucci a dominare un flusso di idee, storie, percorsi individuali e collettivi lontani dall’oblio”. (Guido Festinese, World MusicMagazione, n. 66, Maggio-Giugno 2004)

 

Macina-Gang, “Super Gruppo evento dell’anno”, al Premio Tenco, Sanremo, Teatro “Ariston”, 2004

 

 

 

MACINA

Gastone Pietrucci,voce, “segone”

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio,fisarmonica

Riccardo Andrenacci , batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

GANG

Marino Severini,voce, chitarra

Sandro Severini, chitarra elettrica

Francesco Caporaletti, basso

Francesco Bigoni, batteria

Fabio Verdini, tastiere, fisarmonica

 

Gang,  “Accompagnati spesso – in particolare agli esordi – dalla definizione di ’Clash italiani’, i Gang hanno abbracciato, nel corso di una avventura musicale lunga ormai venticinque anni, un percorso personale e rigoroso, nel quale il rock si è man mano mescolato a un appassionato recupero delle radici politiche, culturali e musicali che li ha portati ad essere non solo i capiscuola del cosiddetto combat-folk ma uno dei gruppi più significativi in assoluto nella storia del rock italiano. Fin dall’inizio i Gang sono stati la creautura di due fratelli Marino e Sandro Severini [...]  (dall’ Enciclopedia del Rock italiano, vol. II, 2006).

 

           

                            Sandro e Marino Severini (Gang) con Francesco Caporaletti                                  Marino & Sandro Severini (Gang)

 

 

Programma della Serata

1. Kowaslky (gang)- 2. Cecilia (macina)- 3. Carridà carridà ssignora… (macina) -4a. Sesto San Giovanni (gang) b. La filanda è ‘na galera… (macina) c. E’ ffinidi i bozzi boni… (macina)-  5. Cioetta cioetta… (macina) – 6. Fra giorno e nnotte so’ ventiquattr’ore… (macina) –7. La va giù la va giù pe’ sse contrade… (macina)- 8. E’ lunga la strada (macina-gang)- 9. Re bambino (gang) -10. La ballata del brigante Piero Masi, detto Bellente (macina) - 11. Angelo che me l’hai ferito ‘l core... (macina) – 12.  So’ stato a llavorà a Montesicuro... (macina) - 13- Canzone del maggio (de andrè)- 14. Giovanna d’Arco (de andrè) – 15. Una storia sbagliata (de andrè)- 16. Le storie di ieri (de andrè) – 17a. Tre madri (de andrè)- b. Sotto la croce Mmaria…(macina)- 18.Bocca di rosa (de andrè) – 19. Buonanotte ai viaggiatori (gang)- 20.  La Pasquella e Saltarello (macina).

 

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà nel Teatro Comunale “C. Goldoni” di Corinaldo

 

In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

 

 

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MERGO - MERCOLEDÌ 12 AGOSTO

Piazza San Lorenzo Martire - Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Mergo

 

ANDREA BARTOLA

con Michele BRAMUCCCI, chitarra e tastiera

 

in

 

 

“Acari di stelle”

(una voce fuori dal colon)

Spettacolo di Teatro-Canzone o Concerto-Teatrale.

 

ACARI DI STELLE è sostanzialmente uno spettacolo di teatro canzone o un concerto teatrale se preferite.

Andrea Bartola accompagnato dall'eclettico musicista Michele Bramucci non si accontenta della “Polvere di Stelle”, ma con la lente d'ingrandimento vuole osservare gli acari che si annidano in essa. E così  mette in luce attraverso  monologhi e musiche originali suonate dal vivo, i vari tic della contemporaneità, il bestiario alquanto colorito di queste nuove “invasioni barbariche”.

Nascono canzoni come La Iena che si eccita davanti alle nefande notizie di un telegiornale, Porno Subito storia di uno sfortunato naufrago  in balia dei siti porno. Basta che respiri senza giri di parole si parla d'amore. Guida piano contromano l'improbabile quanto cinico consiglio che una mamma premurosa dà al figlio su come comportarsi quando uscirà sbronzo dalla discoteca. Oppure Sei un mutuo l'inno di noi tutti indebitati

E' una comicità irriverente e che fa riflettere, un “riso verde” come usava dire il grande genio del teatro italiano Edoardo. Spettacolo destinato ad un pubblico di Nicchia.... ma più grande è sta nicchia meglio è!!!!

 

Testi e musiche: Andrea Bartola

Chitarra e tastiera: Michele Bramucci

Basi e arrangiamenti: Raffaele Petrucci

 

 

 

Andrea Bartola

 

Andrea Bartola nasce artisticamente nel 1985 come chitarrista in un gruppo  punk rock. In seguito si avvicina al cabaret e giunge finalista al concorso “Cabaret amore mio” di Grottammare. Dopo essersi laureato in sociologia con una tesi sul “Ridere a teatro e la commedia dell’arte” e aver frequentato la scuola internazionale dell’attore comico diretta da Antonio Fava si trasferisce in Spagna dove collabora in veste di attore e regista a diversi allestimenti di commedia dell’arte e teatro di strada. Nel frattempo  apprende tecniche di clown teatrale con i maestri  Eric De Bont (International clown school) , Jango Edwards, Leo Bassi e Johnni Melville con il quale collabora anche durante il Festival di  Teatro di Araya (Paesi Baschi).  Tornato in Italia e’ presente come  attore in vari spettacoli del Teatro Stabile delle Marche: nel Brancaleone con Massimo Venturiello ruolo da cooprotagonista, Deus Ex Machina con Pino Quartullo, Arlecchino servitore di due padroni nel ruolo di Arlecchino, tournee’ internazionale, Nozze e Don Giovanni, Il Borghese Gentiluomo di Molière con Giorgio Panariello regia di G. Solari. L’Isola regia di Paola Galassi. Roberto Zucco (di B.M.Koltes) regia di Cherif.

Ha seguito seminari di interpretazione con Valerio Binasco, Giampiero Solari e Gilles Smith (National Theatre di Londra).

Inoltre e’ stato attore regista  del gruppo teatralcabarettistico  gli Inflessibili giunti finalisti al Festival nazionale di cabaret di Torino con lo spettacolo “Il silenzio dei tubi innocenti”. Ha curato la regia e scritto i testi dello spettacolo clown  Durerà’” presentato al Festival di Polverigi nell’estate 2005. Recentemente ha tenuto un seminario di teatro con i pazienti dell’ospedale psichiatrico di Valona (Albania) e ha messo in scena con loro uno spettacolo dal titolo “Robe da matti”. Ha altresì diretto gli utenti diversamente abili del centro diurno “Un mondo a colori” di Fabriano, nello spettacolo “C'era non c'era”. Con la Compagnia “Deià donné” è attore e danzatore nello spettacolo “My name is king” regia di Simone Sandroni e Lenka Floriz che nel 2006 ha compiuto una tournée europea . Nel 2007 è  Capitano Achab in “Come Moby Dick”, testo e regia di Andrea Caimmi, una produzione del Teatro del Canguro. Nel 2008 “A Glimpse of hope” compagnia Dejà Donné tournèè internazionale.

Nel 2009 “Arlecchino servitoer di due padroni” regia di Tommaso Paolucci, ruolo di Arlecchino al. Teatro Sistina (Roma). “Avrebbe un po' di tempo?” scritto e diretto da Andrea Bartola con i pazienti del reparto di psichiatria di Fabriano.

Acari di Stelle” di e con Andrea Bartola , spettacolo di Teatro-Canzone.

 

Andrea Bartola e Michele Bramucci

Monsano, Grande Concerto di Chisura del 23° Monsano Folk Festival 2008. :

 

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Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà nella Chiesa di San Lorenzo Martire di Mergo

 

 

 

 

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NUMANA – GIOVEDÌ 13  AGOSTO

Giardino “Cavalluccio marino” – Ore 22,00 – Concerto- Incontro della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Numana

 

RICCARDO TESI (Toscana)

 

in

“Presente Remoto”

(Concerto per organetto diatonico e...)

 

con la partecipazione straordinaria di Gastone PIETRUCCI, voce e Marco GIGLI, chitarra

 

 

Riccardo Tesi

 

“Presente Remoto”, è il titolo dell’ultimo CD di Riccardo Tesi, (uno dei massimi suonatori di organetto della scena italiana ed internazionale), pubblicato in occasione dei suoi primi trionfali trenta anni di attività, ed è lo stesso titolo del concerto che questo grande artista, presenterà in splendida “solitudine” nell’accogliente cornice del Giardino “Cavalluccio marino” di Numana, da recente dedicato alla memoria di Nazzareno Frontalini, proprietario della più grande e della più importante fabbrica di fisarmoniche di Numana. Quindi non potrà esserci concerto più adeguato: l’omaggio musicale di un grande dell’organetto diatonico, nello spazio scenico dedicato alla memoria di questo altrettanto grande artigiano della fisarmonica e dell’operosità marchigiana.

 

All’interno del Concerto-Incontro della Sera, di Roberto Tesi, Gastone Pietrucci, accompagnato da Marco Gigli, chitarrista de La Macina,. farà una partecipazione straordinaria, interpretando, “Benediciano a Cristoforo Colombo...” e “Io me ne vojo andà pel mondo sperso...” ,due brani del primo volume del Cd., Gastone Pietrucci-La Macina,  “Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto” (2002),  incisi per la prima volta, con gli arrangiamenti e l’organetto di RiccardoTesi e ripresentati nel grande evento speciale: La Macina. Un canto d’amore lungo 40 anni”, il Concerto per i 40 anni de La Macina, in Ancona, al Teatro delle Muse, il 10 novembre 2008, insieme a Moni Ovadia, Giovanna Marini, Gang, Rossana Casale, Federico Mondelci, Allì Caracciolo.

 

 

  

Riccardo Tesi

Riccardo Tesi, compositore, strumentista, ricercatore: queste le anime della complessa e poliedrica personalità artistica di Riccardo Tesi, autentico pioniere dell’etnica in Italia.  Dagli esordi decisamente folk nel 1978 al fianco di Caterina Bueno, alle odierne collaborazioni, la storia musicale del pistoiese Tesi vive di una preziosa continuità fatta di passione e di curiosità onnivore, che dalla tradizione toscana lo ha accompagnato al confronto con quelle italiane, basche, inglesi, francesi e malgasce, con il jazz, il liscio e la canzone d’autore. In perfetta simbiosi con la sua poetica della memoria, il suo strumento: l’organetto diatonico, antenato della fisarmonica, al quale per primo in Italia, ha consacrato un intero disco intitolato “Il ballo della lepre” (1981). Ciò che colpisce di Tesi è lo stile, chiaramente riconoscibile, attraverso il quale riesce a far parlare all’organetto una lingua arcaica e nuova, dilatando il vocabolario e la tecnica di uno strumento rimasto a lungo patrimonio esclusivo della tradizione; una scelta “splendidamente inattuale” che lo iscrive, per lirismo e virtuosismo, al circolo di quanti, a tutte le latitudini hanno ridato dignità alla fisarmonica e ai suoi affini, in virtù del quale nel 2002 ha ricevuto a Castelfidardo il Premio “La voce d’oro”.

Le esperienze musicali con il gruppo sardo-toscano Ritmia, il duo con Patrick Vaillant, lo spettacolo di canzoni occitane “Anita, Anita” ancora con Vaillant e Jean Marie Carlotti, il trio di organetti Trans Europe Diatonique con John Kirkpatrick, Marc Perrone, Kepa Junkera, il trio jazzistico col mandolinista nizzardo e Gianluigi Trovesi, hanno allargato i confini geografici e le frontiere musicali di Riccardo Tesi, insieme ad altre collaborazioni di grande prestigio come quella col malgascio Justin Valì, con la cantante sarda Elena Ledda, la cantante umbra Lucilla Galeazzi, con il gruppo siciliano Dounia, i marchigiani Gastone Pietrucci e La Macina, la portoghese Amelia Muge, con l’arpista Vincenzo Zitello, con il clarinettista Gabriele Mirabassi, il tamburellista Carlo Rizzo, con il pianista Rocco de Rosa, il flautista lusitano Rao Kyao, con il jazz partenopeo di Maria Pia de Vito, con i chitarristi Beppe Gambetta, Reno Bandoni e Peppino D’Agostino, con l’etnojazz di Daniele Sepe, con l’humor della Banda Osiris, con artisti dell’area rock come Francesco Magnelli, Ginevra di Marco (ex CSI e PGR), Piero Pelù e gli Skiantos, con il DJ Ominostanco fino alla grande canzone d’autore italiana con Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Ornella Vanoni, Gianmaria Testa, Giorgio Gaber, Carlo Muratori, Tosca, Luca Nesti, Cisco.
Dal 1992 è il leader fondatore di
Banditaliana, che attualmente è considerata una delle formazioni più importanti del panorama world internazionale.

 

 

Ingresso Libero

 

 

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JESI – VENERDÌ 14 AGOSTO

SAS - Museo Studi per l’Arte della Stampa (Via Valle) – Ore 12,00 - Concerto Aperitivo di Mezzogiorno

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Jesi, Jesi Estate

 e l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona (Progetto: “L’Acqua,  la Memoria 2009”)

 

Per la serie “Foglie d’Album”

ALDO GOBBI

 “La voce, l’organetto e la memoria

 per un grande ricordo: Aldo Gobbi”

con Nardino BELDOMENICO-Gianni DONNINI-Gastone PIETRUCCI

Ideazione cura e Regia  di:  Gastone PIETRUCCI

 

      

                                                            Aldo Gobbi   (Foto A.R. Tizzi, Polverigi, 1985)           Nardino Beldomenico e Aldo Gobbi (Foto A.R. Tizz, Polverigi, 1985)                                                                   

 

   

                                               Gianni Donnini   (Foto: Consuelo Paris, 2009)                                                         Gastone Pietrucci, fotografato da Manuela Sforza, 2002

 

 

 

Gastone Pietrucci e La Macina, attraverso il canto di uno dei suoi informatori Nardino Beldomenico (n. 1928), l’organetto popolare di Gianni Donnini (n. 1973) ed i suoi personalissimi ricordi, vogliono ricordare la cara, indimenticabile figura di Aldo Gobbi.     

 

Aldo Gobbi (1923-2000).

Ex-contadino ed ex metalmeccanico, quinta elementare. Uno dei più importanti ed indimenticabili informatori di Gastone Pietrucci e de La Macina.                 

Aldo, sanguigno, sicuro di sé,  fiero ed orgoglioso delle sue tradizioni, felice solo quando poteva cantare insieme ai compagni come “ai bei tempi de ‘na ‘olta”. Cantava accompagnandosi con il triangolo tutta la serie dei canti rituali di questua della tradizione orale marchigiana: dalla “Pasquella” alla “Passione”, al “Cantamaggio”, ma non disdegnava, in ogni occasione di proporre a gola spiegata la godibilissima “Catarinella”(antico canto di origine francese, probabilmente gioco di corte, del quale ci conservano il ricordo e la melodia perfino i Laudarii dei Seicento), per la quale era diventato celebre, e che interpretava in modo eccezionale e nonostante il tema decisamente licenzioso, con incontenibile gioia e soprattutto estrema eleganza. Confermando a questo proposito l’intuizione di Pier Paolo Pasolini, quando nel suo fondamentale Canzoniere Italiano (Vol.I, Milano, 1972, p.42) scrisse testualmente: “[...] Peccato, davvero peccato, che la pruderie nazionale abbia impedito ai raccoglitori di canti, sia dell’altro secolo che di questo, di pubblicare la poesia popolare, diciamo così, scatologica: che è forse la più gran parte e la più autentica della poesia popolare: e non è mai oscena, tanta è l’allegria o la malinconia che le dà vita poetica, tanta è la naturalezza delle sue metafore [...]”.

In coppia con Nardino Beldomenico, costituiva un fenomeno estremamente interessante di revival interno: infatti venivano chiamati sempre più spesso a feste e rassegne popolari, dove proponevano, con grande successo e simpatia, il, loro vasto repertorio di canti e tradizioni popolari. Ora in questo Concerto della Memoria, per la nuova serie de i “Fogli d’Album”, Aldo Gobbi viene ricordato da noi tutti con l’affetto, la dolcezza e la tenacia della memoria.

 

 

Gianni Donnini,  nato ad Osimo (AN) nel 1973 e residente a Polverigi (AN), inizia il suo percorso con l’organetto all’età di dodici anni.
Complice il padre, cantore delle tradizioni popolari marchigiane, il primo approccio con lo strumento avviene tramite incontri con anziani suonatori locali di organetto, grazie soprattutto alla Rassegna Internazionale del canto rituale di questua della “Passione” che il Centro Tradizioni Popolari e La Macina , curano e realizzano a Polverigi  dal 1985, dopo il trasferimento della Rassegna da Monsano, dove era “nata” nel 1974. Dopo questo avvio importante, frequenta per due anni un corso di organetto, dopodiché, prosegue lo studio dello strumento da autodidatta. Per tredici anni si dedica alla musica da ballo liscio, per poi ritornare in seguito alla musica popolare.
Nel 2005 fonda il gruppo di cantastorie e stornellatori La Martinicchia con sede a Polverigi (AN), con il quale incide un primo CD autoprodotto. “A paccà’”.

Nel 2006 fa parte della giuria al concorso internazionale di fisarmonica diatonica svoltosi a Castelfidardo (AN). Spesso viene invitato a tenere degli stage di saltarello marchigiano.

 “Sicuramente un importante, grande, straordinario giovane artista, degno erede dei più grandi suonatori popolari marchigiani di organetto” (Gastone Pietrucci, 2009).

Nardino Beldomenico, è nato a Jesi (An) nel 1928, dove attualmente abita. Terza elementare. Contadino per venticinque anni a Polverigi (An) prima di stabilirsi definitivamente a Jesi, dove prima di andare in pensione, ha lavorato in una officina meccanica. Stupendo interprete di canti alla metitora, dove può dar sfogo alla sua potentissima voce. Suona discretamente l’organetto, ma preferisce (giustamente) farsi accompagnare e sfogarsi a pieni polmoni, negli immancabili saltarelli, castellane e nei canti rituali di questua de La Pasquella, la Passione e il Cantamaggio.

 

Gastone Pietrucci, studioso, etnomusicologo, ricercatore delle tradizioni e della cultura orale marchigiana, fondatore (nel 1968), leader , voce ed anima del Gruppo di Ricerca e Canto popolare Marchigiano “La Macina, Direttore Scientifico del Centro Tradizioni Popolari.

 

 

Foglie d’Album. Sotto questo nome, da quest’anno sono indicati dei nuovi lavori, montati appositamente per l’edizione attuale del Monsano Folk Festival e per le edizioni future. Prerogativa originaria ed insostituibile del Monsano Folk Festival, è stata sempre quella di essere oltre che un Festival internazionale ed itinerante, soprattutto un Festival di Musica popolare originale oltre che di revival. Quindi caratterizzare il Festival oltre che con gruppi od artisti di folk-revival, anche e soprattutto con la presenza indispensabile degli autentici portatori della tradizione e della loro musica cosiddetta “originale”.  Sino ad ora, sono riuscito (come ricercatore e come direttore artistico) a far partecipare a tutte e ventiquattro le edizioni del Festival i cosiddetti informatori, a farli conoscere personalmente al grande pubblico con concerti e partecipazioni memorabili,  indimenticabili ed aggiungerei fondamentali. Ora purtroppo questo grande patrimonio umano, piano piano, va inesorabilmente e fisiologicamente scomparendo. Quindi mi sono posto il problema (una volta privi di questo incommensurabile patrimonio umano della memoria) come continuare la linea principale dell’ originalità” del Festival, senza snaturarlo né andando fuori tema.

Allora ho deciso che sarò io, con le Foglie d’Album (quando non avrò più a disposizione i principali informatori, magistralmente definiti da Guido Festinese, “gli alberi di canto”) a sostituirmi a loro, nel raccontare a mia volta, i miei fortunati incontri, le mie registrazioni con loro, prestando la mia voce, i miei ricordi, per far rivivere le loro storie, le loro vite, i loro canti e tutto il loro bagaglio di umanità, di tenerezza, di “amore” che in questi più che quaranta anni di ricerca sul campo, mi hanno donato.  (Gastone Pietrucci, 2009)

 

 

 In questo primo Foglie d’Album,  quindi ricorderemo Aldo Gobbi (1923-200), attraverso la voce e il canto di Nardino Beldomenico (1928), l’organetto del giovane e bravissimo Gianni Donnini (1973) ed i personalissimi ricordi del ricercatore Gastone Pietrucci.

 

(Vedi APPARATO N. 1 allegato in fondo al Programma del Festival)

 

L’aperitivo sarà gentilmente offerto dal Dr. Riccardo Carsetti e famiglia

 

 

 

Nardino Beldomenico, voce narrante, canto

Gianni Donnini, organetto

Gastone Pietrucci, curatore, narratore ed intervistatore.

 

 

 

In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

Ingresso Libero

 

 

 

 

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Sabato 15 Agosto - Riposo

 

 

 

 

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STAFFOLO – DOMENICA 16 AGOSTO

Museo dell’arte del vino (Via G.Marconi, 29)- Concerto Aperitivo di Mezzogiorno

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Staffolo e

 l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona (Progetto: “L’Acqua,  la Memoria 2009”)

 

Per la serie “Foglie d’Album”

ITALO  AGNETTI

in

 ”In famija eravamo in ventisei persone...”

con la partecipazione straordinaria di Roberto PICCHIO, fisarmonica

 

Ideazione cura e Regia  di:  Gastone PIETRUCCI

 

     

                                                              Italo Agnetti (Fotografato da Danilo Antolini, 2004 )                        Italo Agnetti

 

Italo Agnetti  è nato a Staffolo (An) nel 1922, ex-contadino, ora pensionato vive da diversi anni a Jesi.

Grande informatore di Gastone Pietrucci e de La Macina. Ha sempre partecipato a tutte le Rassegne sul canto rituale di questua marchigiano, organizzate e curate sempre da Gastone Pietrucci, il Centro Tradizioni Popolari e La Macina, a Montecarotto per la “Pasquella”, a Polverigi per la “Passione” e a Morro D’Alba per il “Cantamaggio”, con il ruolo di cantore e suonatore di triangolo.

Ha partecipato rispettivamente nell’edizione del  2005 e nell’edizione del  2007 del Monsano Folk Festival, come ospite straordinario, nel ruolo di voce orante, a due Concerti di Gastone Pietrucci, il primo a Serra de’ Conti, “Concerto del tempo sospeso” (Religiosità popolare nella tradizione orale marchigiana) ed il secondo a Jesi, “Ora mistica” (Le preghiere e i canti dell’anima).

Italo Agnetti, grande depositario di laudi e preghiere popolari, apprese sin da bambino dalla nonna e riportate alla memoria con ostinata volontà e sincera devozione. Per la preparazione di quei due concerti, Italo, si sottopose (ben volentieri) a molte ore di registrazione con Gastone Pietrucci, riuscendo a scavare dalla memoria tutto il suo immenso bagaglio di ricordi e di preghiere, che credeva sepolto e dimenticato per sempre: ma una volta riallacciato il filo della memoria, è stato come un… fiume in piena!

Ha inoltre come partecipazione straordinaria, partecipato ai due Concerti-Incontri di Gastone Pietrucci, “Nel canto la memoria”, montato appositamente per la serata del 23° Monsano Folk Festival 2008, di Camerata Picena, replicato poi in dicembre a Jesi, nella Sala degli Stucchi della Pinacoteca jesina.

Ora per il 24° Monsano Folk Festival 2009, ha preparato, per la nuova serie Foglie d’Album, sempre a cura di Gastone Pietrucci, un’altra performance, dall’emblematico titolo: “In famija eravamo in ventisei persone...”, dove come testimone vivente dell’autentico portatore della tradizione, prezioso depositario della nostra comune tradizione orale e della nostra comune memoria, racconterà, nel tradizionale Concerto-Aperitivo di Mezzogiorno, attraverso aneddoti, canti, preghiere, ricordi, praticamente la storia della sua vita, partendo dal suo paese natale, Staffolo, dove è nato ottantesette anni fa.

Il Concerto-Racconto, avverrà in un particolare ed appropriato spazio, quello del Museo dell’arte del vino di Staffolo, dove idealmente si incroceranno due storie: quella umana di Italo e quella parallela del lavoro dell’uomo e di uno dei prodotti più antichi e fondamentali della terra, quella del vino.

La struggente fisarmonica di Roberto Picchio, sottolineerà i momenti più significativi del racconto e della storia  di quest’ “altra” Italia, minuta, popolare, dimenticata, ma non per questo importante e degna di essere conosciuta e soprattutto tramandata.

 

Foglie d’Album. Sotto questo nome, da quest’anno sono indicati dei nuovi lavori, montati appositamente per l’edizione attuale del Monsano Folk Festival e per le edizioni future. Prerogativa originaria ed insostituibile del Monsano Folk Festival, è stata sempre quella di essere oltre che un Festival internazionale ed itinerante, soprattutto un Festival di Musica popolare originale oltre che di revival. Quindi caratterizzare il Festival oltre che con gruppi od artisti di folk-revival, anche e soprattutto con la presenza indispensabile degli autentici portatori della tradizione e della loro musica cosiddetta “originale”.  Sino ad ora, sono riuscito (come ricercatore e come direttore artistico) a far partecipare a tutte e ventiquattro le edizioni del Festival i cosiddetti informatori, a farli conoscere personalmente al grande pubblico con concerti e partecipazioni memorabili,  indimenticabili ed aggiungerei fondamentali. Ora purtroppo questo grande patrimonio umano, piano piano, va inesorabilmente e fisiologicamente scomparendo. Quindi mi sono posto il problema (una volta privi di questo incommensurabile patrimonio umano della memoria) come continuare la linea principale dell’ originalità” del Festival, senza snaturarlo né andando fuori tema. 

Allora ho deciso che sarò io, con le Foglie d’Album (quando non avrò più a disposizione i principali informatori, magistralmente definiti da Guido Festinese, “gli alberi di canto”) a sostituirmi a loro, nel raccontare a mia volta, i miei fortunati incontri, le mie registrazioni con loro, prestando la mia voce, i miei ricordi, per far rivivere le loro storie, le loro vite, i loro canti e tutto il loro bagaglio di umanità, di tenerezza, di “amore” che in questi più che quaranta anni di ricerca sul campo, mi hanno donato.  (Gastone Pietrucci, 2009)

 

In questo secondo Foglie d’Album,  sarà personalmente Italo Agnetti (1922), uno degli ultimi grandi informatori di Gastone Pietrucci e de LaMacina, a parlare e raccontare della sua vita, stimolato e guidato da Pietrucci  e inframezzato dalla fisarmonica di Roberto Picchio.

 

 

(Vedi APPARATO N. 2 allegato in fondo al Programma del Festival)

 

 

L’aperitivo sarà gentilmente offerto dal Comune di Staffolo

 

Italo Agnetti, voce narrante, canto

Roberto Picchio, fisarmonica

Gastone Pietrucci, curatore ed intervistatore

 

In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

Ingresso Libero

 

 

 

 

JESI – DOMENICA 16 AGOSTO

Piazza delle Monnighette – Ore 22,00 – Concerto Grande della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Jesi, JesiEstate e La Fondazione  Pergolesi-Spontini

 

PIVARITRIO+ COMPAGNIA DEL MAGGIO

 DI FRASSINORO (Emilia)

 

in

”E ghè pű temp che vitta / C’è più tempo che vita”

(Il ciclo della vita nel canto popolare dell’Emilia)

 

 

PivariTrio+ Compagnia del maggio di Frassinoro in Concerto

 

E ghè pü temp che vitta è frutto di un lungo cammino. Molti i luoghi, le persone, le facce, le idee, gli sguardi, i paesaggi che vi entrano. Persone e mondi vicini e lontani, nel tempo e nellospazio: lingue della memoria, occhi che ci sono passati attorno. Le prime esecuzioni pubbliche in Messico, le prove a Frassinoro, la registrazione fra Romagna e Francoforte, il viaggio ed i concerti alle Isole Faroer. Universi lontani che si legano tra loro come in un viaggio formativo, in una geografia sparpagliata e prossima. Dentro questo viaggio, nel profondo dei luoghi, agli attracchi della navicella che ci ha condotto in questi anni, stanno le persone che ci hanno atteso, ospitato e rifocillato prima di nuove partenze. Chi si trovava in queste insenature sa che abbiamo portato con noi molte cose e sa che c’è qualcosa di ognuno di loro in questo lavoro. Noi ci siamo premurati di coltivare e raccogliere, di curare e far fruttare.

E ghè pü temp che vitta racconta della vita, dalla nascita alla morte, dal primo all’ultimo respiro, da un letto all’altro su cui apriamo e chiudiamo la nostra esistenza. Fra le due stazioni il nostro viaggio che abbiamo cercato di raccontare e restituire con garbo e attenzione, con gioia e rispetto. Questo Cd (e l’ominomo concerto) è dedicato a tutti coloro che, oggi o anni addietro, nella nostra stessa casa o dall’altra parte del mondo, ci hanno offerto qualcosa di sé per darci occasione di scrivere questo racconto musicale, di piegare in modi unici il foglio su cui abbiamo scritto questo episodio delle nostre vite

Pivari trio

Formatosi nel 2001, Pìvari trio è un gruppo di ricerca e riproposta delle tradizioni musicali italiane. Provenienti da diverse esperienze di formazione musicale, i componenti del trio hanno unito il loro comune interesse verso la musica tradizionale italiana per indagare i diversi repertori della penisola al fine di rinnovare e riproporre un repertorio in stato di progressivo ed immeritato abbandono. Nasce così nel 2003 il primo progetto discografico di Pìvari trio. Partendo dalla tesi di laurea di Giuliano Biolchini -discussa all'Università di Bologna con Roberto Leydi- esce il cd "Passa ripassa. Canti e balli del Frignano" (edizioni Folkclub Ethnosuoni), dedicato ai repertori raccolti nel territorio montano della provincia di Modena. Il cd è accolto da ottime recensioni sulla stampa specializzata, sia in Italia che all'estero, ottenendo anche una segnalazione di merito dalla prestigiosa rivista francese di tradizioni musicali "Trad Magazine". Grazie all'uscita del cd, Pìvari trio si esibisce nel corso del 2003 nelle principali rassegne italiane di musica tradizionale Nell'estate dello stesso anno inizia una stretta collaborazione con l'Assessorato alla cultura e con la Fonoteca di Nonantola (Mo) che porta il gruppo ad avviare presso le Officine musicali di Nonantola una scuola di musica popolare e ad intraprendere una ricerca dedicata ai canti sacri di tradizione popolare. Inizialmente prevista sul solo territorio modenese, la ricerca si allarga anche alle province limitrofe di Bologna e Reggio Emilia. Nel corso della ricerca avviene l'incontro con la Compagnia del Maggio di Frassinoro con cui Pìvari trio collabora per la produzione del nuovo cd dedicato ai repertori sacri raccolti sia sul territorio che in altre precedenti ricerche.

Compagnia del Maggio di Frassinoro

La Compagnia del Maggio di Frassinoro è nata nel 1978, riprendendo una tradizione interrotta da quasi vent'anni, mettendo in scena testi classici del Maggio ("Tristano e Isotta", "La battaglia di Benevento", "Gli esiliati a Barra"). Ha recuperato la figura del buffone, ha portato innovazioni che innestandosi nella tradizione hanno avuto un positivo giudizio da parte del pubblico. Ha messo in scena testi non più rappresentati da parecchi decenni (uno per tutti "Il Presente e l¹Avvenire dell¹Italia") particolarmente significativi per le novità formali. Mette in scena opere di autori contemporanei che esplorano nuove possibilità espressive del Maggio (Davide Borghi "Gli Emigranti", Marco Piacentini "Marzo 1944"). Ha sperimentato con successo la contaminazione di vari generi (Maggio tradizionale, teatro dialettale, audiovisivi) nella propria elaborazione di "Pia de' Tolomei", maggio toscano in ottave. Le rappresentazioni si svolgono generalmente nella zona tipica del Maggio, l'Appennino tosco emiliano modenese e reggiano, e in Garfagnana. Ma occasionalmente la Compagnia ha portato i propri spettacoli anche in teatri e piazze di Modena, dell'Appennino bolognese, a Pienza, per il "Teatro povero di Monticchiello".  Una calda e spontanea vocalità caratterizza il canto dei tre solisti della Compagnia del Maggio di Frassinoro (la Compagnia può contare su una ventina di elementi) che si sono uniti a Pìvari trio per l'incisione e l'esecuzione di questo nuovo repertorio. I melismi e le fioriture che, specialmente nelle parti solistiche, ornano la linea del canto e che appartengono alla tradizione esclusivamente orale del Maggio, si sono fusi con naturalezza con le sonorità strumentali di Pìvari trio, sia nei canti di ispirazione più schiettamente popolare, che nei brani para liturgici. È una vocalità ormai desueta alle orecchie dei più, che sopravvive ancora sull'Appennino tosco-emiliano: il suo pathos e la sua carica emotiva hanno le loro radici nella cultura popolare e contadina. Nonostante (o forse grazie a) il disinteresse dei grandi mezzi di diffusione della cultura e della musica, qualcosa di quel mondo, ormai relegato nei musei, sopravvive ancora nel canto del Maggio Drammatico.

Pìvaritrio

Fabio Bonvicini: flauto dolce, organetto, piffero, clarinetto, ocarina, canto

Saverio Martinelli: pianoforte, canto

Mario Nobile: violoncello, organetto

Renzo Ruggiero: ghironda, nyckelharpa

 

Compagnia del Maggio di Frassinoro

Oraldo Biondini: canto

Stefano Marcolini: canto

Flavio Pierazzi: canto

 

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Copertina del CD “La terra che mi porta”

(Pivari trio & Compagnia del Maggio di Frassinoro)

 

Programma analitico del Concerto

 

PROLOGO, Marcia

INFANZIA, La fèra ed Sasòl, Chiuchiurumella, Tì ctatacc i tacc

GIOVINEZZA, Ambasciata d’amore, Valzer dell’800, Tutti mi dicono, Il disertore, Su e giù per la Perdera

UOMINI E DONNE, Varsegliè , A sun sta, Maremma Maremma, Stornelli, Santa Liberata

VECCHIAIA, Ninna nanna, Nostalgia, E Baraben –Tresca dei preti

 

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La Critica

 

“La terra che mi porta nasce dalla cooperazione di Pìvari Trio (un trio che continua a suonare strumenti tradizionali italiani a doppia canna, la cornamusa dell’Italia meridionale, la nichelarpa e la ghironda) e del gruppo vocale Compagnia del Maggio di Frassinoro. I due gruppi suonano e cantano musica tradizionale dell’Appennino tosco-emiliano e hanno scelto molti brani con radice religiosa. E’ una fantastica collezione di musica emozionante, profonda, a tratti misteriosa. Mi piace molto che abbiano scelto intonazione e brani che li differenziano da molti altri gruppi della zona. I Pìvari suonano la ghironda e gli strumenti a doppia canna in un modo tale che anche chi non è avezzo al suono di questi fantastici strumenti ne verrà conquistato. Chi, come me, apprezza la musica tradizionale del nord Italia dovrebbe sicuramente ascoltare questo cd spirituale e molto ben suonato”.  (Eelco Schilder - FolkWorld , 12/2006) 

 

“Emozionante. Delizioso. Canti e musiche delle stagioni degli umani e della natura; un viaggio nel calendario civile e religioso. Magari è anche possibile non essere rapiti al primoascolto (è il mio caso, lo confesso…) , ma -se si insiste- questo disco può diventare una droga…e anche questo è il mio caso.  Una musica che regala la voglia di conoscere le persone che la fanno”. Maria Rossi - Trad Magazine Marzo/Aprile 2006 N° 106


 “Un album imperdibile per gli amanti della tradizione e per coloro che vogliono approfondire  le radici della nostra cultura, ma anche per tutti quelli che amano la buona musica, dato l’alto livello esecutivo, sia vocale, sia strumentale…Uno dei migliori Cd usciti nel 2005”.      Paolo Zara - Folk Bullettin (n. 216 nov. 2005)


Pìvari Trio suonano in modo frizzante e con gioioso abbandono ogni sorta di strumenti popolari: ocarina, organetto, ciaramella, flauto dolce, ghironda. I solisti della Compagnia del  Maggio di Frassinoro cantano con voci piene, liriche che impreziosiscono con caldi e ricchi abbellimenti e melismi sia nei brani solistici che in quelli corali. L’intera incisione è un’efficace appaiarsi dell’anima popolare e di quella liturgica; un caldo invito ad un’antica e solida tradizione”.       Peggy Laktovic - Roots world (nov 2005)


Pìvari trio – Compagnia del Maggio di Frassinoro. In cd i canti sacri d’origine popolare…le indagini sui riti ancora esistenti, le testimonianze degli informatori più anziani, l’elaborazione suggestiva fondata su rigore filologico trova ora forma nel cd  “La terra che mi porta”….Un’opera che ci trasforma ascoltandola, che per quarantasette minuti soppianta la nostra realtà con la sua”.      Claudia Paparella - Gazzetta di Modena 3 novembre 2005


“… Un lavoro serio ed appassionato”. Le Canard Folk (n. 253 Nov 2005)


“…La terra che mi porta: è il suggestivo titolo del disco realizzato assieme da Pìvari Trio e dai solisti della Compagnia del Maggio di Frassinoro…. Ma i brani che più affascinano sono senz’altro quelli pasquali come “Maria Maddalena” - arioso, corale e sacrale allo stesso tempo – lo “Stabat Mater – Miserere”...     Mondo agricolo - ottobre 2005


Abbazia di Nonantola "L'altro suono 2005". Pìvari trio: Un trionfo
“Nonantola. Sotto le volte sacre ed austere dell'antica Abbazia, un folto pubblico ha assistito al concerto di Pìvari Trio che si sono esibiti insiemeai solisti della Compagnia del Maggio di Frassinoro, in una serie di canti sacri di tradizione popolare dal titolo "La terra che mi porta". I Pìvari Trio: Fabio Bonvicini, che trascinatore!, Mario Nobile e Renzo Ruggiero assieme a: Oraldo Biondini, Stefano Marcolini, Flavio Pierazzi e Marco Piacentini, componenti della Compagnia del Maggio di Frassinoro, al termine della loro esibizione hanno ricevuto un lungo applauso, come forse mai era accaduto all'interno dell'Abbazia nonantolana, una vera e propria standing ovation.Un vero trionfo, a dimostrazione di quanto entusiasmante e di altissima levatura sia stata la loro esibizione. Una serata davvero speciale anche per la presenza tra il folto pubblico di numerosi giovani a dimostrazione del fatto che i giovani possono avvicinarsi sempre più alla cultura."  "La gazzetta di Modena" del 22 maggio 2005

 

                                                                   

 

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà al Teatro-Studio “Valeria Moriconi” di Jesi

 

 

 

 

 

 

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                    MONTEMARCIANO - LUNEDÌ  17 AGOSTO

Parco Villa “Colle Sereno” -  Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Montemarciano

 

GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA

 

in

“E tutto il mio folle amore...

Concerto-Tributo a Domenico Modugno

 

Dal manifesto per il Concerto-Spettacolo di Corinaldo:

“Nel blù dipinto di blù...” (A Domenico ‘Mimì’ Modugno nel 51° anniversario di ‘Volare’).

Corinaldo-Teatro “Carlo Goldoni”-Venerdì 16 Gennaio 2009

 

      

                                                                          La Macina                                                                     Riccardo Andrenacci 

 

Nell’assordante silenzio dell’immediato dopo anniversario (quello del 50° di ‘Volare’: 1958-2008), l’Amministrazione Comunale di Corinaldo, in collaborazione con il Teatro “Carlo Goldoni”, hanno prodotto, per la Stagione Teatrale 2008/2009, da una idea e poi regia di Paolo Pirani, il Concerto-Spettacolo: “Nel blu dipinto di blu...” (A Domenico ‘Mimì’ Modugno nel 51° anniversario di ‘Volare’) con Gastone Pietrucci e La Macina, l’amichevole partecipazione dell’attore Luca Peverini e la partecipazione straordinaria di Giorgio Cellinese, Paolo Laglia ed Ilario Tarabelli. Il lavoro fu presentato, in prima nazionale, nella splendida cornice del Teatro “Carlo Goldoni” di Corinaldo, venerdì 16 gennaio 2009, riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico.

Ora da quel lavoro teatrale, sono state estrapolate tutte le sedici canzoni del “Mimmo nazionale” , e per la serata di Montemarciano, rivengono presentate in forma di Concerto, dal titolo: “E tutto il mio folle amore...” (verso tratto da, “Cosa sono le nuvole”, una delle canzoni più belle del fortunato connubio: Pier Paolo Pasolini-Domenico Modugno).

E come ha scritto lucidamente e splendidamente Paolo Pirani nelle Note di Sala: “[...] Insieme a Gastone Pietrucci e La Macina, da sempre impegnati nel far parlare le pietre del ricordo, della storia minuta, del folclore, dello ieri ma anche dell’oggi nel suo screziato apparire, ho desiderato cogliere un tenero fiore e deporlo sull’immagine sempre vivida di un artista ‘furiserie’, che ha rivoluzionato la canzone italiana con la sua carica, arruffato e appassionato. Ripensare a Domenico Modugno, attraverso le sue canzoni (arrangiate alla maniera de La Macina)  è anche ripensare all’Italia di quegli anni, quelli di ‘Volare’, con i motivi che ci hanno accompagnato nell’arco di un trentennio, come fossero la colonna sonora della nostra vita.[...]”.

 

Domenico Modugno, “Tra la musica folcloristica e testi intelligenti, inventò un nuovo fenomeno musicale e di costume. Nella storia della musica leggera italiana, il primo ad opporsi alla canzone banale e solo commerciale, rinunciando a gorgheggi ed ai vocalizzi della cosiddetta ‘canzonetta all’italiana’, fu Domenico Modugno. Portò una ventata di novità, lanciando canzoni che raccontavano storie semplici, tratte dalla vita di tutti i giorni, e diede vita ad una nuova moda musicale, con testi intelligenti (oggi si direbbe ‘impegnati’) e con musiche quasi sempre ispirate al genere folcloristico. E, soprattutto, fu il primo cantautore italiano [...].  Alfonso Masselli, L’indimenticabile Domenico Modugno.

 

 

LA MACINA

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra ,mandolino, voce

Marco Gigli, , chitarra, cembalo, voce

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Roberto Picchio, fisarmonica, voce

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 

Le canzoni di Domenico Modugno riarrangiate ed interpretate da La Macina in programma

 

1.      Nel blù dipinto di blù (Strumentale) – 2.  T u si ‘na cosa grande (R. Gigli-D. Modugno) - 3.  Ora che sale il giorno (Salvatore Quasimodo-D.Modugno) –

4.  Amara terra mia (E. Bonaccorti-D. Modugno) -5.  Lu pisce spada (D. Modugno)   6.  Dio come ti amo! (D. Modugno)   7.  Malarazza (D. Modugno-E. Loffredo-D. Modugno)-

8.  Io (F. Migliacci- D.Modugno)   9.  Strada ‘nfosa (D.Modugno) – 10.  Musciu nieru (Gatto nero) (D.Modugno) -11.  Cosa sono le nuvole (Pier Paolo Pasolini-D.Modugno)-

12.  Resta cu’ mme (D.Modugno-D.Verde-D.Modugno) – 13.  Pasqualino marajà (F. Migliacci-D.Modugno) – 14. Vecchio frack (D. Modugno)

 15.  Meraviglioso (R. Pazzaglia-D.Modugno) -  16. Nel blù dipinto di blù (Migliacci-D.Modugno)

                            

 

 

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà nel Teatro “Alfieri” di Montemarciano

 

In esclusiva per il Monsano Folk Festival

per gentile concessione del Comune di Corinaldo

 

 

 

 

 

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 SERRA DE’ CONTI - MARTEDÌ  18  AGOSTO

 Chiostro di San Francesco -  Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Serra de’ Conti

 

MARCO POETA TRIO

 

con

Marco Poeta, guitarra portuguesa

Alessandra Losacco, voce & Massimo Sbaragli, chitarra, basso

con la partecipazione straordinaria di Gastone PIETRUCCI

 

 

in

 

“O FADO”

L’anima e... la sua musica

 

Marco  Poeta

 

 

Marco Poeta e la sua “guitarra portuguesa

È l'unico musicista non portoghese, a livello europeo, ad essere riconosciuto e considerato un vero fadista dai portoghesi. È un abile suonatore di strumenti a plettro, pur non avendo mai imparato a leggere la musica. A diciotto anni scopre la bossa nova brasiliana, genere che coltiverà per circa vent'anni, arrivando a collaborare con i più grandi musicisti e cantanti di quella terra, tra cui Caetano Veloso, Chico Boarque e Badem Powell. In Italia sono da ricordare la pluriennale collaborazione live con Sergio Endrigo, quella con il chitarrista jazz Franco Cerri ed il fruttifero rapporto, che ancora continua, con il chitarrista e cantante napoletano Fausto Cigliano. Da dieci anni a questa parte si dedica allo studio della chitarra portoghese, strumento tipico del fado, in cui lo ha aiutato il grande virtuoso portoghese Antonio Chainho. Il primo brano pubblicato da Marco Poeta come suonatore di chitarra portoghese, è stato un insieme di stornelli marchigiani cantati sulla melodia del fado corrido (il brano è presente nella compilation Tribù italiche Marche del World Music Magazine, con il titolo Canto popolare recanatese). Il primo album della discografia ufficiale di Marco Poeta è Zuppa, pubblicato dalla Bentler nel 1986, che passa inosservato.                                                                                                                                                                              Si fa notare con O fado uscito nel 2001, con la collaborazione di Eugenio Finardi (voce e curatore dei testi italiani cantati da lui stesso nei fados classici), Francesco di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso, che si presta a cantare in portoghese) ed Elisa Ridolfi (voce marchigiana scoperta e lanciata da Poeta stesso, che canta in portoghese). In questo album, oltre ad alcuni tra i pezzi più belli del fado portoghese, prevalentemente scelti nel repertorio di Amália Rodrigues, c'è spazio per una coinvolgente reinterpretazione di Piazza Grande, in cui Michele Ascolese, chitarrista classico del CD, sfoggia una grandissima abilità improvvisativa. Nel frattempo Marco Poeta fonda l'Accademia del Fado, con cui collaborano vari cantanti e musicisti interessati al genere di Lisbona. Nel 2003 esce il CD O nosso fado per la Target music, album completamente cantato in italiano, dove, oltre alla già nota Elisa Ridolfi, vengono presentate le voci di Alice Fabretti e Valentino Mercorelli. La struttura del gruppo d'accompagnamento viene modificata con lo spostamento di Paolo Galassi dal basso alla chitarra acustica, e con l'entrata di Matteo Moretti al basso. Nel 2005, sempre per la Target music, esce il CD Il poeta e la chitarra, composto per la maggior parte da brani inediti, eccezion fatta per la reinterpretazione de La casa in via del campo, traduzione italiana, già interpretata da Amália Rodrigues, di Vou dar de beber à dor. Tra le collaborazioni che hanno visto impegnato Marco Poeta vanno ricordate quella con Lucio Dalla (con cui ha già fatto numerosi concerti andando anche a Lisbona), quella con Peppe Servillo degli Avion Travel e quella con Enzo Gragnaniello. L'attività musicale di Marco Poeta è molto fortunata anche per quanto riguarda l'accompagnamento di molte celebrità del fado portoghese come Argentina Santos, Ana Sofia Varela, Ana Moura, Jorge Fernando (cantante, compositore, che vanta nel suo curriculum una ventennale collaborazione con Amália Rodrigues).

All’interno del concerto, Gastone Pietrucci farà una particolare partecipazione straordinaria, interpretando, insieme alla “guitarra portuguesadi Marco Poeta, un brano del repertorio de La Macina, La “pora” Giulia, un classico canto da “foglio volante  e di cantastorie, (registrato e raccolto da una grande ex-“filandara” jesina, Lea Luconi Ceccarelli), che farà parte del terzo CD che concluderà la trilogia dell’ “Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto” di Gastone Pietrucci-La Macina, che verrà presentato in prima nazionale, sabato 12 dicembre 2009, a Jesi, al Teatro “Pergolesi”. Quindi una ghiotta anticipazione, che sicuramente farà molto, molto discutere!.


Discografia di Marco Poeta: 1986, Zuppa (Bentler, N. 86701)- 2001, O Fado (Edel) – 2003, O Nosso Fado (Target) – 2005, Il poeta e la chitarra (Target).


GLI ALTRI INTERPRETI

    

Alessandra Losacco   (‘a cantora)

 

Alessandra Losacco.   Chi sono?

 Nasco a Udine ma niente mi rimane di quelle terre, anzi le mie contaminazioni caratteriali sono poi le più varie e colorite.Oltre alle lingue che studio da sempre e al lavoro di commerciale estero che ho fatto molti anni , coltivo la passione per la musica e in particolare per il canto Ognuno nel suo percorso sceglie un linguaggio che va oltre le parole..io non ho mai sopportato le barriere tra le persone e mi sono adoperata per abbattere piano piano quelle che posso ..quelle linguistiche ..e attraverso il canto cerco di affrontare ed abbattere le mie.. Da ogni giorno mi aspetto sempre qualcosa..sono curiosa e per questo ho fatto tante cose ..tanti viaggi tante esprienze..conosciuto tanta gente..e da ognuno ho imparato .. Nella musica sono una rokettara inside poi ho sperimentato.. pop, blues..nelle maturità ho trovato il linguaggio dell'anima..anzi lui ha trovato me.. Marco Poeta noto chitarrista che suona la guitarra portoghesa mi chiede di cantare il fado..questo sconosciuto..e invece è una scoperta bellissima! Nascono collaborazioni importanti con attori famosi, Giancarlo Giannini, Preziosi, Dapporto, Lante della Rovere e poi Silvia Mezzanotte, Francesco di Giacomo , Finardi e celebri nomi del Potrogallo come George Fernando e Ana Moura. bene ..tutto questo era fino a ieri..ora aspetto curiosa...che venga domani...”.-

 

Massimo Sbaragli, bluesman

 

Massimo Sbaragli. Nasce a Forli' il 12 dicembre 1956, segno zodiacale Sagittario. Come molti artisti nati in quegli anni e dintorni, anche Massimo Sbaragli parte per un viaggio, un viaggio che comporta una vita di sacrificio, e di grande determinazione a proseguire un cammino che lo vede a 14 anni imbracciare una chitarra, per poi scegliere il basso elettrico come suo compagno. Galleria d’Arte, Politrio, assieme a Roberto Zoli e Giorgio Canali con i quali registra nel 1984 un album, e molti altri gruppi lo vedono alacre musicista. La musica pop è la realtà di quegli anni ’70, ma il viaggio continua, Massimo si arricchisce sempre piu’ di preziosa esperienza senza che la sua passione per la musica si affievolisca minimamente.

Suona con Carey Bell (ex Muddy Waters) tour in Germania, Austria, Francia,  con il quale si trova in sessione in studio in Germania “So’ di Blues “ che Massimo registra con Rudy Rotta. Si trova poi in tour con Luther Allison (Germania/Austria) e si incontra sul palco in jam a Dresda con il figlio Bernard Allison. Prosegue con Sugar Blue (harp Rolling Stones, Frank Zappa) per un tour in Italia che tocca anche Sanremo Blues Festival, all’Auditorium RAI, poi Jin Carrol, Karren Carrol, Lovie Lee (Muddy Waters) tour Germania e Austria, Shirley King (figlia del mitico) in Italia e Francia, Zora Yang, Steve Smeet  a Capoliveri in jam, Steve Clayton, tante collaborazioni e concerti con James Tomphson, sax di Zucchero, Alberto Solfrini, Rudy Rotta.  Massimo si ferma con Rudy, conosce e frequenta palchi prestigiosi, poi Vince Vallicelli, tanti anni di collaborazioni e tour, cosi’ come con Alligator.

.Massimo Sbaragli e il blues, un binomio sofferto ma pulsante di vita, di energia, di professionalità e di apertura che è componente essenziale della ricerca, questo porterà Massimo su palchi difficili davanti a un pubblico esigente. La carriera musicale sarà cosi’ cosparsa di soddisfazioni e di grandi maestri, che per un musicista attento e rispettoso come Massimo costituiranno fonte di ispirazione.

Il basso cede sovente il passo al contrabbasso che Massimo suona con grande accortezza e feeling, ed ecco che il richiamo di suoni naturali e veri coronano una lunga serie di sforzi per offrire una esposizione sincera, e una fedele testimonianza di una vita trascorsa tra le mille e piu esperienze che accompagnano questo travagliato e difficile cammino della comunicazione.
Oggi ha la sua band  "Max line mobil " con la quale si esibisce in performance del tutto originali in quanto Max continua a prevaricare mode e tempi facendo suonare di volta in volta nella sua band vari musicisti coi quali ha collaborato in 15 anni di concerti.  Il tutto fa si' che ogni concerto sia assolutamente unico.

 

 

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà nella Sala Italia del Comune di Serra de’ Conti

 

 

 

 

 

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MORRO D’ALBA – MERCOLEDÌ  19 AGOSTO

Auditorium Santa Teleucania - Ore 22,00 -  Concerto Grande della Sera 

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Morro D’Alba

 

 

DUO MAZZONI-RIGANELLI

in

 “Magen Abot”

(Concerto di musica tradizionale kletzmer)

 

con

Massimo Mazzoni  sassofoni

Christian Riganelli  fisarmonica

 

  

 

Massimo Mazzoni                                                Christian Riganelli

 

 

Il Duo Massimo Mazzoni & Christian Riganelli presenterà nel suggestivo spazio scenico dell’Auditorium Santa Teleucania, un particolare e struggente  concerto di musica tradizionale Kletzmer dal titolo: Magen Abot   che è anche il nome di un modus melodico ebraico, inteso come accorgimento musicale che dà voce all’animo umano e alle emozioni espresse nella poesia giudaica. Magen Abot significa “Scudo dei Padri” e racconta la storia del popolo ebraico e della musica che nasce dalla profondità dei sentimenti della sua gente ed è riuscita ad arrivare fino a noi integra e vitale.

 

Il genere “Klezmer” appartiene alla tradizione ebraica e deriva da due parole, “Kly” e “Zemer” , che significano “strumento del canto”. Indica quindi la capacità del suonatore di esprimere musica e di imitare e superare il più antico degli strumenti, la voce umana. La musica klezmer nasce all’interno delle comunità ebraiche dell’Europa orientale, in particolare delle comunità khassidiche, ed è patrimonio e prerogativa di musicisti che per scelta o costrizione sono in continuo movimento. Questo genere musicale fonde in sé strutture melodiche, ritmiche ed espressive che provengono da differenti aree geografiche e culturali (i Balcani, la Polonia e la Russia) con cui il popolo ebraico è venuto in contatto.

Intimamente legata alla vita ebraica e al popolo dell’ebraismo est-europeo questa musica veniva eseguita in occasione di matrimoni, nascite e circoncisioni, feste e riti religiosi, segnava in generale il ritmo dell’esistenza degli ebrei intrecciata con lo studio e la prassi della Torah.

Questa musica esprime profondamente sentimenti di un popolo, il suo travaglio, la sua estasi, la sua esistenza, la sua fede.

 

 

GLI INTERPRETI.

 

Massimo Mazzoni, sassofonista, ha effettuato i suoi studi musicali presso il Liceo Musicale di Fermo,  il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, e poi presso il Conservatorio di Bordeaux nella classe di sassofono superiore di  Jean Marie Londeix. Sin dall’età di diciotto anni ha iniziato a collaborare con varie Orchestre Sinfoniche, tra le quali, Rai di Torino, Rai di Milano, Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, Orchestra Sinfonica della Radio e Televisione Svizzera, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Comunale di Genova, Teatro Comunale di Firenze, Teatro Regio di Torino, Arena di Verona sotto la direzione di maestri come Muti, Prètre, Sawallisch, Oren, Gavazzeni.  Si è esibito in veste di solista con varie orchestre tra cui Teatro dell’Opera di Roma e Orchestra Sinfonica Rai di Torino nell’ambito della Biennale Musica  di Venezia.  E’ stato invitato a rappresentare l’Italia ai Congressi Mondiali di Sassofono (Norimberga 1982), (Washington 1985), (Tokyo1988), (Valencia 1997), (Minneapolis 2003), (Lubjana 2006) ed inoltre è stato direttore artistico del 10° Congresso Mondiale del Sassofono (1992) svoltosi a Pesaro che ha visto la partecipazione di oltre 500 sassofonisti selezionati da 20 nazioni.  Ha tenuto concerti in Italia, Francia, Germania, Grecia, Spagna, Giappone, Portogallo,Turchia, Svezia, Stati Uniti, Russia, Libano, Austria e Svizzera.Recentemente ha tenuto  una serie di master classes e concerti nei Conservatori Superiori di Pechino,  Lisbona, Marsiglia, New York, Strasburgo.  Ha inciso per le edizioni italiane BMG, Edipan, Pentaphon, Ricordi e la giapponese Andersen.  E' presidente dell’ Associazione Sassofonisti Italiani con la quale organizza annualmente dal 1994 lo Stage Internazionale del Sassofono presso il Conservatorio di Fermo.  Ha svolto attività didattica di docente di sassofono dal 1982 nei Conservatori di Perugia, Pesaro, Firenze. Dal 1989 è docente di sassofono presso il Conservatorio di Musica “G.B. Pergolesi” di Fermo. Collabora regolarmente come docente ospite con il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, L’Hochschule fur Musik di Francoforte e varie Università americane.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

Christian Riganelli,  si è diplomato brillantemente in fisarmonica classica presso il Conservatorio “N.Piccinni” di Bari con il M° M.Pitocco. Successivamente ha conseguito il diploma in Didattica della Musica e  la Laurea in Discipline Musicali presso il Conservatorio “G.B.Pergolesi” di Fermo. Svolge un’intensa attività concertistica come solista ed in varie formazioni che propongono repertori classici, varieté francese e canzone d’autore.  Si è esibito in Francia, Germania, Danimarca, Repubblica Ceca e, quale interprete di “nuevo tango” ha tenuto numerosi concerti in Argentina in occasione di importanti rassegne internazionali. E’ uno dei componenti del “Milonga Quintet”, formazione con cui ha realizzato il CD “Romance” prodotto dalla Wide Sound in cui propone nuovi arrangiamenti e sperimentazioni ispirati alle musiche di Astor Piazzolla. Ha collaborato con il cantautore Vinicio Capossela ed ha eseguito in prima esecuzione le musiche per lo spettacolo “Il Viaggio” interpretato da David Riondino in collaborazione con RaiTrade. Nel 2005 ha partecipato come solista alla prima edizione della Giornata delle Marche, in diretta su Rai International dal Teatro “G.B.Pergolesi” di Jesi. Nel 2007 ha eseguito in prima assoluta “La funzione del centenario” di Roberto De Simone, cantata meta-storica per tenore e fisarmonica solista, doppio coro maschile e banda per la 37esima Edizione di "Settembre al Borgo" nel Duomo di Casertavecchia. Nel 2008 ha pubblicato il Cd “Livin God” per la Fondazione Amalgama l’Arte realizzato in collaborazione con la Regione Marche. Un progetto dedicato alla diffusione della cultura interreligiosa che contiene letture e brani di musica sacra eseguiti in duo con il flauto e soprano. Il 4 dicembre 2008 ha presentato il Cd “….a conduzione familiare” con il gruppo Concerto Musicale Ambaradan con cui propone brani originali ispirati alla canzone d’autore prodotto dalla Rararecords. Il 21 e 22 marzo 2009 al Teatro delle Muse di Ancona si è esibito in qualità di solista con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana interpretando in prima esecuzione nazionale le musiche di B.Moretti per il balletto “Terra”. E’ docente di fisarmonica presso la Civica Scuola di Musica “P.Soprani” di Castelfidardo.

 

Christian Riganelli

 

 

 

 

 

Ingresso Libero

 

 

 

 

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ANCONA – GIOVEDÌ 20 AGOSTO

Museo “Omero” - Terrazza Palazzo Leopardi della Regione Marche, Ingresso dal Museo (Via Tiziano) -  Ore 22,00 - Concerto Grande della Sera 

In collaborazione con il Museo “Omero” di Ancona e la Ottava Edizione della Rassegna “Sensi d’Estate 2009”

 

LA  MACINA

in

 “Semo venudi pe’ l’allegria, se non volede annamo via...”

La Macina più “popolare”, sanguigna, travolgente, aggressiva, entusiasmante

 nel grande corpus della nostra comune tradizione orale marchigiana e della nostra comune memoria.

 

 

Gastone Pietrucci

       

                                            Adriano Taborro                                        Roberto Picchio                                   Marco Gigli  

 

 

Il Gruppo di ricerca e canto popolare marchigiano La Macina in uno dei suoi concerti più classici e più “popolari”.

La Macina ed il suo leader Gastone Pietrucci, ormai avvezzi a grandi collaborazioni e a prove artistiche, che li hanno portati, in questi ultimi anni, con sempre più crescente successo a sperimentare nuovi percorsi a trecentosessanta gradi, anche fuori della musica popolare, non hanno per questo dimenticato o messo da parte, la loro anima primaria, ossia la ricerca e la riproposta della nostra tradizione orale.

I lavori e l’incontro, con Valeria Moriconi, Rossana Casale, Moni Ovadia Giovanna Marini,Giorgio Albertazzi, Riccardo Tesi, Dodi Moscati, il Teatro Sperimentale e di Ricerca Teatro A di Allì Caracciolo, Michele L. Straniero, Caterina Bueno, i Modena City Ramblers, un poeta come Francesco Scarabicchi, un critico letterario come Massimo Raffaeli,  la Compagnia Giovani del Teatro Stabile delle Marche e il regista Tommaso Paolucci, Marco Poeta, Federico Mondelci ed il suo magico sax, Enrico de Angelis, Corrado Olmi, Banda Osiris ed Ambrogio Sparagna e l’ “ubriacante” progetto con i Gang (con i quali hanno prodotto un concerto e l’omonimo CD, “Nel tempo ed oltre cantando” accolto dalla critica nazionale, come un grande evento musicale), per non parlare dei lavori su Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, su Pier Paolo Pasolini, sul canzoniere del grande poeta anconetano Franco Scataglini e su Piero Ciampi, (poeta e cantautore livornese, un autore che ha mutato la fisionomia della canzone italiana del secondo Novecento) ed ultimamente su Domenico Modugno, hanno arricchito ulteriormente La Macina, questo ormai “storico” gruppo, considerato unanimamente dalla critica, come “la migliore espressione di ricerca e canto popolare delle Marche” (Dino D’Arcangelo, la Repubblica, 10 Settembre 1998).

Con questo concerto : “Semo venudi pe’ l’allegria, se non volede annamo via…”  (titolo tratto dalle strofe finali del canto rituale di questua del solstizio d’inverno, La Pasquella), La Macina, riproporrà, quindi con la sua proverbiale aggressività ed entusiasmo, i canti, i motivi, le musiche, del grande corpus della tradizione orale marchigiana, ritrovati nel suo più che quarantennale lavoro di ricerca sul campo nel territorio della Marca, e con particolare riguardo alla zona dell’anconetano.

Un repertorio quindi affascinante, sanguigno e travolgente di saltarelli, di canti rituali di questua, di canti satirici e licenziosi, ballate, canti e filastrocche iterative infantili, canti “a vatocco”, di lavoro, di emigrazione, di cantastorie, canti religiosi, ninne-nanne, di protesta, d’amore della nostra comune memoria.

 

Il Gruppo La Macina, si esibirà nella seguente “classica” formazione:

Gastone Pietrucci , voce, tamburo, segone, sgràciola

Adriano Taborro,  chitarra, mandolino, voce

Marco Gigli, chitarra, cembalo, voce

Roberto Picchio, fisarmonica, voce

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 

PROGRAMMA DELLA SERATA

 

1. La Pasquella/Saltarello- 2. Angelo che me l’hai ferito ‘l core... -3. L’anatra - 4. La pesca dell’anello (Nigra 66) - 5. La va giù la va giù pe’ sse contrade... 6.  Bella sei nada femmena...7. Cioetta cioetta...  -  8. Il marinaio9.  La formiga che gira nel prado... 10. La cena della sposa – 11. Scacciamarzo- 12. Il marito giustiziere (Nigra 30)13. Mariuccina a mme emme gela... 14. C’era una volta Caterina nerina baffina de’la pimpirimpina...  15.  Convegno notturno (Nigra 76)  - 16. Trionfa la legera...17.  Fra giorno e nnotte so’ ventiquattr’ore...18. Pipiccinterra maestro della terra – 19. Moje mia me ne vo’ al mercà... - 20. Pasquella (frammento finale). Eventuale bis:   Catarinella ero Catarinella so’...

 

 

Ingresso Libero

 

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POLVERIGI – VENERDÌ  21 AGOSTO

Chiostro di Villa “Nappi”-  Ore 22,00 -  Concerto-Incontro della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Polverigi

 

CARLO MURATORI (Sicilia)              

CANTASTORIE DEL TEMPO NUOVO, TRA TERRA E MARE

 

in

 “La padrona del giardino”

 (Viaggio musicale dentro la cultura e l’anima della gente di Sicilia)

 

 con la partecipazione straordinaria di Gastone PIETRUCCI, voce e Adriano TABORRO, chitarra

 

Carlo Muratori

 

 

Carlo Muratori , da solo sul palco, con la sua voce e la sua chitarra. Una carismatica fugura di moderno cantautore che a tutti sembra assumere le sembianze di un pavido carrettiere dell’ottocento o di un menestrello alla corte di Federico II o di un rabbioso contadino del dopoguerra che lotta per il suo lavoro e la sua terra. Egli adotta nelle sue composizioni il patrimonio linguistico siciliano; ma non per questo si può definire un cantore popolare. Scrive e canta canzoni che respirano di contemporaneo e di moderno distinguendosi pur tuttavia, da quella schiera di cantautori nazionali che ben conosciamo ed apprezziamo. Frequenta, da anni ormai, quel terribile fagocitante “territorio di nessuno” dove risultano inapplicabili i paradigmi delle comuni definizioni e le etichette da appiccicarre ai generi. Egli dà voce ad una personale partitura musicale, intessuta di antiche sonorità, pervasa da un forte orgoglio identitario che, paradossalmente, finisce spesso per porsi ironicamente critica nei confronti della sua stessa terra e di certo romanticismo nostalgico-folk.... La ripresa e l’esecuzione di antichi canti popolari, nei suoi concerti, è perlopiù una parentesi, un grido di dolore per un quadro di valori e di memorie non più condiviso. E’ musica senza tempo, la sua; che recupera i relitti idiomatici e stilistici del passato per edificare moderne strutture formali, intraprendere nuovi percorsi creativi e per suggerire stimolanti provocazioni.

Carlo Muratori, sotto l’impulso di un appassionato studio sulle tradizioni musicali popolari, ha maturato nel corso di più di vent’anni di attività un suo repertorio musicale che rappresenta un fantastico continuum fra l’antico e il moderno, fra il passato ed il presente; la Sicilia degli Arabi, degli Svevi, dei Borboni e la Sicilia di oggi, porta di ingresso e porto di arrivo dei nuovi flussi migratori orientali ed africani; la Sicilia che resiste alle spinte globalizzanti e che difende a denti stretti la propria memoria.

Carlo Muratori canta e racconta il suo essere siciliano, il suo vivere in una terra così difficile ma ammaliante, dolce , rischiosa, madre matrigna, costretta in mille contraddizioni; canta melodie e canti di straordinaria struggenza e bellezza, dei contadini, dei carrettieri, dei pescatori e dei minatori che per secoli hanno scandito con il loro canto le giornate, il lavoro, le stagioni dell’anno. Da queste antiche note trae linfa la sua nuova cretività per rappresentare in un forte chiaroscuro il suo essere srtista siciliano.

Il suo nuovo CD La Padrona del Giardino” (Premio Nazionale Città di Loano (Sv) 2009) che dà il titolo anche al Concerto- Incontro della Sera di Polverigi, è una raccolta di canzoni dove l’uso del linguaggio si fa maturo; evolve dal dialetto verso la lingua italiana, il francese, lo spagnolo a raccontarci la Sicilia di un tempo nuovo.

 

All’interno del Concerto di Carlo Muratori, che si svolgerà nella suggestiva cornice del Chiostro di Villa “Nappi” di Polverigi, Gastone Pietrucci, accompagnato dal Direttore musicale de La Macina, Adriano Taborro, farà una partecipazione straordinaria, interpretando, per la prima volta, con Carlo, “Scurri lu tempu” (una inedita canzone scritta dal cantautore siciliano, appositamente e su richiesta di Gastone Pietrucci per un suo futuro progetto musicale, nel quale il leader de La Macina, ha coinvolto il fior fiore dei musicisti  e gruppi musicali popolari  italiani: Marino Severini (Gang),  Claudio Lolli, Maurizio Martinotti (Tendachënt), Alessio Lega, Giovanna Marini, Riccardo Tesi, Daniele Sepe, Marco Ongaro, Paolo Capodacqua, i Barabàn, Fabrizio Poggi, Roberto G. Sacchi, i Fratelli Ciervo ( Musicalia),  Ambrogio Sparagna  , i Fratelli Mancuso, Sergio Berardo (Lou Dalfin), Massimo Bubola, Alberto Cesa (Cantovivo), Andrea Del Favero (La Sedon Salvadie), Roberto Tombesi (Calicanto), Marco Poeta, Ciro Maria Schettino (Sancto Janne), Mauro Gioielli (Il Tratturo), Massimo Liberatori (Banda Liberatori), Cataldo Perri, Gianni Seneca, Enzo Conti (Tre Martelli), Fabrizio Consoli, Yo Yo Mundi, Giordano Dall’Armellina, Giacomo Medici (Oloferne), Geggè Polloni (Canzoniere Piceno-Popularia) ed altri ancora, in via di definizione.

 

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Carlo Muratori

Carlo  Muratori è un cantautore che  vive  a  Siracusa, sua città natale.  Ha pubblicato dischi di tradizione e di nuove composizioni. Alla prima serie di progetti discografici appartengono:L’eruzione dell’Etna e Lu tirrimotu anticu (1993), rifacimento di canti di cantastorie a commento del libro di Luigi Lombardo Catastrofi e Storie di Popolo, sul terremoto del 1693; Stidda di l’Orienti (1997)- echi di canti natalizi della gente di Sicilia; Pesah (1999) elaborazioni per coro polifonico ed orchestra da camera delle lamentazioni del Venerdì Santo in Sicilia; Sicily (2005) raccolta di 21 classiche canzoni siciliane di fine ottocento re-interpretate. Questo, vero e proprio successo di vendite e di critica, ha vinto il secondo posto al prestigioso Premio Città di Loano (SV) per la musica popolare, e da luglio 2007 è distribuito dalla Universal nel Canada.  Sul versante della nuova musica d’autore: per la Cgd – Warner ha pubblicato Canti  e Incanti (1994), Premio Nazionale Piero Ciampi come miglior cd dell'anno; Stella Maris (1996).  Due brani dell’album sono stati utilizzati come colonna sonora de La piovra 7. Primo Premio nel referendum indetto da Vivere Giovani (del quotidiano La Sicilia) come miglior album siciliano 96; Plica Polonica (2001); a marzo 2008 il nuovo La Padrona del Giardino (Odd Times Records/Egea distribution ). Per il cinema (nel 2007):ha composto la colonna sonora del film Liscio di Claudio Antonini con Laura Morante, premiato al recente Rome Film Fest. Per un brano di questo film, a Maggio 2007, ha ricevuto la nomination ai Nastri D’argento per il cinema nella sezione miglior canzone originale per il cinema. La canzone d’apertura del film L’uomo di Vetro di Stefano Incerti, prodotto da Rai Cinema e Red Film, in concorso al Taormina Film Fest 2007 e nelle sale dal 18 giugno. Per il teatro (nel 2007): ha musicato l’opera teatrale Il Vitalizio di Pirandello, adattamento di A.Camilleri, regia di W. Manfrè, andato in scena al V.Emanuele di Messina e in programma per tutto giugno 2007 per il Teatro stabile di Catania. Ha musicato il Mastro don Gesualdo di Verga, adattamento di D. Fabbri, regia di R. Minardi, con Andrea Tidona, G. Aronica e V. Andrea andato in scena con straordinario successo alle Verghiane di Vizzini.  na intensa attività concertistica lo vede impegnato nei cartelloni di rassegne e festival nazionali ed internazionali.                                                                                                                                                                                                                                            Organizza e dirige (quest’anno sarà la nona edizione) LITHOS-transiti a sud est, Rassegna nazionale di musica popolare, acustica e contemporanea che si tiene a Ferla sugli Iblei siracusani.

Carlo Muratori

 

LA CRITICA

“L’opera di Carlo Muratori, musicista, compositore, etnomusicologo, didatta, personaggio comunque di frontiera e sempre un passo più avnati degli altri, proprio perché ben certo delle orme lasciate in passato, riteniamo avrà in futuro la considerazione che si tributa ai grandi. Quando si tratterà di ricostruire la trama, il textum di fili incrociati che hanno fatto da retroterra fondante al cosiddetto “folk revival” dell’Italia del secondo dopoguerra molti discorsi dovranno tenere in considerazione la sua opera, ben documentata in una vicenda di vita intensa e polimorfa (oggi più che mai), ancor meglio scandita in una serie di tappe discografiche che viaggiano in parallelo su due filoni distinti, ma senz’altro non antitonici: la ricerca sul campo, con conseguente rielaborazione critica dei moduli espressivi vocali e strumentali tramandati oralmente, l’invenzione di un nuovo modo di creare canzone popolare che sappia lavorare sul crinale difficile del rispetto e della ricerca”.   Guido FESTINESE, World Music Magazine.

 

 

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà all’interno della Chiesa del SS.Sacramento di Villa “Nappi” di Polverigi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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CAMERATA PICENA – SABATO 22 AGOSTO

Corte del Castello del Cassero -  Ore 22,00 – Concerto-Incontro della Sera

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Camerata Picena

 

GIORDANO DALL’ARMELLINA (Lombardia)

in

 “Ballate popolari europee del tempo che fu”

Concerto/Spettacolo - Per Voce e Chitarra

 

 

con la partecipazione straordinaria di Gastone PIETRUCCI, voce

 

Giordano Dall’Armellina in Concerto

                                                                                                                                                                                       

 

 

Questo Concerto-Incontro (che idealmente continua il filone “Salvare la memoria”, iniziato con successo l’anno scorso, sempre al Cassero, da Gastone Pietrucci, con il suo Concerto-Incontro della Sera: “Nel canto la memoria”) vuole offrire un contributo culturale al pubblico (ma soprattutto ai giovani) per aiutarli a comprendere un fenomeno, come quello della ballata, che, insieme alla fiaba, ha contribuito a forgiare l’identità culturale europea. Grazie alla ballata si può pensare all’Europa come “nazione” di popoli diversi ma con identiche radici di cultura popolare. Attraverso questo Concerto.Spettacolo si potrà comprendere perché la storia narrata in una ballata possa essere cantata in decine di lingue e dialetti in differenti parti d’Europa o come sia riuscita una ballata a divenire una novella di Boccaccio e a trasformarsi in una ballata scozzese che è cantata ancora oggi. Attraverso la ballata si scoprirà il mondo della magia, le credenze popolari che ancora oggi influenzano la nostra vita quotidiana, il significato simbolico dei numeri. Ballate e fiabe fanno parte di un grande patrimonio di cultura popolare europea che è nostro dovere preservare per non spegnere la memoria storica. Un popolo senza memoria è un popolo spento, un popolo destinato a perdere il senso di appartenenza, che invece è un forte valore da coltivare, preservare e soprattutto trasmettere alle nuove generazioni.

 

Anche in questo particolare, raffinato Concerto-Incontro della Sera, tutto monografico e tuto incentrato sulla Ballata, ci sarà la partecipazione straordinaria di Gastone Pietrucci, che insieme a Giordano Dall’Armellina, interpreterà una delle più arcaiche ballate europee: “La Guerriera., nelle due versioni italiana e spagnola.

 

Giordano Dall’Armellina

Il cantore di antiche ballate europee

 

Giordano Dall’Armellina, (1950) si occupa di studi sul folclore dal 1981 dopo aver fatto ricerche presso la branchia dell’Università di Edimburgo che si occupa di tradizioni scozzesi. Ciò lo ha portato ad aprire a Milano il primo folk-club (Il Ponte delle Gabelle) che con l’aiuto decisivo di Giancarlo Nostrini ha vissuto pagine importanti per la musica popolare negli anni ’80 del secolo scorso. Da quella esperienza ha tratto linfa per continuare le sue ricerche anche in altre parti d’Europa facilitato dalla conoscenza di cinque lingue e dal fatto di poterne leggere nove. Dagli anni ’80 ha tenuto circa 1500 concerti in Italia e all’estero. Gli Istituti Italiani di Cultura lo hanno chiamato per tenere conferenze/concerti presso cinque università statunitensi, sette canadesi e sei in Germania (Francoforte). Si è esibito anche in Spagna, Francia, Svizzera, Scozia, Irlanda e più volte al Conservatorio di Milano, oltre che in diverse università italiane.

Nel 1994 ha realizzato il suo primo CD per voce, chitarra e violino contenente ballate britanniche, francesi e italiane che è stato riedito nel 2001 con il titolo “Ballate Europee del tempo che fu”. Nel 1999 ha realizzato il suo secondo CD “Ballate Britanniche del tempo che fu”, una raccolta di ballate popolari e letterarie britanniche e irlandesi. Nel 2001 è uscito il terzo CD “Ballate romanze del tempo che fu” una raccolta di ballate castigliane, catalane, francesi, occitane ed italiane. Nel 2008 un quarto CD sulle ballate popolari italiane.

La sua esperienza come insegnante di inglese per più di 30 anni lo ha portato a scrivere un saggio in inglese sulle ballate britanniche per le scuole (Medieval British Ballads ina European ContextLoescher con cd allegato). Ha pubblicato anche articoli su riviste specializzate e recentemente saggi in Educare all’Europa a cura di Giuseppe Deiana (Ed. Unicopli) e Educazione letteraria e nuove tecnologie a cura di Paolo Balboni (Utet).

Il suo ultimo libro Ballate Popolari Europee (Book Time editore,.2008), riedito nel 2009 con 4 cd allegati e la partecipazione di più di quaranta artisti, è uno dei punti di arrivo della sua carriera di musicista e ricercatore.

 

 

 

                                             

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà all’interno della Corte del Castello del Cassero di Camerata Picena

  

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MONSANO – DOMENICA  23 AGOSTO

Piazza dei Caduti-  Ore 22,00 - Concerto di Chiusura

In collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura di Monsano e La Fondazione Pergolesi-Spontini

 

POLYETNIK MUZAK

 

in

“Omaggio ad Oliviero”

 

   con la partecipazione straordinaria de LA MACINA

 

 

Oliviero De Quintajè

 leader, fondatore, “anima” dei Polyetnik Muzak

Locandina della Serata “Memorabilia”                                                                                                                                       Concerto Omaggio per Oliviero De Quintajé                                                                                                                                Recanati, Cemtro Culturale Fonti San Lorenzo, Domenica 21 Settembre 2008

 

Oliviero carissimo,
parlando con Adriano e Riccardo, abbiamo avuto la straordinaria idea di invitare i "tuoi" musicisti della Polyetnik Muzak, per il grande Concerto di Chiusura della prossima edizione del 24° Monsano Folk Festival 2009, domenica 23 agosto, alle ore 22,00, a Monsano, nella teatrale e suggestiva Piazza dei Caduti, per un dovuto ed appassionato Omaggio al tuo ricordo, nella "tua" piazza, con i "tuoi" amici musicisti, nel "tuo" Folk Festival (dove hai letteralmente trionfato, nell'ormai lontanissimo 2004, in quella serata memorabile di Jesi, della Piazza delle "Monnighette", con quel tuo intenso, tirato, ed applauditissimo Concerto Grande della Sera ).
Ora carissimo, ti abbiamo voluto riportare “a casa”, per poter cantare e suonare, ancora una volta, tutti insieme a te, in una grande, irrefrenabile, gioiosa festa della “memora, della musica e del canto”, per farci travolgere dal tuo formidabile carisma, dalla tua lucida “follia”, dai tuoi lunghi, appassionati monologhi, dalla tua incredibile, duttile, “selvaggia”, personalissima voce, dalla forza irrefrenabile delle tue potenti canzoni, dalla tua grande passione, dal tuo scatenante sound, ora dolce, graffiante, ora travolgente, elegante, onirico, ora raffinato, ora totalmente ubriacante, ma sempre di grande classe.

Io sono sicuro che a questo importante appuntamento, non vorrai mancare: quindi smetterai sicuramente, per un attimo, tutte le tue tournèe e sarai con noi a Monsano, felice e sicuro di te, tra i tuoi affezionati musicisti della Polyetnik Muzak e gli amici de La Macina a cantare, a suonare, ad entusiasmare tutto il pubblico presente, come solo tu sai fare. Noi saremo tutti lì ad aspettarti, quindi cerca di... non tardare!!!

Con la grande stima e l’amicizia di sempre. Un forte abbraccio.

Gastone, Jesi, 13 Giugno, 2009.

 

 

Oliviero De Quintajè

Oliviero De Quintajè

Oliviero De Quintajè in Concerto con Chiara Bolognini

 

 

 

POLYETNIK MUZAK: (il nome deriva dalla risposta che Brian Eno, reduce dal Pavarotti & Friends, diede ad un giornalista del TG1, dopo esser stato presentato come “poliedrico musicista multietnico” : “I don’t polietnik muzak”). E’ un combo di puro e duro folk (fondato e diretto dal grande carisma di Oliviero de Quintajè, fino al giorno della sua prematura morte) che, pur essendo smaccatamente folk, non ha niente a che vedere con i tipici gruppi folkloristici e, pur non disprezzando una certa ricerca musicale, non ha niente a che fare con i classici gruppi di ricercatori musicologici.                                                                                                                                 In definitiva, trattasi di una band che suona un folk rigorosamente acustico con la stessa carica del rock più elettrico proponendo, senza alcuna pretesa filologica ma in lingua e testi originali o riadattati, canzoni più o meno antiche della tradizione popolare dell’Europa latino-celtica e, canzoni di propria composizione che si innestano in modo continuativo ed innovativo nella suddetta tradizione.                                                                                                                                                                                                                                                                        Dai Carmina Burana ai madrigali, dai troubadours ai menestrelli, dalle ballate bretoni ai carols britannici. I saltarelli marchigiani come jigs irlandesi e o reels canadesi, la tarantella napoletana come il cajun della Louisiana, la mazurka zigana come la java manouche, il fandango gitano come il tex-mex.

Un viaggio nel tempo senza tempo sulle note riarrangiate e reinventate di giullari, pastori, contadini, pescatori, marinai, operai e malavitosi.

 

 

POLYETNIK MUZAK

 

Chiara Bolognini, voce

Gianni Gianferro,  fisarmonica - organetto - harmonium - concertina italiana e irlandese - voce

Carlo Venanzoni, basso - voce

Riccardo Andrenacci, batteria - daarbouka - cajon - percussioni

Michele Lelli,  batteria - bodhran - djambè - voce

Luca Cingolani, batteria - timpani - cajon - percussioni

Alessandra Rogante,  voce

Paolo Galassi,  chitarre - mandolino - cori

Adriano Taborro, violino - mandolino - chitarre - cori

Tony Felicioli,  flauto traverso - piccolo - whistles - soprano - bombarda bretone - cori

 

 

 

con la partecipazione straordinaria de

LA MACINA

 

 

 

Gastone Pietrucci, voce

Adriano Taborro, chitarra, mandolino, voce

Marco Gigli, chitarra, voce

Roberto Picchio, fisarmonica

Riccardo Andrenacci, batteria, percussioni

Michele Lelli, batteria, percussioni

Giorgio Cellinese, coordinatore

 

 

Ingresso Libero

In caso di pioggia il Concerto si terrà al Teatro-Studio “Valeria Moriconi” di Jesi

 

In esclusiva per il Monsano Folk Festival

 

 

 

 

  

 

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Foglie d’Album *

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.

Giuseppe Ungaretti, Soldati, 1918

 

Sotto questo nome, da quest’anno sono indicati dei nuovi lavori, montati appositamente per l’edizione attuale del Monsano Folk Festival e per le edizioni future.

Prerogativa originaria ed insostituibile del Monsano Folk Festival, è stata sempre quella di essere oltre che un Festival internazionale ed itinerante, soprattutto un Festival di Musica popolare originale oltre che di revival. Quindi caratterizzare il Festival oltre che con gruppi od artisti di folk-revival, anche e soprattutto con la presenza indispensabile degli autentici portatori della tradizione e della loro musica cosiddetta “originale”.

Sino ad ora, sono riuscito (come ricercatore e come direttore artistico) a far partecipare a tutte e ventiquattro le edizioni del Festival i cosiddetti informatori, a farli conoscere personalmente al grande pubblico con concerti e partecipazioni memorabili,  indimenticabili ed aggiungerei fondamentali.

Ora purtroppo questo grande patrimonio umano, piano piano, va inesorabilmente e fisiologicamente scomparendo. Quindi mi sono posto il problema (una volta privi di questo incommensurabile serbatoio umano della memoria) come continuare la linea principale dell’ originalità” del Festival, senza snaturarlo né andando fuori tema.

Allora ho deciso che sarò io, con Foglie d’Album (quando non avrò più a disposizione i principali informatori, magistralmente definiti da Guido Festinese, “gli alberi di canto”) a sostituirmi a loro, nel raccontare a mia volta, i miei fortunati incontri, le mie registrazioni con loro, prestando la mia voce, i miei ricordi, per far rivivere le loro storie, le loro vite, i loro canti e tutto il loro bagaglio di umanità, di tenerezza, di “amore” che in questi più che quaranta anni di ricerca sul campo, mi hanno donato.

Gastone Pietrucci,

 Jesi, 25 Giugno 2009

 

Foglie d’Album

Piano dell’opera

(a cura di Gastone Pietrucci)

 

 

 

Foglie d’Album 2009

 

n. 1   Aldo GOBBI

Jesi-Venerdì  14 Agosto- Ore 12,00–SAS-Museo Studi per le Arti della  Stampa-Concerto Aperitivo di Mezzogiorno.

 

n. 2  Italo AGNETTI, “Totò”

Staffolo-Domenica 16 Agosto- Ore 12,00–Museo dell’Arte del vino-Concerto Aperitivo di Mezzogiorno.

 

 

 

Foglie d’Album 2010

 

n.  3   Pietro BOLLETTA

n.  4    Armanda ANIMOBONO MANCINI e le sorelle Amalia “Astora” e Anita ANIMOBONO

 

 

Foglie d’Album 2011

 

n.  5   Laura PIETRUCCI CALABRESI “Lallì” - Maria PIETRUCCI “Mariuccia”

n.  6   Giuseppe GASPARRINI Beppe de Birtina

 

 

Foglie d’Album 2012

 

n. 7  Le “FILANDARE” JESINE

n. 8  Nazzareno SALDARI “Fifo”  - Giuseppe PIERANTONI - Nazzareno PESALLACCIAMengrè” -

 

 

Foglie d’Album 2013

 

n. 9 Cesira ZENOBI GIGLI - Adelaide TASSI PIETRUCCI  

n. 10. Quartina LOMBARDI GIANSANTELLI - Gianfranco FILIPPONI “Pippo”

 

 

Foglie d’Album 2014

 

n. 11. Lea LUCONI CECCARELLI - Attilia ROCCHEGIANI CATANI

n. 12. Ireneo  ALBERTI, “El Moro” ed il GRUPPO SPONTANEO DEL MAGGIO DI FABRIANO

 

Foglie d’Album 2015

 

 

n. 13.  Lina MARINOZZI LATTANZI - Domenico CICCIOLI,  Spaterna”

n. 14.  Elvira CORSETTI PIRANI, La Pirana” - Dagoberto DE FERRARIS

 

Foglie d’Album 2016

 

n. 15.  Augusta MARCELLI BRUSCHI -Telemaca CAGNONI GORI

n. 16.  Giovanni CAPOGROSSI - Cesira SANTARELLI ROMAGNOLI

 

Foglie d’Album 2017

 

n. 17. Tersilio ANGELINI, “Baffone” - Guerrino CIMARA - Silvio MARIANI “Il coco” -

n. 18.  Attilio MAZZIERI ,U brau” - Armando BRACONI - Amerigo ZENOBI

 

Foglie d’Album 2018

 

n. 19.  Mario AMICI - Severino RONCONI - Armando FELICI “Zzifò

n. 20.  Giuseppina PIANA MARCHESELLI - Le sorelle Angela CERCACI BEDETTI e Guerrina CERCACI

 

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* I libretti della serie Foglie d’Album editi dal Centro Tradizioni Popolari sono progressivamente numerati,

 in modo da poterli raccogliere ed alla fine della Collana sistemarli in un apposito raccoglitore

 

 

 

 

 

Foglie d’Album

© Copyright, 2009

by Centro Tradizioni Popolari

Printed in Italy. All Rights Reserved

 

Ogni riproduzione, o riproposta, anche parziale del materiale qui raccolto, deve essere da noi autorizzata e comunque sempre citata.

 

 

 

 

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Gli  Artisti del  Monsano Folk Festival

in ordine di esecuzione

 

 


Il Tratturo

Mauro Gioielli

Enzo Miniscalco

Lino Miniscalco

Ivana Rufo

Walter Santoro

 

Rari Ramarri Rurali

Nino Finauri

Riccardo Marongiu

Giacomo Pietrucci

Roberto Renzoni

Claudio Tombini

 

Luisa Poggi

Aurelio Beretta

Carlo Spinedi

 

Gang

Marino Severini

Sandro Severini

Francesco Caporaletti

Francesco Bigoni

Fabio Verdini

 

La Macina

Gastone Pietrucci

Adriano Taborro (direttore muscale)

Marco Gigli

Roberto Picchio

Riccardo Andrenacci

Michele Lelli

Giorgio Cellinese (coordinatore)

 

Andrea Bartola

Michele Bramucci

Raffaele Petrucci

 

Riccardo Tesi

 

Nardino Beldomenico

Gianni Donnini

Gastone Pietrucci

 

Italo Agnetti

 

PivariTrio

Fabio Bonvicini

Saverio Martinelli